Notizie » Politica Crisi istituzionale ad Umbertide, Palazzoli (PD):''Una decisione difficile e sofferta, ma la responsabilità non è dei consiglieri dimissionari''

Riceviamo e pubblichiamo Gianluca Palazzoli: “Una decisione difficile e sofferta, ma la responsabilità non è dei consiglieri dimissionari” “Nel 2009, dopo essere stato eletto per la prima volta, come consigliere comunale nella lista del Pd di Umbertide una persona mi disse in maniera del tutto amichevole che mi dovevo sentire onorato perchè una parte di una comunità mi aveva scelto, rispetto ad altre persone, e che dovevo rispettare ogni volta questo incarico con serietà e responsabilità. Serietà e responsabilità, ne ho fatto sempre tesoro di questi due concetti, in quella legislatura e nell’attuale. Vorrei ricordare che un Sindaco viene eletto perchè i candidati in lista durante la campagna elettorale chiedono il voto per la lista di appartenenza, per se stessi e per il Sindaco. Nelle elezioni Comunali del 2014 nei 19 seggi ci furono 4.842 voti di lista Pd e solo 72 dati solo al Sindaco collegato alla coalizione. Questo per ricordare che un candidato collabora e lavora fin da subito per il futuro Sindaco. I 7 consiglieri dimissionari hanno sempre, e sottolineo sempre, sostenuto l’amministrazione e il Sindaco Locchi in Consiglio comunale e nelle Commissioni consiliari e lo avremmo fatto fino all’ultimo giorno dell’attuale legislatura. Stessa cosa per i due Assessori destituiti. In questo mi auguro che non mi vedrò contraddetto dato che ci sono i verbali delle Commissioni consiliari e le registrazioni audio-video delle assise. Per quanto mi riguarda non ho mai disertato un Consiglio comunale, solo una volta per un ricovero improvviso in ospedale di pochi giorni, e il numero dei consiglieri di maggioranza è stato sempre assicurato. Il ruolo di Capogruppo consiliare in questa legislatura non è stato per nulla facile. Comunque ho cercato sempre di fare del mio meglio: con tutta una serie di azioni, informazioni e continuo coordinamento tra i consiglieri del gruppo Pd, che mettevo in campo ogni volta che si avvicinava un Consiglio comunale o altro appuntamento come la Conferenza dei Capigruppo o gli incontri del Gruppo consiliare. In Consiglio comunale credo di avere rispettato questo ruolo con serietà ed equilibrio con tutti i consiglieri del gruppo e Pd e con quelli dell’opposizione. I perchè di come si è arrivati al Commissariamento del Comune di Umbertide, se mi è concesso me li pongo io. Marco Locchi avrebbe avuto tutta la mia comprensione se la maggior parte del gruppo consiliare del Pd o i due Assessori destituiti gli avessero reso ogni giorno la vita difficile. Ma questo non è stato. Anzi, la sua preoccupazione in ogni Commissione consiliare e in ogni consiglio era ‘indirizzata’ verso consiglieri che oggi si dichiarano vicini e solidali a Marco Locchi. Un teatro dell’assurdo e di menzogne, dove l’unico intento è stato quello di far ricadere la responsabilità di tutto sopra noi 7 consiglieri dimissionari. Abbiamo partecipato a moltissimi Consigli comunali, e di conseguenza a molte Commissione consiliari. Abbiamo garantito sempre – a volte anche con molta fatica dettata da problemi lavorativi o familiari – che tutto avvenisse nella piena regolarità politica-amministrativa. Nella settimana tra lunedì 27 novembre e venerdì 1 dicembre sono incominciate a girare voci sul possibile allontanamento di Cinzia Montanucci dalla Giunta comunale. Resto basito non voglio crederci! Chiudo dicendo ai miei interlocutori che si tratta sicuramente di uno strale del Sindaco in un momento di rabbia. Sabato 2 dicembre, Cinzia Montanucci chiede di incontrare la Segreteria del Pd per informarci che alla fine, sentendo tante ‘news’ nei suoi confronti , aveva parlato con Marco Locchi e lo stesso non le aveva negato la sua volontà di cacciarla dalla Giunta. Cinzia ha cercato di fargli capire che sarebbe stato un grosso errore, non tanto per lei ma per tutto quello che avrebbe innescato. Locchi risponde che comunque andasse sarebbe andato avanti con questo ‘progetto’ perche’ l’attività politico ammistrativa sarebbe continuata con altre ‘impensabili maggioranze’. Terminata la riunione decido di chiamare il Sindaco per avere un immediato incontro in sede Pd insieme a Paola Avorio, Presidente Assemblea comunale del Pd umbertidese . Telefonata non molto tranquilla, ancora non posso crederci, sono arrabbiato perchè non capisco i presupposti. Gli dico che sta facendo un grosso errore e non capisco il perché dato che lo abbiamo sempre sostenuto con serietà e responsabilità. Mi dice che non verrà e che mi chiamerà la mattina dopo per incontrarci. La domenica mattina, 3 dicembre, non ricevo nessuna chiamata e alle 11.30 decido di inviare un sms per sollecitare di nuovo l’incontro. Nessuna risposta. Anche Paola Avorio prova a contattarlo ma con nessun esito. Martedì 5 dicembre alle ore 11.10 arriva un Sms dalla Segreteria del Pd regionale: è la convocazione per un incontro in data lunedì 11 dicembre, alle ore 18.00 presso la sede Pd Umbria a Perugia in Piazza della Repubblica con i Segretari Regionali e Provinciali del Pd Giacomo Leonelli e Leonardo Miccioni, con il Segretario del Pd di Umbertide Lucia Ranuncoli, il Sindaco Marco Locchi e il Capogruppo del Pd di Umbertide (il sottoscritto), per cercare di trovare soluzioni al problema che si sta verificando al Comune di Umbertide. Questo mi fa sperare che nessun atto di allontanamento dalla Giunta verrà fatto prima di questo incontro, in modo da trovare così insieme una soluzione. Invece alle ore 8.30 circa di mercoledì 6 dicembre gli Assessori Cinzia Montanucci e Raffaela Violini vengono convocate dal Sindaco Locchi per la comunicazione dell’atto di revoca delle loro deleghe. Rimango allibito e tutto mi diventa più chiaro: non c’era nessuna volontà di risolvere il problema, c’era solo la volontà di rompere tutto e distruggere in maniera irresponsabile e fuori da ogni logica. Che il Sindaco aveva contrasti con il Pd locale non era un mistero per nessuno, ma le istituzioni non possono essere il luogo dove scaricare tensioni politiche e personali. Il funzionamento della macchina pubblica e l’interesse della collettività, per un pubblico funzionario come il Sindaco, devono essere prioritari a tutto. Tra il venerdì e il lunedì successivo prendendo atto della palese forzatura e della rottura politica voluta dal Sindaco Locchi prepariamo le nostre dimissioni depositando le firme presso studio notarile. Dimissioni concordate con la Segretria e l’Unione comunale del Pd umbertidese, dimissioni non nascoste all’opinione pubblica, come vuole anche in questo caso imputarci Marco Locchi. Non abbiamo detto a nessuno di tenere il segreto, molti sapevano e non solo gli addetti ai lavori. Speravamo solo di non utilizzarle. Il Pd umbertidese non poteva certamente sfiduciare il Sindaco, abbiamo deciso in questa fase di prendere le distanze dal suo inaccettabile e offensivo comportamento dato che ha rifiutato ogni dialogo e non ha nemmeno riunito il Gruppo consiliare per spiegare le sue motivazioni o per informarci di quello che avrebbe fatto a breve. Con la surroga dei due consiglieri rimasti in lista il Pd avrebbe avuto 6 voti (compreso quello del Sindaco), e le minoranze 6 voti ma, dato che più di una occasione il Sindaco Locchi aveva esternato di avere la soluzione politica in tasca, tutto poteva continuare. Un bel mix tra maggioranza e minoranza. Questo forse era il suo piano per poter andare fino alla primavere del 2019. Domenica 10 si svolge un incontro dell’ Unione Comunale del Pd per fare il punto e per decidere insieme il da farsi nei giorni che seguiranno. L’ Assemblea decide di allargare la rappresentanza all’incontro del giorno successivo con Paola Avorio e Manlio Mariotti, previo consenso dei Segreteri Regionali e Provinciali. Scopo di tutto questo era solo di avere più esperienze politiche a disposizione, per trovare una mediazione, un accordo. La speranza ancora non era del tutto svanita. La mattina di lunedì 11 dicembre Lucia Ranuncoli informa il Segretario Leonelli della nostra intenzione di allargare la rappresentanza. Nel corso della giornata Leonelli chiama Lucia Ranuncoli dicendo che Marco Locchi non vuole la presenza di Manlio Mariotti. Non capiamo, ma accettiamo. Con noi partecipa solo Paola Avorio. Lunedì 11 dicembre alle ore 18.00, presso la sede Regionale del Pd si svolge l’incontro convocato tramite Sms il giorno 5 dicembre. Da questo incontro io e credo anche Lucia e Paola , sono uscito da una parte fortemente amareggiato ma, dall’altra, oramai con assolute certezze. Invito a rileggere i comunicati stampa dei segretari del 12 dicembre e quello del 15 dicembre dopo la caduta di Sindaco e Giunta a seguito della presentazione delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. E’ la perfetta analisi di questa triste commedia che ha travolto Umbertide e i suoi cittadini. Non c’è stato nessun accordo con i Segretari Regionali e Provinciali, nessun inciucio come qualcuno ha voluto far credere, nessun comunicato ‘bulgaro’ come altri hanno scritto. Come non c’è stato nessun accordo con Umbertide Cambia. Affermazione che trova conferma nel loro comunicato stampa del 21 dicembre. Voglio sottolineare che i Segretari Regionale e Provinciali nel comunicato del 15 dicembre criticano anche le nostre dimissioni. Ogni ipotesi di mediazione è stata respinta. Lasciamo un margine di ripensamento fino alle ore 15 del giorno successivo e poi avremmo presentato le dimissioni. Termine che viene prolungato per responsabilità e perchè è una decisione pesante, per nulla facile. Io ovviamente racconto la mia esperienza ma, in mezzo credo che ci siano stati tentativi di altre persone o dirigenti del Pd locale, come ad esempio Paola Avorio, che hanno contattato Marco Locchi per cercare soluzioni prima e dopo la destituzione di Cinzia Montanucci e Raffaela Violini. Il 13 dicembre sui quotidiani locali esce un comunicato di Locchi che asserisce che non ha intenzione di reintegrare nessuno, e non gli interessa nemmeno l’altra proposta di concedere alla minoranza Pd umbertidese posti negli organismi locali (ad onor del vero e’ stata fatta anche una terza proposta di azzerare la Giunta e ripartire con un nuovo esecutivo; anche questa respinta). Altra contraddizione: l’imputazione maggiore che e’ stata fatta al Pd di Umbertide da Marco Locchi nell’incontro di Perugia era la gestione del congresso locale, e il fatto che attualmente le minoranze non erano rappresentate, pur avendo lui presentato e letto un documento durante una riunione dell’Unione comunale. I congressi nel sindacato o in politica sono momenti di confronto tra minoranze e maggioranze se esistono. I regolamenti sono pubblici per tutti, basta leggerli e applicarli. Per la candidatura del segretario comunale era necessario presentare un programma politico collegato ad una lista di nomi entro una certa data. Per i Segretari di Circolo si potevano presentare anche lo stesso giorno del congresso, sempre collegato ad una lista di nomi. Ora penso che tutto sia stato fatto con l’intento di trovare discriminanti e additare per l’ennesima volta gli organismi dirigenti del Pd locale. La mattina del 14 dicembre comincia a girare la voce secondo cui due consiglieri di Umbertide Cambia, Conti e il Capogruppo Faloci, si sarebbero dimessi dalla carica di consigliere assieme a noi, gesto prettamente politico, e perchè ritenevano che non ci sarebbero più state le condizioni per governare in maniera dignitosa la città (con le dimissioni dei 7 consiglieri comunali di maggioranza), e quindi dal loro punto di vista era necessario tornare al voto. Tutto quello che avviene nella mattina del 14 dicembre, per quanto mi riguarda, e credo che siano della stessa opinione anche gli altri 6 consiglieri dimissionari, è la cosa più triste che poteva accadere. Mancava che il Sindaco ci dicesse “scusate è stato tutto uno scherzo, Cinzia e Raffaela tornate in Giunta e voi consiglieri fate finta di nulla, tutto procederà come prima”. Caro Marco Locchi, il sipario non si chiude o si apre a tuo piacimento, e in base alle persone che sono sedute in platea. La nostra intenzione era stare in questa platea per rispettare il nostro ruolo, Umbertide e chi ci aveva scelto con il voto. Non avremmo mai chiuso la porta prima del tempo stabilito (fine mandato). Di quello che e’ accaduto siamo profondamente dispiaciuti perchè comunque ci sentiamo partecipi di questa brutta storia che ha colpito la nostra città. La mattina del 14, dopo che ti sei affrettato a scrivere il comunicato ‘salvagente’ hai cercato telefonicamente alcuni di noi consiglieri, personalmente con me hai provato una sola volta. Non ti ho risposto volutamente perchè tanto era il dispiacere e la rabbia in me che sicuramente sarebbero volate parole troppo pesanti e rischiavo di prendermi una querela. Con il tuo estremo tentativo di rimettere le cose a posto all’ultimo momento hai solo confermato quello che in qualche modo avevo detto ai Segretari Regionali e Comunali all’incontro dell’11 dicembre in tua presenza: il tuo progetto o quello di altri tuoi ‘consiglieri’ di fiducia, era solamente di rompere gli equilibri, di creare caos e di cominciare a puntare il dito su alcuni. L’accusa di autoreferenzialtà e la chiusura del Pd di Umbertide sono stati solo pretesti per aprire la pentola, che poi non hai saputo richiudere. Ti chiedi perchè i 7 consiglieri hanno votato in questi anni tutto quello che ha proposto un ‘incapace’. Sinceramente non mi ricordo – dato che si è scritto tanto – se questo attributo ti viene dato da un nostro comunicato o da altri, ma ti posso rispondere tranquillamente che abbiamo cercato di fare il nostro dovere rispettando l’indirizzo politico e il programma politico-amministativo che abbiamo votato insieme a te all’inizio di questa legislatura. Ma la tua “incapacità” piu’ grande la stai manifestando in questi giorni cercando di scaricare tutto sulle nostre spalle e del Pd locale, quando avevi tutte le condizioni e tutto il tempo per dire basta , riflettiamo e parliamone . La nostra non e’ una ripicca politica, come tu ci stai accusando. Se volevi veramente bene a Umbertide – altra caratteristica che a dir tuo noi stupidi consiglieri dimissionari non abbiamo – non avresti aperto una crisi di queste dimensioni. Se veramente eri preoccupato dei progetti amministrativi iniziati , se veramente eri preoccupato dei finanziamenti per le opere pubbliche, non avresti fatto nulla di tutto quello che scioccamente hai fatto. Ti tranquillizzo anche sulle altre domande in merito alle mire, gli obiettivi personali e non che ci sono dietro la nostra posizione. Nulla, completamente nulla. In chiusura, dato che si è scritto anche che i 7 consiglieri si erano dimessi su ordine del Kapo’ Giulietti Giampiero, dico che mi dispiace contraddire chi la pensa così ma, se c’e’ stata una persona che fino all’ultimo ha avuto remore è stato proprio lui. Forse se avessimo accolto le preoccupazioni dell’Onorevole Giulietti le dimissioni non sarebbero state presentate. Non accetto assolutamente che le conseguenze di atti irresponsabili altrui ricadano sulla mia persona e ogni volta che ne avrò occasione cercherò di far capire alle persone umbertidesi e non, quello che realmente è successo e che ha portato al Commissariamento del Comune di Umbertide.” Gianluca Palazzoli

27/12/2017 17:07:07

Attualità » Primo piano Umbertide, il Commissario De Rosa:’’Sono aperto al confronto con la città”

“Umbertide è uno dei Comuni più importanti dell'Umbria, è una città viva e dinamica, e il mio compito sarà quello di fare in modo che la gestione commissariale non abbia conseguenze negative per la comunità umbertidese”, ha dichiarato il Commissario prefettizio Castrese De Rosa, al quale spetterà il compito di guidare il Comune di Umbertide, dopo la fine anticipata della legislatura dell'ormai ex Sindaco Marco Locchi, fino alle prossime elezioni amministrative in programma tra aprile e giugno 2018. Il viceprefetto De Rosa è Nativo di Arzano, in provincia di Napoli, ma è considerato umbro d'adozione, visto che per oltre dieci anni ha prestato servizio presso la Prefettura di Terni e attualmente vive a San Gemini. La nomina di De Rosa a Commissario del Comune di Umbertide è stata “un ritorno a casa, nella terra che amo e nella quale ho scelto di vivere oltre trent'anni fa”. Laureato in Giurisprudenza, giornalista pubblicista per dieci anni corrispondente per il quotidiano “Il Mattino” di Napoli, nel 1988 è entrato in servizio presso il Ministero dell'Interno ricoprendo negli ultimi quattro anni il ruolo di direttore dell'Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e sociale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Quello del Commissario prefettizio è un ruolo tecnico-amministrativo che ricomprende le funzioni di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. L'obiettivo del Dott. De Rosa sarà quello di proseguire nel percorso già tracciato dalla precedente amministrazione, completando i lavori in corso o in fase di avvio, a partire dagli interventi di manutenzione straordinaria delle scuole del territorio, compreso il rifacimento della scuola dell'infanzia “Marcella Monini”. “Sono aperto al confronto con la città, al fine di guardare insieme alle iniziative per i prossimi sei mesi. - ha dichiarato il commissario Castrese De Rosa - Già dalla prossima settimana incontrerò i dirigenti scolastici, per poi proseguire con le aziende e le associazioni; sarò un commissario a tempo pieno, disponibile ad incontrare i cittadini e tutti coloro che vorranno confrontarsi con me per il bene della città”.      

27/12/2017 16:47:24 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Abitazione presa di mira dai ladri, le immagini finiscono sui social

L'abitazione di un consigliere comunale di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, è stata presa di mira dai ladri nei giorni scrosi. Il consigliere, postando le foto che mostrano i danni causati dal raid, ha scritto su Facebook:''FURTO - questa volta non è uno scherzo degli amici, anzi agli amici è toccato correre a vedere cosa fosse successo. La storia è questa, partiamo per andare in Calabria dai parenti, arrivati ci raggiunge una telefonata di […] che ringraziamo, preoccupati per casa nostra. […] sono corsi subito, grandissimi, grazie davvero. Si i ladri sono entrati, non sappiamo cosa sia sparito, da quello che vediamo dalle foto, per ora, c’è tanta umiliazione. Ma due particolari risaltano in questa vicenda, il primo che stranamente veniamo colpiti il giorno che siamo partiti, sembra quasi fossimo osservati, il secondo che il furto avviene dopo essermi battuto per il controllo del vicinato contro i furti, per una nuova agenda sulla sicurezza, per potenziare le forze dell’ordine sul territorio, e dopo che quotidianamente combattiamo contro i malviventi che purtroppo esistono, esistono nelle nostre belle zone e non si può girare lo sguardo altrove, speriamo sia solo un furto maldestro e non un tentativo di mettere paura, anche perché nel caso fosse, invece che paura abbiamo ancora più forza per batterci a difesa della legalità e della sicurezza. Buon Natale a tutti, anche alla feccia della società che ci ha riservato questo regalo, perché “il bene trionfa sempre sull’odio e sull’invidia”, proviamo a sdrammatizzare’’. 

27/12/2017 14:30:21

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