Attualità » Primo piano Fiere di Settembre, il sindaco Carizia e la vicesindaco Mierla tracciano il bilancio dell'edizione 2018

“Tre giorni meravigliosi che hanno portato innumerevoli soddisfazioni”: queste le parole del sindaco di Umbertide, Luca Carizia, e della vicesindaco con delega a Commercio, Sviluppo economico e Pari Opportunità, Annalisa Mierla, nel commentare la riuscita dell’edizione 2018 delle Fiere di Settembre che si sono svolte nei giorni 7, 8 e 9. “Una edizione – continuano sindaco e vicesindaco – che useremo il prossimo anno come guida e scheletro su cui costruire ulteriori eventi. L’afflusso di persone è stato notevole in tutti e tre i giorni e il numero di commercianti presenti ha superato le aspettative. Apprezzata, inoltre, è stata la scelta dell'amministrazione di creare un legame ancora più forte fra la fiera, la nostra città e l’ 8 settembre, giorno in cui Umbertide celebra la sua Santa Patrona”. “Grande successo hanno avuto gli spettacoli alle due postazioni Palco presenti lungo il percorso – proseguono-, così come le letture per bambini a cura dell’associazione 'Nati per leggere’, che saranno riproposte in autunno, e la mostra fotografica ‘Madri’, curata da Giulia Corinti, che a breve sarà visibile anche presso il Centro socioculturale San Francesco. Straordinari anche i numeri per le visite in anteprima al Museo delle Ceramiche Rometti, dove umbertidesi e turisti hanno potuto ammirare il nuovo allestimento. Un ringraziamento di vero cuore va a tutti i commercianti e gli artigiani che hanno partecipato alle Fiere di Settembre; alle associazioni del territorio presenti; a Maria Paola Fiorucci del Centro Studi Danza, a Luca Bruni del Teatro Oplas, a Bianca Migliorati di Opera Bianca; a tutti coloro che si sono prodigati nell’organizzazione dell’evento. A Michael Zurino che ha magistralmente condotto il coordinamento degli eventi artistici. A Elena Ciampelli e ai Molini Popolari Riuniti per il magnifico abbellimento floreale temporaneo presente sulla rotonda all’ingresso della città; ai volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile; agli uffici comunali competenti; al comandante della Polizia Municipale, Gabriele Tacchia, agli agenti del Corpo e a tutti gli uomini delle forze dell’ordine che hanno garantito la sicurezza dell’evento”

11/09/2018 17:44:48

Attualità » Primo piano Inaugurazione ex FCU, il Comitato Pendolari Altotevere: "Ci sentiamo presi in giro"

Riceviamo e pubblichiamo da Andrea Meniconi, presidente del Comitato Pendolari Altotevere  Un famoso politico italiano della prima repubblica, uno che la sapeva lunga, osservava che a pensare male si fa peccato ma, di solito, ci si azzecca. Di fronte ai roboanti proclami dell’assessore regionale ai trasporti Chianella e alle quotidiane rassicurazioni provenienti dai vertici di Trenitalia, noi del Comitato Pendolari Altotevere abbiamo sempre mostrato perplessità e avanzato dubbi, commettendo forse peccato, ma puntualmente ci abbiamo azzeccato: quei proclami si stanno rivelando parole al vento, quelle rassicurazioni assomigliano tanto ad una presa per i fondelli. La riapertura della tratta Umbertide-Ponte San Giovanni prevista per il 12 settembre, in concomitanza con la ripresa delle attività delle scuole, viene rinviata sine die in quanto carente dei necessari sistemi di sicurezza, e allora al pendolare, notoriamente persona di buon senso ma la cui pazienza ha un limite, viene spontanea la domanda: “ma se è vero che la chiusura di questa linea ferroviaria era stata provocata proprio dalla mancanza di sicurezza e se è altrettanto vero che tutti questi interventi così costosi e generosamente sbandierati erano volti a ripristinare le condizioni di sicurezza, oggi che i lavori sono quasi completati, come è possibile che queste condizioni ancora non siano presenti?”. È evidente che qualcosa non quadra. Non parliamo poi della tratta Città di Castello-Umbertide, per la quale era stata ottimisticamente ipotizzata la riattivazione per il 24 settembre: se tanto ci dà tanto, quella riapertura la vedremo alle calende greche. Per rimanere in ambito classico, “nihil sub sole novum”, niente di nuovo sotto il sole, una massima latina che i pendolari dell’Altotevere conoscono a memoria e che sembra contraddistinguere, in negativo, i piani industriali di tutte le società che si sono avvicendate al timone di questa martoriata linea ferroviaria. E a farne le spese, come al solito, sono gli utenti.  

10/09/2018 18:59:49

Attualità » Primo piano Ex FCU, conclusi i lavori sulla tratta Città di Castello-Ponte San Giovanni

"Quello di oggi è un primo passo importante di un programma complessivo che abbiamo voluto per dotare la nostra regione di una spina dorsale ferroviaria, da Sansepolcro fino a Terni, integrarla al meglio con la rete nazionale di Ferrovie dello Stato ed aprire dunque un futuro nuovo al trasporto ferroviario umbro". La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, questa mattina, lunedì 10 settembre, attraverso un viaggio iniziato a Città di Castello e concluso a Ponte San Giovanni, ha ripreso in consegna i 52 km del tratto Città di Castello-Ponte San Giovanni, a seguito dei lavori di rifacimento   dell'armamento e di ripristino di alcuni impianti tecnologici effettuati da Rete Ferroviaria Italiana.  All'iniziativa erano presenti i sindaci di Città di Castello e di Perugia, amministratori dei comuni di Umbertide, San Sepolcro e degli altri comuni interessati. La riconsegna dell'infrastruttura è stata effettuata dal direttore strategie di RFI, Gianfranco Pignatone che ha partecipato insieme all'amministratore delegato di Busitalia, Stefano Rossi, ed all'amministratore unico di Umbria Mobilità, Ferruccio Bufaloni. "La scelta strategica della Regione - ha affermato la presidente Marini – non solo darà sicurezza e qualità ad un tracciato storico dell'Umbria, ma vuole anche rispondere alle nuove e più complessive esigenze della nostra economia.  Quello di cui ci stiamo occupando è un investimento stimato in circa 150 milioni di euro, 63 dei quali sono stati destinati alla tratta che abbiamo ripreso oggi.  Gli altri due grandi interventi riguardano il tratto Ponte San Giovanni – Perugia S.Anna ed il tratto da Ponte San Giovanni fino a Terni. Quest'ultimo, nello scorso mese di aprile, è stato dichiarato di interesse nazionale e, sulla scorta di tale importante provvedimento, i lavori verranno eseguiti direttamente da RFI s.p.a.  nell'ambito della prevista revisione del Contratto di Programma tra RFI e Ministero. Un grande investimento insomma – ha proseguito la presidente - che è strategico se viene visto ed utilizzato non soltanto per dare risposte ai viaggiatori "storici" e cioè pendolari, studenti e lavoratori,  ma anche per mettere in campo potenzialità diverse, quali ad esempio quelle turistiche, della mobilità urbana, dei collegamenti tra le varie città dell'Umbria ed infine, perché questo è il nostro obiettivo finale, quello di collegare al meglio Perugia e l'alta Umbria con Roma. E questo si potrà fare quando la rete regionale sarà interconnessa con la rete nazionale di RFI".   "L'intera operazione ha avuto inizio con l'accordo siglato il 19 giugno 2017 tra Regione Umbria, RFI, e Umbria TPL e Mobilità, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e dell'Amministratore delegato di FS Italiane. L'accordo è la prima applicazione concreta del Decreto Legge del 24 aprile 2017 che consente alle Regioni territorialmente competenti, ai gestori delle linee regionali e a Rete Ferroviaria Italiana la possibilità di concludere accordi e stipulare contratti per la realizzazione di interventi sulle reti ferroviarie regionali. E' seguita la sottoscrizione della convenzione con il MIT e l'affidamento dei lavori tramite accordo-quadro da parte di RFI alla società SALCEF che li ha eseguiti in circa sei mesi.  Queste opere - ha sottolineato la presidente Marini - sono le prime completate in Italia. La presidente ha concluso ricordando che è attualmente in via di ultimazione il trasferimento della Concessione e del relativo ramo d'azienda da Umbria Mobilità a RFI che avrà in questo modo la gestione dell'intera infrastruttura.   Quanto alla ripresa dell'esercizio commerciale della FCU, a seguito di una richiesta di integrazione documentale avanzata da ANSF (Agenzia sicurezza traffico ferroviario) inviata nel tardo pomeriggio di venerdì 7 settembre, la presidente Marini ha confermato che la data verrà comunicata in esito di un incontro tecnico previsto nei prossimi giorni. "Bisogna sottolineare - ha affermato l'assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella - che l'intervento realizzato fa parte di una strategia piuttosto articolata che va ben al di là del rifacimento dell'armamento o dell'impiantistica;  si tratta del primo tassello di un complesso disegno che, attraverso il  rilancio delle ferrovie regionali (un tempo la si sarebbe definita "la cura del ferro"), si propone  il  rafforzamento del trasporto collettivo e la promozione della mobilità sostenibile. Due anni fa è stato approvato dal Consiglio Regionale il Piano Regionale dei Trasporti". "Tale piano, per la FCU, delinea una strategia ben precisa che prevede La rimodulazione della distribuzione delle percorrenze sulla rete in funzione della domanda attuale e potenziale secondo un modello di esercizio regionale sviluppabile per fasi esteso anche alla rete RFI e integrato con i servizi Trenitalia e La previsione di varie tipologie di servizi: Corse «lunghe – veloci» (con un numero limitato di fermate) sulle relazioni Città di castello – Perugia e Terni – Perugia nelle sole fasce di punta. Corse «corte - metropolitane» nelle aree a maggiore domanda consolidata e potenziale. L'introduzione di un modello di esercizio integrato ferro-gomma sulle relazioni lunghe che, attraverso il ricorso a bus di grande capacità per le corse in ora di morbida in sostituzione dei treni, consenta di innalzare il rapporto ricavi/costi operativi, di garantire il mantenimento di un'adeguata frequenza dei servizi e di poter contare su adeguate fasce di interruzione programmata dell'esercizio per gli interventi di manutenzione straordinaria. La predisposizione di un Piano di manutenzione straordinaria poliennale secondo un programma di priorità collegate ad obiettivi di crescita del traffico. La rete FCU, connessa alla rete nazionale nelle stazioni di Perugia Ponte San Giovanni e Terni, - ha sottolineato Chianella - costituisce una valida alternativa alle linee Orte–Foligno e Foligno–Terontola per il collegamento da Perugia a Terni, e da Perugia a Roma. Sebbene al momento non pienamente compatibile con gli standard della interoperabilità ferroviaria, l'infrastruttura presenta evidenti potenzialità, la cui piena attuazione può essere conseguita solo attraverso la gestione unitaria con la rete nazionale: incremento delle corrispondenze a Terni per le relazione Perugia – Roma; L'ammodernamento e l'adeguamento della linea potrebbe prefigurare in futuro la possibilità di una gestione unitaria della circolazione con ricadute positive sul sistema dei trasporti regionali ed utili corrispondenze fra servizi regionali e servizi nazionali. La gestione unitaria consentirebbe inoltre di pianificare e gestire i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della linea al fine di assicurare le condizioni tecniche necessarie per dare attuazione a tali ulteriori potenzialità nell'utilizzo della infrastruttura". "Per quanto riguarda le tappe successive – ha concluso Chianella -, dopo l'ultimazione degli interventi sull'armamento, si procederà all'attrezzaggio dell'impiantistica sulla linea adeguandola agli standard nazionali. E' previsto il completamento entro i primi mesi del 2020 il completamento della sistemazione della tratta Ponte San Giovanni–Pallotta con il rifacimento totale dell'elettrificazione.  La tratta Sansepolcro-Città di Castello verrà rinnovata al completamento di quella attualmente ultimata". Soddisfazione per la rapidità e la buona esecuzione dei lavori è stata espressa anche dal direttore strategie di Rete Ferroviaria italiana, Pignatone. "La riconsegna della tratta Castello- Ponte S. Giovanni a distanza di un solo anno dall'inizio dei lavori – ha affermato Pignatone - non è un miracolo ma semplicemente un esempio di professionalità da parte di tutti i soggetti che hanno lavorato giorno e notte, ciascuno per le proprie competenze. E posso tranquillamente affermare che questo lavoro rappresenta un prototipo di attività, procedure e tecniche da utilizzare su tutto il territorio nazionale"

10/09/2018 16:55:29

Cultura Presentato a Santa Croce il libro Il Tevere e Umbertide, Informazione Locale in prima linea per una via a Renato Codovini

Si è svolta ieri, nel giorno simbolo di Umbertide, presso il Museo Santa Croce gremito, la presentazione del nuovo libro curato dal professor Sestilio Polimanti ed edito dalla Società Storica Umbertidese (stampa Digital Editor). La pubblicazione, dal titolo "Il Tevere e Umbertide" è in realtà una ristampa dell'edizione del 1995 realizzata nel progetto dell'Atlante Linguistico dei Laghi Italiani (ALLI). Si tratta di un'importante ricerca avviata da Giovanni Moretti, docente di Dialettologia Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia, riguardante le lingue locali delle zone lacustri, poi allargata anche alle zone lungo il corso del Tevere. Per questo, tre dei ricercatori facenti parte del progetto, Lorena Beneduce Filippini, Fausto Minciarelli e Maria Cecilia Moretti, si focalizzarono proprio su uno dei principali insediamenti lungo il Tevere: Umbertide appunto.   Dopo l’introduzione di Gianni Codovini della Società Storica Umbertide Edizioni e il saluto del vicepresidente della Pro Loco Umbertide, Alessandro Billi, sono intervenuti gli autori Maria Cecilia Moretti e Fausto Minciarelli, il curatore Sestilio Polimati e l’illustratore Adriano Bottaccioli. Al termine della presentazione il microfono è passato all’editore Enzo Lepri, che ha annunciato la volontà di Informazione Locale di farsi portavoce presso l’amministrazione comunale per intitolare una via o un luogo della città a Renato Codovini, illustre cantore della storia di Umbertide scomparso nel 2016.  

09/09/2018 17:50:05

Interviste Erica Marcaccioli: io viaggio da sola

di Eva Giacchè Erica, prima di tutto, potresti presentarti ai nostri lettori? «Buongiorno, sono Erica Marcaccioli, nata e cresciuta ad Umbertide e da qualche anno “nomade” in giro per il mondo. Da circa un anno e mezzo vivo a Fano e lavoro a Pesaro in una multinazionale dove gestisco le spedizioni dei ricambi per determinate aree del mondo». Cosa ti ha spinta a viaggiare da sola e qual è stato il tuo primo viaggio? «Lasciare tutto per seguire letteralmente un sogno è stata una scelta molto difficile ed estremamente sofferta anche e soprattutto perché quasi tutti intorno a me mi dicevano che era una follia, che non ce l’avrei fatta, che era un errore madornale. Ed invece eccomi qui. Ho scelto di partire perché sentivo il bisogno di vedere con i miei occhi ciò che il mondo aveva da offrimi, volevo imparare una lingua nuova, subire lo shock culturale; ciò che vivevo non mi bastava più e non riuscivo ad accettare che la mia vita fosse confinata ed il mio percorso già segnato. Da li è maturata la mia decisone e il 26 maggio 2009  sono partita per l’Australia dove ho vissuto per circa due anni e mezzo. Senza ombra di dubbio questo è stato l’inizio di tutto». Quanti paesi hai visitato? E quale il quello in cui ti sei sentita più a casa? «Ho visitato molti paesi ma ne ho ancora tanti da vedere! Australia, Nuova Zelanda, Tasmania, Indonesia, Malesia, Giappone, Hong Kong, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi, Islanda, Giordania, Turchia e ovviamente Europa. E’ difficile dire in quale mi sia sentita più a casa ma sicuramente il paese in cui mi sono sentita più straniera è stata la Cina». Qual è stato il viaggio che più ti ha segnata e per quale motivo? «Ogni viaggio che compio, come ogni persona che incontro, lascia un segno indelebile e per questo faccio fatica ad indicane uno solo. La sensazione di meraviglia che ho provato ammirando Petra in Giordania, gli iceberg blu in Islanda, i templi in Giappone, la città degli Hobbit in Nuova Zelanda e  tutte le altre meraviglie che ho avuto l’occasione di vedere non può essere descritta a parole». Cosa non può mancare nella tua valigia? «Sicuramente non può mancare il mio telefono con cui faccio migliaia di foto e video, e un power bank nel caso si scaricasse!» C'è un esperienza, un luogo che è rimasta particolarmente impressa nei tuoi ricordi? «Un luogo che mi ha colpito profondamente è stato Il monumento ai bambini e il memoriale nazionale della pace di Hiroshima per le vittime della bomba atomica. E’ un luogo molto toccante e di profonda riflessione dove regna un silenzio pesante e surreale. Il monumento è stato realizzato per commemorare i bambini vittime della bomba atomica è ricoperto di ghirlande colorate composte da tanti piccoli origami a forma di gru. Il memoriale, invece, è un percorso che conduce ad una grande stanza circolare sotterranea nelle cui pareti è riprodotto il panorama della città dopo il bombardamento, visto dal punto zero (punto dove è esplosa la bomba). Le pareti sono rivestite con 140.000 piastrelle simboleggianti il numero di vittime presunte alla fine del 1945». Non ti sei mai sentita in pericolo? «In verità no. Evito sempre situazioni o luoghi che potrebbero risultare rischiose in determinati contesti». Quale meta consiglieresti alle donne che viaggiano in solitaria? «Molto dipende dallo spirito con cui si viaggia e dalla capacità di adattarsi di ogni persona. Personalmente eviterei determinati paesi ma conosco molte ragazze che li hanno visitati senza alcun problema».   Per te il viaggio è... «Uno strumento per guardare il mondo con occhi diversi, un percorso che ti trasforma e che ti mette costantemente alla prova». Quali le tue prossime destinazioni? «Ancora non so di preciso quale sarà la mia prossima meta ma sicuramente sarà in inverno in un posto al caldo. Mi attirano molto la Birmania, Lo Sri Lanka e Cuba ma ancora è tutto da decidere». Svelaci una curiosità: quanti soldi ci vogliono per viaggiare tanto come te?  «Molta gente mi dice “ sei fortunata a fare tutti questi viaggi” e la cosa mi fa veramente arrabbiare. Fortuna  per me è giocare 5 numeri a caso e sbancare il superenalotto. I miei viaggi, invece, sono frutto di una ponderata valutazione e di rinunce. E’ vero che viaggiare non è economico ma nemmeno necessariamente costoso».

07/09/2018 16:53:07 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Domani la presentazione del libro IL TEVERE E UMBERTIDE

Sarà presentato nel giorno più importante per gli umbertidesi, l'8 settembre presso il Museo di S.Croce alle ore 17, il nuovo libro curato da Sestilio Polimanti ed edito dalla Società Storica Umbertidese (stampa Digital Editor). La pubblicazione, dal titolo "Il Tevere e Umbertide" è in realtà una ristampa dell'edizione del 1995 realizzata nel progetto dell'Atlante Linguistico dei Laghi Italiani (ALLI). Si tratta di un'importante ricerca avviata da Giovanni Moretti, docente di Dialettologia Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia, riguardante le lingue locali delle zone lacustri, poi allargata anche alle zone lungo il corso del Tevere. Per questo, tre dei ricercatori facenti parte del progetto, Lorena Beneduce Filippini, Fausto Minciarelli e Maria Cecilia Moretti, si focalizzarono proprio su uno dei principali insediamenti lungo il Tevere: Umbertide appunto. Qui, vennero rinvenute e documentate importanti testimonianze culturali, etnolinguistiche ed economiche del rapporto quasi simbiotico della nostra comunità con il suo fiume, il Tevere. La ricerca dialettologica meritava di avere un pubblico ampio per questo il Prof. Moretti mise a disposizione i risultati e incaricò Sestilio Polimanti di curare una versione divulgativa, che si trasformò poi nella pubblicazione che oggi è andata in ristampa. «Dopo ventanni ho potuto sentire quanto la distanza da quel mondo legato al Tevere sia oggi ulteriormente aumentata - spiega lo stesso Polimanti nella presentazione del libro - un mondo fatto di pescatori, traghettatori, ciaccabrécce che facevano del fiume la propria fonte di sussistenza, una comunità con uno spirito e un senso pratico diverso da oggi, che vedeva nelle piéne non solo e ovviamente un pericolo, ma anche un’opportunità economica per procurarsi legname o altri materiali che venivano trasportati dalla corrente, o che godeva del fiume come spazio ricreativo per una nuotata o per un giro in barca nelle giornate afose. Oggi il Tevere per Umbertide è sicuramente un’altra cosa: è cambiato ed è stato adattato ad un progresso che ne ha ridefinito non solo gli argini e ne ha imbrigliato il corso, ma ne ha trasformato il ruolo e l’importanza nella vita quotidiana degli umbertidesi. Oggi il nostro tratto di Tevere continua ad essere un’importante presenza per il tempo libero e per l’economia locale: è stato dotato di un piacevole percorso pedonale e ciclabile, è diventato un campo gara nazionale e internazionale per la pesca sportiva e ospita una centrale idroelettrica all’avanguardia per la produzione di energia, dove è stato allestito l’Ecomuseo del fiume. Inoltre negli ultimi anni sono stati fatti lavori per la ripulitura delle sponde e la sistemazione dell’alveo che lo presentano probabilmente più elegante e tranquillo di quanto fosse nel passato, ma ogni tanto ritorna capace di piéne preoccupanti, come nel novembre 2005, gennaio 2010 e novembre 2012, solo per citarne alcune, che ci ricordano il vecchio adagio secondo il quale l Tévere amprèsta man vénde, e cioè il Tevere presta i terreni lungo il suo corso, ma non li vende: se li può riprendere quando vuole». Un ulteriore enorme contributo alla documentazione del dialetto umbertidese, per cui ringraziamo Polimanti e tutti coloro che hanno partecipato a questa grande ricerca.

07/09/2018 16:42:33 Scritto da: Eva Giacchè

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