Cultura » Mostre Umbertide: venerdì 11 agosto inaugurazione della mostra ''Raccolta'' di Ilva Beretta

Riceviamo e pubblichiamo Cari amici di Grefti, “Art edits down complexity and helps us to focus, albeit briefly, on the most meaningful aspects.” “L’arte codifica la complessità e ci aiuta o concentrarci, anche se brevemente, sugli aspetti più significativi della vita” Alain De Bottom, Art as Therapy  Con la nostra serie di eventi di quest’estate vogliamo parlare dell’arte come comunicatore. La fotografia può preservare una memoria o svelare una narrazione nascosta. Può catturare momenti e documentarli, spesso prendendo qualcosa di transitorio e rendendolo eterno. Il nostro prossimo artista usa il Cibo come soggetto e attraverso la sua osservazione ci offre l’opportunità per parlare di memoria, di poesia, si percezione, di impertinenza e deperibilità della materia. Venerdì 11 Agosto vi presenteremo l’artista svedese Ilva Beretta, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Raccolta” alle 19:00 in Galleria Grefti (via Cibo, 10 Umbertide)  Passa da noi, incontra l’artista, osserva le sue opere e facci compagnia nei nostri consueti aperitivi ; un’opportunità per interessanti conversazioni e incontri con una comunità variegata di molte nazionalità e culture. Traduzione in inglese In our upcoming series of events this summer we want to think about art as a communicator. Ilva Beretta, our next artist, uses food as a subject and through her observations gives us the opportunity to talk about memory, poetry, perception, impermanence and perishable matter. Her photography captures moments and documents them, often taking something fleeting and making it eternal; preserving a memory or telling a hidden narrative. Friday 11th August we will introduce you to the Swedish photographer Ilva Beretta, with an opening party at 19:00 in Galleria Grefti (via Cibo 10 , Umbertide). Come over, meet the artist, admire her work and join us for an aperitivo. Our opening parties are always a chance to have interesting conversations with a mix of local people of many nationalities. hope to see you all at Galleria Grefti

07/08/2017 16:05:01 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Risposta di Umbertide cambia al Sindaco sull’emergenza democratica in Consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo Se non fosse per il sol leone, diremmo che il Sindaco Locchi  è colto da miraggi di natura politica. Non sappiamo la causa: se dovuta ad Umbertide cambia (visto il suo viscerale accanirsi contro di noi), alla destabilizzazione che gli crea il suo partito (che non lo vuole più) o, forse, dovuta a se stesso. Ma un dato è certo: travisa la realtà. Così replichiamo ai miraggi che egli dice di vedere a proposito delle sedute del Consiglio comunale. Quando Egli parla di 11 sedute nel 2016, quindi meno di una al mese, si dimentica che deve togliere dalla cifra quelle convocate obbligatoriamente per legge riguardanti l’approvazione del bilancio preventivo, il consuntivo e le variazioni di bilancio. Il Maduro “de noaltri” deve dunque scalare almeno tre sedute obbligatorie. E ci avviciniamo alle 8 convocazioni del Consiglio. Di queste 8, quante state convocate dalla maggioranza e quante convocate in sessione straordinaria dalle opposizioni che, responsabilmente e con spirito repubblicano, hanno chiesto insieme la convocazione? Solo perché ci sono le opposizioni, tutte le opposizioni, rimane ad Umbertide un qualche lembo di democrazia. Il numero è chiaro: solo 4 sedute sono state convocate da chi guida l’Amministrazione. Il Sindaco ha i miraggi persino a Palazzo Bourbon. Veniamo al 2017. Lo dice lo stesso Sindaco che si sono tenute fino ad oggi 5 sedute, di cui due di bilancio. Scendiamo così a 3. In 8 mesi al Sindaco appaiono congrue e in linea con il confronto democratico? È questo il rispetto delle istituzioni e la qualità di lavoro di questa sindacatura? La realtà è che siamo al boicottaggio della rappresentanza democratica. Il Sindaco dei miraggi afferma che 28 interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno - peraltro in maggior parte presentate dalle opposizioni - sono state portate all’attenzione del Consiglio. All’attenzione, ma non alla discussione e votazione! Poi egli dimentica un particolare: quanti ordini del giorno approvati non sono stati mai applicati (anagrafe dei rifiuti, solo per un esempio urgente)? Quante le commissioni richieste dalle opposizioni e mai convocate? Senza dire la sua promessa di rivedere i regolamenti consiliari, finita nel dimenticatoio, come la legittima richiesta dei gruppi consiliari di avere uno spazio di informazione istituzionale sul sito del Comune.  Se al Sindaco non paiono sufficienti questi argomenti per dire che c’è un bavaglio della dialettica politica, faremo noi - con tutti gli strumenti possibili - della questione emergenza democratica ad Umbertide un caso nazionale e regionale. Vedremo chi è inadeguato.  Probabilmente il Sindaco, e chi con lui (pochissimi), capiranno la questione quando saranno, a breve, all’opposizione. Infatti, nel caso di Umbertide il potere logora chi ce l’ha.   Gruppo consiliare Umbertide cambia Associazione Umbertide cambia  

07/08/2017 15:48:52 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Mancini (Lega Nord Umbria) sulla vicenda Splendorini: ''Locchi pensi ad Umbertide. Stupisce il silenzio del Presidente del consiglio tifernate che non è intervenuto per difendere l’istituzione che presiede''

Riceviamo e pubblichiamo Flop del sistema rifiuti in Umbria. A dirlo il sindaco Locchi per il quale Umbertide è l’unico comune umbro sopra i 10mila abitanti ad aver centrato l’obiettivo di raccolta differenziata. Mancini (Lega Nord Umbria) sulla vicenda Splendorini: ''Locchi pensi ad Umbertide. Stupisce il silenzio del Presidente del consiglio tifernate che non è intervenuto per difendere l’istituzione che presiede'' “Il sindaco di Umbertide, Marco Locchi, pensi a tutelare i suoi cittadini piuttosto che scagliarsi con il comune di Città di Castello. Se ci sono responsabili in materia di rifiuti quelli li deve ricercare all’interno del suo partito”. Dura la presa di posizione del Consigliere Regionale Lega Nord, Valerio Mancini che rilancia “ Le dichiarazioni del Sindaco Locchi sono istituzionalmente inaccettabili e politicamente ridicole. Il suo improvviso “interessamento” per le sorti dello stato della raccolta differenziata in Altotevere, e a Città di Castello in particolare, suona tardivo e strumentale e ha esclusivamente l’intento di mascherare le responsabilità politiche della sua Amministrazione in merito alla vicenda Splendorini. Apprezzabile – chiarisce Mancini – il suo intento chiarificatore, ma anziché attribuire responsabilità a terzi, si guardi intorno e si chieda come mai sia a livello locale che regionale, la gestione dei rifiuti è un fallimento, abbiamo discariche stracolme, come quella di Belladanza e obiettivi palesemente mancati. Quindi prima di sentenziare in casa di altri, si guardi bene nella propria, perché in questo caso ce n’è tanto bisogno”. Dopo un affondo territoriale, il consigliere Mancini apre ad una visione politica regionale per cui prosegue: ”Di tutte le affermazioni del Sindaco Locchi l’unica drammaticamente vera, per quanto tardiva, è proprio il giudizio negativo, da lui espresso, sullo stato di attuazione del Piano Regionale dei Rifiuti e della DGR 34/2016. Se sulla base dei dati ufficiali della Regione, almeno sulla carta, Umbertide è l'unico comune umbro sopra i 10 mila abitanti ad aver raggiunto e superato la percentuale di raccolta differenziata prevista, il Sindaco Locchi dovrebbe rivolgersi all'Assessore Regionale Cecchini e alla Presidente Marini per chiedere conto di questo eclatante fallimento. I vertici del Pd dovrebbe spiegare ai propri cittadini perché non abbiano fatto tutto quanto in loro potere per attivarsi in sede di Assemblea dei Sindaci dell’Auri e richiedere l’immediata attivazione delle procedure per l’approvazione del nuovo Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, cosa che la Lega, invece, sta facendo da mesi. Cosa aspetta Locchi ad approvare un atto di indirizzo in tal senso nel sul Consiglio comunale invece che pretendere di dettare legge a casa degli altri. Comprendiamo le sue evidenti difficoltà amministrative, tra centri culturali islamici, risse, diverbi interni alla giunta ha di certo difficoltà a mantenere salda la poltrona, ma i cittadini meritano rispetto. Ci stupisce – conclude – Mancini – anche il silenzio del Presidente del Consiglio tifernate che non è intervenuto in difesa dell’istituzione che lui stesso presiede”  

04/08/2017 16:51:28 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Arrestati per produzione e detenzione ai fini di spaccio due studenti di agraria e biologia

Devono aver preso alla lettera l’invito che forse hanno più volte ricevuto dai genitori a far fruttare le conoscenze acquisite sui banchi dell’università per tramutarle in attività imprenditoriale.  Ma l’hanno fatto a modo loro e violando la legge. E’ così che due studenti, un ventenne di agraria, campano, e un 25enne di biologia, sono finiti in manette dopo che la Polizia ha scoperto nell’abitazione che condividevano a Perugia, una vera e propria attività imprenditoriale basata sulla produzione di marijuana. Tutto è partito quando, in occasione dei controlli notturni a Fontivegge, i poliziotti, verso le 03:30 del mattino, hanno notato un giovane che si aggirava nei pressi dello scalo ferroviario. Insospettiti dalla presenza del ragazzo a quell’ora della notte, gli agenti lo hanno fermato e controllato. All’interno dello zaino i poliziotti hanno rinvenuto una bomboletta spray ed un’immagine che ritraeva un graffito. Alla luce dei recenti episodi di imbrattamento dei muri cittadini, gli agenti, nella convinzione di essersi imbattuti in un “writer” seriale, hanno approfondito il controllo. I sospetti degli agenti si sono indirizzati anche verso altre ipotesi criminose. Esaminando lo zaino ed un astuccio trovato al suo interno, si rendevano conto che emanavano un forte odore di marijuana, come se, pur non contenendola in quel momento, l’avessero contenuta di recente. A dare concretezza ai sospetti degli agenti, un’immagine contenuta nel telefono del giovane che ritraeva il medesimo astuccio con all’interno una copiosa quantità delle infiorescenze tipiche della marijuana. I poliziotti hanno deciso di procedere al controllo domiciliare e giunti nell’abitazione del giovane, gli operatori hanno trovato ampia conferma dei loro sospetti. All’arrivo della volante nell’appartamento è stato sorpreso il coinquilino del fermato che, indossando guanti di lattice ed armato di forbici da cucina, era intento a porzionare lo stupefacente, circondato da barattoli di sostanza essiccata, semi, fertilizzanti, una bilancia ed un bilancino di precisione. L’intera abitazione era stata trasformata in una sorta di azienda agricola per la produzione di marijuana. In un locale era stata allestita una serra completa di sistemi per il controllo delle condizioni ambientali e di impianto di irrigazione, destinata alla semina ed alla crescita delle piante; in un’altra stanza, invece, all’interno di un armadio, erano riposte grucce trasformate in essicatoi alle quali erano appese le foglie che ancora dovevano asciugarsi. Inoltre, sparsi ovunque, barattoli in vetro e cartoni contenenti marijuana pronta per essere suddivisa in dosi. Sfruttando le conoscenze maturate grazie agli studi in agraria mantenuti dalle rispettive famiglie – che provvedevano anche alle spese per l’appartamento necessario ai due studenti fuori sede – i due avevano allestito una vera e propria impresa per la produzione di stupefacente ed il suo confezionamento in singole dosi. Occultati all’interno del libretto sanitario del cane di uno dei due, la Polizia ha rinvenuto 430 euro in banconote di diverso taglio, probabile provento delle attività di cessione della droga. Sequestrato e sottoposto ad accertamenti, lo stupefacente rinvenuto ammontava a 337,21 grammi, corrispondente a circa 689 dosi. Tratti immediatamente in arresto per concorso in fabbricazione e detenzione di sostanza stupefacente, i due si sono difesi sostenendo di essere consumatori e di coltivare lo stupefacente per uso personale. Collocati ai domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati processati con rito direttissimo ad esito del quale il Giudice, tenendo in considerazione la gravità dei fatti, ha applicato ad entrambi il divieto di dimora nell’intera Regione Umbria ed il rientro nelle zone di residenza d’origine.

04/08/2017 12:23:01 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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