Attualità » Primo piano Controllo di Vicinato a Umbertide, siglata l'intesa fra Comune e Prefettura

Nella giornata del 9 agosto, il sindaco di Umbertide Luca Carizia ha sottoscritto il protocollo per il Controllo di Vicinato con il nuovo prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. La firma del documento consente lo sviluppo di questa nuova e importante forma di sicurezza partecipata che qualifica il ruolo del cittadino quale fondamentale soggetto nell'attività di osservazione e segnalazione alle Forze di Polizia dei fenomeni di illegalità o di potenziale fattore di insicurezza. “La sottoscrizione del patto – si legge in una nota - evidenzia l'attenzione dell'Amministrazione comunale per la sicurezza del territorio e per il miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini tanto da essere il secondo Comune della Provincia, dopo il Comune di Perugia, ad aver sottoscritto un documento ufficiale sulla costruzione del progetto. Tale nuova forma di partecipazione alla sicurezza delle nostre città riconosce il valore delle segnalazioni dei cittadini quale fonte di informazione per comprendere i movimenti e lo sviluppo dei fattori di insicurezza. Fondamentale sarà il ruolo del Comune di Umbertide nello sviluppo del protocollo. Spetterà infatti all'Amministrazione comunale elaborare il cosiddetto Progetto di Vicinato nel quale verranno definite le zone del Comune con caratteristiche uniformi ove verrà apposta specifica segnaletica, verranno fornite informazioni ai cittadini per far comprendere il loro ruolo e i limiti dell'attività, verranno organizzati appositi gruppi di messaggistica gestiti da specifici amministratori e verranno individuati i coordinatori dei gruppi di controllo con il compito di raccogliere Ie segnalazioni e veicolarle alle Forze di Polizia. L'elaborazione del Progetto di Vicinato verrà seguito direttamente dal sindaco e dall'assessore alla Polizia Locale, Francesco Cenciarini, e verrà sviluppato dal corpo di Polizia Municipale direttamente coinvolto nelle tematiche della sicurezza urbana”. 

10/08/2018 10:44:07

Notizie » Politica Parere pro veritate su Centro culturale islamico, le dichiarazioni di Umbertide Cambia

Riceviamo e pubblichiamo dal movimento civico Umbertide Cambia Sul Centro culturale-Moschea le menzogne (non le gaffe) si sprecano, soprattutto da chi si è reso responsabile degli atti amministrativi che hanno dato luogo alla sua costruzione. Allo smemorato ex Sindaco Locchi ricordiamo la sua delibera di Giunta n. 337 del 13/12/2013 con la quale ha approvato i frazionamenti catastali dell’area ex serra, chiudendo per sempre l’iter procedurale e amministrativo del Centro-Moschea. Un responsabile dunque c’è e ha un nome e cognome, insieme al suo fidato scudiero-assessore Tosti, guarda caso anche oggi in Giunta. L’ex sindaco Locchi avrebbe potuto, in quel momento, agire in discontinuità, magari invocando l’autotutela, come avrebbe potuto fare ora, del resto, il sindaco Carizia, che governa infatti insieme a Locchi. Chiedere un parere ad un avvocato privato è perfettamente inutile, dal punto di vista giuridico e amministrativo. Semmai mette in dubbio la macchina amministrativa, che correttamente ha sempre agito legittimamente e con competenza. Perciò, il sindaco Carizia avrebbe potuto interpellare dapprima, con richiesta, l’Avvocatura dello Stato, a norma anche dell’art. 13 della legge istitutiva di essa, ma soprattutto avrebbe dovuto politicamente e coerentemente sostenere gli esposti che la stessa Lega ha presentato in Procura sul Centro-Moschea, rafforzando una battaglia con cui ha vinto, strumentalmente, le elezioni. Infine, ricordiamo che per superare il Patto di cittadinanza di Locchi con la comunità islamica basta un atto amministrativo del Sindaco e della Giunta, semplice e senza costi, senza spendere 2000 euro dei cittadini per un parere inopportuno.

08/08/2018 19:02:20

Notizie » Politica Parere pro veritate su Centro culturale islamico, le dichiarazioni di Umbertide Partecipa

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Umbertide Partecipa Evidentemente la “sbornia” elettorale non è ancora passata. In merito alla vicenda del legale incaricato dal Comune con il voto unanime della giunta, i due consiglieri del Pd hanno obiettato che l'incarico doveva essere affidato alla Avvocatura dello Stato piuttosto che ad un professionista privato dimenticandosi che, come puntualmente riportato dalla nota tecnica degli uffici comunali, “i Comuni non sono ammessi al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato e si riscontrano soltanto rarissimi casi in cui alcuni Enti locali hanno ottenuto il patrocinio: tra questi il Comune di San Quirino in Provincia di Pordenone (Regione autonoma), la Comunità Montana dell'Alto Chiascio, l’Amministrazione provinciale di Rovigo, oltre che le Provincie Autonome. Ma l’Avvocatura dello Stato non è autorizzata a prestare consulenze e rilasciare pareri pro veritate in favore dei Comuni italiani, cosa che se fosse possibile sarebbe utilissima non soltanto per le casse comunali, ma anche per l’altissima preparazione e competenza di tali patrocinatori”. Quindi prima clamorosa gaffe del Pd. In merito poi alle polemiche sulla moschea ecco la seconda ancor più clamorosa gaffe. Tutto il pastrocchio è stato originato dall'aver ceduto alla comunità islamica ben due lotti di terreno, senza alcuna possibilità successiva di intervento sul piano politico attraverso passaggi in giunta o in consiglio comunale. Atti deliberativi decisivi che risalgono a febbraio 2013. Tutto il resto che è seguito è stata solo una questione tecnica. Rispetto al protocollo di intesa  firmato a novembre 2017, si ricorda  che alla presentazione ufficiale erano assenti soltanto i consiglieri del PD: c'erano tantissime persone e rappresentanti di primo piano delle istituzioni: comune, regione, stato,  forze dell'ordine,  mondo cattolico e  musulmano i quali hanno tutti approvato e condiviso il protocollo di intesa sottoscritto fra il Comune, la comunità musulmana e il prefetto di Perugia. Si ricorda che il protocollo prevede oltre alla tracciabilità dei flussi finanziari,  la realizzazione del solo piano terra cercando di recepire così le  preoccupazioni manifestate da molti   concittadini in merito alle dimensioni della struttura stessa. Da questi fatti si capisce chi alimenta la confusione.

07/08/2018 16:27:00

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