Notizie » Politica Mancini (LegaNord):''Presentato oltre un anno fa un odg approvato dal consiglio per la sicurezza delle strade tiberine. Ma ancora nessun cantiere''

Riceviamo e pubblichiamo A.A.A CERCASI VIABILITA’ SICURA IN ALTOTEVERE. Mancini(LegaNord) presentato oltre un anno fa un odg approvato dal consiglio per la sicurezza delle strade tiberine. Ma ancora nessun cantiere” E’ passato quasi un anno da quando l’Assemblea Legislativa approvò il mio ordine del giorno per la messa in sicurezza delle principali vie di comunicazione alto tiberine, ma ad oggi non sono stati registrati interventi di rilievo”. A dichiararlo il consigliere Regionale Lega Nord, Valerio Mancini, che assieme al collega Emanuele Fiorini ha presentato un’interrogazione con risposta immediata, all’Assessore Chianella, alfine di conoscere le tempistiche di attuazione per una proposta che è stata approvata dalla massima assise il 15 Novembre 2016. “Il problema sicurezza stradale sembra non essere una priorità per chi governa la Regione Umbria – afferma Mancini - Quasi un anno fa chiesi la messa in sicurezza delle principali strade alto tiberine, proposta approvata dal consiglio, ma che ad oggi sembra essere rimasta chiusa nel cassetto dell’Esecutivo. A tal proposito ho sollecitato anche la Commissione di Monitoraggio e Vigilanza per avere delle risposte in merito, in attesa che si pronunci, interrogo l’Assessore Chianella.  Trovo inqualificabile il comportamento dei principali esponenti politici regionali e parlamentari del PD che di fatto continuano ad abbandonare il territorio altotiberino per ricordarsene solo  in vista di importanti appuntamenti elettorali. Sono anni che non si vedono cantieri stradali degni di tale nome e a risentirne è lo scenario indecoroso che si presenta sotto gli occhi di tutti: segnaletica orizzontale assente, alberi che invadono la carreggiata e il palese mancato rispetto dei criteri minimi di sicurezza in materia di viabilità. Con l’arrivo della stagione autunnale, non possiamo lasciare il territorio tiberino nelle condizioni in cui attualmente versa, un occhio di riguardo dovremmo averlo anche per le zone montane come Pietralunga, Montone o Monte Santa Maria Tiberina. Come per l’Fcu e i trasposti aerei,  è evidente che con questa linea di Governo, dal Pd le risposte ai cittadini non arrivano  anzi quando si presentano le mancano, non sono stati nemmeno capaci di affidare la SP 221 alle competenze di Anas come è stato fatto per altre strade, potremmo risparmiare tante risorse per investire sulla viabilità ordinaria, ma questo solo se avessimo un assessore e una Giunta degni di tale nome”  

09/10/2017 19:22:52 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perugia: controlli della Polizia contro lo spaccio, arresti e denunce

Quattro cittadini nigeriani ed un tunisino arrestati per detenzione ai fini di spaccio ed un nigeriano denunciato a piede libero per ricettazione. E’ il bilancio dei controlli straordinari disposti dal Questore Francesco Messina finalizzati al contrasto al fenomeno dello spaccio di droga in città con particolare attenzione alle aree in prossimità di istituti scolastici. I servizi che hanno coinvolto diverse aree urbane, hanno impegnato gli equipaggi delle volanti, del Reparto Prevenzione Crimine e della Squadra Mobile. I 4 nigeriani sono stati sorpresi nel parco della Verbanella in prossimità dell’accesso che conduce all’Istituto scolastico “Bernardino Di Betto”. Pur avendo tentato la fuga sono stati bloccati dagli agenti della Polizia intervenuti. Nel corso dell’operazione venivano rinvenuti, occultati tra la vegetazione in prossimità di una panchina, alcuni involucri contenenti marijuana per 15,46 grammi oltre ad altri involucri del medesimo tipo ma contenenti sostanza al momento ancora oggetto di analisi. Nel corso dell’intervento sopraggiungeva un connazionale rivelatosi poi possessore di un telefono di dubbia provenienza che veniva indagato per ricettazione. Tre degli arrestati risultano titolari di permesso di soggiorno per rifugiati: uno di loro, invece, è risultato irregolare sul territorio e già destinatario di ordine del Questore di lasciare l’Italia. Il servizio proseguiva sabato mattina e consentiva, in zona Case Bruciate, l’arresto di un tunisino in prossimità di una scuola materna. Gli uomini della Squadra Mobile, in un servizio di appostamento, hanno bloccato lo straniero in possesso di un involucro appena dissotterrato da un’aiuola 10 grammi di eroina e 19 di hashish; aveva con sé la somma di 70 euro, probabilmente appena ricevuta da un cliente. Alla richiesta degli agenti, il nordafricano ha dichiarato di essere cittadino marocchino ma, condotto in Questura, gli accertamenti hanno consentito di identificarlo correttamente per un tunisino del 1985 peraltro già destinatario di decreto di espulsione. Tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio è stato altresì denunciato a piede libero per false generalità ed inottemperanza al provvedimento di espulsione. Sarà giudicato con rito direttissimo.

09/10/2017 19:15:45 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Orazi di Umbertide Cambia: '' chiarezza su Calzolaro, aria irrespirabile''

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del consigliere comunale di Umbertide Cambia Luigino Orazi. "Sulla  dannosa  vicenda ambientale del Calzolaro, venutasi a creare per la faciloneria e imperizia dei nostri sindaci Giulietti e Locchi, c’è bisogno di far chiarezza e un po’ di cronistoria non fa male.  Perché si stanno annacquando troppo le responsabilità.  Voglio puntualizzare che il Calzolaro è una frazione del Comune di Umbertide e che alla ditta Splendorini le varie autorizzazioni gli sono state concesse dai due sindaci di Umbertide che, nelle varie conferenze dei servizi, hanno  sempre dato parere favorevole. Nell’ultimo Consiglio comunale monotematico riferito al Calzolaro due ordini del giorno sono stati presentati, uno presentato da noi di Umbertide cambia, nel quale si chiedeva al Sindaco un atto di coraggio, nel prendere una decisione con una ordinanza di chiusura della ditta, perché sono evidenti i presupposti per essa (tutela della salute dei cittadini, danno  ambientale e prescrizioni non rispettate). L’altro ordine del giorno, presentato dalla Giunta, prevedeva una serie di generiche indicazioni (diminuzione delle tonnellate di lavorazione e dell’uso del materiale organico, nonché un’improbabile voto sfavorevole affinché Sogepu acquistasse la ditta Splendorini) in funzione della Conferenza dei servizi.  Come previsto il nostro ordine del giorno non è passato, in quanto tutto il Pd -  giuliettiani, locchiani e guasticchiani compatti - hanno votato contro, dimostrando che in  politica tutto si può fare.(unico voto a favore il presidente del consiglio Giovanni Natale). A loro la responsabilità. L’ultimo episodio è successo alcuni giorni fa dove in un ruscello adiacente alla ditta Splendorini , dietro la denuncia di alcuni cittadini, sono intervenuto personalmente prelevando un campione dell’acqua, chiamando Vigili urbani e Carabinieri. Di fronte ai nostri occhi c’era nel ruscello, ma ripetuto anche ieri, un letto di una sostanza putrescente e maleodorante. I risultati del campione se confermati anche dall’Arpa sono agghiaccianti. A questo punto le prove provate ci sono. Basta che il Sindaco, con il coraggio che non ha mai mostrato, mandi il verbale redatto dai Vigili stessi ai carabinieri del Noe, al magistrato  che sta facendo l’inchiesta sul nostro fascicolo, chiedendo il sequestro della struttura, in attesa dei risultati delle analisi. Questo deve fare per competenza l’Amministrazione di Umbertide. Io non voglio prendere le difese di nessuno; ma  spostare l’attenzione sul piano regionale dei rifiuti, sulla società Sogepu, significa secondo me abbandonare l’obbiettivo principale che è il Calzolaro.  Ricordo che il Consiglio regionale di alcuni giorni fa ha denunciato -  sia da destra che da sinistra – la passività della nostra Amministrazione comunale nel gestire questa situazione, ribadendo che  Sindaco e Giunta hanno il dovere di prendere decisioni e non di agire come semplici passacarte. Quando si viene eletti sindaco o in consiglio comunale ognuno deve prendersi le proprie responsabilità .   Per questo il nostro ordine del giorno bocciato in Consiglio comunale avrebbe aiutato il Sindaco con uno strumento e pressione definitiva. Ragionare solo sull’abbassamento delle tonnellate significa mettere una pietra tombale su tutta la storia. Vuol dire che da lì l’azienda non si muove e rimane l’emergenza ambientale. Noi ritorneremo con un altro ordine del giorno sul Calzolaro con il quale chiederemo con forza la delocalizzazione della ditta, puntualizzando il luogo, la cui scelta rimane esclusivamente nelle competenze e a carico del Comune (non della Regione o di Città di Castello). Il problema non è abbassare le tonnellate, il problema non è il “benaltrismo (ben altri sono responsabili); no, il problema è il nostro Sindaco che non può permettere che una azienda-discarica lavori nel centro di un piccolo paese: spetta solo a lui spostarla; è lui l’unica autorità che lo può fare e, soprattutto, in fretta perché l’aria al Calzolaro è sempre di più irrespirabile."

09/10/2017 18:11:09 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Inaugurata a Pierantonio la sede regionale del Fronte Nazionale

Riceviamo e pubblichiamo Nella giornata di sabato 7 ottobre a Pierantonio (PG), si è tenuta l’inaugurazione della nuova sede regionale e provinciale del Fronte Nazionale. Oltre al Commissario Regionale Giuseppe Castelli e al Coordinatore per la Provincia di Perugia Roberto Pierotti, erano presenti tra gli altri in rappresentanza del Fronte, Marco Braccini Responsabile Organizzazione e Andrea Brizzi Responsabile Nazionale Fronte Giovani. Numerosa la presenza di nostri “vecchi” tesserati e per l’occasione, altri nostri amici e curiosi intervenuti hanno approfittato per unirsi al nostro movimento. Era presente anche il nuovo segretario cittadino di Gubbio (a giorni verrà ufficializzato) a cui auguriamo tutti un grande in bocca al lupo per il “duro” lavoro che andrà a svolgere in quella difficile realtà. Il Fronte Nazionale anche in Umbria sta diventando una realtà sempre più importante anche se i partiti tradizionali, nessuno escluso e la maggior parte della stampa (sia televisiva che cartacea) ci boicottano in maniera vergognosa. Non ci fanno paura né ci importa più di tanto in quanto i nostri interlocutori principali sono le persone normali, i lavoratori di ogni razza, credo politico e religioso, in una sola parola il Popolo. Persone schifate, nel vero e proprio senso della parola, dal ridicolo teatrino della politica che tra digiuni a staffetta e slogan più o meno razzisti a tutto si interessa meno che alle sofferenze della povera gente, presi come sono dalla frenetica rincorsa a poltrone e poltroncine. La vergognosa vicenda dello Jus Soli con il relativo mercato delle vacche e le elezioni Regionali Siciliane con le liste infarcite di personaggi di dubbia moralità e trombati vari, ne rappresentano la cruda realtà. Nel Fronte Nazionale non troverete nè ora nè mai siffatti personaggi, nelle nostre file ci sono persone “normali”, operai, impiegati, disoccupati, ex esponenti delle forze dell’ordine, dottori e professori, tutti con ben chiaro in testa una cosa: lavorare per il bene della Nostra Patria senza compromessi ne inciuci. Le porte delle nostra nuova sede di Pierantonio del Fronte Nazionale sono aperte a tutte le persone oneste che ci vogliono aiutare, la meritocrazia è il nostro credo, chi vale e si impegna può raggiungere qualsiasi risultato, Vi spettiamo. Giuseppe Castelli, Roberto Pierotti.              

09/10/2017 12:46:39 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Operazione antidroga dei Carabinieri di Todi: 4 arresti

I Carabinieri della Compagnia di Todi, a conclusione di articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal GIP presso il Tribunale di Spoleto, traendo in arresto E.G. e D.D., italiani rispettivamente originari di Casal di Principe (CE) e Pozzuoli (NA) ma residenti a Monte Castello di Vibio e Todi e due nordafricani, R.A. di origine tunisina residente a Marsciano e B. M. di origine marocchina, residente a Todi. I quattro si sono resi responsabili di spaccio di stupefacente del tipo cocaina immessa sul mercato locale. Nel corso delle indagini, avviate nel mese di gennaio 2017, sono stati documentati numerosi episodi di spaccio e sequestrati gr. 200 di stupefacente. Al centro dell’organizzazione l’imprenditore edile E.G., campano di origine ma residente da molti anni a Monte Castello di Vibio e ben radicato nel territorio che, insieme alle zone del tuderte e del marscianese, è il centro dell’ingente giro d’affari che è stato scoperto. L’uomo, che manteneva assidui contatti con altri soggetti di origine campana, aveva tessuto una fitta rete di rapporti e collegamenti grazie ai quali riusciva a “distribuire” lo stupefacente, avvalendosi dell’opera degli altri tre arrestati. Le attività tecniche condotte hanno anche consentito ai Carabinieri di accertare che E.G. riforniva di stupefacente alcuni soggetti locali, accettando anche pagamenti dilazionati, proprio in virtù della lunga conoscenza. La cocaina è stata rinvenuta, occultata all’intero di tubi di silicone usati nell’edilizia, opportunamente svuotati del contenuto originario e riempiti con lo stupefacente. Indagine durante, oltre a procedere al sequestro dello stupefacente, i militari del Nucleo Operativo di Todi hanno anche tratto in arresto una donna italiana residente a Fratta Todina (PG), trovata in possesso di circa 150 grammi di cocaina pura, pronta per essere tagliata e divisa in dosi. Lo stupefacente, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato un illecito guadagno di oltre 30mila euro. Sempre per spaccio di stupefacenti, poco tempo dopo, a finire in carcere è stato un uomo di origine marocchina, trovato in possesso di 50 grammi della stessa sostanza. Nel medesimo contesto investigativo sono anche stati denunciati a piede libero un trentenne perugino e un giovane tuderte, rispettivamente accusati di concorso in spaccio e favoreggiamento e sono stati segnalati alla Prefettura di Perugia diversi assuntori locali che si rifornivano dal gruppo indagato. Tre dei quattro arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Spoleto, mentre il quarto, il marocchino B.M., è stato posto agli arresti domiciliari nella propria abitazione di Marsciano, che come quelle degli altri coindagati è stata perquisita con l’ausilio di unità cinofile del Centro Cinofilo Carabinieri di Firenze, consentendo il sequestro della somma di 3700 euro, ritenuta provento dell’illecita attività e di materiale vario che dovrà essere analizzato dagli investigatori. 

09/10/2017 12:19:46 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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