Cultura La scrittrice Lia Levi ad Umbertide: mercoledì 16 gennaio a Santa Croce

Mercoledì 16 gennaio 2019 alle ore 17 presso la Chiesa di Santa Croce si terrà l’incontro con Lia Levi, scrittrice, vincitrice del Premio Strega Giovani, nonché testimone delle leggi razziali del 1938. Durante l’incontro, che sarà anche un dibattito aperto alla cittadinanza, verrà presentato il libro Questa sera è già domani. L’evento è promosso dall'Istituto superiore d'istruzione Campus "L. Da Vinci" di Umbertide, con il patrocinio del Comune di Umbertide e la collaborazione della Biblioteca comunale e dell'Anpi locale, è un evento di alto valore culturale che si inserisce nella programmazione per il Giorno della memoria del 27 gennaio. Presenti il Dirigente scolastico Franca Burzigotti e il l'Assessore Sara Pierucci. Il libro narra le vicende di una famiglia ebraica a Genova negli anni delle leggi razziali. I fili incrociati dei tanti personaggi - adolescenti, vecchi, donne, vittime e carnefici - restituiscono il reale contesto storico e fanno emergere i dilemmi fondamentali: nella fase delle discriminazione razziale e della persecuzione antisemita da parte del fascismo è possibile restare comunque nella terra dove ci sono le tue radici o è urgente fuggire? Esisterà un paese realmente disponibile all’accoglienza? Si tratta di una vicenda di disperazione e coraggio realmente accaduta, ma filtrata dall'invenzione letteraria.    

14/01/2019 15:56:31 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura 'Didone ed Enea' dell'OPLAS: standing ovation a Tunisi per lo spettacolo del coreografo umbertidese Luca Bruni

Con la messa in scena dello spettacolo “Didone ed Enea” si è concluso il mese scorso, il progetto DIALOGUES ideato e messo in atto dall’OPLAS / CENTRO REGIONALE DELLA DANZA UMBRIA: l’evento ha avuto luogo nel meraviglioso Teatro dell’Opera di Tunisi, inglobato nella straordinaria Cité de la Culture aperta recentemente nel pieno centro della capitale tunisina. Una standing ovation di dieci minuti ha salutato i 25 danzatori che per un’ora intera si sono esibiti di fronte ad una platea gremita, fra cui il Ministro alla Cultura tunisino, l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi e numerose altre personalità del mondo dello spettacolo e della vita politica locale: un grande successo di pubblico che ha suggellato una collaborazione artistica di altissimo spessore fra l’Italia e la Tunisia.   In linea con le finalità del progetto che ha impegnato l’OPLAS lungo tutto un anno (e oltre, se si pensa alle fasi preparatorie), l'umbertidese Luca Bruni - ideatore del progetto nonché coreografo dello spettacolo - ha riunito sulla scena tunisina ben tre compagnie diverse, il Balletto del Teatro dell’Opera, il Nouveau Ballet Tunisien ed ovviamente l’OPLAS. Bruni ha fatto ricorso al dramma epico di Didone ed Enea per affrontare il tema dell’immigrazione e del dialogo interculturale, facendo rivivere in chiave contemporanea la prima storia che unì in modo profondo i popoli di questi due paesi, l’Italia e la Tunisia.  Ricordiamo infatti che, stando alla narrazione di Virgilio, Enea giunse a Cartagine scappando dalla guerra di Troia e lì incontrò Didone, anch’essa regina esule fuggita da Tiro: i due, dopo una notte d’amore, furono costretti a separarsi per volontà degli dei e Didone, sopraffatta dal dolore, si darà la morte con la spada di lui. Enea, lasciandosi dietro dolore e morte, riprenderà il mare per giungere in Italia dove darà origine alla stirpe dei latini. Questa storia, che ispirò Purcell per la sua celeberrima opera, è alla base dello spettacolo rielaborato da Bruni ed interpretato da ben 25 danzatori che hanno letteralmente commosso per bravura, tecnica e qualità interpretativa: Mario Ferrari ha interpretato il ruolo di Enea, Luana Rossetti quello di Didone, Jessica Regni quello di Belinda, e a sostenerli sulla scena altri danzatori e danzatrici che non si sono risparmiati regalando emozione pura. Gli elementi scenografici mobili - perfetti nel ricordare ora il mare, ora le colonne di un palazzo -, i costumi stilizzati, le luci soffuse ed intime, hanno ricreato sulla scena un luogo d’altre terre e d’altri tempi a cui lo spettatore si è lentamente abbandonato, lasciandosi trasportare fin nel cuore di questo dramma. Per i costumi, disegnati e realizzati dallo stesso Mario Ferrari, sono stati utilizzati dei colori naturali realizzati proprio in Tunisia nell’ambito di un progetto eco-sostenibile messo a punto dalla straordinaria mente del Prof. Faruk Mhenni, docente emerito presso l’ateneo di Monastir: questi colori, ottenuti dal recupero di prodotti organici naturali, fra cui l’olivo, hanno la caratteristica di essere ovviamente rispettosi dell’ambiente e di non essere aggressivi per la pelle.   Il Teatro dell’Opera di Tunisi ha aperto i suoi battenti lo scorso Aprile, dopo ben 16 anni di lavori: un luogo di straordinaria bellezza, equipaggiato con il massimo delle tecnologie moderne, cuore pulsante della Cité de la Culture che riunisce sotto uno stesso tetto altri due teatri, due sale cinematografiche, un centro espositivo, e molteplici sale prove per il teatro, la musica e la danza. Il Ministero della Cultura tunisino ha investito enormemente in questo progetto che ha ha l’evidente scopo di dare rinnovato impulso alla educazione del suo popolo, considerando anche che nel raggio di un chilometro ci sono almeno altri tre teatri storici! E ha fatto bene, considerando che è con la cultura e l’educazione che si combattono gli estremismi e si mette in atto la più grande rivoluzione, anche in un paese non facile come la Tunisia dai forti contrasti sociali. Il progetto DIALOGUES, sostenuto dalla Regione Umbria, è uno di quei progetti realizzati con pochi soldi ma con tanta volontà di fare: cosa che si addice perfettamente all’OPLAS che da ben 25 anni svolge attività di promozione culturale sul territorio così come in Italia e nel mondo. L’OPLAS ringrazia l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, ed in particolare la sua direttrice Dott.ssa Longhi, che ha colto da subito la portato di questo progetto e lo ha tenacemente voluto fra le attività 2018.

14/01/2019 11:01:35 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Tecnici del futuro al Campus 'Leonardo da Vinci' di Umbertide

  Grazie al FabLab e tre laboratori innovativi altamente professionalizzanti, l'ultimo di prototipazione avanzata, l'indirizzo "Meccanica, meccatronica ed energia" dell'istituto superiore risponde appieno alla formazione dei tecnici del futuro e consente l'immediato inserimento lavorativo nelle aziende del territorio. E' l'indirizzo tecnico-tecnologico del Campus "Da Vinci" di Umbertide a recepire in pieno e con le più moderne ed innovative tecnologie le esigenze di formazione tecnica che emergono dal territorio locale, nazionale ed europeo. Stime di settore indicano elevatissimo il numero di tecnici che mancano al sistema lavoro del nostro Paese, la maggior parte dei quali nel settore della Meccanica e in quello emergente dell'Energia, proprio i due settori che caratterizzano fortemente il contesto produttivo umbertidese dal quale proviene una forte richiesta di giovani diplomati da inserire immediatamente nel mondo del lavoro. E, infatti, a distanza di 7 anni dall'attivazione dell'indirizzo presso il Campus "Da Vinci", tutti gli studenti diplomati risultano assunti a tempo indeterminato immediatamente dopo il diploma presso aziende del territorio, esclusi ovviamente coloro che hanno scelto di proseguire gli studi universitari, per lo più in discipline ingegneristiche. Ma quello che cercano le aziende, che per restare competitive devono costantemente modernizzarsi, sono tecnici "di nuova generazione", delineati nel Piano Azienda 4.0 e formati con didattiche laboratoristi innovative; giovani capaci di acquisire e trasmettere, all’interno dell'impresa, le più moderne tecnologie, operando il trasferimento tecnologico, sia nelle grandi aziende che nelle aziende più piccole, che rappresentano il polmone ed il cuore del sistema produttivo locale e italiano. E' questo nuovo profilo di tecnico della Meccanica, Meccatronica e dell'Energia che si sta formando al Campus di Umbertide, grazie agli eccellenti percorsi di scuola-lavoro, coprogettati con le imprese di riferimento e grazie ai notevoli investimenti che ha dedicato anche di recente per l'allestimento di laboratori dotati delle più moderne macchine tecnologiche, stampanti 3D d'avanguardia e strumentazioni altamente professionalizzanti per la prototipazione avanzata. Il nuovo laboratorio in allestimento, infatti avrà un costo di 75mila euro ed ospiterà dispositivi di cui ancora poche scuole sono dotate: in pratica, puntando sulla potenzialità di tali strumenti e della tecnologia della stampa 3D si vogliono trasformare gli studenti da "consumatori" a "produttori" a "generazioni del fare" capaci di rivoluzionare i processi industriali attuali. Quest'ultimo Laboratorio si aggiungerà a quelli completamente rinnovati di recente queste tecnologie e già funzionanti, arredati in modalità 3.0 per rendere flessibile e aperto lo spazio didattico. Tutti fanno capo al FabLab, un progetto d'innovazione che ha avuto risonanza nazionale per essere uno dei primi ed ancora oggi uno dei pochi allestito in una scuola pubblica. Ancora unico nella nostra regione, il progetto prevede un laboratorio territoriale per fare formazione, innovazione, sostegno alle start up e alla creatività giovanile. Nuove e sempre più qualificate opportunità di formazione tecnica ad Umbertide, quindi, per i ragazzi di terza media che si accingono a scegliere la scuola superiore e c'è da star sicuri che le opportunità di lavoro nel territorio per loro saranno certe: per ora la "domanda" di giovani tecnici diplomati con metodologie così innovative è maggiore dell'offerta.  

08/01/2019 12:40:13 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano A San Francesco la mostra '1938- Leggi razziali fasciste'

Giovedì 10 gennaio, alle ore 10:30, presso il Centro Socio Culturale San Francesco (Sala d’onore) verrà inaugurata la Mostra (durata dal 10 al 17 gennaio) dedicata a: “ 1938- Leggi razziali  fasciste.”  La mostra è stata programmata in concomitanza con  l’ ottantesimo anniversario della promulgazione delle famigerate leggi razziali.   Saluti istituzionali dell’assessore alla cultura del Comune di Umbertide, Sara Pierucci. Introdurrà Sergio Bargelli (Presidente del Centro socio culturale San Francesco.   Interverrà Mari Franceschini, Presidente Anpi provinciale di Perugia.   Orari apertura mostra (dal 10 al 17 gennaio)  mattino dalle 10:00 alle 12:30 - pomeriggio dalle 16: alle 18:00 (solo nei giorni sabato e domenica).   La mostra  itinerante, fa parte di un progetto  quadriennale, rivolto alle scuole ed alla cittadinanza, sul quale l’ANPI (provinciale e regionale) ha con la Regione Umbria una importante convenzione che riconosce il ruolo dell’ ANPI nell’ impegno  costante  per la tutela e la diffusione della  conoscenza  della storia, della memoria della Resistenza  e dei valori ad essa connessi. La mostra, realizzata in  in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, con la Fondazione Villa Emma, e con l’autore della mostra prof. Mauro Remondini sarà esposta in seguito, in altri luoghi istituzionali di 15 comuni dell’Umbria che hanno dato il loro patrocinio e sarà arricchita  dalla collaborazione con le scuole del territorio.  

08/01/2019 12:24:09 Scritto da: Eva Giacchè

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