Notizie » Economia Nuovo logo per l'azienda Aimet

Riceviamo e pubblichiamo IL GRUPPO LIBERA ENERGIA SI SVILUPPA ALL’INSEGNA DELLA QUALITÀ Umbertide (Pg), 19 luglio 2017 - Cambia la forma, si rafforza la sostanza. AIMET, società del Gruppo Libera Energia attiva principalmente nel Centro Italia, si rinnova attraverso un logo moderno ispirato a quello della Holding centrale.  L’obiettivo principale è di tradurre anche visivamente l’appartenenza da parte delle aziende locali a una realtà di più ampio respiro, Libera Energia, tra i più importanti operatori indipendenti di gas ed elettricità del Paese e protagonista di un recente piano di rafforzamento accolto con favore dal settore. Una strategia di posizionamento chiara e trasparente: le nuove vesti grafiche andranno a rafforzare AIMET, società leader nei territori di competenza, per comunicare la stretta sinergia con un operatore nazionale in costante sviluppo, la cui presenza consente di competere con realtà più grandi e di creare nuovi prodotti ad alto tasso di performanza.  La strada sin qui percorsa è stata lunga e densa di sfide, tutte vinte. Ma il processo di crescita non si fermerà, anzi procederà con maggior vigore in un ambito, quello del mercato libero, che ha aperto le porte a importanti margini di movimento a favore della collettività, con offerte vantaggiose, un servizio clienti sempre a disposizione e una struttura qualitativamente e quantitativamente soddisfacente. AIMET opera quindi sin dalla sua costituzione in un contesto competitivo, che consentirà di ottenere ulteriori benefici rivolti al pubblico. Con la serietà e l’impegno che contraddistinguono l’intero mondo di Libera Energia.

19/07/2017 10:55:04 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Economia Economia 4.0 e Nuove Frontiere in Valtiberina: giovedi 16 febbraio il tour #protagonisti di Esg89 Group ad Umbertide

Giovedì 16 febbraio Abbazia di Montecorona ad Umbertide, l’Economia 4.0 e le Nuove Frontiere per un territorio economico da valorizzare. Il tour #protagonisti di ESG89 Group taglia il nastro del 2017 con una prima importante tappa dedicata alla VALTIBERINA e alle peculiarità del suo sistema economico. L’appuntamento in programma per giovedì 16 febbraio 2017 alle ore 17.30 si terrà nella speciale cornice offerta dall’Abbazia di Montecorona a Umbertide (PG). Economia 4.0 e Nuove Frontiere è il titolo di un incontro che intende mettere sotto la lente le caratteristiche di un contesto economico ricco di risorse, ma anche ostacolato nella sua evoluzione da alcune criticità significative. Il focus di approfondimento sarà condotto alla luce dei dati di bilancio riportati nell’ultima edizione dell’ANNUARIO ECONOMICO DELL’UMBRIA 2017-2018 edito da ESG89 Group. Il primo incontro del tour #protagonisti 2017 si configura dunque, come una vivace ricognizione delle potenzialità economiche di un importante territorio umbro, avvalorata dalla lucida analisi strategica dei dati economici contenuti nell’ANNUARIO e indirizzata ad una migliore comprensione di come la VALTIBERINA possa valicare le frontiere offerte dal modello di economia 4.0. L’incontro condotto da Giovanni Giorgetti, CEO di ESG89 Group, coinvolgerà in un confronto-laboratorio le istituzioni, i #protagonisti economici e gli stakeholder del territorio nell’intento di costruire un dialogo aperto e consapevole capace di farsi vettore di una nuova visione e di una nuova sensibilità per la crescita economica della VALTIBERINA. Facebook11LinkedIn1TwitterGoogle+

14/02/2017 12:54:38 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Economia Montone: pubblicato il rendiconto finanziario 2014

Riceviamo e pubblichiamo Il Consiglio comunale di Montone in data 29/4/2015 con il voto favorevole della maggioranza ha approvato il Rendiconto dell’esercizio finanziario 2014, che nonostante i rilevanti tagli dei trasferimenti dello stato (per l’anno 2014 circa 70.000 euro) si è chiuso con un avanzo della gestione di competenza di circa 4.000 euro ed un avanzo di amministrazione di circa 44.000 euro. È stata quanto mai necessaria un’attenta valutazione, per poter reperire le risorse necessarie a compensazione del minor gettito; l’azione si è sviluppata e realizzata attraverso i tagli alla spesa (riduzione delle spese per l’acquisto di beni e servizi), l’introduzione della TASI, la revisione di alcune tariffe locali ed il recupero dell’evasione fiscale. In particolare sono state ridotte le spese per la telefonia mobile mediante revisione dei contratti in essere, i contributi sono stati assegnati alle sole associazioni che svolgono in maniera continuativa la loro attività per la comunità montonese ed  è stata ottimizzata la gestione della mensa e del trasporto scolastico. E’ stato inoltre rispettato il patto di stabilità evitando quindi le sanzioni conseguenti ad un eventuale sforamento dello stesso. Sono state adottate misure organizzative atte a garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per acquisti di beni servizi e forniture che hanno permesso  di realizzare un indicatore dei tempi medi di pagamento pari a -7,16 giorni (90 giorni limite massimo per l’anno 2014). Il limite di indebitamento per mutui o prestiti si è ridotto al 2,88%  contro un limite massimo previsto dalla normativa vigente pari all’8%. “In previsione di ulteriori tagli che saranno operati  dal governo centrale, abbiamo agito con particolare prudenza ed oculatezza, soprattutto riguardo alle spese di gestione” commenta Mirco Rinaldi, sindaco di Montone. “Abbiamo creduto necessario agire con estrema essenzialità e ciò ci ha  permesso di ottenere un avanzo di gestione di € 44.000,00” conclude.   Il Sindaco (Mirco Rinaldi)

07/05/2015 18:55:05

Notizie » Economia Piccola grande distribuzione a Umbertide

Fino a qualche tempo fa l’Italia era il Paese dei piccoli empori e della spesa al negozietto sotto casa. I grandi centri commerciali si sono affacciati relativamente tardi dalle nostre parti, si parla della fine degli anni ’50, inoltre tenendo ben presente la differenza fisiologica tra spesa nel grande supermercato e piccolo alimentari. E’ proprio questa distinzione che negli ultimi anni va assottigliandosi, con sempre più centri commerciali situati in grandi poli fuori città, e dall’altro lato, in diminuzione i piccoli negozi, che arrancano o che sono costretti a chiudere, un po’ complice la crisi, un po’ per non riuscire a tenere il passo della ben più potente ed organizzata concorrenza. A partire dal 1 Gennaio 2012 inoltre, è entrata in vigore la legge 201 del cosiddetto decreto Salva Italia varato dal Governo Monti. Essa attua una totale liberalizzazione in ambito di giorni ed orari di chiusura per qualsiasi negozio 365 giorni l’anno. A detta di molti questo doveva essere un incentivo alla concorrenza, alla competitività degli esercizi commerciali, con un conseguente vantaggio in termini di prezzi anche per i consumatori, ma la mossa ha aperto una vera e propria spaccatura, con tanto di abbozzi di referendum per l’abolizione e persino una sentenza da parte della Corte Costituzionale. Da un lato si sono schierati i piccoli esercizi, convinti che la deregulation abbia apportato vantaggi solo alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e che non si riscontrano né la diminuzione dei prezzi (ma semmai una contrazione nella spesa delle famiglie), né un significativo aumento dei posti di lavoro o del prodotto interno lordo. Dall’ altra parte i grandi distributori che difendono la manovra come una ‘’modernizzazione necessaria’’ e ritengono la sola crisi responsabile della diminuzione dei consumi. Quale delle due parti è più vicina alla situazione reale? Secondo un’indagine operata da Confesercenti non sono stati riscontrati benefici, ma si sono persi ben 100mila posti di lavoro nel settore, con 28,5 miliardi in meno di spesa da parte delle famiglie nel biennio ‘12/’13. Spiega il segretario Bussoni: ‘’ L'effetto della liberalizzazione è stato controproducente: la concentrazione dei consumi nei weekend ha favorito solo la grande distribuzione, contribuendo all'aumento dell'erosione di quote di mercato della gran parte dei piccoli esercizi. Continua poi nel proporre: ’’ Bisogna subito fare un passo indietro; tornare alla regolamentazione degli orari dei negozi è una scelta necessaria, che garantisce un'equa concorrenza fra le diverse forme distributive. ’’ Il primo round dell’incontro è volto in favore della GDO, con la sentenza della corte Costituzionale, in risposta a ricorsi presentati da diverse regioni italiane, contro il Salva Italia. Esposta la situazione nazionale, qual è il clima che si respira a livello regionale ed umbertidese? Sebbene la nostra regione non ha partecipato al ricorso alla Corte Costituzionale, non sono mancate borbottii e malcontenti, sfociati nella richiesta di referendum regionale contro la liberalizzazione ‘’selvaggia’’. Un anno fa è stata avanzata una proposta da Damiano Stufara, Presidente Gruppo Partito della Rifondazione Comunista-FdS, in cui si attaccava la riforma reintroducendo esplicitamente i punti delle richieste il ‘’ rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio’’. Altre regioni come Abruzzo e Veneto hanno poi imitato la nostra, ma confluendo nel secco no della Corte Costituzionale prima, e nelle dichiarazioni difensive del Ministero dello Sviluppo Economico. Ad Umbertide molti degli addetti ai lavori, sia fra la piccola che la media distribuzione, hanno storto il naso di fronte alla liberalizzazione. Essa infatti non ha, secondo il loro parere, implementato servizi rilevanti al consumatore né favorito i consumi, spalmando gli acquisti nell’ intero fine settimana al posto del solo sabato. Inoltre molti dei commercianti ritengono che questa deregulation sia andata anche a scredito allo stesso tempo di dipendenti e proprietari, in quanto la concorrenza non è stata ‘’spronata’’, ma si è incattivita, nella gara a chi tiene aperto di più. Alcuni dipendenti ricordano (non senza una nota di amarezza) che già nel ’97 erano state applicate delle norme riguardo gli orari, ma tra i commercianti vigeva un tacito accordo, secondo il quale si teneva chiuso come in precedenza. Tutto ciò è stato spazzato via dal decreto ‘’Salva Italia’’ costringendo quasi tutti gli esercizi alla rincorsa di coloro che tengono più aperto. Sicuramente questo tema caldo continua ad essere oggetto di dibattito che dovrà sfociare in un accordo, soprattutto in un momento delicato come questo, cercando un compromesso tra le parti che ripari almeno in parte allo sconquassamento del delicato ecosistema della piccola distribuzione. Alessandro Billi

12/02/2015 18:43:07

Notizie » Economia Made Altotevere al mondo

Come sta il nostro territorio o meglio il nostro brand al mondo?  Ci aiuta in questa analisi il monitoraggio di Intesa Sanpaolo riferita ai distretti italiani nei quali compaiono anche quelli del Cuore verde. La Svizzera snobba il made in Umbria mentre in altri paesi europei la tenuta dei prodotti dei distretti di casa nostra ancora tiene. Nel terzo trimestre del 2014 l’export dei distretti umbri rimane lievemente in territorio positivo (+0,8%) dopo il rallentamento del trimestre precedente. Il contributo maggiore alla crescita dei distretti umbri è venuto principalmente da paesi quali Francia, Germania, Federazione Russa, Giappone, Regno Unito, Canada, Belgio, Polonia. In questo terzo trimestre dell'anno nei distretti umbri spicca l’olio umbro con una crescita dell’11,9%, evidenziando risultati ben superiori rispetto all’andamento dei distretti italiani del comparto alimentare. Dopo la corsa degli anni precedenti, registra ancora una dinamica lievemente negativa la maglieria e l'abbigliamento di Perugia (-0,8%), dove segna il passo l’export verso la Svizzera (-34,8%, seconda meta commerciale) e i Paesi Bassi (-37,3%). La maglieria risulta essere in controtendenza rispetto all’andamento dei distretti italiani del sistema moda. Il mobile dell’Alta Valle del Tevere registra un pesante arretramento (-20,6%) penalizzato dai pesanti cali subiti in due mercati emergenti (Guinea equatoriale -92,4% e Federazione Russa). 

23/01/2015 12:41:57

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