Notizie » Politica Umbertide Cambia porta in Regione la situazione di Calzolaro

Riceviamo e pubblichiamo 21 LUGLIO 2017 - SALA DELLA PARTECIPAZIONE CONSIGLIO REGIONALE I diversi soggetti che oggi presentano un’analisi sul sistema regionale dei rifiuti, a partire però dalla situazione locale, in particolare dell’Alta Umbria e Alto Tevere, rappresentano le istanze del civismo di quei territori, radicato soprattutto nella cultura della sostenibilità ambientale e nella valorizzazione dei beni comuni. Per questi diversi movimenti - che si sono organizzati in una rete territoriale e regionale -  vale il principio di una gestione integrata del ciclo dei rifiuti in ambito ottimale da parte di una azienda pubblica, la quale disponga di un efficace sistema di impianti di prossimità che ne garantiscano l'autosufficienza. Le vicende giudiziarie e le controversie ambientali, di lunga durata ma anche recenti, spingono ulteriormente verso questa strategia. Ciò offre altresì l’occasione politica per recuperate un’etica pubblica, la cui mancanza è stata la causa del degrado ambientale e di episodi di corruttela.  Il fallimento e i ritardi storici del Piano regionale dei rifiuti con il mancato raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, con la chiusura degli impianti di Pietramelina (sequestro dell’impianto di compostaggio e prima ancora l’interdittiva antimafia), il sequestro di Borgo Giglione, con l’esaurimento della discarica di Foligno e Spoleto, le difficoltà della discarica Le Crete di Orvieto e di Belladanza a Città di Castello impongono una nuovo approccio alla gestione dei rifiuti. Tale nuovo approccio non è certamente quello che si sta verificando oggi in Alta Umbria e in Alto Tevere. Anzi, si perpetuano in modo diabolico gli stessi errori di malapolitica e gestionali che hanno condotto alla situazione attuale. I casi della Frazione di Calzolaro, nel Comune di Umbertide, e la questione di Belladanza sono la cartina tornasole delle scelte ambientali scellerate delle Amministrazioni comunali, coperte e legittimate dalla Regione e dalla Provincia, che hanno portato a insediare nel centro abitato di Calzolaro un’azienda che tratta 50.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, con effetti insostenibili per la qualità della vita e della salute per i cittadini della frazione. Tali politiche ambientali sono una palese violazione dell’art. 182 bis del Testo Unico ambientale, in quanto fanno saltare il principio della prossimità (voluto proprio dalla Regione) e conducono al “de profundis” della sostenibilità del sistema Alto Tevere.     Osservatorio Beni comuni; Umbertide cambia. Città di Castello cambia.  

21/07/2017 17:20:10 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Società Civile Festival della solidarietà, numeri in crescita per la settima edizione

Riceviamo e pubblichiamo Mostre, conferenze, musica, animazione e tanto altro: l’evento si consolida nel panorama del Centro Italia Numeri in crescita per il “Festival della solidarietà”: è stato un anno di grande soddisfazione per gli organizzatori dell’associazione Altotevere senza frontiere Onlus, che giunge alla settima edizione e si consolida come evento unico nel suo genere a livello regionale e non solo. Volontari da ogni parte d’Italia e da diversi Paesi del mondo (fra i quali un rappresentante della ong egiziana “Have a dream”) hanno preso parte alla realizzazione della manifestazione che per tre giornate ha animato il parco Alexander Langer – Ansa del Tevere di Città di Castello con un grande riscontro di pubblico. Con un importante obiettivo: il ricavato sarà infatti destinato ai progetti di beneficienza di Altotevere senza frontiere Onlus in favore delle famiglie bisognose del nostro territorio e per la casa famiglia per bambini di Leskoc, dove un gruppo di oltre 20 volontari sarà presente dalla fine di luglio. Tre giornate intense di pace, musica e solidarietà all’insegna delle tematiche sociali e del volontariato, con un programma denso di di iniziative ed eventi rivolti alle varie fasce di pubblico con un filo conduttore ben definito, il tema “Abitare i confini”. Gradita conferma rispetto alla sesta edizione sono state le installazioni artistiche di fumetto con l’esposizione delle tavole illustrate del libro “Di qui non si passa!” (Topipittori editore) allestite in uno spazio dedicato ai bambini. Pepita Onlus, Barabas Clown e Officina della Arti hanno curato animazione e laboratori per bambini.   La manifestazione si è aperta con l’inaugurazione della mostra fotografica “Non più muri” alla presenza dell’autore, Ruggero Da Ros, che ha illustrato il suo reportage sulla barriera che divide Israele e Palestina, costruita nel 2004. L’impegno e il coraggio di Leonardo Cenci (il maratoneta perugino fondatore dell’associazione “Avanti tutta onlus”) sono stati al centro della prima conferenza, dal titolo “Avanti tutta! Quando il limite diventa orizzonte”. Una riflessione di ampio respiro è stata quella condotta da Tonio Dell’Olio, rappresentante dell’associazione “Libera” Internazionale e presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, nella seconda conferenza “Confine. Lo spazio dell’incontro”. Grande spazio è stato riservato, come ogni anno, agli stand delle associazioni di volontariato: fra le associazioni presenti Medici senza frontiere, Caritas, Amnesty international, Croce Rossa italiana, Zuki, Laafi Bala, Oratorio San Giovanni Bosco. Ad aprire le tre grandi serate musicali sono stati i Meganoidi, storica band ska-punk genovese; seconda serata con un concerto speciale a 20 anni dalla scomparsa di Ivan Graziani: sul palco del parco Langer “Pigro in tour”, il tributo ufficiale all’indimenticato cantautore guidato dal figlio Tommy Graziani e da alcuni storici musicisti; chiusura con il Tributo a Lucio Dalla di un gruppo di giovani e talentuosi musicisti altotiberini. Ad animare le serate sono stati anche la performance di live painting del giovane fumettista tifernate Alessandro Bacchetta con il coinvolgimento del pubblico, live acustici e spettacoli di giocoleria. Per tutte le informazioni: www.festivaldellasolidarieta.org, pagina Facebook “Festival della solidarietà”.  

21/07/2017 16:49:50 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perugia: polizia stronca attività di spaccio, due fermati

Nei giorni scorsi, gli uomini della Sezione criminalità diffusa della Squadra Mobile della polizia di Perugia, hanno concluso un’articolata attività d’indagine, dando esecuzione a due provvedimenti precautelari emessi dall’Autorità Giudiziaria a carico di due maghrebini, pregiudicati ed irregolari sul territorio nazionale, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle zone di  Fontivegge e Case Bruciate, nel capoluogo umbro. Le indagini sono state avviate lo scorso maggio, quando era emerso che un paio di maghrebini, utilizzatori di una sola utenza telefonica cellulare di spaccio, erano particolarmente attivi nella commercializzazione al dettaglio, nelle due zone indicate ma soprattutto a Case Bruciate, di eroina e cocaina. La scelta della zona di Case Bruciate quale zona di spaccio, secondo quanto emerso nel corso dell’indagine, era dettata dalla necessità di eludere i controlli e le operazioni della Polizia di Stato, spostando gli incontri dal luogo tradizionale, quali la stazione ferroviaria e l’adiacente piazza del Bacio. Le modalità dell’attività di spaccio erano le seguenti: generalmente il cliente contattava i fornitori di droga telefonicamente, uno dei due pushers, alternativamente, rispondeva alla chiamata e con il cliente si dava appuntamento in un punto preciso di Case Bruciate o di Fontivegge. Nel frattempo lo spacciatore, da solo o con il proprio complice, andava a recuperare lo stupefacente già accuratamente occultato sotto terra o in qualche anfratto della zona, solitamente già suddiviso in singole dosi, successivamente avveniva lo scambio stupefacente/denaro in contante, con la promessa di rivedersi alla prossima cessione. Lo stupefacente era occultato in nascondigli di fortuna per l’ovvia ragione per la quale gli spacciatori, in caso di perquisizione personale o domiciliare, risultino sempre “puliti” e la tecnica della suddivisione in piccoli involucri, non risponde soltanto all’esigenza pratica di avere a disposizione dosi già pronte alla vendita, ma anche a quella di assicurarsi l’impunità e di evitare, in linea di massima, l’arresto, nel caso in cui la droga venga trovata dalle forze di polizia. Le indagini hanno consentito di accertare come i due maghrebini gestissero importanti giri d’affari di spaccio e sono stati documentati contatti con numerosi clienti assuntori “fidelizzati”, per un totale di circa 90 cessioni di stupefacente, tra eroina e cocaina, tutte effettuate negli ultimi mesi. In quasi tutti i casi, come anticipato, il cliente e lo spacciatore (uno dei due fermati o entrambi) si davano appuntamento alla stazione Minimetrò di Case Bruciate o in Via Maturanzio, dove avveniva lo scambio. Le risultanze probatorie acquisite a carico degli indagati sono stati raccolte in un’articolata informativa di reato grazie alla quale il Pubblico Ministero ha emesso due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto. Nelle prime ore della mattinata, gli agenti della Mobile hanno dato esecuzione ai fermi ed ai decreti di perquisizione delegati contestualmente, all’esito delle quali è stato anche ritrovato, dopo estenuante ricerca, anche lo smartphone utilizzato per l’attività di spaccio. Entrambi gli spacciatori sono stati raggiunti nei rispettivi domicili, uno a Fontivegge e l’altro a Olmo, frazione di Perugia. In particolare, l’indagato domiciliato a Olmo era ospite del fratello, nella cui abitazione aveva da poco ottenuto, dopo essere stato scarcerato in virtù di provvedimento di altro procedimento, la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Perugia con permanenza domiciliare notturna dalle 21 alle 7. Sulla base della gravità dei fatti contestati, del reale pericolo di fuga dei due maghrebini, uno dei quali, in particolare, ha dimostrato totale dispregio verso il vincolo cautelare cui era sottoposto, proseguendo nella sua attività illecita, l’Autorità Giudiziaria ha emesso due provvedimenti precautelari volti all’interruzione della loro attività criminale. All’esito della formalizzazione delle catture, i due fermati sono stati accompagnati a Capanne, dove resteranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che procede.

21/07/2017 15:29:29 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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