Attualità » Primo piano Umbertide, Nicola Mariuccini presenta il suo libro “NightHawks”

Il 23 Giugno alle ore 18, presso le Cantine Blasi in Località San Benedetto, Nicola Mariuccini, presenterà ad Umbertide, sua città natale, “NightHawks”, il suo secondo romanzo, edito da Castelvecchi. Il romanzo è ambientato a Monsaraz, in Portogallo, al Nighthawks, un locale dal nome ispirato a un quadro di Hopper, dove i clienti passano la notte raccontando al barista storie personali che si intrecciano  con la vicenda storica, culturale e politica del Portogallo del dopoguerra, la dittatura di Salazaar, il passaggio alla cultura globale. Abbiamo intervistato l’autore, per capire l’essenza e carpire l’essenziale: motivi per leggere e magari innamorarsi dei luoghi, dei temi, della storia e dei personaggi. Chi è il vero protagonista della storia? Leggendo si ha l'impressione che non sia tanto uno dei personaggi, quanto piuttosto un ambiente, uno stato d'animo. "Nighthawks è un romanzo che si svolge tutto nello stesso locale, nel medesimo tempo sospeso come fra parentesi. I protagonisti sono tanti, ci sono i clienti, i falchi e c’è il Barman, Caetano che li coccola, facendoli parlare, con cortesia e professionalità miscelando mestiere e fantasia. La protagonista tuttavia penso sia la solitudine “a solidao”, la stessa che Hopper ha saputo dipingere nel quadro da cui il libro prende il nome. Una insegnante di letteratura, grande amante di Hopper ha scritto che sono riuscito a far parlare il suo quadro, è una cosa che mi onora molto." Alcuni lettori dicono che in questo secondo romanzo è cambiato il suo stile narrativo, concorda? Considera il maggior utilizzo dei dialoghi una crescita? O semplicemente le piace più questo stile?                        "In realtà il mio stile è rimasto lo stesso di quello della Prigione di Cristallo, sono aumentati i personaggi ma a rimanere esclusa è sempre la voce narrante che non mi è utile per evocare al lettore le immagini che io stesso vedo mentre scrivo. Si è detto del mio stile che sia più teatro o cinema che non letteratura, io in realtà scrivo a fumetti, faccio parlare le immagini che visualizzo e cerco di evocarle tramite i dialoghi. Questo induce chi legge a fare lo sforzo di immaginare, cioè di rappresentarsi la scena sulla base della propria esperienza e non di quella del narratore. È un movimento mentale simile a quello indotto dalla poesia." Come mai il Portogallo? "Il Portogallo è una terra che è rimasta sempre araldicamente legata alle proprie tradizioni, come la definì Montale nel corso di una sua visita “una delle ultime classiche riserve di Strapaese… che il Cielo ha meglio preservato dalla volgarità… non ancora posta alla frusta del progresso”. In un convento recuperato di Monzaras c’è un albergo dove ho dormito e dove mi sono accorto che il tempo sembra fermarsi davvero. Era il posto giusto per metterci il Nighthawks." Ha ricevuto grandi apprezzamenti per questa sua opera, proprio dai barman, come mai ha scelto di raccontare proprio dal punto di vista di un  barman?               "Il romanzo gode di una postfazione di uno fra i più famosi barman del mondo, Umberto Caselli già presidente del International Barman Association negli anni 80. Nella sua nota ha definito il barman come “confessore laico”, centrando perfettamente il ruolo di Caetano un vero e proprio “guardarobiere dell’anima”. Io stesso in gioventù sono stato un barman professionista e conosco l’arte di cucire la sera con la notte fra un ricordo amaro e un “fammene un altro”. Sappiamo che il nome del barman ha un significato particolare vero?                        "Sì, Caetano è un amico della mia infanzia umbertidese. Un ragazzo lento nei modi ma veloce di ingegno e capace di capirti con uno sguardo. Un giorno ha deciso di affrettarsi al traguardo e di aspettarci tutti di là. Gli ho fatto fare il barman comprensivo, invece che il cliente ironico che amava fare quando veniva. Sono certo che gli sarebbe piaciuto".

22/06/2017 09:23:18 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide Cambia: ''Confronto a tutto campo sulla moschea, nessuno escluso''

Riceviamo e pubblichiamo «Bisogna fermarci a ragionare e dialogare. Anche gli ultimi e violenti fatti accaduti all’interno della comunità islamica umbertidese ci spingono a una profonda riflessione e a cercare concrete soluzioni. È arrivato il tempo infatti di incontrarci e socializzare i nostri e rispettivi punti di vista, altrimenti ogni proposta diventa occasione di scontro». Il presidente di Umbertide cambia, Gianni Codovini, è orientato a trovare una via d’uscita comune per la questione Moschea e a svelenire il clima: «Per prima cosa bisogna evitare di cadere negli stessi e gravissimi errori compiuti prima dal Sindaco Giulietti, dal Pd e poi da Locchi. Se anch’essi riconoscono ormai che la mancanza di partecipazione è stato uno dei motivi della crisi attuale è giocoforza recuperare una partecipazione vera. Allora il Sindaco Locchi non può trattare il Patto o Convenzione con l’Associazione islamica come un segreto di Stato. Ancora nessuna forza politica umbertidese, né gruppo in Consiglio comunale, né alcuna associazione culturale, né organizzazione di ispirazione religiosa conosce i contenuti di questo Patto. Si dice che egli abbia convocato i sindacati. Ci scusino i sindacati, ma essi che c’azzeccano con la Moschea? Bene anche la loro partecipazione, ma qui si tratta di convivenza civile e non di specifici controversie lavorative o piattaforme salariali. Mi sembra che regni la confusione o peggio ancora il criterio della selezione mirata degli interlocutori. Invece abbiamo bisogno che le diverse posizioni in campo s’incontrino piuttosto che escludersi.» «Una questione che va subito chiarita è, per esempio, la conoscenza dell’interlocutore. Noi, da sempre, abbiamo sollecitato l’associazione islamica che ha firmato i diversi atti di acquisto del terreno e la costrizione della Moschea a confrontarsi pubblicamente e a capire da che parte stanno. Il mondo islamico non è un blocco unico, anzi è fatto di molte posizioni. Ci risulta strano che un’associazione di 7 soci, come da loro Statuto, possa rappresentare 2mila cittadini musulmani ad Umbertide. Ovvio che così nascano confitti interni. Per questo è necessario che vengano fuori le diverse prospettive dell’islam e soprattutto Giulietti e Locchi ci dicano perché hanno trattato con quella Associazione piuttosto che con un’altra e se sapevano a quale livello nazionale essa si riferisce. Trattare con una parte dell’Islam e non con tutte le parti è un errore culturale imperdonabile, soprattutto quando si costruisce il Luogo Sacro della Moschea, che è di tutti i credenti musulmani non di un’associazione, peraltro molto ristretta.» «C’è poi il problema dell’adesione dell’Associazione islamica ai valori repubblicani. Noi ne facciamo un punto dirimente. Vogliamo sapere che cosa pensa del pluralismo culturale, politico e sessuale; qual è il ruolo della donna che prospettano, quali garanzie per i minori. Non da ultimo ci dicano una parola di condanna dell’antisemitismo. Per noi ogni forma di razzismo è inaccettabile, in special modo quello etnico e religioso. Questo è dialogo e comprensione dell’altro».                                                                                                                                                                Umbertide cambia  

21/06/2017 16:49:24 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S: ''PIATTAFORMA: IL CUORE DI UMBERTIDE NON BATTE PIU’''

Riceviamo e pubblichiamo   La Piattaforma cuore di Umbertide , si legge sull’insegna della morente struttura comunale, il cuore sembra invece essersi fermato! Tra le finalità della concessione comunale ricordiamo alcuni dei punti salienti come la creazione di un’area di incontro per l’intera cittadinanza allo scopo di favorire attività di aggregazione, scambi culturali, partecipazione alla vita cittadina, realizzazione di attività ludico-ricreative volte all’integrazione (con particolare riguardo ai soggetti a rischio di emarginazione sociale), nonché la promozione di iniziative culturali volte a valorizzare la Liberazione e la democrazia, in piena autonomia e in coerenza con la storia del locale Club Cremona. Di tutto ciò non vi è traccia, il locale è fermo, in attesa della scadenza della convenzione a dicembre 2018.  Questo spazio fino al ventennio scorso era per i giovani umbertidesi e non, un importante punto di incontro e confronto generazionale, catalizzatore della crescita collettiva di intere generazioni. Oggi quello che ci appare sembra ben lontano dalle funzioni che la struttura dovrebbe ricoprire. Le gestioni che si sono succedute negli ultimi anni hanno disatteso quanto previsto dalla convenzione riducendo la struttura, da fiore all’occhiello di Umbertide, ad un non luogo, anonimo ed in stato di abbandono, non partecipato.  Il locale ha assunto di fatto un ruolo puramente commerciale venendo meno non solo alle direttive della convenzione, ma anche alla funzione sociale, aggregativa, culturale e partecipativa per la cittadinanza. L’attività commerciale dovrebbe essere svolta solo a supporto della realizzazione dei fini istituzionali e non avere carattere predominante ed esclusivo tale da generare una concorrenza sleale nei confronti di attività analoghe. E’ chiaro che il Comune, quale unico proprietario, ha il ruolo di controllore della struttura, affinché vengano adempiuti e rispettati gli obblighi e le finalità per cui l’area è concessa in comodato. Questa situazione fu fatta presente al Sindaco e alla sua giunta già nel novembre del 2014, quando presentammo un'interrogazione sulla struttura, mettendo in evidenza tutte le criticità che da un'accurata indagine avevamo riscontrato. Seguì una lettera dell'Amministrazione che invitava l'associazione a riprendere le attività statuarie e a produrre un programma delle attività. È cambiato qualcosa?  Il Comune continua a monitorare la situazione? Visto lo stato in cui versa la struttura non pare lo faccia. L'Ente deve verificare sistematicamente lo stato della gestione delle proprie strutture e se si rende necessario deve intervenire. Perché questo atteggiamento di indifferenza?  Nel deserto propositivo di Umbertide verso i giovani La Piattaforma deve tornare ad essere un centro aggregativo plurigenerazionale. Dato l’approssimarsi della scadenza della convenzione sollecitiamo l’amministrazione affinché intraprenda al più presto il lavoro di stesura del nuovo bando per l’assegnazione e scongiurare il ripetersi dell’odissea vissuta per l’assegnazione del teatro, del quale non è stato ancora reso noto l'esito della gara.  

21/06/2017 11:34:02 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA : ''OCCORRE TORNARE AD UNA GESTIONE PUBBLICA DEL BENE COMUNE ACQUA''

Riceviamo e pubblichiamo Con una interrogazione consiliare Umbertide cambia chiede all’Amministrazione comunale di formalizzare l’impegno del Comune di Umbertide a sostegno di una gestione totalmente pubblica del servizio idrico alla scadenza della convenzione in essere con il gestore Umbria Acque (2027), oppure, contrariamente, di indire un referendum consultivo ad Umbertide sulla gestione pubblica dell’acqua. “La gestione del servizio – spiegano i consiglieri della lista civica -  è affidata ad una società, Umbria Acque S.p.A, prima totalmente pubblica, dal 2003 partecipata al 60% dagli enti locali (tra i quali anche il Comune di Umbertide) e per il 40% da un privato, ACEA S.p.A. Dal 2003 ad oggi il costo del bene pubblico acqua e del servizio reso è aumentato anno dopo anno in maniera notevole e sono previsti ulteriori aumenti per il 2018 e 2019. Inoltre negli ultimi periodi, come abbiamo fatto presente in un precedente intervento, la società di gestione ha ridotto ad una sola mattina la settimana (lunedì dalle 8.30 alle 12.30) l’apertura dello sportello di Umbertide, limitando notevolmente il servizio all’utenza”. Per tutto questo Faloci, Orazi e Conti chiedono – sollecitando Umbria Acque ad ampliare gli orari di accesso allo sportello locale - di spiegare i motivi che hanno costantemente generato l’aumento del costo del servizio a carico dei cittadini, di indicare quali agevolazioni tributarie sono previste per gli utenti deboli, di illustrare il piano di interventi adottato per migliorare l’efficienza del servizio idrico e soprattutto eliminare lo spreco d’acqua riscontrato lungo la rete, nonché l’elenco delle opere e dei lavori a carico del gestore effettuati ed in programma nel territorio dell’ex ATI n. 1. Quindi, come anticipato, di formalizzare l’impegno della Amministrazione comunale di Umbertide a sostegno di una gestione totalmente pubblica del servizio idrico alla scadenza della convenzione in essere, oppure, contrariamente, di indire un referendum consultivo ad Umbertide sulla gestione pubblica dell’acqua.                                                                                                                                Umbertide cambia Di seguito il testo dell’interrogazione   GRUPPO CONSILIARE “UMBERTIDE CAMBIA”                                                                    Al Sindaco del Comune di Umbertide                                                                                                                                                                     Al Presidente del Consiglio Comunale     OGGETTO: Interrogazione su Servizio Idrico   (Si chiede cortesemente risposta orale e scritta)   Premesso   che in Umbria la scelta del legislatore è stata quella di creare, con la L.R. n. 11/2013, un’unica autorità regionale per i servizi idrici e per il servizio rifiuti, l’AURI, con funzioni di programmazione, regolazione e controllo;   che l’AURI è divenuta pienamente operativa, con l’elezione di tutti gli organi, a decorrere dal 1/4/2017 e che da questa stessa data sono soppressi gli ATI per le funzioni dell’idrico e dei rifiuti e dunque per queste due funzioni l’AURI rappresenta tutti i 92 Comuni della regione Umbria;   che la gestione del servizio è affidata ad una società, Umbria Acque S.p.A, prima totalmente pubblica, dal 2003 partecipata al 60% dagli enti locali (tra i quali anche il Comune di Umbertide) e per il 40% da un privato, ACEA S.p.A.;   che dal 2003 ad oggi il costo del bene pubblico acqua e del servizio reso è aumentato anno dopo anno in maniera notevole e che sono previsti ulteriori aumenti per il 2018 e 2019;   che negli ultimi periodi, pur a fronte di un forte rincaro delle bollette, la società di gestione ha ridotto ad una sola mattina la settimana (lunedì dalle 8.30 alle 12.30) l’apertura dello sportello di Umbertide, limitando notevolmente il servizio all’utenza,       Con la presente interrogazione si chiede:   di spiegare i motivi che hanno costantemente generato l’aumento del costo del servizio a carico dei cittadini;   di sollecitare la società di gestione ad ampliare gli orari di accesso allo sportello locale;   di indicare quali agevolazioni tributarie sono previste per gli utenti deboli   di illustrare il piano di interventi adottato per migliorare l’efficienza del servizio idrico – avuto riguardo in particolare al sistema qualità e sicurezza - e soprattutto eliminare lo spreco d’acqua riscontrato lungo la rete, nonché l’elenco delle opere e dei lavori a carico del gestore effettuati ed in programma nel territorio dell’ex ATI n. 1;   Si chiede inoltre   di formalizzare l’impegno della Amministrazione comunale di Umbertide a sostegno di una gestione totalmente pubblica del servizio idrico alla scadenza della convenzione in essere (2027), oppure, contrariamente, di indire un referendum consultivo ad Umbertide sulla gestione pubblica dell’acqua.   I consiglieri Comunali di “Umbertide Cambia”                                                                                                                             Claudio Faloci                                                                                                                          Luigino Orazi                                                                                                                          Stefano Conti Umbertide li 21.06.2017

21/06/2017 11:25:19 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica MANCINI (LEGA NORD): ''La Comunità islamica, rissosa al suo interno, non può erigersi ad interlocutore credibile con il resto della società umbertidese''

Riceviamo e pubblichiamo “Gli scontri interni alla comunità islamica e la rissa che ha recentemente coinvolto l’imam umbertidese confermano, quanto da me sostenuto in questi anni di battaglie: i principi pacifisti ed di integrazione non rientrano appieno nella natura di questa comunità e l’apertura del centro culturale islamico metterà definitivamente a rischio la quotidianità degli umbertidesi”. A dichiararlo il Consigliere Regionale Lega Nord, Valerio Mancini che continua: “Quanto accaduto domenica scorsa conferma i principi base della mia linea politica per cui aprire il centro culturale islamico è una minaccia alla sicurezza della cittadina umbertidese. L’esposto che ho annunciato è in fase di ultimazione e lo presenterò in un incontro pubblico, intanto persevero affinchè l’imam renda noto, come più volte annunciato, i finanziatori della struttura e soprattutto si faccia chiarezza se si sta costruendo un centro culturale islamico o una moschea di dimensioni abnormi. Confido – continua Mancini - nell’aiuto delle autorità competenti perché diano una risposta non tanto alla Lega Nord, quanto ai cittadini sempre più preoccupati, per gli eventi e per la storia di questa struttura”. A fronte dei fatti di cronaca verificatesi domenica scorsa, due sono gli appelli che lancia il consigliere del Carroccio, il primo è alla Comunità Cristiana locale affinché non firmi il protocollo d’intesa con la Comunità islamica e l’Amministrazione Comunale, entrambe portatrici di equivoci nei confronti della cittadinanza cattolica e laica. “ Come può – si chiede Mancini - un’associazione culturale islamica, rissosa al suo interno, di elevarsi ad interlocutore credibile con il resto della società umbertidese? E’ evidente che mancano proprio le condizioni minime per sottoscrivere tale protocollo”. Il secondo appello  Mancini lo rivolge direttamente alla parte dissidente del Pd: “ridate dignità a questo comune, se davvero non siete d’accordo con le linee politiche di Locchi, non garantitegli la maggioranza, sfiduciandolo”. Sulla questione interviene anche il referente cittadino Lega Nord, Vittorio Galmacci che rivendica, la richiesta da lui stesso presentata, sull’installazione di telecamere di videosorveglianza a ridosso della centro culturale islamico: “L’amministrazione Locchi finge di non sentire e quando è costretta a farlo a causa degli eventi, è sempre in ritardo. Annunciano telecamere di fronte alla nuova “moschea” di Via Madonna del Moro, ma non le installano di fronte all’attuale centro culturale islamico, in Via Battisti, aperto da anni. Se avessero ascoltato le mie richieste, si avrebbero avute maggiori informazioni sulla rissa di domenica scorsa''.

20/06/2017 20:14:17 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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