Notizie » Economia Molini Popolari Riuniti, l’assemblea dei soci approva il bilancio 2019

Il presidente Dino Ricci: “Rafforzamento importante dell’assetto patrimoniale della cooperativa” - Nel futuro investimenti su centri stoccaggio e servizi, nella mangimistica e nella panificazione   Dopo le assemblee separate con le elezioni dei delegati, si è svolta venerdì 3 luglio a Umbertide, nella sede della cooperativa, l’annuale Assemblea dei soci della Molini Popolari Riuniti (Mpr) per la presentazione del bilancio 2019. Le assemblee si sono svolte in forma mista (presenza fisica e collegamento video) nel rispetto delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria Covid-19. “Il bilancio registra risultati estremamente positivi – ha spiegato Dino Ricci, presidente di Mpr. – “Il fatturato è stato di 67 milioni di euro con un aumento del 4,58% rispetto al 2018. L’utile netto è stato di oltre 700 mila euro, con un patrimonio netto consolidato di 15 milioni di euro circa, aumentato perciò del 5% rispetto al bilancio precedente. Sono stati realizzati anche in questo esercizio investimenti per oltre 1,8 milioni di euro. Il cash-flow prodotto è stato di 2,6 milioni di euro. Tutto ciò ha determinato un rafforzamento importante dell’assetto patrimoniale della cooperativa”. “La gestione caratteristica – ha proseguito Ricci – ha avuto un miglioramento significativo al quale si sono aggiunte un saldo positivo delle partite straordinarie che abbiamo realizzato a seguito di dismissioni di asset aziendali non strategici. Molti degli obiettivi che avevamo in programma con il budget 2019 sono stati conseguiti; i cereali complessivamente ritirati sono stati  625 mila quintali (+17% rispetto al 2018); le produzioni mangimistiche dello stabilimento di Pierantonio hanno raggiunto un milione e 44 mila quintali (+ 5,31% rispetto al 2018) e l’impianto molitorio di Amelia ha raggiunto una lavorazione di grano tenero di 186 mila quintali (+31,88% rispetto al 2018). Molto positivi sono stati i risultati ottenuti nell’area della panificazione, con un aumento delle produzioni di 1.704 quintali (+3,39% rispetto al 2018) e un aumento del fatturato di circa il 10%. Questi risultati sono anche il frutto di scelte fatte in questi anni sul versante degli investimenti finalizzati alla valorizzazione delle produzioni dei nostri soci e produttori agricoli in genere”. “È proseguito anche in questo anno – ha aggiunto Ricci – l’impegno in direzione di un potenziamento della rete commerciale con l’obiettivo di valorizzare le nostre produzioni ma anche la nostra ‘distintività cooperativa’ che trova nella sicurezza alimentare, attenzione all’ambiente, e controllo della filiera, gli elementi qualificanti del fare impresa”. Ricci ha spiegato, poi, che la cooperativa ha in programma ulteriori investimenti nei prossimi anni per oltre 6 milioni di euro sia sul versante dei centri stoccaggio e servizi che su quello della mangimistica e della panificazione. “Vogliamo continuare a crescere per linee interne – ha specificato Ricci – mantenendo comunque attenzione ad eventuali opportunità da poter cogliere. Abbiamo raggiunto un accordo per la valorizzazione di parte dell’area in via della Repubblica a Umbertide, un’operazione molto importante per portare a compimento il piano di delocalizzazione. Per quanto riguarda il 2020 abbiamo predisposto un budget che prevede una crescita ulteriore del 4,5%, per un fatturato di circa 70 milioni di euro. Riteniamo comunque che in relazione all’emergenza Covid-19, i cui effetti economici saranno altrettanto drammatici quanto quelli sanitari, nel corso del secondo semestre verificheremo  gli obiettivi in relazione a quella che potrà essere l’evoluzione; allo stato attuale riteniamo comunque di confermarli tutti”.  “Alla data del 31 maggio – ha concluso Ricci – abbiamo avuto problematiche importanti nel comparto panificazione, con un calo di produzioni e fatturato determinato dalla chiusura delle scuole e dei minori acquisti di pane fresco a seguito del lockdown. Per quanto riguarda le altre attività non abbiamo avuto impatti negativi, anzi una crescita importante, ma sicuramente i costi straordinari peseranno sul conto economico. Siamo fiduciosi che, anche grazie al buon assetto patrimoniale e finanziario che la cooperativa presenta, saremo in grado di superare le criticità determinate dall’emergenza”.

06/07/2020 18:21:49 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura “Allunga un po' la tavola”, dal Chorus Fractae Ebe Igi di Umbertide una perfomance canora goliardica a distanza sul Coronavirus

  “La musica tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere tempo condiviso”  (Ezio Bosso)     Oggi più che mai queste parole sono attuali, infatti per quanto lontano possiamo essere gli uni dagli altri, la musica ed il canto ci uniranno sempre!  Le prove sospese nei primissimi giorni di marzo, a causa dell’epidemia da Covid-19, hanno improvvisamente cambiato la nostra routine, è venuto a mancare quell’appuntamento settimanale che ci permetteva di trascorrere una serata con i nostri amici coristi, di lavorare a pieno ritmo per il raggiungimento di un obiettivo comune, di brindare insieme per il compleanno di qualcuno, e di organizzare   eventi, concerti, rassegne… Proprio per stare vicini anche a distanza e per sopperire a questa mancanza di prove che si è prolungata oltre il previsto, abbiamo pensato di incontrarci virtualmente sulla piattaforma ZOOM. Non è stato proprio facile per tutti i nostri coristi utilizzarla, specialmente per i non più giovanissimi, ma la voglia di mantenerci uniti, di avere un momento di aggregazione, ci ha spinto, ad attrezzarci con questa nuova modalità.  Il bando del concorso di video per cori virtuali rivolto agli associati di ARCUM (Associazione regionale cori umbri), è stato poi lo stimolo che ci ha permesso di accettare questa sfida, e prendendo spunto dal testo e dalla musica originale di Armando Trovajoli, la corale ha voluto adattare il testo all’attualità: "Aggiungi un posto a tavola, ma con molte attenzioni in più". Nell’attesa di un ritorno alla normalità questo progetto, realizzato “coralmente”, ci ha aiutato a ritrovare lo spirito comunitario, ci ha instillato un po’ di ottimismo e rinnovato il piacere di cantare tutti insieme, seppure a distanza.     La storia Il video che accompagna goliardicamente il brano, segue delle linee guida lasciando però ad ogni corista, la libertà di esprimersi secondo la propria fantasia per proporre e rappresentare la scena. La globalizzazione che trasporta il virus con “l’aereo” ad Umbertide nella piazza dove ha sede il coro... i coristi spaventati dalla discesa dei mini-virus…  Le persone si attrezzano con armi non convenzionali, ma tutte quelle usate per contrastare il virus, dalla ciabatta, al bazooka, all’escavatore risultano inefficaci... quindi l’epilogo: la consapevolezza della non conoscenza del virus! L' unica arma è la “fuga“ (leggasi distanziamento sociale)... quindi alla fine per stare tutti insieme l’unico modo è organizzare una cena virtuale. Il messaggio è continuare a vivere la propria vita, frequentare gli amici, seguire le proprie passioni, seguendo i dettami della prevenzione.  Il virus è ancora tra noi, da soli non possiamo combatterlo, insieme… forse, l’importante è rimanere umani e non vedere l’altro come un potenziale nemico. Il canto e la vicinanza ci mancavano troppo, allora abbiamo deciso di farlo dalle nostre case singolarmente, il tutto è stato poi unito.  Certamente un coro virtuale non ha la pretesa di avere un valore artistico, ma è l’effetto finale che ci fa sentire parte di tutto… buon ascolto con l’augurio di ripartire presto per tutti i nostri amati cori! Note tecniche I 16 coristi partecipanti hanno realizzato dei video con i singoli telefonini, sia quelli delle scenette, sia quelli in cui cantano. Hanno cantato con la base in cuffia, preparandosi con dei file audio appositamente predisposti. Dai video del canto è poi stato estratto l’audio, che è stato mixato con Cakewalk. Per il montaggio video e gli effetti ci siamo rivolti a Valerio Rosi, un operatore della nostra città.   Questo il link del video: https://youtu.be/0W4zVYLCD7g

06/07/2020 14:52:57 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Gli “Archimedi” del lockdown: due ingegneri di Città di Castello progettano un robot per sanificare

Gli “archimedi” del lockdown: in poco meno di due mesi ideato, progettato e realizzato un robot per proteggersi il più possibile dalle insidie del Covid con dispositivo di sterilizzazione mobile. Dalla geniale “nuvoletta” hi-tech di due ingegneri di Città di Castello, Giancarlo Caldari, 58 anni e Giovanni Giogli, 60 anni, titolari della Futura Engineering SRL con sede alla zona industriale Nord (azienda con esperienza pluridecennale nella robotica e automazione industriale in svariati settori produttivi) è uscito fuori un innovativo marchingegno, uno fra i primi di questo genere prodotto in Italia, un prototipo pronto ad entrare in produzione ed essere utilizzato, che è stato già battezzato con il nome di “FUTURA STERYL KING”. Un robot di ottanta chili di viti, bulloni, collegamenti e quadri elettrici capace di spostarsi all’interno degli spazi di locali pubblici o privati del settore sanitario, della grande distribuzione, di aziende, uffici, portando “in groppa” le lampade che emettono la radiazione UVC. L’esistenza della tecnica di disinfezione basata sull’utilizzo della luce ultravioletta è una tecnica nota sia per la sanificazione di oggetti o superfici sia per la loro sterilizzazione. La luce ultravioletta, invisibile all’occhio umano, ha tre bande di frequenza UVA, UVB e UVC tutte presenti nello spettro solare. Mentre UVA e UVB arrivano abbondanti sulla terra, sia pure filtrati dall’atmosfera, gli UVC sono filtrati dallo strato di ozono, presente nell’atmosfera, che ci protegge dagli effetti di questa radiazione. La radiazione nella banda degli UVC tipicamente 275nm ha la caratteristica che spezza i legami della catena proteica del DNA uccidendo le forme di vita come batteri, muffe, alghe, organismi monocellulari. Lo stesso effetto avviene interagendo sul RNA di un virus come il COVID-19 che danneggiato dal distacco di parti della sequenza perde la capacità di infettare la cellula umana. E’ solo questione di densità di energia della radiazione UVC. L’effetto si ottiene irradiando le superfici e gli oggetti con una potenza luminosa adeguata per un certo tempo. Storicamente questa caratteristica della luce ultravioletta è stata utilizzata per sterilizzare l’acqua (autoclavi, serbatoi, piscine, sistemi di filtrazione, depuratori) e per l’aria (sistemi di condizionamento, camere bianche per l’industria farmaceutica, medicale o dei semiconduttori). La necessità di irradiare vaste superfici su locali di medie o grandi dimensioni ha stimolato la fantasia e l’idea di montare delle lampade su un carrello manuale od automatico è quasi una conseguenza logica per chi si occupa di automazione. “La pausa forzata della chiusura da pandemia e la conoscenza approfondita di tecnologie avanzate e dei sistemi disponibili sul mercato ci ha permesso in poco più di un mese di sviluppare il nostro prodotto”, precisano con un pizzico di orgoglio gli ingegneri Caldari e Giogli, sempre con il trolley in mano pronti a fare tappa da uno scalo all’altro del mondo ed ora da qualche mese, fermi ai box, si fa per dire dallo stop imposto dal Covid. “Il robot mobile che abbiamo scelto – dichiarano - è un prodotto industriale affidabile, affermato che muoveva i suoi primi passi circa un decennio fa. Abbiamo assistito ai primi passi; fu presentato in anteprima ad una fiera di robot e sistemi di visione a Chicago (Automate 2011, 2013, 2015, 2017+PROMAT e MODEX), e lo abbiamo “tenuto d’occhio” fino a quando dal 2015 abbiamo avuto la possibilità di averlo a disposizione anche in Italia utilizzandolo per varie applicazioni.” “E’ un prodotto che ha un valore e quindi il dispositivo che abbiamo realizzato non si colloca in concorrenza diretta con quelli manuali o portatili reperibili anche su negozi online, ma per applicazioni più impegnative e di livello più alto. Il suo habitat naturale è quello ospedaliero e sanitario ma in Italia tutti sanno quanto sia difficile avere accesso a quell’ambiente.” Altri ambiti di utilizzo sono la grande distribuzione, le linee di produzione alimentari, farmaceutiche, cosmetiche, impianti sportivi, palestre. In ambienti particolarmente critici come l’industria alimentare, in aggiunta ai normali sistemi obbligatori di sanificazione, l’utilizzo del sistema UVC garantisce la sterilizzazione al massimo livello. Al momento il dispositivo è concepito per avere almeno due ore di autonomia “luminosa” e molte di più di autonomia motoria. “Naturalmente – proseguono Caldari e Giogli - stiamo potenziando le batterie destinate all’illuminazione per arrivare alle 3-4 ore di autonomia ed in ogni caso il sistema è in grado di ricaricare da solo le batterie presso la stazione predisposta e che fa parte del sistema. “Una considerazione importante è che anche se non si raggiungono livelli di sterilizzazione da sala operatoria, negli ambienti come uffici, supermercati, magazzini, linee di produzione si ottengono risultati comunque migliori della normale sanificazione a mano. Si può affermare – concludono - che gli scaffali pieni di beni da vendere di un supermercato possono essere sanificati a fondo solo nel momento in cui si riforniscono prima di riempirli di nuovo o solo nelle parti strutturali esterne. Il robot mobile può operare in autonomia tutte le notti disinfettando tutte le superfici che la luce raggiunge, prodotti compresi. E per prodotti si intendono anche freschi come la frutta. I sistemi di sicurezza del moto del dispositivo sono tutti certificati per potersi muovere anche in presenza di persone in piena sicurezza”. Proprio al termine degli ultimi test operativi questa mattina il sindaco Luciano Bacchetta ha fatto visita al laboratorio dell’azienda e si è congratulato con i due ingegneri tifernati per la loro realizzazione che potrebbe avere importanti utilizzi proprio sul versante del contenimento e prevenzione della diffusione della pandemia. “Un ulteriore testimonianza della straordinaria capacità di inventare, progettare e realizzare sistemi e macchinari innovativi come nel caso di questo robot avveniristico che premia la caparbietà e la capacità degli ingegneri Caldari e Giogli, espressione del tessuto imprenditorale e manageriale altotiberino e tifernate che in diversi settori produttivi si ritaglia spazi autorevoli nei mercati nazionali ed internazionali. Il made in Citta’ di castello è anche questo. Complimenti”,  ha concluso il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta.    

04/07/2020 13:09:28 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano 76 anni fa la strage di Monsiano a Preggio: il ricordo di un'intera famiglia sterminata

Senza la conoscenza del passato non ci sarà futuro. Oggi, 4 luglio, ricorre l'anniversario di una strage poco conosciuta, quella di Monsiano a Preggio di Umbertide. Un'intera famiglia, il 4 luglio 1944, rimase vittima del fuoco amico da parte degli Alleati, che avanzavano dietro Monte Acuto.   La storia della tragedia, ricostruita grazie al prezioso lavoro di ricerca di Pierino Monaldi, aiutato da Alberto Bufali e Alvaro Tacchini, vero punto di riferimento per la ricostruzione della memoria storia locale.  In un articolo a firma di Mario Tosti la nostra testata aveva già pubblicato la ricostruzione dei fatti di quel tragico giorno, che riportiamo: La sera del 4 luglio 1944, il casolare in località Monsiano, nei pressi di Preggio, è stato centrato dalle artiglierie alleate che sparavano dalla zona di Monte Acuto appena conquistata. Forse a seminare la morte è stato il cannone piazzato sotto una grande quercia ad ovest della Valcinella, in un'area dove gli inglesi avevano piazzato le tende e gli indiani scavato le buche dove passare la notte.  L'intera famiglia Braconi, composta da Padre Gelindo (45 anni), dalla madre Isolina (41 anni) e dai sei figli (Maria, Anna, Lorenzo, Francesco, Rina e Luigina), di età compresa trai i 4 e i 19 anni, è stata sterminata. Si dice che la stessa sorte sia toccata a due soldati tedeschi la cui presenza nella casa aveva orientato il tiro degli Alleati. L'intero fabbricato rurale, ora ricostruito, fu raso al suolo insieme ai suoi occupanti. Una tragedia accaduta 76 anni fa e ricordata oggi con una lapide commemorativa posizionata nel 2015, proprio nel giorno della ricorrenza, applicata su un piccolo masso roccioso, posto all'incrocio della strada provinciale con quella vicinale che porta a Monsiano.  

04/07/2020 12:40:04 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide cambia: crisi della maggioranza, nel governo delle cose e nella composizione di giunta

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Umbertide cambia "CVD: Come volevasi dimostrare. Le risposte alla crisi politica e amministrativa di questa maggioranza e Giunta hanno ormai la sostanza surreale che gli umbertidesi da due anni sopportano a malapena. Non una risposta nel merito, ma un copione che ricorda più il teatro dell’assurdo con attori improbabili. Proviamo a descrivere la situazione. Questa maggioranza, immobile e ferma sulle questioni concrete, non è più quella uscita dalle elezioni. L’alleanza tra la destra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia nelle vesti di Fracta vobis) e la lista Locchi (Umbertide partecipa) non c’è più. Forza Italia e Fratelli d’Italia non hanno un consigliere, per cui l’assessore Mierla non si sa se rappresenti solo se stessa o chi. I consiglieri eletti con Umbertide partecipa hanno formato un nuovo gruppo consiliare che sostiene la maggioranza di destra con gli assessori di sinistra Tosti e Pierucci, nominati però da Umbertide partecipa. Se non è crisi di Giunta, allora è trasformismo. Condito con una bella dose di partitocrazia: la politica di lungo corso Giovanna Monni, Fracta vobis-Fratelli d’Italia, è stata nominata amministratore unico di Multiservice non certo per la sua competenza manageriale e gestionale, estranea al suo curriculum, ma per grazia politica. Per salvare la crisi di Giunta, appunto, dove non aveva trovato spazio. Poi dalle parti della concreta amministrazione del fare, la crisi è nelle cose. I Consigli comunali vengono convocati grazie alla minoranza compatta di UC, Pd e M5S; in due anni i consiglieri di maggioranza non hanno presentato un progetto o deliberazione testimoniando la loro mancanza di idee e crisi politica; i progetti votati all’unanimità (baratto amministrativo; riciclo oli usati, Riduzioni tariffarie per la cessione-donazione di eccedenze alimentari e farmaci, controllo di vicinato, tranne Zerobarriere) non sono stati nemmeno iniziati. Su lato del fisco e tributi, la Giunta ha raggiunto il massimo livello storico di pressione (Irpef e Imu/Tasi). Nella gestione della crisi Covid c’è la crisi amministrativa della Giunta: nessun euro ancora messo per famiglie e imprese, scuola e formazione.  Sul lato della politica ambientale l’elenco delle inadempienza della Giunta è un libro aperto: nessun intervento sulla questione “puzza” a Calzolaro e non c’è traccia di sapere se l’Amministrazione per la nuova convenzione con la ditta Ecopartner voglia confermare il carico di 50mila tonnellate di rifiuti lavorati come dalle autorizzazioni passate; i progetti presentati da UC, Pd e M5s su regolamento dei fitofarmaci, sull’igiene e insediamenti insalubri, riattivazione Osservatorio Rifiuti zero, riqualificazione Parco Ranieri nemmeno sono stati presi in considerazione. Se non è crisi di Giunta, si chiama incapacità di governare.   Per tali ragioni c’è crisi oggettiva della maggioranza, che ha nelle sue sole mani il dovere di cambiare metodi di governo, assessori e Giunta. Si aspettano dunque risposte: nel merito. Ora, non fra tre anni, per quel tempo ci penseranno i cittadini".   

03/07/2020 19:01:22 Scritto da: Eva Giacchè

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