Attualità » Primo piano Crisi politica ad Umbertide, Locchi:''I 'magnifici nove' ci dovranno dire perchè''

Dopo le dimissioni di nove consiglieri comunali (sette PD e due di Umbertide Cambia), che hanno comportato lo scioglimento del Consiglio comunale, l'ormai ex Sindaco di Umbertide Marco Locchi, scrive su Facebook:''Ma oramai la storia della crisi di giunta  è nota e più passa il tempo e più emergeranno i/il vero/i responsabile/i di tale disastro che ha portato Umbertide alla ribalta regionale in senso estremamente negativo: Umbertide un comune mai trattato in questo modo, un comune dove Sindaco ed Assessori rubano ??? Un comune dove Sindaco ed assessori uomini "molestano" donne? Un comune con infiltrazioni mafiose? Un comune dove sindaco ed assessori rendicontano scontrini falsi (nessuno prende rimborsi per spese di trasferta...)? Niente di tutto ciò.. E allora PERCHE?'' ''Ma veramente - prosegue Locchi - qualcuno crede alla storiella raccontata dalla segretaria del PD Lucia Ranuncoli??? Stiamo parlando di un comune di 17.000 abitanti,  della nostra città. E allora i "magnifici" 9 (Stefano Conti, Lucia Ranuncoli, Giovanni Valdambrini, Palazzoli Gianluca, Milena Fiorucci, Mirco Massai, Elisabetta Agea, Nicola Orsini, Claudio Faloci)  ci DOVRANNO DIRE PERCHE'. Perché lo hanno fatto. Capisco che è dura se non impossibile trovare una (dico una) motivazione che giustifichi la gravità dell'  atto compiuto''. ''Gli strateghi - continua l'ex primo cittadino -  che l'hanno progettato, organizzato e condiviso tra maggioranza e opposizione forse non hanno valutato le ripercussioni negative che dovrà subire la nostra città per almeno un anno.  Invito tutti a leggere la dichiarazione dei segretari regionali e  provinciali della CGIL (su UmbriaJournal) sperando che qualcuno - magari fra i 9 (7 dei "nostri" e 2 di "quelaltri" all'origine,  ma ora accomunati da una sorta di "paternità di disastro" ) rispondano alla domanda posta dai sindacalisti: " Perché"?????  Già questa mattina in giunta abbiamo dovuto rinviare pratiche che riguardano il lavoro per nostri concittadini, azzerare contributi, non dare continuità ai servizi scolastici al rientro delle scuole dopo le feste. E poi la regina delle domanda che rivolgo ai soliti magnifici 9: stanno arrivando oltre 2 milioni di euro per la costruzione della scuola Monini. Il finanziamento prevede tempi strettissimi per la progettazione esecutiva e poi per la costruzione della scuola: se non lo si fa entro i termini previsti....addio risorse. E il commissario che arriverà secondo Voi strateghi illuminati si imbarcherà in tale progetto o come di consueto gestirà soltanto l'ordinario bloccando progetti grossi? Mi auguro per la nostra città che vada avanti e cercherò di parlarci, ma sinceramente non so cosa farà...E se dovessimo  restituire i soldi che succede?? a chi come cittadini Umbertidesi chiederemo  i danni?? Spero  che non accada, ma se dovesse succedere mi farò promotore di una "class action" nei confronti di chi ha provocato il "disastro" per richiedere i danni per questi e per tutti gli altri progetti che dovessero subire ritardi o bloccarsi''.

15/12/2017 22:53:20

Attualità » Primo piano Ex FCU, firmato l'accordo per il passaggio della gestione ad RFI

Riceviamo e pubblichiamo Al via il percorso di trasferimento della gestione della rete ferroviaria regionale umbra di proprietà della Regione Umbria e gestita da Umbria Tpl e Mobilità a Rete Ferroviaria Italiana, gestore dell’infrastruttura nazionale. È quanto prevede l’accordo firmato questo pomeriggio a Perugia dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, dall’amministratore delegato e direttore generale di RFI Maurizio Gentile e da Pasquale Pasquini, coordinatore responsabile di Umbria Tpl e Mobilità. Presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Chianella. “Con l’accordo di oggi, favorito dalle scelte strategiche che abbiamo fatto – ha sottolineato la presidente Marini – si compie un salto di qualità per il futuro dei trasporti in Umbria, realizzando un tassello di quello che sembrava un sogno lontano, la realizzazione di un sistema integrato e interconnesso con la rete ferroviaria nazionale che ci consentirà di potenziare i servizi, a vantaggio dei pendolari e degli utenti umbri ed anche in funzione dell’incremento del turismo. Tutto il sistema di trasporti su ferro e gomma in Umbria sarà infatti così gestito da società del Gruppo Ferrovie dello Stato, il più qualificato in Italia del settore”. “Per l’accordo che disciplina il subentro di Rfi nella gestione della ex Fcu, usufruiamo, e l’Umbria – ha rilevato – è tra le prime Regioni a farlo, della recente norma che consente di trasferire a Rfi la gestione della rete ferroviaria regionale affidando così a un unico soggetto tutto il sistema della ex Ferrovia centrale umbra, che poi subentrerà anche nella proprietà dell’infrastruttura, garantendo gli investimenti necessari per la manutenzione e per altri interventi strategici”. “Sull’infrastruttura – ha proseguito – stiamo investendo 63 milioni di euro, 51 dei quali per l’ammodernamento e 12 per l’introduzione di tutte le tecnologie di sicurezza che permetteranno alla rete ferroviaria di acquisire gli standard di sicurezza nazionali ed europei ed altri interventi. Allo stesso tempo, stiamo definendo un nuovo accordo pluriennale con Trenitalia e Busitalia che prevede anche il rinnovo del materiale rotabile, sia bus che treni”. L’assessore Chianella, nel ringraziare Rfi per “l’impegno profuso per l’infrastruttura regionale” ha rimarcato a sua volta l’”importanza dell’accordo preliminare firmato oggi e che, nel giro di cinque-sei mesi, porterà al trasferimento della concessione per la gestione della Fcu”. “Abbiamo raccolto molto volentieri l’invito a collaborare con la Regione Umbria – ha detto l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile – perché si inquadra nella strategia più complessiva di integrazione nella rete nazionale delle reti regionali funzionali a potenziare la rete di servizi. L’infrastruttura umbra collega i due capoluoghi Perugia e Terni, già collegati dalla rete nazionale, in maniera più diretta collegando anche altri centri non serviti. Il collegamento fra i due capoluoghi potrà anche consentire risparmi nei tempi di percorrenza, dell’ordine di una decina di minuti, a tutto dei collegamenti da e verso la Capitale”. Prima della firma, è stato effettuato un sopralluogo ai cantieri RFI di Umbertide per l’ammodernamento e il potenziamento della rete ferroviaria regionale, durante il quale è stato possibile constatare che i lavori sulla tratta Umbertide-Città di Castello saranno conclusi entro aprile 2018. L’accordo di oggi, infatti, segue quello già firmato nel giugno 2017 attraverso il quale Rete Ferroviaria Italiana, per conto di Umbria Mobilità, ha assunto il compito di progettare e realizzare gli interventi necessari al potenziamento della rete regionale, dando supporto nella gestione dei rapporti contrattuali, curando la direzione dei lavori e dando assistenza nel processo di collaudo tecnico-amministrativo di tutti gli interventi. “L’obiettivo dei lavori – ha detto l’ingegner Gentile – non è soltanto quello di ripristinare le condizioni preesistenti della linea ferroviaria, ma verrà potenziata adeguandola agli standard di sicurezza internazionali anche in termini di prestazioni”. Lo stato di avanzamento dei lavori sulla tratta Umbertide-Città di Castello, realizzati dalla società Salcef Group, è stata illustrata dall’ingegner Stefano Morellina, direttore territoriale di Rfi. Sono stati demoliti 18 chilometri di rotaie e ne sono stati ricostruiti 6 chilometri. La fine dei lavori è prevista entro aprile 2018; successivamente si procederà con l’adeguamento della tratta Ponte Felcino-Ponte San Giovanni, la tratta Papiano-Marsciano e la tratta Todi-Massa Martana. La riapertura dell’infrastruttura per l’esercizio commerciale dei treni è prevista per l’avvio dell’anno scolastico 2018/2019. I lavori proseguiranno nel 2019 e 2020, a rete aperta, per l’adeguamento tecnologico. Ulteriori lavori riguardano la diramazione Perugia Ponte San Giovanni-Perugia Sant’Anna, per la quale è prevista anche la rielettrificazione, al termine dei quali tutta la linea sarà percorribile da treni a trazione elettrica. fcu, firmato accordo per avvio percorso trasferimento della gestione rete ferroviaria regionale a rfi Il passaggio della gestione e manutenzione delle linee a RFI potrà avvenire dopo un percorso di affiancamento fra le due società, insieme alla presenza di alcune condizioni necessarie: l’invio da parte di Rete Ferroviaria Italiana all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) del documento che attesta il rispetto dei criteri di sicurezza; la firma di un nuovo atto di concessione per la gestione, lo sviluppo e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee inserite nell’accordo; e la sottoscrizione di un apposito Contratto di Programma, relativo sia ai servizi sia agli investimenti, fra Regione Umbria e RFI per garantire, dal punto di vista economico, tutte le attività previste. Le linee interessate dall'accordo sono la Sansepolcro – Umbertide e la Umbertide – Terni, con la diramazione Perugia Ponte San Giovanni – Perugia Sant’Anna, insieme a tutte le stazioni e gli immobili necessari alla loro gestione. La rete di Umbria Tpl e Mobilità è già connessa all’infrastruttura ferroviaria nazionale gestita da RFI attraverso le stazioni di Perugia Ponte San Giovanni e Terni. Mediante una gestione integrata, è possibile raggiungere un consistente risparmio economico grazie a una migliore razionalizzazione delle risorse, oltre a un potenziamento dei collegamenti ferroviari regionali e interregionali, in particolare da e per Roma. L’intesa è stata resa possibile dalla norma approvata ad aprile 2017 (e convertita in legge nel giugno 2017) che consente alle Regioni e ai gestori delle linee regionali la possibilità di concludere accordi e stipulare contratti con RFI per la realizzazione di interventi sulle proprie linee, ossia per il subentro di RFI nella loro gestione. L’accordo prevede infine il passaggio dei dipendenti da Umbria TPL e Mobilità a Rete Ferroviaria Italiana.

15/12/2017 18:21:37

Notizie » Politica Crisi politica ad Umbertide, Monni (CDX):''UC ha voluto ritrovarsi in gran segreto con la fazione di Giulietti''

Riceviamo e pubblichiamo Il vecchio detto suggerisce di aspettare sulla riva del fiume il cadavere del nemico ma, per queste faccende, sono necessarie prudenza e pazienza e Gianni Codovini ha dimostrato di non averne, almeno in dose sufficiente per aspettare il momento propizio. La crisi del PD era fatto noto, almeno da quando il Sindaco Giulietti revocò l’assessore Villarini, reo di renzismo. Le revoche degli assessori erano arrivate da soli 8 giorni e Giampiero Giulietti continuava a sventolare le dimissioni dei sette fedelissimi guardandosi bene dal farle protocollare. Locchi, dal canto suo, aveva mantenuto il punto tant’è che il Segretario Leonelli, lunedì pomeriggio, non era riuscito nell’intento di conciliare le opposte fazioni del PD. Si prospettava un Natale divertente, con un PD di maggioranza e un PD di minoranza impegnati a tirarsi gli stracci e coprirsi di insulti. Avevano già iniziato le Assessore uscenti, che a poche ore dalle revoche insultavano Locchi dandogli dell’incapace ma, al contempo, premevano per tornare in Giunta. Il PD era prossimo all’implosione e noi consiglieri di minoranza avremmo continuato la nostra azione di opposizione in attesa di improbabili dimissioni dei sette, di una mozione di sfiducia da votare o delle dimissioni del Sindaco di cui prendere atto. Non era necessario fare nulla questa volta, erano riusciti a far tutto da soli! Eppure UC ha voluto ritrovarsi in gran segreto con la fazione di Giulietti e regalargli quelle due dimissioni che mancavano ad affondare la minoranza PD. Hanno assicurato all’Onorevole la possibilità di gestire la sua campagna per le imminenti politiche senza l’intralcio di Locchi e di altri, al quale ora attribuiranno la colpa del commissariamento. Un capolavoro d’incapacità politica o l’accordo con Giulietti? In ogni caso un’occasione persa.        

15/12/2017 18:11:10

Notizie » Politica Crisi politica ad Umbertide, Leonelli e Miccioni:''Miope scaricare sulle istituzioni tensioni politiche''

Riceviamo e pubblichiamo Crisi Umbertide, Leonelli e Miccioni: "È stato miope scaricare sulle istituzioni tensioni politiche. Ora però non si cerchino scorciatoie rispetto alle responsabilità di aver fatto degenerare la situazione" PERUGIA – "L'esito della crisi politica apertasi al Comune di Umbertide è il peggiore che si potesse pensare. Non solo perché da una parte le dimissioni dei consiglieri di maggioranza, che contrastano con il mandato elettorale dei cittadini, rappresentano un gesto chiaramente da stigmatizzare, ma soprattutto perché dall'altra il sindaco, che avrebbe dovuto considerare prioritaria la tenuta della maggioranza come accade in tutti i Comuni, ha fatto, per primo, delle istituzioni una camera di compensazione di tensioni tutte politiche e personali, dapprima allontanando senza essersi confrontato con il partito due assessori eletti, quindi mostrando chiusura totale a possibili mediazioni, per poi tentare un recupero in extremis una volta presa coscienza del fatto che anche i consiglieri di opposizione erano pronti a rassegnare le dimissioni". Così, in una nota, il segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli e il segretario provinciale Leonardo Miccioni. "La segreteria regionale e quella provinciale del Pd hanno fatto quanto nelle loro possibilità – continua la nota – per sanare divisioni complesse in un momento altrettanto complesso: in un primo momento si è convocata una riunione con l'intento e l'auspicio di trovare una necessaria sintesi, quindi si è chiesto al sindaco di non produrre atti che avrebbero rischiato di compromettere irrimediabilmente il clima. Questo non è accaduto e con la revoca delle deleghe (nelle piene prerogative del sindaco ma facilmente foriera di contraccolpi importanti non essendo conseguente a difficoltà di carattere amministrativo) a due assessori per motivi squisitamente politici la crisi si è acuita, avvelendando un clima già difficile. Abbiamo poi, messo sul tavolo alcune ipotesi di mediazione, che il sindaco ha respinto più volte fino ad accettarne i contenuti solo quando le condizioni erano ormai insanabili, stante, a quanto ci si riferisce, anche gli incontri avvenuti con le opposizioni. Ora non accetteremo che si cerchino scorciatoie rispetto alle responsabilità di una vicenda dolorosa per il Pd, come lo è stato, a suo tempo, quella delle elezioni anticipate al Comune di Gubbio, e per i cittadini. E non accetteremo, allo stesso tempo, di farci carico delle conseguenze di atti come l'allontanamento di due assessori su quattro, la cui origine è stata prodotta da chi, come fa il piromane rispetto ai vigili del fuoco, oggi invoca il mancato o tardivo intervento dei livelli superiori del partito quando non ha avuto grosse remore a fare ciò che quegli stessi livelli superiori gli avevano detto espressamente di non fare". 

15/12/2017 17:57:54

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