Attualità » Primo piano Coronavirus: un protocollo per i test in laboratori privati

La Regione Umbria ha definito un Protocollo con una serie di prescrizioni per l'esecuzione dei test sierologici presso i laboratori privati.   In base al documento che delinea l'attività delle strutture private, il test per rilevare la positività al virus dovrà essere eseguito previa prescrizione di un medico e l'esecuzione dell'esame deve avvenire nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza e protezione, definiti dal laboratorio, per evitare la diffusione del contagio. Inoltre, deve essere raccolto il consenso informato del soggetto all'esecuzione del test e alla trasmissione dei risultati ai Servizi dell'Azienda Sanitaria Locale ai fini del controllo epidemiologico e di sanità pubblica. L'informazione al soggetto al quale viene effettuato l'esame deve specificare le caratteristiche del test e le finalità, nonché i limiti e il significato dei risultati dell'esame e la necessità di isolamento in caso di test positivo. In caso di positività (sia per IgM, che per IgG, che per IgM+IgG), si deve invitare il soggetto a rientrare al proprio domicilio e quindi a mantenere l'isolamento, anche dai propri familiari, mentre il laboratorio che ha effettuato il test sierologico deve immediatamente segnalare il caso positivo  al Servizio di Igiene e sanità Pubblica competente per i provvedimenti del caso; la tracciabilità della prestazione deve essere garantita anche per i test sierologici rapidi in immuno-cromatografia. Inoltre è richiesto un referto firmato, contenente le specifiche del test utilizzato. L'esito dell'esame, sia positivo che negativo, deve essere comunicato all'Azienda Sanitaria tramite inserimento nei sistemi informatici regionali di biosorveglianza. Il documento prevede la costituzione di un Comitato per il controllo e monitoraggio dell'attuazione di tutte le disposizioni e dei risultati dei dati elaborati dal sistema di sorveglianza, inoltre sarà soggetto a rivalutazione in relazione all' evoluzione degli scenari epidemiologici e delle conoscenze scientifiche e in base all'esito del monitoraggio previsto dal Decreto del Ministero della Salute del 30.4.2020 "Emergenza COVID-19: attività di monitoraggio del rischio sanitario connesse al passaggio dalla Fase 1 alla Fase 2".

05/05/2020 16:14:19 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Coronavirus: approvato piano per contenimento contagio e tutela lavoratori in Umbria

La Giunta regionale, su iniziativa dell'assessore alla Salute, Luca Coletto, ha approvato il Piano di contenimento del contagio e la tutela dei lavoratori in ambienti di lavoro non sanitari.       "In ambito lavorativo  - spiega Coletto - gli accorgimenti per evitare il contagio si devono basare sull'adozione da parte dell'impresa di misure di contenimento e distanziamento nei luoghi di lavoro, adeguando l'organizzazione dell'attività  in modo da limitare i contatti fra i lavoratori e gli utenti, applicando ferree misure di comportamento e igiene, garantendo la pulizia e la sanificazione degli ambienti e utilizzando in modo appropriato i dispositivi di protezione individuale in ogni singolo contesto lavorativo". Per quanto riguarda i test sierologici applicati in contesti lavorativi, va precisato che tali test non hanno un valore diagnostico, anche in considerazione del possibile cambiamento nel tempo dello stato immunitario della popolazione lavorativa: il DPCM 26 aprile 2020 prevede che "il medico competente, in considerazione del suo ruolo nella valutazione dei rischi e nella sorveglianza sanitaria, potrà suggerire l'adozione di eventuali mezzi diagnostici qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori". Con la Circolare N. 14915 del 29 aprile 2020, il Ministero della Salute ha disposto che "circa l'utilizzo dei test sierologici nell'ambito della sorveglianza sanitaria per l'espressione del giudizio di idoneità, allo stato attuale, quelli disponibili non sono caratterizzati da una sufficiente validità per tale finalità. In ragione di ciò, allo stato, non emergono indicazioni al loro utilizzo per finalità sia diagnostiche che prognostiche nei contesti occupazionali, né tantomeno per determinare l'idoneità del singolo lavoratore". "Di conseguenza – evidenzia l'assessore - nel contesto lavorativo il medico competente aziendale è la figura strategica per l'analisi del risultato del test sierologico, ma anche per il raccordo con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica territorialmente competente nel caso di individuazione di soggetti con immunoglobuline positive". Qualora il medico competente, in accordo con il datore di lavoro, intenda utilizzare i test sierologici, questi, dietro prescrizione medica, sono a carico del datore di lavoro. L'esecuzione dell'esame deve avvenire nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza e protezione, sia a tutela degli operatori sanitari che effettuano l'esame, sia dei lavoratori dell'azienda; la partecipazione del lavoratore deve essere su base volontaria e deve essere sempre richiesto il suo consenso informato sia all'esecuzione del test, che alla trasmissione dei risultati, ai fini del controllo epidemiologico, ai competenti Servizi dell'Azienda Sanitaria Locale. In caso di positività al test (sia per IgM, che per IgG, che per IgM+IgG) il medico competente deve invitare il lavoratore a rientrare al proprio domicilio e quindi a mantenere l'isolamento, anche dai propri familiari. Il medico deve segnalare il caso all'Azienda sanitaria e va predisposto un referto che specifica la tipologia di test utilizzato.      

04/05/2020 17:18:26 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Umbertide: mercoledi 6 maggio riaprono i cimiteri comunali

Con apposita ordinanza sindacale, da mercoledì 6 maggio è stata stabilita la riapertura dei cimiteri comunali con nuove disposizioni. L'accesso all'interno dei cimiteri comunali sarà consentito a una persona alla volta per nucleo familiare, salvo necessità di accompagnare una persona non autosufficiente. Per quanto riguarda la permanenza al loro interno, non potrà essere superiore ai 30 minuti. E' inoltre disposto per tutti l'obbligo di accesso con mascherina e guanti (è vietato il loro abbandono dopo l'utilizzo) e il distanziamento sociale di almeno un metro, salvo impedimenti da dimostrare con specifico certificato medico. Inoltre, sarà obbligatorio utilizzare esclusivamente contenitori privati per l'annaffiamento. In caso di assembramenti, anche momentanei, la polizia municipale potrà disporre l'allontanamento immediato delle persone inosservanti e la chiusura immediata della struttura, salva l'applicazione delle sanzioni di legge. Le persone prive di patente di guida e/o non autosufficienti, potranno farsi accompagnare in automobile, seduti nel posto posteriore. Entrambi gli occupanti l'automobile, dovranno indossare la mascherina ed essere muniti di guanti. Si ricorda che, come stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile è consentito lo svolgimento delle cerimonie funebri con l'esclusiva partecipazione di congiunti fino a un massimo di 15 persone.   ...

04/05/2020 15:14:06 Scritto da: Eva Giacchè

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