Notizie » Editoriale Umbertide: il futuro nel 25 aprile 1944

Per gli umbertidesi e per la storia della città, il XXV Aprile rappresenta il DNA; l’Evento del 1944 è stato infatti una frattura radicale e ha diviso un prima e un dopo della nostra Storia. Per questo la bellissima e commovente rievocazione storica del bombardamento di Borgo San Giovanni, dal titolo “L’ultima ora”, a cura degli alunni delle scuole umbertidesi (regia di Giampiero Frondini), già rappresentata ieri sera, cementa ancor più il senso della comunità. Fuori da ogni retorica, questi due giorni di ricordo e memoria, a settant’anni dalla tragedia, stabiliscono quel “patto generazionale”, di cui tutti parlano ma nessuno riesce a dare un contento. Ecco: oggi, invece, il patto si è realizzato, Bambini e ragazzi a cui la vita si è ormai aperta nella sua completezza si sono stretti intorno alla memoria della città e l’hanno rafforzata. Per sempre.  Il racconto di quell’ora fatale che spezza il cuore dice più di qualsiasi altra analisi sui valori che fondano Umbertide. Ragazze e ragazzi che si immedesimano, come in una nostra locale Spoon River, con le vittime del bombardamento e ridanno voce alle speranze annichilite dalla barbarie, ci restituiscono un futuro ricco di possibilità. Umbertide ha una ricchezza di valori, sensibilità e solidarietà che è il suo vero patrimonio. Per questo il 25 aprile 1945 e il 25 aprile 2014 sono, per l’Italia e per Umbertide, la Rinascita. Viva la Repubblica, viva Umbertide.  

25/04/2014 09:52:35

Notizie » Editoriale La ricchezza ad Umbertide

Dalla radiografia finanziaria del Comune alla radiografia della ricchezza ad Umbertide. Oggi ci concentriamo su alcuni dati fondamentali per capire la situazione economica ad Umbertide e nel territorio, sperando che anche questi dati non vengano letti con gli occhiali dell’ideologia, come è stato fatto per la passata analisi statistica (comunque grazie veramente per la vivace e produttiva discussione). Qui non c’entra alcunché la politica o l’amministrazione. Se forniamo i dati è solo per offrire basi concrete di discussione e interpretazione. Come si fa capire se un Comune produce più ricchezza di un altro? Uno dei tanti parametri - anche questo opinabile - è di analizzare i redditi di autonomi e di imprenditori. La classifica regionale in base ai dati 2013 (anno d’imposta 2012) ci restituisce una interessante radiografia dell’Umbria e del nostro territorio. La statistica che proponiamo distingue tra imprenditori e autonomi; meglio ancora tra imprenditori in contabilità ordinaria (normalmente imprese più strutturate) e imprenditori in contabilità semplificata (possono scegliere tale forma, le persone fisiche le società di persone che esercitano attività con ricavi non superiori a 400mila euro se esercenti attività di prestazione di servizi e a 700mila euro se esercenti attività di cessione di beni). Fin qui la tecnicalità: vediamo i numeri, che assicurano Umbertide come una città ricca, o meglio, anche onesta nei confronti del fisco. Per meglio dire: quella che produce più ricchezza. Infatti, la nostra città, se prendiamo gli imprenditori in contabilità ordinaria, si piazza in Umbria al terzo/quarto posto regionale con reddito medio Irpef di 35.155 euro, dietro solo a Castel Ritaldi, Otricoli ed, ex equo, Baschi. Ma, se scegliamo, come abbiamo fatto la scorsa volta, il criterio dell’omogeneità territoriale (comuni superiori a 15.000 abitanti), Umbertide si piazza nettamente al primo posto in Umbria. Non c’è storia. Nel nostro territorio (altro criterio di analisi), Città di Castello è staccata in modo marcato (25.319 euro) e San Giustino si blocca a 16.089.  Addirittura, rispetto al capoluogo, Perugia, i nostri imprenditori e lavoratori autonomi fanno la differenza: Perugia dichiara 23.650. Nemmeno la ricca Bastia, Comune su per giù paragonabile al nostro, deve renderci l’onore delle armi: dichiara 16.197 euro. Tuttavia, nella contabilità semplificata qualcosa cambia, ma i numeri confermano la posizione di eccellenza di Umbertide, che si attesta a 14.462 euro. Città di Castello ci supera con 16.123 e lo stesso fa San Giustino con 17.195. Ma non siamo gli ultimi, siamo a metà della classifica regionale. In una media generale rimaniamo il Paese più ricco. Ovviamente si tratta di dichiarazione dei redditi e, magari, non è detto che lavoratori autonomi e imprenditori che in un Comune risultano più benestanti rispetto a quelli di un altro lo siano per davvero. Di certo sono semplicemente più onesti. Ma questo dato ci dice la cultura civica e l’etica della responsabilità degli umbertidesi, che hanno un rapporto di correttezza con le istituzioni. Per questo ci fa specie e la dice lunga un altro dato. Se confrontiamo le entrate addizionali Irpef nei Comuni, tra il 2102 e il 2103, risulta che Umbertide ha avuto un aumento del 6,3%, passando da 800mila euro a 850mila euro. Lo merita con quanto abbiamo detto sopra?

20/04/2014 17:44:43

Notizie » Editoriale I dati di Umbertide

I numeri non sono di destra né di sinistra, ma hanno una forza persuasiva che la retorica politica non svuota. Così, solo per farci un’idea e ragionare sull’oggettività dei pesi e delle misure, riportiamo una serie di statistiche, già ampiamente pubblicate da “Il Giornale dell’Umbria” (5 aprile), che ci forniscono una radiografia dei Comuni umbri. Una comparazione tra il nostro Comune e gli altri ci aiuta, forse, a cogliere i processi di fondo e la direzione futura. Forse ci abitua anche al confronto. I dati sono ricavati dallo studio “Il quadro della fiscalità locale nei principali comuni dell’Umbria”, realizzato dal centro studi Sintesi per la Cna dell’Umbria. I dati si riferiscono al 2013 e sono stati desunti dia bilanci comunali. Incominciamo dalle spese correnti per abitante. Perugia ha il record con 1216 euro per abitante. Quello che spende di meno è Magione. Medaglia d’argento è Orvieto (1172) e di bronzo Città della Pieve (1165). Seguono Marsciano (1076), Narni (998), Assisi (983), Todi (933), Città di Castello( 917), Terni (910), Gubbio (893). Umbertide? Alla pari con Gubbio, dunque 893 euro di spese correnti per abitante. Come valutare il dato per Umbertide? Una posizione mediana in generale, ma letto così, come tutti i dati, è spurio. Se andiamo a disaggregarlo le cose cambiano.  Procediamo correttamente con il criterio di omogeneità: guardiamo cioè alla grandezza dei Comuni. Qui si può fare una comparazione e leggerlo in modo puro o perlomeno simmetrico. Tra i Comuni compresi nella fascia 15.000-18.000 siamo nettamente primi: medaglia d’oro. Quello più vicino a noi per grandezza ed estensione - Marsciano (18.817 abitanti e 1076 euro) - è già oltre la fascia. Se allarghiamo questa e andiamo sulla fascia 15.000-20.000 abitanti, il risultato non cambia. Semmai a competere con noi ci sarebbe Narni (20.070 abitanti e 998 euro), ma è già fuori fascia. Secondo parametro: spesa per il personale. Nella classifica regionale in testa c’è Terni con 299 euro di spesa per il personale per abitante. Umbertide è al 12° posto con 225 euro. Bene. Ma…., se prendiamo il criterio dell’omogeneità (comuni tra i 15.000-18.000/20.000 abitanti) risultiamo primi un’altra volta. Se ci confrontiamo con il criterio territoriale (Altotevere), Città di Castello ci precede con 248 euro. Andiamo in trincea: il fronte delle entrate tributarie (Imu, Tia, imposta pubblicità, addizionale comunale Irpef, ecc.). In Umbria, il Comune che tartassa di più è Città della Pieve (che chiede in media ai suoi cittadini 827 euro). Seguono Orvieto (658 euro) e Castiglion del Lago (654 euro). Città di Castello chiede 588 euro per abitante (ed è quinto in classifica), Umbertide è a quota 484 euro. Anche qui siamo mediani. Ma con la comparazione del criterio di omogeneità ci collochiamo al secondo posto, dopo appunto Castiglion del Lago (15.565 abitanti).  Anche il confronto con Città di Castello è asimmetrico, poiché esso supera i 40mila abitanti. Ovvio che cambia l’approccio gestionale. Quale valutazione finale? La lasciamo ai lettori e, soprattutto, alle forze politiche e civiche che si presenteranno alle prossime elezioni amministrative del 25 maggio. Ma anche qui: servono i dati, che non sono di destra né di sinistra.  

07/04/2014 10:27:13

Notizie » Editoriale I beni culturali: per Umbertide una risorsa

Le istruttive giornate organizzate dal Fai - Fondo ambiente italiano - in tutta Italia ed anche ad Umbertide ci offrono l’occasione per una riflessione sullo status dei “beni culturali” nella nostra città , sulle possibili strategie e sulle modalità di conservazione-valorizzazione degli stessi. L’idea centrale ruota intorno alla convinzione che se vogliamo più sviluppo bisogna saper valorizzare la risorsa della cultura. E qui,nella nostra città, fin dal secondo dopoguerra, l’attenzione ai giacimenti culturali è sempre stata pregevole. Molti dei  luoghi della nostra identità e memoria sono stai conservati e resi fruibili: del resto, moltissima socializzazione è passata attraverso essi. Ora si tratta di lavorare su alcune specificità e approfondimenti, sull’iniziativa pubblico-privato, nonché sul marketing territoriale per rendere appetibili in termini economici le nostre risorse, lasciando magari da parte una certa foga del cambiamento a tutti i costi che ha coperto e/o penalizzato alcune opere della nostra storia, adesso non più visibili. Ci riferiamo alla presenza nella città di opere di archeologia industriale che hanno raccontano la nostra storia della modernizzazione (gli opifici della zona tabacchi; il mulino di Rossini, la draga sul Tevere; il compendio ex fornace) oppure a patrimoni di valore primario (la diga di epoca romana  sul Tevere, oggi coperta e falciata dalle ruspe, ma forse ancora recuperabile in tratti). Ci sarebbe da valorizzare tutta la ricca archeologia romana, sempre negletta, ma che non più tardi di pochi anni fa il Gruppo Archeologico umbertidese (AltoTiber) aveva iniziato a compulsare (a proposito si riorganizza il Gruppo?). C’è da ricomporre l’itinerario della “Mattonata” con le sue qualificanti edicolette. Ancora: ora che i bronzetti di Monte Acuto ritorneranno a casa (quando?) c’è da riprorre, colà,  tutta la questione della presenza etrusca, poiché il progetto del recupero ambientale del Monte è legato alle specificità culturali. Queste puntualizzazioni ci portano a lanciare il progetto, ambizioso di certo, ma essenziale, di ricognizione e catalogazione dei nostri beni culturali, conosciuti e ancora sotto la polvere ( tra l’altro avremmo per tale lavoro ottimi giovani laureati che sono una risorsa non sfruttata), ma anche la riscoperta - già dal nostro giornale lanciata - dell’Umbertide sotterranea, affascinante e ricca di interrogativi e, forse, foriera di nuove opportunità turistiche e commerciali. Vogliamo vederci, singole persone, associazioni, curiosi e appassionati per organizzare una giornata di ricognizione dei beni culturali per poi partire con progetti concreti? Il nostro giornale è a disposizione per qualsiasi iniziativa.

23/03/2014 14:33:33

Notizie » Editoriale Claudio Faloci: una forza tranquilla

L’attesa è diventata realtà. Il candidato sindaco indipendente, nuovo, fuori dai partiti, di garanzia e di sicura competenza amministrativa c’è. Si tratta di Claudio Faloci, attualmente vice prefetto presso Fermo, candidato dalla lista civica “Umbertide Cambia”, un insieme di soggetti, associazioni e persone indipendenti che l'hanno realizzata. L’alto profilo richiesto si è concretizzato nella figura di un cittadino umbertidese che si è fatto strada da solo per i propri meriti e le proprie capacità, ma allo stesso tempo si presenta come un federatore di forze diverse che auspicano il cambiamento e le riforme necessarie. Una figura di garanzia, dunque; non un antagonista, semmai un costruttore e un uomo di Stato. Pensare di avere un prefetto in Comune dà sicurezza e rappresenta quella via verso il cambiamento che può essere una rivoluzione di velluto. A noi pare che la candidatura di Claudio Faloci rappresenti una «forza tranquilla», lontana tanto dalle urla scomposte dell’inesperienza del M5S quanto dalla scelta continuista di apparato del centro sinistra. Bene, quello che più fa piacere è che la lista civica abbia al suo interno anche persone che provengono dalla società civile e che sentono il dovere di contribuire a rendere plurale la scelta dell’elettorato. Il sondaggio sul nostro sito, del resto, auspicava questa direzione. Si tratta ora per Claudio Faloci di legare le diverse forze del cambiamento in una prospettiva non più comunale. Se ci permette, a Claudio, nostro amico, rivolgiamo un appello: quello di legare Umbertide al territorio poiché in questi ultimi otto-dieci anni la città si è isolata, ripiegandosi su stessa per interessi politici esclusivamente personali. Solleciti le risorse, i talenti, le forze e le sensibilità che in città non mancano per rendere Umbertide protagonista in Umbria. Intanto, aspettando sabato per la presentazione ufficiale, possiamo affermare che Umbertide, comunque, con la candidatura di Claudio Faloci ha fatto un passo in avanti. Ci voleva coraggio e non era scontato. Quel lettore che ha chiesto, nel suo commento al nostro fondo, trasparenza e indipendenza ora ha un’alternativa.  

17/03/2014 22:48:13

Notizie » Editoriale Cambiamenti a Umbertide

  In questi due ultimi mesi i cambiamenti sociali, amministrativi e politici ad Umbertide hanno preso una marcata accelerazione, che ha portato e sta portando a configurare nuovi equilibri. E, guarda caso, proprio in vista delle elezioni amministrative di maggio. Niente di male, intendiamoci: i cambiamenti sono il motore dello sviluppo, ma si tratta di capire la loro direzione. Selezioniamo, al riguardo alcuni temi per far capire le novità in atto. Partiamo dal piano amministrativo: qui la controversia giudiziaria sulla gestione dei rifiuti ha scoperchiato, finalmente, le pentole. E che pentole a pressione! Il Consiglio di Stato - organo di ultima istanza della giustizia amministrativa - ha dichiarato illegittimo l'affidamento del servizio rifiuti a Gesenu da parte del Comune di Umbertide in danno dell'ATI Sogepu. Di fronte ad una giustizia amministrativa che si ristabilisce, emerge tuttavia l’anomalia tutta cittadina. Umbertide era l’unica amministrazione dell’Alta Valle del Tevere che era gestita dalla perugina Gesenu. Qualcosa non quadrava. Il rispetto della sentenza ora cambia totalmente le carte in tavola, ma offre l’opportunità per giungere finalmente alla costituzione di quella società di gestione pubblica territoriale, che sembra essere l’unica via per ridurre i costi e migliorare il servizio ai cittadini. La questione Sogepu ha portato con sé, inoltre, il tema scottante del pagamento della Tares e, a sua, volta, questo ha riproposto in maniera urgentissima la questione della gestione del bilancio. Qui le nuove normative, senza entrare in dettagli tecnici che spiegheremo nei prossimi numeri, impongono un approccio completamente nuovo. Il livello di quello che viene definito investimento (ma in realtà è un debito) è troppo alto. Occorre intervenire. Da ultimo passiamo alle novità politiche. L’accordo stretto dentro il Pd tra i maggiorenti del partito (Giulietti-Guasticchi) non solo ha aperto una frattura interna al partito, aggravata dalla mancanza delle primarie, ma ha aperto un’autostrada ai critici del sistema, che adesso devono dare risposte credibili.

28/02/2014 15:39:07

Notizie » Editoriale Promuovere il marchio Umbertide

Promuovere la città e la comunità è compito di tutti, a iniziare da un giornale locale come il nostro, soprattutto nella situazione difficile in cui ci troviamo. C’è, infatti, un singolare paradosso: amiamo la nostra città, ma siamo uno dei pochissimi Paesi umbri a non avere più un “Pro Loco” (ma qualcosa ci sembra si stia muovendo) e ciò la dice lunga su come la valorizzazione culturale è sempre ruotata intorno all’Amministrazione e alla gestione politica. Questo è stato ed è un limite della nostra città. Per tale ragione quando si parla di promuovere i beni culturali e le risorse del nostro territorio dobbiamo fare squadra e, soprattutto, evitare gli errori commessi. Tuttavia, nella nostra città, fin dal secondo dopoguerra, l’attenzione di ogni amministrazione ai giacimenti culturali è sempre stata pregevole. I luoghi della nostra identità e memoria sono stati conservati e resi fruibili e moltissima socializzazione è passata attraverso essi. Ora si tratta di lavorare su alcune specificità e approfondimenti, sull’iniziativa pubblico-privato, nonché sul marketing territoriale per rendere appetibili in termini economici le nostre risorse, lasciando magari da parte una certa foga del cambiamento a tutti i costi che ha coperto e/o penalizzato alcune opere della nostra storia, adesso non più visibili. Ci riferiamo alla presenza nella città di opere di archeologia industriale che hanno raccontano la nostra storia della modernizzazione (gli opifici della zona tabacchi; il mulino di Rossini, la draga sul Tevere; il compendio ex fornace) oppure a patrimoni di valore primario (la diga di epoca romana  sul Tevere, oggi coperta e falciata dalle ruspe, ma forse ancora recuperabile in tratti). Queste puntualizzazioni ci portano a lanciare - qui le specificità e gli approfondimenti cui si diceva - il progetto, grande ma essenziale, di ricognizione e catalogazione dei nostri beni culturali, conosciuti o ancora sotto la polvere ( tra l’altro avremmo per tale lavoro ottimi giovani laureati che sono una risorsa non sfruttata), ma anche la riscoperta - già dal nostro giornale lanciata - dell’Umbertide sotterranea, affascinante e ricca di interrogativi e, forse, foriera di nuove opportunità turistiche e commerciali.   Tutto questo con un presupposto: la valorizzazione dell’intero territorio, ossia dell’Alta Valle del Tevere, vero “brand” o marchio nazionale, che, purtroppo, mai è stato lanciato, promosso o valorizzato. Qui le responsabilità sono solo della politica, stretta in municipalismi medievali e dell’altro millennio. Proviamo a realizzarlo, se vogliamo bene ad Umbertide.  

16/02/2014 14:49:37

Notizie » Editoriale Coerenza umbertidese

Come volevasi dimostrare. L’accordo piovuto dall’alto sul nome del prossimo sindaco di Umbertide (Locchi) rappresenta la cartina tornasole della politica cittadina, che conferma di essere un’anomalia nel quadro regionale. E già questo non ci conferisce autorevolezza: il rischio è sempre quello di essere percepiti come fuori dalla realtà, che è molto diversa da quella che alcuni intendono proporci. Soprattutto quell’accordo, figlio di un compromesso personale e regionale che nulla a che fare con i destini della città, fatto a Perugia, tra la componente dell’onorevole Giulietti e quella del presidente della Provincia Guasticchi, la dice lunga sulla coerenza politica. Degli uni e degli altri. Basterebbe andare a rileggere le dichiarazioni, ad esempio, di Giovanni Natale, portavoce umbertidese di uno dei circoli di Renzi e della componente di Guasticchi, dopo il successo delle primarie. Le riportiamo, lasciando al lettore il giudizio. Questo il testo: “Pertanto la proposta di essere di fatto esclusi dall’Unione Comunale e di partecipare simbolicamente alla segreteria tradirebbe il nostro impegno con gli elettori delle ultime primarie, il 60 % ad Umbertide. Non siamo in vendita ed esprimeremo pertanto un nostro candidato sindaco alle primarie di coalizione, aperte a tutti i cittadini, in modo da chiudere una volta per tutte questo periodo di interregno di un apparato “nominato” dall’alto ma sconfitto dalla gente comune con un modesto 36 per cento". Bene: non siamo in vendita, primarie aperte, un nostro candidato sindaco non nominato dall’alto! La realtà ora? C’è un sindaco nominato dall’alto, delle primarie nemmeno l’ombra e la svendita è avvenuta. Un bel risultato di coerenza. Ma la città non può essere ostaggio personalismi, che nulla hanno a che fare con essa. Ragioniamo su questo e agiamo di conseguenza. Dimenticavamo: lo slogan “Umbertide cambia verso” era azzeccato e, in fondo, anche coerente. Veramente Umbertide ha cambiato verso; ma verso contrario alla Storia e al segno dei tempi. È andata in un'altra direzione. Coerentemente.  

08/02/2014 16:17:46

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