Notizie » SLIDER Le cave a Umbertide

Quattro cave e un monte. Stravolgendo il titolo di una famosa pellicola, in questo numero del nostro periodico vogliamo porre l’attenzione di voi lettori/ cittadini, sulla situazione delle cave presenti a Monte Acuto che si uniscono alle oltre 120 cave. Due di esse, ancora funzionanti, stanno terminando la concessione, mentre altre due, quelle più visibili da Umbertide, sono completamente dismesse. Infatti da parecchio tempo le cave di Podere Colle e di Bucaia sono lì, immobili, abbandonate a loro stesse, e l’occhio del cittadino ne risente, vedendo la “sua” montagna sventrata, ferita. Ma come vengono date le concessioni per aprire un giacimento? Il Piano Regionale delle Attività Estrattive ci informa che: «L’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cava è rilasciata dal Comune competente per territorio che approva il progetto definitivo nel rispetto delle limitazioni e prescrizioni eventualmente impartite in occasione dell’accertamento o della successiva valutazione di impatto ambientale». Prima di dare la parola ai tecnici interpellati sulla questione, spieghiamo brevemente come si dividono le cave. Vi sono due tipi di cava: su roccia e alluvionale. Le quattro di Monte Acuto, sono tutte su roccia, mentre quelle alluvionali sono tipiche delle zone di pianura. Mentre sulle cave di montagna viene estratta roccia, in quelle di pianura, per lo più, vengono tratte fuori ghiaie e sabbie da utilizzare per scopo edilizio poiché servono per la fabbricazione di mattoni. E’ bene ricordare che oltre alle cave di montagna, sul territorio del comune di Umbertide, sono presenti anche cave di pianura. Dopo questa breve spiegazione, ritorniamo alla questione delle cave di Monte Acuto. Esse sono state incluse nel progetto per l’ampliamento del Sito d’Interesse Comunitario della Valle del Torrente Nese, che ha interessato anche le aree di Monte Acuto e di Monte Corona, esposto lo scorso luglio dal Comune di Umbertide. Il progetto ha posto l’accento sulla questione delle riconversione dei giacimenti dismessi, ipotizzandoli come luoghi di studio geologico e geomorfologico. Ma sentiamo ora il parere di due geologi- Francesco Brunelli e Giovanni Natale- per fornirci una spiegazione dettagliata sulla situazione delle cave dismesse presenti sul nostro monte. Francesco Brunelli ci informa che: «Nel territorio comunale di Umbertide sono presenti due cave attive e due dismesse; tutte le cave sono collocate entro la dorsale di Monte Acuto – Monte Tezio, per ovvie ragioni legate alla natura dei materiali coltivati (calcari). In particolare, interessano direttamente il rilievo di Monte Acuto le due dismesse, quella di Podere Colle, ben visibile dal centro abitato di Umbertide e quella di Bucaia, lungo la strada per Preggio; sono anche presenti altre situazioni, riferibili ad estrazioni temporanee, che non hanno impatti significativi sul territorio, impatti ben diversi presentano le due in questione ». Passando all’analisi delle due cave dismesse Brunelli spiega che: «La cava di Podere Colle, presenta un fronte verticale alto quasi 80 m. , per cui non può essere rinverdita, in quanto un eventuale recupero sarebbe possibile solo arretrando in fronte dandogli una pendenza molto minore. Lo stesso si può dire per la cava di Bucaia, coltivata con il vecchio tipo a gradoni, con fronte di pendenza lievemente inferiore. Anche in questo caso, sarebbe possibile un recupero arretrando il fronte e adottando  la tecnica della “microgradonatura”, con la quale si  realizzano fronti di scavo con pendenze minori, come avviene nelle altre cave presenti nel territorio comunale alle pendici del nostro monte. In questi casi, il recupero è imposto dall’ambito di destinazione del Piano Regolatore del Comune di Umbertide, essendo le cave sono comprese in ambiti di ricomposizione paesaggistica; e ciò implica che quando una ditta presente una richiesta di aprire una cava, già sa di dover documentare un reinserimento paesaggistico che sarà periodicamente controllato (la sorveglianza è competenza della Provincia)». Nel discorso concernente le autorizzazioni il geologo ha dichiarato che: «esse devono essere presentate al Comune in base ad uno specifico regolamento Regionale ».  Passando al progetto di riconvertire le cave a luogo di studio, Brunelli è di parere favorevole: «Visto che le due cave dismesse si trovano in ambito di notevole interesse ambientale, sia dal punto di vista naturalistico (collocandosi all’interno di un Sito di Interesse Comunitario) che paesaggistico, vista l’impossibilità tecnico-economica di un ripristino, è una buona idea quella di utilizzare le cave dismesse sul territorio di Monte Acuto per scopo didattico.”  Per quanto riguarda il tema della riconversione, il dott. Brunelli ha affermato che: “Qualche anno fa ho coordinato un progetto di ripristino che prevedeva un riutilizzo della cava di Podere Colle come “test site”, un  sito dove poter testare tecniche e materiali per il recupero di siti estrattivi , erano anche interessate le maggiori ditte produttrici di materiali per i recuperi ambientali, ma per diversi motivi questo progetto non è stato portato avanti. La cava di Bucaia, invece, previa messa in sicurezza di una porzione, può essere utilizzata a fini didattici, in quanto la coltivazione- conclude il geologo- ha messo in evidenza una buona esposizione di rocce della serie umbra (e mi sembra ci siano già ipotesi di lavoro in questo senso)». Passiamo ora a Giovanni Natale. Egli ci spiega che: «Una cava rappresenta sempre un vulnus  per l’ambiente e per il paesaggio che la circonda, perché si elimina sempre qualcosa senza lasciar spazio alla rinascita del suolo. Questo almeno è quello che è avvenuto in passato sulle cave anche del nostro territorio. In casi eccezionali- prosegue il dott. Natale- può essere drenata pure l’acqua di falda in modo irreparabile, perché avviene un cambio totale del gradiente idraulico. Altri problemi possono essere rappresentati dalle polveri sollevate dalle attività di cantiere, dai rumori o la stessa sicurezza dei lavoratori, la distruzione o modifica dell’habitat di specie animali, la distruzione di emergenze archeologiche importanti per l’attività turistica e così via. Nell’ambito ambientale/paesaggistico, quindi, possiamo dire che in fase di progetto devono essere intraprese delle indagini geologiche, geomorfologiche, strutturali ed ecologiche affinché il vulnus sia il minore possibile ». A riguardo della lavorazione effettuata negli anni passati sulle nostre cave di montagna, il geologo ha affermato che: «Nel caso del nostro monte Acuto, dal punto di vista paesaggistico vi è un impatto enorme e quindi potevano essere adoperate varie tecniche di mitigazione che oggi sono sempre più sofisticate, come ad esempio adottare una struttura a gradoni, facendo partire dall’alto con lo scavo e approfondire mediante una “quinta di mascheramento”, ovvero una zona che non fa vedere il cantiere. Passando ai modi di riconversione può essere usato l’ambientamento per lotti successivi, dove si deve procedere allo scavo del nuovo lotto riambientando il lotto precedente. Un altro grande impatto per l’ambiente è dato dalle “piste di arroccamento” per i mezzi di cantiere che sono molto grandi. Per evitare ciò- conclude Natale- possono essere adoperate delle tecniche particolari per effettuare il trasporto dei materiali ricavati dal giacimento in tunnel». Per quanto riguarda le concessioni, il dott. Natale ci informa che: «esse sono stabilite dal Piano e dal Regolamento Regionale della cave, che prevede i quantitativi di materiale che possono essere estratti, le tipologie, i metodi e le forme di rinnovo delle concessioni». In merito alla proposta inserita nell’ampliamento dell’area SIC, secondo la quale le cave dismesse diverrebbero un luogo di studio, il geologo ha dichiarato: « Dopo che un “addetto ai lavori” le ha fotografate, filmate, raccolto materiali per le analisi in laboratorio nei vari strati, e ricavato tutte le informazioni utili sarebbe più opportuno un utilizzo diverso, ad esempio il riempimento della cavità con terre e rocce naturali (non contaminate) risultanti dai vari cantieri edili o stradali della zona, tra l’altro previste per legge. Per l’uso didattico, nel nostro territorio,- prosegue Natale- le aree disponibili al di fuori delle aree di cava sono molte e a costo zero, mentre attrezzare un’area di cava è sempre molto costoso ad esempio per il rischio di caduta massi o per altri problemi ». Infine, ritornando sul discorso della riconversione, il dott. Natale ha affermato che: «Le opportunità sono offerte qualche volta dalla stessa natura e dal tempo, come ad esempio la cava di Vocabolo Montacuto, che in parte ha mitigato il suo impatto visivo negli anni anche grazie al colore scuro della roccia ». Alessandro Minestrini

26/11/2013 15:50:32

Notizie » SLIDER Prosperius: un modello europeo da esportare

L’Istituto di riabilitazione Prosperius Tiberino diventa un modello per la sanità maltese. Questa mattina infatti il centro umbertidese ha ricevuto la visita di una delegazione dello stato di Malta, per conoscere più da vicino il funzionamento dell’istituto di riabilitazione e la sua natura pubblico-privata. Erano presenti per il Prosperius l'amministratore delegato prof. Mario Bigazzi, il presidente del Consiglio di amministrazione dott. Domenico De Salvo, il direttore sanitario dott. Marco Caserio, il direttore amministrativo dott. Giovanni Da Campo e il sindaco facente funzioni Marco Locchi, in rappresentanza del Comune di Umbertide. Va ricordato che nel Prosperius sono compresenti le quattro fasi dell'attività sanitaria di riabilitazione previste dalle più recenti norme emanate dal Ministero della Salute. Qui la presa in carico globale del paziente non è una formula ma una scelta terapeutica articolata.   All'approccio multidisciplinare, indispensabile per un progetto riabilitativo individuale, si affianca una speciale cura nelI'offrire ambienti accoglienti e famigliari. La capacità è cresciuta fino a poter trattare fino a 200 pazienti ricoverati e ambulatoriali e sono state rese disponibili nuove attrezzature tecnologicamente all'avanguardia.   La visita della delegazione maltese si spiega per questo approccio innovativo. La visita poi fa seguito ai nuovi impegni presi dal Governo locale nel settore del sociale e finalizzati alla promozione di housing sociale e di strutture che vedono la compartecipazione tra pubblico e privato ma potrebbe costituire anche un primo passo verso nuove forme di collaborazione tra la sanità umbertidese e il Paese mediterraneo. L’Istituto Prosperius è stato preso come modello da cui prendere esempio visto che la struttura vede la presenza di una parte pubblica – Comune di Umbertide e Asl 1 – in qualità di soci di minoranza e di una parte privata, l’azienda fiorentina Prosperius SpA in qualità di socio di maggioranza. Come spiegato ai maltesi dal dott. De Salvo, l’Istituto Prosperius nacque 15 anni fa da un’idea del Comune di Umbertide che, in seguito al ridimensionamento a cui era stato sottoposto l’ospedale cittadino, avanzò l’idea di convertire parte del nosocomio in un istituto di riabilitazione. Per la prima volta il pubblico decise di aprire al privato e tale scelta si rivelò ben presto vincente visto che oggi il Prosperius conta ben 111 posti letto, rispetto ai 30 iniziali, per la riabilitazione ortopedica e neurologica di pazienti provenienti per il 65% da fuori regione.  

26/11/2013 15:46:25

Notizie » Società Civile Umbertide-Gubbio: migliore viabilità

Un miglior collegamento anche per Umbertide- Gubbio. L’inaugurazione di lunedì scorso del tratto Madonna del Ponte- Mocaiana della variante alla strada Pian D’Assino è finalmente un valore in più per il territorio. Erano presenti il presidente Anas Pietro Ciucci, il capo compartimento Anas Umbria Raffaele Spota, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, l’assessore regionale alle Infrastrutture Silvano Rometti, l’assessore provinciale ai Trasporti Domenico Caprini, il sottosegretario di stato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Rocco Girlanda, il prefetto di Perugia Antonio Reppucci e il commissario straordinario del Comune di Gubbio Maria Luisa D’Alessandro. Il primo tratto della variante è lungo 5,9 km, è costituito da due corsie da 3,75 m per senso di marcia e consente di evitare l’attraversamento degli abitati di Mocaiana, Casamorcia e Semonte, mettendo in sicurezza gli abitanti delle frazioni da una parte e garantendo agli utenti della strada tempi di percorrenza più rapidi dall’altra. I lavori, durati tre anni, sono costati 22,7 milioni di euro. Come sottolineato dalle autorità presenti, ora l’obbiettivo è quello di proseguire con il completamento dell’arteria, fino a raggiungere Umbertide, per fare in modo che la Pian D’Assino diventi un’arteria di interesse nazionale. Per il completamento è necessario un investimento pari a 245 milioni di euro, per questo il progetto è stato frazionato in tre stralci, il primo da Mocaiana al bivio per Pietralunga di 3,6 km di lunghezza per un costo di 74 milioni di euro, il secondo da Camporeggiano allo svincolo della E45 per 5 km di lunghezza e 52 milioni di euro e il terzo da Camporeggiano al bivio di Pietralunga, per 7,4 km ed un costo di 120 milioni di euro. È stato comunque annunciato che il Governo stanzierà nella prossima legge di stabilità le risorse necessarie.  

26/11/2013 15:42:12

Notizie » Società Civile Trasporti Scolastici: novità

Dall'11 settembre, quando prenderà il via il nuovo anno scolastico, gli studenti residenti nel Comune di Perugia che frequentano l'istituto d'istruzione superiore “Leonardo Da Vinci” di Umbertide avranno a disposizione un servizio in più. Grazie alla collaborazione tra il Comune di Umbertide, la Provincia di Perugia e l'istituto, e su sollecitazione dei genitori degli alunni, è stata infatti istituita una nuova linea di autobus che, con una corsa per l'andata e due per il ritorno, farà la spola tra le frazioni a nord di Perugia non servite dalla rete ferroviaria e Umbertide. Il nuovo servizio è stato presentato questa mattina dal sindaco Marco Locchi, dall'assessore comunale ai Trasporti Maria Chiara Ferrazzano, dall'assessore provinciale ai Trasporti Luciano Della Vecchia e dal dirigente scolastico del “Leonardo Da Vinci” Franca Burzigotti. “E' con soddisfazione che l'11 settembre daremo il via ad un nuovo servizio di trasporto scolastico a cui il Comune e la Provincia, tramite l'assessore ai Trasporti, stavano lavorando da mesi. - ha affermato il sindaco Locchi – Il servizio risponde alle esigenze espresse dai genitori degli alunni delle frazioni a nord di Perugia che si erano costituiti in comitato, lamentando l'assenza di servizi di trasporto adeguati negli orari e nelle direttrici”. Il nuovo servizio di trasporto scolastico prevede tre corse, una in partenza da Bosco alle ore 7,35 con fermate a Ramazzano, Casa Del Diavolo, Resina, Solfagnano, Rancolfo, Tavernacce e Sant'Orfeto ed arrivo all'istituto “Leonardo Da Vinci” alle 8,10; due in partenza da Umbertide alle 12,35 e alle 13,40 e arrivo a Bosco, rispettivamente, alle 13,10 e 14,15. La gestione del servizio è stata affidata tramite gara pubblica alla ditta Autonoleggi Ceccarelli che si occuperà anche degli abbonamenti, il cui importo verrà stabilito applicando il contratto regionale. La linea, pur essendo prevalentemente scolastica, è inoltre fruibile da qualsiasi tipo di utenza. Per gli abbonamenti è possibile rivolgersi presso la sede della Autonoleggi Ceccarelli in via Madonna del Moro n. 12 tutte le mattine dalle ore 9,30 alle ore 12 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 15,30 alle ore 18,30.  

26/11/2013 15:41:26

Notizie » Economia Roberto Alunno Violini: innovare

Si è laureato in  Economia e commercio n el 1992 a Perugia con una tesi sulle tecniche di vendita  e persuasione del consumatore. Dal 1993 co-fondatore ed amministratore di In.Ser.T. srl.; nel 2009 è co-fondatore ed amministratore di La Contabile srl. Dal 2012 co-fondatore ed amministratore di Centroufficio srl. Formatore su tecniche di vendita, creatività, memoria e ottimismo. Recentemente creatore e webmaster del progetto www.InFormAzienda.com di In.Ser.T. srl. Questo è la parte “visibile” di Roberto Alunno Violini, poi c’è la sua curiosità intellettuale e la sua capacità di indagare che, però, tende sempre a nascondere. Non gli piace mostrarsi (non c’è una sua foto nell’intervista), ma sappiate che contribuisce a far crescere questa città. Soprattutto in innovazione.   Lei nasce economista e si trasforma in programmatore e imprenditore. L’evoluzione non è così meccanica, ma è proprio ciò che ci vuole in tempi di flessibilità. Può spiegarci quali sono stati i momenti, i fattori, gli incontri, le persone, le motivazioni  che hanno determinato queste scelte e l’inizio della sua attività? «Ho visto il primo computer quando dovevo scrivere l a tesi di laurea, nel 1992. Mi sono appassionato immediatamente a quel mondo nuovo, pionieristico e diverso. Gli studi che ho fatto mi hanno formato mentalmente a credere nelle possibilità enormi  dell’innovazione, quindi direi che le due cose si sono sposate benissimo. Il centro Buffetti, già allora punto di riferimento per commercialisti e consulenti del lavoro, è stato un ambiente ideale per conciliare le due vocazioni. Con i miei soci di allora, Mauro Grelli e Antonella Cattaneo, abbiamo iniziato un percorso certamente difficile ma stimolante e, come dicevo prima,innovativo. Siamo stati i primi nel 1995 a fornire connettività Internet ad Umbertide, in società con Net & Media, il nodo internet era fisicamente dentro al negozio e la tecnologia era a dir poco pionieristica.  In.Ser.T. significa Informatica e Servizi per il Terziario, adesso tutti parlano in questi termini, ma nel 1993, quando siamo nati, pochi scommettevano sul valore dei servizi e altrettanto pochi sull’informatica. La maggior parte aspettava di capire che verso prendere. Nel 2004 Antonella ha lasciato la società per motivi familiari, a quel punto con l’ingresso dei due nuovi soci, Mirko Fiorucci e Maria Lucia Tarantelli, l’azienda ha preso vigore e professionalità. E’ stata la chiave della nostra svolta. A dimostrazione del fatto che l’azienda è fatta dalle persone. Siamo entrati nei primi cinquanta concessionari Buffetti in Italia su quasi 1000, una bella soddisfazione se consideriamo che Umbertide non ha certo i numeri delle grandi città. Siamo un gruppo unito, ognuno dei quattro ha le sue peculiarità ma siamo perfettamente integrati  soprattutto condividiamo la stessa visione: essere utili  al cliente e dare le giuste soluzioni. Crediamo che questa visione “cliente centrica” sia la chiave per avere risultati nel lungo periodo». La sua azienda rimane un punto di riferimento operativo e concreto per aziende e singoli del territorio. Tuttavia, sta ora sviluppando la parte di consulenza e orientamento (se non sbagliamo) per le imprese. Il blog informazienda.com che avete realizzato cosa vuole essere e quale valore in più può dare alle aziende? Il vostro slogan del blog è del resto programmatico: “palestra per le aziende che vogliono crescere”. «Il blog InFormAzienda è un luogo dove si parla di esperienze positive, di storie di successo di formazione e di innovazione. Tutte cose che possono essere utili ad aziende di qualunque dimensione, dalla ditta individuale ed al professionista, fino ad arrivare a coloro i quali hanno una idea imprenditoriale che ancora non ha trovato concretezza. Essere utili, questo è il punto di partenza per ogni nostro progetto. Questa visione, che può sembrare più che altro filosofica, ha invece dei riscontri e soprattutto dei risultati estremamente concreti. Ognuno di noi preferisce acquistare beni, e soprattutto servizi, da soggetti dei quali ci fidiamo, che nel corso della nostra vita ci hanno aiutato a raggiungere i nostri obiettivi. InFormAzienda nasce per aiutare ciascun soggetto a raggiungere il proprio obiettivo. Così, indirettamente, raggiungiamo il nostro obiettivo: ottenere fiducia. E’ una via lunga, del resto però il modello di azienda che auspichiamo io, Mauro, Mirko e Maria Lucia non è certo mordi e fuggi. Siamo sul mercato da venti anni (il nostro ventesimo anniversario è proprio ad Ottobre) e siamo pronti a portare innovazione sul mercato ancora a lungo». Lei è attivo anche nel campo dell’educazione e formazione on line. Ci può spiegare quali sono le potenzialità della formazione on line e, magari, le criticità. Può farci qualche esempio concreto che ha gestito o sta gestendo? «Crediamo nel valore aggiunto che la formazione può dare a livello imprenditoriale ma anche a livello personale. Dicevo prima che le aziende sono fatte di persone, investire nella formazione ha dei risultati molto spesso sorprendenti. Dal 1993 eroghiamo corsi di formazione su tecniche di vendita, memoria, ottimismo e creatività. Tutti argomenti cruciali per qualsiasi azienda, anzi per qualsiasi individuo che crescendo farà la fortuna dell’azienda dove lavora. Nel 2011 abbiamo realizzato una piattaforma eLearning per la formazione online, questa è stata adottata da realtà importanti, come smartbusinesslab, di Alfio Bardolla, Lorenzo Ait e Gianluca Massini. Questi sono fra i migliori formatori italiani, la vena innovativa che da sempre diamo ai nostri progetti è piaciuta anche a loro. La formazione online ha delle potenzialità enormi, essa è asincrona, è fruibile con qualunque dispositivo connesso e da qualunque luogo, questo è sicuramente vincente. Per di più il sistema di valutazione che abbiamo creato è estremamente preciso, una garanzia dell’apprendimento. Tuttavia il corso in aula ha un fattore insostituibile: emoziona. Quindi proprio per questo lo reputo insostituibile. eLearning sì, ma abbinato a sessioni live». Come analista economico, quali sono i limiti del nostro sistema economico nel territorio? Quali sono i possibili strumenti e progetti per modificare un contesto orami cristallizzato? «Senza dubbio la connettività a banda larga potrebbe dare notevole impulso alla produttività, la nostra zona palesa dei limiti infrastrutturali enormi da questo punto di vista. Credo, poi, che a livello locale sia vitale per la nostra economia la creazione del brand “Umbria”. Toscana è diventato uno dei brand turistici più noti al mondo, l’Umbria ha ben poco da invidiare, tuttavia è poco riconosciuta. Un progetto che valorizzi il territorio darebbe certamente impulso al sistema economico e creerebbe un enorme valore aggiunto per gli operatori».    

26/11/2013 15:40:10

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