Notizie » Politica Servizi sociali ad Umbertide. L'operato dell'assessore Bagnini

Sono racchiusi nel documento "Umbertide sociale", consultabile sul sito del Comune di Umbertide www.comune.umbertide.pg.it,  gli oltre 35 servizi sociali e socio-sanitari che l'Amministrazione Comunale è in grado di offrire con continuità ai cittadini e che sono stati illustrati dall'assessore ai Servizi sociali e alla Cultura Stefania Bagnini durante la conferenza stampa di fine anno. “I servizi esistenti in una città sono il termometro del grado di civiltà e solidarietà che vi si rinviene, giacché consentono di garantire una quotidianità dignitosa alle persone che ne usufruiscono e che, senza tali servizi, si troverebbero in grave difficoltà. - ha affermato l'assessore Bagnini - Tuttavia  "vino nuovo in otri nuovi", citando un noto passo evangelico, e cioè l'azione continua dei servizi sociali non è solo quella di erogare ed implementare i servizi ma soprattutto quella di convertirli o modificarli secondo il tempo e le necessità che emergono dal tessuto sociale, in un confronto vivo e continuo con gli uomini e le donne alle quali si rivolgono. Il Comune pertanto nell'anno 2013 non solo è riuscito a non tagliare i servizi rivolti a famiglie, bambini, anziani, giovani e disabili ma tra le varie attività di  ascolto attivate ha altresì promosso un tavolo di confronto anche  con le organizzazioni sindacali e le associazioni di volontariato attive sul territorio al fine di condividere le azioni necessarie da mettere in campo per la difesa di quel senso di responsabilità sociale che deve essere patrimonio culturale di tutti i cittadini e conseguentemente per la difesa degli oltre 35 servizi attivi sul territorio”. Quanto agli eventi più significativi  avvenuti nell'anno 2013 è stata sottoscritta la convenzione di rete con le scuole del territorio e l'associazione Gruppo Volontari per il servizio di assistenza scolastica agli alunni disabili ed è stato implementato il  laboratorio per i bambini affetti da dislessia e  disturbi dell'apprendimento. Per i giovani, è stato inaugurato un punto del servizio Informagiovani presso l’Istituto Leonardo Da Vinci ed implementato lo Sportello per l’imprenditoria giovanile con l’ingresso delle associazioni di categoria Cia e Confindustria, sportello che ha anche promosso un concorso di business plan che ha permesso ai vincitori di svolgere stage estivi retribuiti. Inoltre l’Osservatorio per le dipendenze Cities ha promosso una campagna di sensibilizzazione nelle scuole sulla dipendenza da gioco d'azzardo  dal titolo " al gioco d'azzardo si perde è matematico", mentre a fine anno ha preso il via il progetto della web radio. Nel 2013 è poi entrato a regime anche l'Emporio della solidarietà che nel corso dell'anno ha permesso di assistere oltre 100 famiglie umbertidesi fornendo loro beni alimentari e di prima necessità, mentre grazie al protocollo sottoscritto con Asl, Regione ed Emergenza Sorrisi è stato possibile operare tre bambini iracheni affetti da gravi malformazioni al volto; infine, in occasione della Giornata internazionale della disabilità, è stato organizzato un open day delle strutture che si occupano dei disabili. Per quanto riguarda la cultura, altra delega dell’assessore Bagnini, nonostante il Comune sia stato costretto a ridurre le risorse a disposizione, sono state comunque organizzate importanti mostre alla Rocca e al Museo di Santa Croce, che è stato anche inserito nel circuito “Capolavori in Valtiberina” e che ha ospitato le interessanti domeniche di concerti d’organo, è stata riproposta la stagione al Teatro dei Riuniti per terminare con le tradizionali Feste di fine Ottocento che quest’anno hanno coinciso con le celebrazioni per i 150 anni del cambio del nome da Fratta a Umbertide. 

03/02/2014 15:17:06

Sport Serie A1 Basket Femminile. L'Acqua&Sapone Umbertide vince contro Venezia 63-60

Dopo una partita dove si sono susseguiti tanti colpi di scena, l’Acqua&Sapone Umbertide esce vittoriosa dal Pala Taliercio battendo le padrone di casa del Venezia 63-60. Salgono così a sette le vittorie consecutive per la squadra di coach Serventi che rafforza anche il terzo posto nella classifica generale. Ad aprire le marcature ci pensa Black, ma poco dopo Venezia si porta avanti. Ci pensano Fontenette e Santucci a riportare in vantaggio la compagine bianco- blu. Vantaggio che si rafforza con una realizzazione di Black che fa segnare sul tabellone 10-4 per le umbertidesi. Le padrone di casa tornano a farsi sentire e a 4′ minuti dalla prima sirena si portano a -2 dalle ospiti. L’Acqua&Sapone non si lascia perdere d’animo e con il doppio centro di Gorini e due punti di Black arriva alla fine dei primi  10′ di gioco a +4 da Venezia, con il risultato di 16-12. Il secondo quarto si apre con una tripla di  Putnina, che centra due punti dalla lunetta del tiro libero. Con due punti di Dotto, un libero realizzato da Black e due punti di Fontenette a 5′ dall’intervallo le umbre portano il risultato a 26-19. Nella seconda metà dei secondi 10 minuti di gioco con altri quattro punti di Putnina e due di Consolini, le bianco- blu vanno a +13 dalle lagunari che tentano di rialzare la china, ma un tiro libero del capitano e due punti Black fanno disattendere le loro attese e si va al riposo sul risultato di 35-28 per Umbertide. All’inizio della ripresa Fontenette mette subito a segno tre punti. A 3′ dalla fine del terzo parziale, le veneziane riagganciano l’Acqua&Sapone appaiandosi a 44 punti, ma Putnina, Fontenette, Dotto e Consolini riportano le umbertidesi avanti facendo terminare la penultima frazione di gioco 51-44 per la Pfu. Negli ultimi 10′ del match le padrone di casa tentano di riagganciare le ospiti nell’ultimo giro d’orologio, ma due punti di Dotto mettono la parola fine sull’incontro, facendo conquistare all’Acqua&Sapone la settima vittoria di fila. Miglior giocatrice del match per le umbertidesi è stata Putnina,  con 13 punti segnati a referto, 8 tiri liberi su 8 messi nella retina e 22 di valutazione da parte della Lega. Fontenette è invece la miglior realizzatrice delle umbre. Per lei sono 15 i punti totalizzati. Doppia doppia per Black: 13 punti e 13 rimbalzi, di cui 10 difensivi e 3 offensivi. Dopo la vittoria in terra veneta, le ragazze di coach Serventi saranno impegnate sul parquet amico del Pala Morandi, domenica prossima alle 18 contro Virtus La Spezia. Finale: 60-63 (12-16; 28-35; 44-51) Umana Venezia: Melchiorri 2, Carangelo, Peresson ne, Zara 12, Scaramuzza, Formica, Ruzickova 15, Mc Callum 13, Nicolodi ne, Mandache 15, Penna 3. All. Liberalotto Acqua&Sapone Umbertide: Consolini 9, Gorini 4, Puliti, Ortolani ne, Cristofani ne, Linguaglossa, Dotto 5, Putnina 13, Black 13, Fontenette 15, Villarini ne, Santucci 4. All. Serventi

02/02/2014 22:09:03

Notizie » Società Civile Legambiente Alto Tevere: no alla trasformazione dell'E45 in autostrada

“Una visione arretrata e inadeguata, espressione di una classe politica ferma ad un’idea di sviluppo anacronistica legata all’idea che cemento, infrastrutture viarie, consumo di suolo portano progresso e benessere – è il commento di Simone Cumbo Presidente di Legambiente «Alta Valle del Tevere» dopo l’ultimo sostegno bipartisan in consiglio regionale alla trasformazione della E45 in autostrada. “L’unica preoccupazione della maggior parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza è che gli umbri non paghino il pedaggio e che ci siano sufficienti uscite ed entrate lungo il percorso – continua Cumbo – nessun allarme e attenzione per le devastazioni ambientali che questa strada procurrà con i 396 km di lunghezza, i 139 km di ponti e viadotti, le 64 km di gallerie, i 20 cavalcavia, i 226 sottovia, i 83 svincoli, le 2 barriere di esazione, le 15 aree di servizio. Senza contare l’impatto su Perugia del “nodo”, anch’esso ampiamente caldeggiato dai sostenitori dell’autostrada”. “Questa opera è inutile e dannosa – ribadisce il Presidente di Legambiente  – economicamente insostenibile, provocherà gravi danni ambientali, consumo inutile di suolo, inquinamento e privilegia, in contrasto con gli indirizzi comunitari in materia di trasporti, il trasporto su gomma a scapito di quelli ferroviario molto più sostenibile. In una regione dove il trasporto ferroviario è insufficiente e dove i pendolari pagano il prezzo maggiore per servizi inadeguati e inefficienti, non si sente proprio la necessità di un’opera che non porterà nessun beneficio né agli spostamenti interni, né verso altre regioni. La politica locale farebbe bene a misurarsi con un’idea di sviluppo e un modello di pianificazione del territorio più moderno e sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico”.

02/02/2014 14:36:45

Attualità » Primo piano Primarie ad Umbertide. Si candida Sergio Bargelli

E' il professor Sergio Bargelli il primo candidato alle primarie del centrosinistra per il Partito Democratico. Bargelli, classe 1950, laureato Scienze biologiche, ha svolto la professione di insegnate di matematica e scienze presso la scuola media "Mavarelli- Pascoli" di Umbertide ed è stato anche dirigente scolastico. Attualmente ricopre la carica di presidente del Centro Socio- culturale San Francesco e in passato è stato presidente dell'II. RR. B e assessore e vice-sindaco della nostra città. Il professore ha fatto questa scelta dopo aver visto quest'ultima legislatura chiudersi in cattivo modo per il Pd sia locale che nazionale, che come si sa, è spaccato al proprio interno. "Iscritti e simpatizzanti del Pd ed elettori del centrosinistra- dichiara Bargelli- mi hanno chiesto di candidarmi: spero di dare un contributo al partito per ottenere una più ampia partecipazione alla scelta del candidato a sindaco. Sarebbe auspicabile, anzi, che si presentassero altri candidati alle primarie, per consentire una scelta davvero democratica".  "La legislatura che si chiude- prosegue il professore- ha vissuto situazioni particolari che non sempre sono state ben viste dai cittadini. Capisco le difficoltà economiche e il momento non felice per la politica in generale, ma i cittadini umbertidesi sono giustamente attenti ed esigenti ed abituati a partecipare attivamente alla vita della città e pretendono sempre il meglio. C'è bisogno di un momento di riflessione, occorre un sindaco che rappresenti al meglio tutti i cittadini, nel quale la maggior parte si possa riconoscere, che sappia motivare una giovane Giunta ad impegnarsi  nell'amministrazione della città. Umbertide ha bisogno che gli abitanti possano riappropriarsi dei suoi spazi, che li vivano, realizzando attività culturali e momenti di incontro e di scambio che favoriscano una maggiore socializzazione".  

02/02/2014 11:58:36

Attualità » Primo piano La situazione delle piogge nel territorio

Un’ondata di pioggia eccezionale per il periodo invernale, tradizionalmente freddo e secco, che sta facendo registrare anche nei nostri territori disagi e allerta, ma fortunatamente tutto sotto controllo, grazie anche al lavoro incessante delle forze istituzionali impegnate in queste ore. L’assessore provinciale Domenico Caprini con delega alla viabilità difesa e gestione idraulica, ha tenuto a sottolineare l’impegno dell’istituzione nonostante che da due anni non ottiene più trasferimenti statali. “Per il momento la situazione è sotto controllo, le strade sono tutte percorribili eccezion fatta per alcune secondarie. Siamo all’opera con tutti gli uomini e mezzi – ha precisato l’assessore – sia sul versante idraulico che sulle strade. Nonostante il destino incerto di questo Ente – puntualizza l’assessore – noi continueremo a garantire servizi fino all’ultimo giorno di esistenza della Provincia. In questa situazione mi preme sottolineare l’impegno e la professionalità dei dipendenti impiegati in queste ore che stanno svolgendo al meglio il proprio lavoro”. Sul versante idraulico, la Provincia di Perugia Servizio Difesa e Gestione Idraulica comunica che “il servizio di piena, che normalmente si attiva per monitorare il lago Trasimeno, i fiumi Tevere e Chiascio è terminato alle due di questa mattina proseguendo con la reperibilità. Il tutto si sta svolgendo in stretta collaborazione con la Polizia provinciale ed il Centro funzionale della Regione Umbria. Mentre per il lago Trasimeno – ha proseguito – tutti i suoi canali artificiali sono stati impegnati fino al massimo livello consentito, impedendo in questo modo di inviare acqua al lago di Chiusi. Questa operazione ha comportato un innalzamento del livello del lago Trasimeno particolarmente significativo, per la quota fino ad allora registrata che, ricordiamo si attestava intorno ai – 17 cm rispetto allo zero idrometrico (posto a 257.33 s.l.m.) e ad oggi è a quota –5 cm.

01/02/2014 15:23:41

Cultura » Archivio della Memoria I fabbri della terra di Fratta

  Pubblichiamo uno studio del nostro collega Paolo Ippoliti, già scritto per il Gruppo Argeologico umbertidese. Con la curiosità e la capacità di analisi che lo contraddistingue, Paolo Ippoliti ci fa conoscere un pezzo di Fratta che ci rese celebri. "La Fratta era allora (1550) assai più conosciuta che oggi che si chiama Umbertide". Termina così, con la citazione un po' amara di uno storico perugino del suo tempo, il libro di Francesco Mavarelli "Dell’arte del fabbri della terra di Fratta". Una settantina di pagine, oggi assai rare, pubblicate nel 1901 a cura del prof. D. Augusto Vemarecci, amico del Mavarelli, dopo la scomparsa dello storico umbertidese.   "Nel borgo inferiore della Fratta dei Figli di Uberto (Umbertide) n'ori di porta romana, intorno alla antica chiesetta dedicata dapprima agli apostoli Pietro e Paolo, ampliata di poi e dedicata all'umile Poverello di Assisi, numerose sorgevano nel Medio Evo le officine dei fabbri ferrai; si che il borgo stesso aveva da essi preso il nome". Un nome famoso in AIto Tevere ed in tutta l'Umbria, fino in Toscana ed in Lazio: gli attrezzi e soprattutto le armi prodotte dagli antichi fabbri di Fratta avevano pochi rivali. Il Guerrini, nella sua "Storia della terra di Fratta" annotava infatti a suo tempo:" In questo luogo (attuale piazza S. Francesco) erano parecchie officine di preferenza dedicate all'arte fabbrile e specialmente alla fabbrica delle falci per tutta Italia rinomate e ai lavori di Artiglierie, per cui nel secolo XVI Angelo di Giovan Battista di Pieruccio Cortoni di questa Terra venne con somma onoranza impiegato in estere corti". E così la città veniva definita negli Statuti di Perugia: "Insigne oppidum Vulcani fabris celebre". Un marchio di garanzia.   LE ORIGINI E LE CAUSE   Si può stabilire approssimativamente, secondo il Mavarelli, l'epoca in cui cominciò a sorgere e a svilupparsi nella antica Umbertide l'arte dei fabbri: certo è che sul finire del XIII sec. essa doveva aver raggiunto un alto grado di perfezione se essi "poterono offrire l'opera loro per la costruzione delle cancellate della Fonte di S. Lorenzo (la Fontana Maggiore, ndr.)sempre cara come la pupilla degli occhi ai Rettori della comunità di Perugia". Comunque ll nostro storico pone tra il sec. XI e XIII (come ipotesi verosimile) gli inizi e quindi lo sviluppo di questa nobile arte. Sulle cause che ne favorirono la nascita "qualche luce viene recata alla questione dalla circostanza che il principiare di questa arte sembrerebbe potersi stabilire in quello stesso turno di tempo nel quale la Fratta, da umile agglomerato di casupole e di capanne, andava assumendo l'aspetto di una popolosa borgata, ove si tenevano frequenti ed importanti mercati all'ombra della Neve di S. Erasmo". Una popolosa borgata quindi che deve il suo accrescersi e la sua fama ai suoi fabbri, di pari passo con i territori posseduti e coltivati. E' in ultima analisi l'agricoltura, attività primaria dei frattigiani, il vero volano di tutto. Afferma il Mavarelli: "Le cause certe del suo svilupparsi (dell'arte fabbrile in connessione con l'attività agricola, ndr.) pensiamo fossero la naturale ubertosità del suolo; la sicurezza insita nella località stessa in forma di piccolo colle (...); la felice situazione centrale tra le città di Gubbio, Perugia, Castello e la più lontana Conona; il presentare facile accesso ai popoli vicini accorrenti per la compra e lo smercio (...); la costruzione del grandioso ponte sul Tevere (risale alla fine dell’VIII sec.) e la rarità di tali ponti (onde una più sentita affluenza di viandanti); la lontananza del feudatario (Marchese di Castiglione, Ugolino) e la vicinanza dell'Abbazia di Monte Acuto, poi di Monte Corona (...) che possedeva vastissimi territori, chiese e castelli". Una serie di circostanze che rendono la Fratta un centro popoloso e frequentato, in grado di produrre benessere per la popolazione che si sta addensando e che pratica, come sottolineano le cronache, una agricoltura intensiva e progredita. Gli uomini di questo Paese sono diligenti ingeniosi et soleciti et aveduti impero ché  il loro poco sito per il continuo exercitarlo lo fanno fruttare come larga campagna e luogo grandissimo... No hanno bestiame ne pasture. (Cipriano di Piccolpasso, sovrintendente alle fortezze di Perugia, tra il 1556 e il 1568). Un agricoltura che molto dipende dagli strumenti che i fabbri producono. Ed ecco allora le gomee, bivente, vanghe, zappe, cette, falcini picconi, maroncelle, cettarelle, falcioni grassi, ronche, falcini da potare, falcini a lunette, scorcini.   E dove i nostri fabbri acquistarono celebrità indiscussa in per tutta l'Italia centrale fu nella fabbricazione delle falci arcolte, campagnole e stese le quali avevano ovunque numerosi compratori e specialmente nel mercato di Roma, &ve a tutto il secolo XVI se ne inviavano 9 migliaia l'anno.   LA FRATTA PRODUTTRICE DI ARMI   Nel '500 la Fratta non era famosa solo per falci e marocelli, anzi: ben maggiore era la sua importanza in tutta l'Italia centrale (ma abbiamo visto che la fama si era sparsa anche all'estero) per la produzione di anni da fuoco e da taglio. Il Piccolpasso non manca di annotare: "qui si lavora benissimo d'archibugi et armi d'aste'. La misura di quel "benissimo" la offre l'ordinazione di ben 500 archibugi per la fortezza di Castel Sant'Angelo da parte del papa Paolo III; parte delle artiglierie di cui era naturalmente fornitissima la Rocca di Fratta furono dirottate dallo stesso papa a Perugia presso la costruenda Rocca Paolina, "già pricipiata (nel 1540 ndr.) da soli due anni e già in grado di essere munita". "E la celebrità dei nostri archibugi -scrive il Mavarelli- doveva essere ben nota al camerlengo della Chiesa Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora, il quale nel 1942 (...) imponeva alla Comunità (la Fratta, ndr.) di portare ogni anno in occasione della festa di Sant'Erasmo (la cui fiera aveva ottenuto l'esenzione dalle gabelle) tre archibugi nuovi da posta (...) al prefetto della Rocca Paolina.(...) Il cardinale d’ S. Agata Tiberio Crispo, creato legato dell'Umbria nel 1945 assolveva la Comunità dal pagare in avvenire il censo di tre archibugi da posta purché consegnasse subito tre archibugi da posta e altri 18 piccoli per munirne la Rocca di Castiglione del Lago la quale mancava di tali armi". Archibugi tanto rinomati da essere pretesi come tasse,quindi. Ma i fabbri della Fratta non eccellavano solo nelle armi da fuoco; ecco le "armi d'aste" che avevano "colpito" il già citato Piccolpasso: "pugnale, pugnaletto, quadrelletto a stilo di ferro o d'acciaio, spada, stoccho, coltella, scimitarra, lancia, spiedo, giannetta, serpentone, partigiana, parteggianette1 scaiatoio o dardi, scoppietti, balestre o archo, ronca da siepe, falcino, scorcino, mazza de ferro, de legno, bastone ferrato, pallotta de ferro, de piombo, de stagno, de bronzo, coltello più lungo d'uno sparmino, celata, celatina, mezza testa, cachielli da testa, elmetto, baviera, gozzalino, spallacci o maniche de mal glia o chorazza o chorazzina o corsaletto o panziera o vestitello de maglia o falda, cossali, schinieri o calze de mal glia o guanti de malglia".   LA CORPORAZIONE DEI FABBRI   Quando sorse la corporazione dei fabbri? Non si può rispondere con certezza, secondo il Mavarelli, a tale domanda. "Forse essa sorse con il principiare dell'arte stessa o per lo meno nella seconda metà del sec. XIII; certamente doveva essere già costruita prima del 1362, nel quale anno fu compilata la prima raccolta in volgare delle nostre leggi municipali". Le corporazioni medievali nacquero prima dei Comuni e di essi furono elementi costitutivi, esercitando una notevole influenza politica oltre che economica, tanto che spesso la costituzione interna del Comune somigliava a quella della corporazione. Considerata l'importanza della corporazione di fabbri alla Fratta, essa certamente non fu estranea allo sviluppo interno delle libertà municipali, pur essendo stato questo assai più lento che altrove "non avendo mai avuto la nostra Terra un' esistenza indipendente", poiché sempre stata nell'orbita perugina. Accanto a quella dei fabbri esistevano altre Otto corporazioni che il Mavarelli elenca: Merhanti; Spetiali e Merciarii; Calzolari; Sartori, Barbieri e Cimatori; Maestri del legname, de pietra et Muratori; Vasari, Pignattari e Bruscholaioli; Macellatori Albergatori Tavernari Panacuocoli Hortolani; Haratori de terrana Operai dell'arte de font e biffolci. La loro influenza politica si svolgeva direttamente nella amministrazione pubblica per mezzo dei loro rettori, i quali andavano al Consiglio. "Ai rettori, unitamente a 40 consiglieri, ai quattro defensori, ai tre sopra la guardia, al sindaco, camerlengo, cancelliere era affidata I' amministrazione della cosa pubblica". (Statuti di Fratta).   LA DECADENZA   Nella prima metà del XVII secolo, con il mutare delle condizioni sociali e politiche inizia la decadenza delle corporazioni, inclusa quella dei fabbri. Le sfere di influenza si restringono al puro ambito economico mercantile, mentre gabelle, lacci e laccioli, da cui la Fratta fu lungamente esente, da Perugia si abbattono sugli artigiani, violando secolari privilegi. A questo, per quanto riguarda la Fratta in modo particolare, va aggiunto l'assedio posto nel 1643 alla città dalle truppe di Ferdinando il di Toscana, assedio che portò alla distruzione, al saccheggio e all'incendio di tutte le "fabbriche" fuori delle mura della città. E' un momento più tragico di una decadenza lenta , ma continua, che vedrà il suo epilogo nel dicembre del 1801, quando papa Pio Vi! con un motu proprio abolirà tutte le corporazioni e le arti. Ma di tante di esse, compresa quella dei fabbri di Fratta, non era rimasto altro che il ricordo ARTIGIANI DI FRANA NEL 1744 "Ad onta della decadenza generale, quanto grande fosse il numero degli artefici fabbri, vasari e calzolari dimoranti entro la Terra nostra lo desumiamo da un elenco di coloro che furono colpiti nel 1744 dalla tassa del mancinato". (Mavarelli) Paolo Ippoliti

01/02/2014 15:08:18

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