Notizie » Società Civile Riflessioni dal bosco

C’è una confettura di zucca e c’è il sale in zucca di chi te ne ha appena venduta un vasetto. La zucca non si trasformerà in una carrozza ma va bene così; meglio utilizzarla per la colazione o per uno spuntino abbinandola al formaggio. Non ci troviamo all’interno d’una fiaba, nonostante gli ingredienti ci siano tutti. Il ricettario ha trent’anni ed è custodito all’interno di uno dei borghi più belli del nostro Paese, Montone. La festa del Bosco si è appena conclusa e non ci ha fatto rimanere con l’amaro in bocca, tutt’altro. Castagne, funghi, tartufi, frutta,miele e visciole, legumi e cereali, olio novello e buon vino. Dolci fatti in casa; case dai profili dolci: i vicoli lasciano con la bocca aperta, felice inconveniente a cui subito si pone rimedio sgranocchiando le fave dei morti o i cantucci. Allora c’è da rimanere davvero a bocca chiusa. Si lasciano parlare i prodotti del bosco e del sottobosco. Nessuna imboscata tesa, nessun inganno. Alla Festa del Bosco di Montone le aziende agricole in esposizione non si sono riempite la bocca di falsi miti sul cibo né di mode agroalimentari piuttosto, hanno pensato a quelle impazienti e curiose dei tanti accorsi per l’evento. Quattro, come i giorni della manifestazione e non come le stagioni perché a Montone si è scelto di rispettarne solo una, l’autunno, valorizzandolo. Il mangiare sfacciato e facilone non ha imboccato la strada per Montone; i visitatori non hanno abboccato a quanti, sempre più spesso, propongono un mangiare artefatto scegliendo invece di spendere il loro tempo tra cultura, coltura e piatti genuini. Allora passeggi per la Festa del Bosco e ti senti un po’ fatina, quando ad ogni angolo vieni invitata con cortesia e competenza ad assaporare quel po’ di salumi o formaggi, ma ti senti anche il più piccolo degli gnomi quando capisci, perché lo capisci, che i produttori agricoli sono davvero dei giganti italiani. Il gigante non solo è buono ma propone cose altrettanto buone. Passa, mentre lo fa raccoglie qualche fungo (mentre vorresti chinarti tu) si assicura che tu ingerisca alimenti di qualità e ti da appuntamento all’anno prossimo, alla trentunesima edizione della Festa del Bosco di Montone; ma questa è un’altra storia. Elisa Vescarelli

04/11/2013 16:26:05

Cultura » Recensioni Associazione storica altotiberina: "storico traguardo"

Uno storico risultato per una storica rivista di Storia. È stato pubblicato il fascicolo numero 50 di “Pagine altotiberine”, la rivista di storia locale pubblicata dal 1997 dall’Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere a cadenza quadrimestrale. Il numero raggiunto ha un valore indubbiamente simbolico, dal momento che corona un lavoro di ricerca storica portato avanti ormai da diciassette anni coinvolgendo quasi duecento studiosi, di varie discipline, e attirando l’interesse di moltissimi soci in entrambi i comprensori amministrativi dell’Alta Valle del Tevere. L’Associazione Storica, infatti, è stata fondata il 22 novembre 1996 a Città di Castello, ha sede legale a Sansepolcro e sede operativa e biblioteca a San Giustino, ponendosi così come realtà di interesse altotiberino e interregionale. Anche la rivista riflette questa caratteristica. Nei primi 50 fascicoli sono stati pubblicati 434 saggi (per una media di 8 saggi a fascicolo), di 178 differenti autori (italiani, francesi, tedeschi e statunitensi, per una media di 5 saggi per ciascun autore). Sul totale, ben 100 riguardano l’intera Alta Valle del Tevere o uno dei suoi due comprensori amministrativi; 134 sono interessano Città di Castello o il suo territorio, 84 Sansepolcro, 30 San Giustino, 14 ciascuno Anghiari e Umbertide, 13 Monterchi, 12 Citerna, 11 Pieve Santo Stefano, 6 ciascuno Montone e Pietralunga, 5 Monte Santa Maria Tiberina, 3 Badia Tedalda, 2 Caprese Michelangelo, 1 Sestino. Alcuni saggi interessano la storia di Bagno di Romagna (2), Verghereto, Cortona, Fabriano, Roma, Ancona (1 ciascuna) in relazione a quella altotiberina. La rubrica “Beni artisti e culturali” ha ospitato 199 articoli, di 37 autori. La rubrica “Spigolature d’archivio”, molto apprezzata dai lettori, ha accolto 117 segnalazioni documentarie, grazie al contributo di 24 collaboratori. Un solo saggio è apparso nella rubrica “Scuola e storia”. Sono inoltri stati recensiti 64 libri di interesse per la storia altotiberina, e sono state pubblicate le necrologie di alcuni intellettuali morti in questi anni (Olita Franceschini nel 2004, mons. Ercole Agnoletti nel 2007, Raffaele de Cesare e Nemo Sarteanesi nel 2009, mons. Camillo Berliocchi nel 2011, Paolo Rossi nel 2012). Nel fascicolo 46 del 2012 è stato pubblicato l’indice delle prime quindici annate, disponibile integralmente anche nel sito www.altoteverestorica.org. I numeri sono indicativi del lavoro svolto, ma di per sé non bastano a illustrare l’attività di un’Associazione che in questi anni è diventata punto di riferimento per gli studiosi, italiani e stranieri, che studiano la storia dell’Alta Valle del Tevere o dei suoi personaggi. “Pagine altotiberine”, infatti, è oggi presente in alcune delle maggiori biblioteche specialistiche italiane, divenendo così un ottimo strumento di conoscenza di un territorio che attende ancora di essere valorizzato appieno. Ma la valorizzazione non potrà esserci fintanto che non sarà cresciuta la conoscenza storica. In tal senso, l’apporto di “Pagine altotiberine” ha contribuito a far crescere la storiografia locale, aprendola a metodi d’indagine e temi di ricerca innovativi. Allo stesso tempo, la rivista ha dato a molti giovani studiosi la possibilità di pubblicare i loro primi studi, senza escludere la collaborazione di studiosi affermati a livello internazionale. Oltre che della collaborazione degli studiosi, la “Pagine altotiberine” ha bisogno del sostegno dei soci dell’Associazione: chi volesse associarsi può rivolgersi alla Libreria Paci a Città di Castello o alla Libreria del Frattempo a Sansepolcro.  

03/11/2013 15:04:50

Notizie » SLIDER Progetto COMENIUS al "Leonardo Da Vinci" di Umbertide

L'Istituto “Leonardo Da Vinci” rappresenta l'Italia nel progetto europeo “Comenius”, in arrivo studenti e docenti da Germania, Spagna e Norvegia E’ tutto pronto all’Istituto Superiore di Umbertide per accogliere le delegazioni di docenti e studenti tedeschi, spagnoli e norvegesi coinvolti nel Progetto Comenius di mobilità multilaterale, finanziato dall’Unione europea. “PET: Protecting Environment Transformation” è il titolo del progetto che vede impegnato il Campus “Leonardo da Vinci” di Umbertide come rappresentante dell’Italia nel partenariato europeo che avrà come obiettivo centrale lo sviluppo di idee innovative per la riqualificazione ambientale di luoghi significativi delle città abitate dagli studenti europei, una per ognuna delle Nazioni partner. Per l'Italia è stata scelta appunto Umbertide e con essa l'Istituto “Leonardo Da Vinci”, oramai  avvezzo ad assumere il ruolo di capofila o partner in progetti e esperienze messe a disposizione dall’UE che lo vedono impegnato nella costruzione di una coscienza europea sempre più attiva e consapevole dei suoi giovani studenti: ne sono testimonianza i precedenti progetti Comenius realizzati, le visite annuali alle istituzioni EU a Bruxelles e Strasburgo, il progetto Euroschool, il progetto PET (simulazione di sedute parlamentari europee), il Progetto multinazionale triennale EYEManager Championship finanziato dalla Commissione europea, gli stage linguistici annuali in Ingilterra, Francia,  Spagna, Austria e Germania, il progetto per la lingua tedesca “I giovani europei conoscono Vienna”, città dove proprio in questa settimana si trovano le due classi quarte dell’indirizzo linguistico. Questo nuovo progetto Comenius “PET: Protecting Environment Transformation”, per il quale il Campus “Leonardo da Vinci” ha ottenuto il finanziamento di 20.000 euro dai fondi europei, avrà come prima tappa proprio Umbertide dove si terrà la visita preparatoria che stilerà il planning biennale delle diverse fasi dell'iniziativa, centrata sul tema della  sostenibilità ambientale.  Nel corso dei prossimi due anni, i studenti e docenti referenti saranno costantemente in contatto con studenti e docenti tedeschi, spagnoli e norvegesi per condividere metodi, idee, documentazioni e risultati delle diverse azioni intraprese per migliorare la propria città. La lingua veicolare sarà l’inglese e verranno utilizzate anche le nuove modalità di comunicazione digitale.   “Si tratta – ha spiegato la dirigente scolastica Franca Burzigotti - di un proficuo rapporto di scambi multilaterali tra diverse Nazioni teso a favorire il dialogo e la consapevolezza dell’appartenenza europea attraverso temi fondamentali di interesse comune come quello della sostenibilità ambientale e della coesione sociale”. Nel progetto è coinvolto l’intero Istituto ed in particolare le classi IV E e IV F dell’indirizzo del Liceo delle scienze applicate e i docenti Birgitta Roselletti, responsabile del Progetto, Paola Arcaleni, Simona Tondini, Marco Ubbidini e Carlo Villarini ma anche i genitori, la città di Umbertide e l’Amministrazione comunale. In questa prima fase le famiglie degli studenti del “Leonardo da Vinci” ospiteranno, dal 6 al 10 novembre, gli alunni stranieri; saranno poi gli alunni e i docenti umbertidesi ad essere ospitati in Germania, Spagna e Norvegia. Il programma delle giornate in Italia prevede momenti istituzionali (a scuola, in Comune), sessioni di lavoro, visite a città italiane e umbre (Roma, Assisi, Perugia, Umbertide) e momenti conviviali con rappresentanti della scuola e delle istituzioni locali (pranzo a scuola, cene a tema).  “La disponibilità immediata e calorosa delle famiglie dei nostri alunni e di alcune strutture ricettive della città ad accogliere le delegazioni europee – ha aggiunto la professoressa Birgitta Roselletti - dimostra la volontà di instaurare un rapporto di amicizia e di cordialità che faciliterà il “sentirsi” a tutti gli effetti cittadini europei”.  

31/10/2013 15:48:02

Notizie » Società Civile Il gioco d'azzardo: perdi è matematico

Al Gioco d'azzardo si perde...è matematico!” è il titolo della conferenza spettacolo che lunedì 4 novembre si terrà ad Umbertide prima e a Città di Castello poi coinvolgendo gli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti di istruzione secondaria superiore al fine di informare e sensibilizzare i giovani sui rischi derivanti dal gioco d'azzardo. La conferenza spettacolo è stata promossa dall'Osservatorio per le dipendenze “Cities” insieme ai Comuni di Umbertide e Città di Castello e sarà curata da Paolo Canova e Diego Rizzuto, un matematico ed un fisico torinesi che nel 2009 hanno dato vita alla campagna di informazione sulla matematica del gioco d'azzardo “Fate il nostro gioco” che ha avuto grande successo in tutta Italia conquistando le prime pagine dei giornali e i salotti televisivi. Il loro obbiettivo è quello di fare della matematica uno strumento di prevenzione, dimostrando attraverso calcoli e formule che al gioco d'azzardo si perde, come dice il titolo della conferenza-spettacolo, matematicamente. “È la terza iniziativa che l'Amministrazione Comunale promuove per sensibilizzare la popolazione sui rischio del gioco d'azzardo, fenomeno che nei periodi di crisi diventa ancora più appetibile – ha affermato l'assessore Bagnini – Crediamo che questa conferenza spettacolo sia un'iniziativa valida perché non si limita a fare raccomandazioni ma fornisce una spiegazione razionale sul perché al gioco d'azzardo si perde”. “Se prima il gioco d'azzardo coinvolgeva soltanto i facoltosi, oggi si assiste ad una democratizzazione del fenomeno che porta però spesso alla rovina tante famiglie – ha aggiunto l'assessore tifernate Ciubini – Dobbiamo insegnare ai nostri giovani che il denaro si guadagna soltanto lavorando onestamente e che per una persona che vince al gioco ce ne sono tantissime che perdono”. “E' un'iniziativa che il nostro istituto ha accolto con entusiasmo perché affronta una tematica sociale con metodo scientifico – ha detto la dirigente scolastica Burzigotti – Oltre a dare una risposta alla classica domanda 'a cosa serve la matematica' è anche un modo per spiegare in maniera razionale e scientifica cosa sta alla base del gioco”. Le conferenze spettacolo si terranno lunedì 4 novembre alle ore 8,45 presso l'aula magna dell'istituto “Leonardo Da Vinci” per gli studenti di Umbertide e alle ore 11,30 presso la sala Officina della Lana del Centro di formazione professionale “Bufalini” di Città di Castello per gli studenti tifernati. Studenti del oell?istituto di UMbertide che hanno frequentato il corso di matematica superiore  

31/10/2013 15:35:51

Notizie » Società Civile Il consigliere Orazi e il centro sinistra

Chiarisce la posizone dentro il centro sinistra il consigliere Luigino Orazi "Il PD vota in Consiglio Comunale un documento presentato dal PSI per dire che il consigliere Luigino Orazi è “brutto e cattivo”. Il cane che porta a spasso il padrone, si direbbe. A meno che ….. qualcuno e qualcosa abbia disturbato il “manovratore”. Risposta. Il consigliere Orazi rappresenta in Consiglio Comunale il movimento Umbertide Aperta, dunque non se stesso. Il movimento Umbertide Aperta, che non ha né padrini né padroni,  ha pubblicamente messo a disposizione dei cittadini, delle forze politiche e dell’amministrazione un programma, con tanto di obiettivi ed interventi, e lo sta approfondendo attraverso la presentazione di proposte in materia di lavoro, scuola, sanità, servizi, urbanistica, sport, cultura, sicurezza con l’intenzione di aprire un confronto costruttivo utile alla crescita di Umbertide. Nella sua iniziativa il movimento Umbertide Aperta si avvale della preziosa collaborazione di cittadini che partecipano le loro idee e la loro professionalità, senza vincoli di tessere o appartenenze. Sul piano politico il movimento Umbertide Aperta si colloca nell’area del centro sinistra, ed in particolare nella sinistra riformatrice che fa riferimento al socialismo europeo. Molti di noi hanno votato PD. Ciò premesso, sarebbe opportuno valutare l’iniziativa del consigliere Orazi e di Umbertide Aperta sulla base delle proposte presentate, senza minimamente avere la presunzione di imporle quanto piuttosto l’obiettivo di discuterle. E dove si dovrebbero discutere se non in Consiglio Comunale? E’ questa la lesa maestà che si imputa ad Orazi? Allora diciamo con chiarezza che nonostante le minacce politiche ci sentiamo a maggior ragione in dovere, ancor prima che in diritto, di continuare con determinazione la nostra azione. Perché necessaria ad elevare il livello e la qualità della riflessione politica e culturale. Perché indispensabile a liberare Umbertide da un regime profondamente asfissiante e clientelare. Perché tesa a valorizzare la capacità di iniziativa uscendo dalla gabbia di controllo e di intimidazioni che purtroppo caratterizza il modus operandi di una certa dirigenza, politica ed amministrativa. Non è questione di partiti, ma di “stile”. Appunto di personalismi, più o meno onorevoli. Possibile che nel PD locale e nel centro sinistra, dove pure ci sono persone e personalità di assoluto valore, siano tutti servi di questo sistema di potere, da rottamare? Per quanto ci riguarda siamo comunque disponibili ad un confronto trasparente e costruttivo con tutti coloro che hanno prioritariamente a cuore il futuro e lo sviluppo di Umbertide, al di là delle ragioni di partito e di interessi particolari " Umbertide Aperta

28/10/2013 21:36:10

Notizie » Società Civile Il cantiere mai chiuso della Fornace

Una cattedrale nel deserto, abbandonata e usurata dal tempo. Solo così può essere definita La Fornace di Umbertide, comune di 15 mila abitanti in provincia di Perugia. Il complesso comprende 15 edifici, per un totale di 72 appartamenti, spazi riservati a esercizi commerciali e 12 villette a schiera, sorti su un’area della città tra il centro storico e il fiume Tevere, dove un tempo operava una fabbrica di mattoni. LAVORI DA 10 MLN DI EURO. Progettato secondo criteri di bioarchitettura a basso impatto ambientale, è ormai in condizioni di semi-abbandono. I lavori, cominciati nel 2005 e costati più di 10 milioni di euro, non sono mai stati ultimati, nonostante manchi uno solo degli edifici previsti. Il complesso fa parte di un ampio progetto di riqualificazione dell’area promosso dal Comune di Umbertide e dalla Regione Umbria e diviso in due parti: un'iniziativa mista pubblico-privato e un'altra - quella della Fornace - interamente affidata ai privati. Peccato che la maggior parte degli imprenditori interessati al progetto siano rimasti coinvolti in diverse inchieste giudiziarie. IMPRENDITORI INDAGATI. Il primo è Gabrio Caraffini, proprietario dell’area su cui sorge la Fornace, arrestato nel 2011 per bancarotta fraudolenta. La sua Gepafim holding avrebbe rilevato con fondi illeciti l’amministrazione straordinaria di due società di Casale Monferrato, la Iar Siltal e la Silia spa. All’origine di questo presunto illecito c’era un capitale di 53 milioni di euro, frutto della vendita di alcuni terreni acquistati dall’imprenditore molisano Raffaele Di Mario e, secondo gli inquirenti, passati a Caraffini con una serie di false fatturazioni. DA CARAFFINI A DI MARIO. È proprio Di Mario il secondo protagonista dell'odissea Fornace. La sua Dima costruzioni venne scelta da Caraffini per eseguire i lavori a Umbertide. Subito dopo la Dimafin, holding del costruttore molisano, acquistò l’intera area e Di Mario diventò allo stesso tempo proprietario e titolare dei lavori. Alla fine del 2008, però, un altro cambio: Di Mario conferì la proprietà del terreno della ex Fornace e i permessi di costruzione al fondo immobiliare Diaphora 1, gestito dalla Sgr altoatesina Raetia, ora in liquidazione. Nel marzo del 2011 il Tribunale di Roma ha dichiarato il fallimento della Dima costruzioni: debiti con le banche per circa 500 milioni di euro e più di 1000 dipendenti rimasti senza lavoro. Un mese dopo, Di Mario è stato arrestato con le accuse di bancarotta fraudolenta, reati finanziari e false fatturazioni, per il fallimento della società controllata Niccodemi e la vendita a Banca Italease del centro commerciale romano Dima shopping Bufalotta. Raetia Sgr, dopo il fallimento, ha affidato i lavori, che erano di fatto bloccati, alla ditta De Rosa Cosimo costruzioni. A marzo 2012 il grosso del complesso era stato realizzato. Mancava soltanto la ricostruzione dell’edificio dell’ex Fornace dove sarebbero dovuti sorgere tre locali commerciali, un attico da 190 metri quadrati e altri spazi per servizi. MANCANZA DI CONVENIENZA. Finora l’edificio non è stato ancora costruito, «per mancanza di convenienza da parte del privato», dicono dal Comune di Umbertide. Nel frattempo, le indagini della guardia di finanza sul gruppo Di Mario sono arrivate a una svolta. Gli inquirenti sostengono che le banche abbiano avuto un ruolo fondamentale nel fallimento dell'imprenditore, spinte dalla volontà di rientrare dei loro crediti. Ed ecco il cuore del nuovo filone d’indagine, emerso l’estate scorsa: il trasferimento di gran parte dei beni e dei terreni del gruppo Di Mario al fondo Diaphora 1 sarebbe stato un escamotage degli istituti bancari per continuare a finanziare l'imprenditore tramite Raetia Sgr. E circa 31 milioni di Iva pagati da Raetia a Di Mario perché li versasse all’erario, in realtà sarebbero stati girati a Unicredit, Italease e Tercas. Sul registro degli indagati, sono finiti ben 29 dirigenti dei tre istituti di credito. FERITA APERTA. Il complesso “La Fornace” è soltanto una piccola parte degli oltre 204 milioni di euro di beni che Di Mario ha conferito in Raetia Sgr. Ma rimane una ferita aperta in una cittadina ordinata e immersa nel verde come Umbertide. In realtà secondo il Comune, quasi tutti i documenti per l’abitabilità sarebbero pronti. E per gli appartamenti e le villette già realizzate sarebbero sufficienti dei piccoli lavori di ripristino, oltre agli allacci, ai contatori e ad alcuni collaudi. Ma la zona resta disabitata e il malcontento della popolazione cresce. Assieme al rischio che gli sviluppi giudiziari ostacolino la futura vendita degli immobili. Riccardo Milletti 05 Marzo 2013  

27/10/2013 14:26:53

Ass.ne Informazione Locale
via Roma 99 06019 Umbertide (PG)
P.IVA 03031120540
Privacy Policy