Cultura La diversità come ricchezza. Tavola rotonda al Da Vinci di Umbertide

Si intitola “Diversità: una ricchezza da conquistare” la tavola rotonda che si terrà sabato 8 febbraio alle ore 10 presso l’aula magna dell’istituto “Leonardo Da Vinci”. L’iniziativa, rivolta agli studenti ma aperta a tutta la cittadinanza, è promossa dal Club Lions Montone Aries, presieduto dal dott. Paolo Ferrera, con il patrocinio dei Comuni di Umbertide e di Montone e vedrà la presenza dei sindaci Marco Locchi e Mariano Tirimagni e della dirigente scolastica Franca Burzigotti. Alla tavola rotonda, condotta dal giornalista Massimo Zangarelli, parteciperanno la prof.ssa Alessandra Ciattini (docente di Antropologia delle religioni presso l’università La Sapienza di Roma), la dott.ssa Maura Firmani che parlerà di diversità di genere, l’avvocato Raffaello Agea che affronterà il tema dei diritti umani nelle diversità e Ramona Mihai del Comitato dei migranti- Mediazione culturale. La tavola rotonda si inserisce nell’ambito del progetto promosso dal Club Lions Montone Aries che ha coinvolto gli studenti dell’istituto “Leonardo Da Vinci” sul tema della diversità e delle minoranze (religiose, culturali, etniche…), intese come elementi di ricchezza in grado di dare vita ad una società più giusta ed evoluta, orientata a contrastare tutte le forme di povertà. Nel corso della mattinata saranno quindi premiati gli elaborati risultati meritevoli degli studenti che hanno partecipato al concorso.  

05/02/2014 18:52:49

Notizie » Gusto Laura Rossi: C'era una volta una cuoca

Si dice che ogni piatto racconti una storia, ogni cuoco mette nel proprio piatto qualcosa di suo; nel nostro caso quel qualcosa in più è la voglia di tenere viva la tradizione. Incontro Laura, cuoca e proprietaria del ristorante C’era una volta, qui ad Umbertide, nel suo accogliente locale per parlare di cucina, delle tradizioni culinarie e di come questo mondo sia in completa evoluzione. Domanda d’obbligo. Come è nata la tua passione per la cucina? Ma soprattutto come è iniziata la tua carriera? «Passione. Sicuramente passione. Mi sono avvicinata ai fornelli perché dalle mie parti (Laura è nata e cresciuta a Preggio, ndr), ma soprattutto in casa mia la cucina è una istituzione. Mia nonna è stata la persona che mi ha più trasmesso questo amore che poi è diventato un lavoro appunto. Mi sono sposata molto giovane, a 18 anni, e solo dopo il matrimonio ho iniziato a lavorare. Prima come aiuto cuoco da Caicocci, dove mi aiutò molto il direttore tuttofare del locale, Roberto Belia, poi come cuoca a Montecorona, al Capponi e all’Incontro, dove, in quest’ultimo caso non potevo essere tutta me stessa dietro i fornelli, visto anche il tipo di cucina che si doveva fare. L’ultima esperienza prima di questa avventura è stata ancora da Caicocci, come cuoca. » Come è nata l’idea di questa nuova attività? «Ero stanca di cucinare piatti che non mi appartenevano, diversi dal mio credo. Volevo fare qualcosa di mio, che andasse ben oltre l’accostamento di ingredienti. Io volevo seguire tutto l’intero processo di preparazione di un piatto, creandolo dal nulla, per poter dire finalmente che era veramente mio. Ho tartassato mio marito, per anche avere un aiuto, e così abbiamo provato. Inizialmente avevo un socio, Paolo. Ora però a gestire il nostro ristorante siamo solo io e mio marito, Giuliano. Ora si è improvvisato maitre!, lui che ha avuto sempre a che far col metano». C’era una volta, è un chiaro richiamo alla tradizione. Quale è il tuo rapporto con questa? «Mi baso sui piatti che si facevano una volta, in ogni portata c’è sempre un richiamo alla tradizione. Però la cucina sta cambiando, le portate che vengono servite ai ristoranti sono diverse da quelle che le nonne mettono in tavola a pranzo. Quindi cerco di adattare appunto la nostra tradizione alle esigenze di un ristorante. Ai piatti tipici però ci metto una variante. Qui al C’era una volta le radici culinarie vengono rispettate, sebbene con qualche modifica. Mi piace molto variare e creare qualcosa di mio sulla base delle antiche ricette dei nostri genitori e nonni». Quindi non solo piatti semplici? «Assolutamente no. O per lo meno non quello che ci si aspetta leggendo il nome del locale. Si può dire che in ogni piatto c’è tutta la creatività che ho in qualche modo acquisito leggendo molto e soprattutto cercando di imparare da ogni persona che ho incontrato in questo campo. A dir la verità prendo spunto anche da alcuni suggerimenti dei clienti. Insomma ogni piatto racconta un po’ me stessa. E questo è molto apprezzato». Ora spopolano i così detti “risto-pub”, e avere nel menù anche la pizza è diventato quasi un vincolo per sopravvivere in questo settore. Come vivi tale cambiamento? «I ragazzi, come del resto anche le famiglie, sono sempre più orientati verso la pizza, i panini con gli hamburger e le patatine fritte. Vogliono spendere di meno e forse si divertono più in quel tipo di locale, anche se in molti lo usano solo come posto dove magiare. È un tipo di cultura che non mi appartiene, è il tentativo di rendere più “puliti”, se così si può dire, il cibo dei vari Mc Donalds. Non è vera cucina. A me non piace congelare la roba, voglio solo roba fresca, voglio preparare tutto con le mie mani. La pasta, le salse, è tutto fatto in casa. E poi si spende solo qualche euro in più, guadagnando sicuramente in salute e qualità. Non è una bella sensazione vedersi espropriare il proprio lavoro, tutta la pazienza e la dedizione impiegata, da questo tipo di cultura.» Certificato di qualità di TripAdvisor, quattro stelle e mezzo su cinque. Qual è il segreto? «Oltre alle portate gustose, è fondamentale la semplicità. Esco dalla cucina, consiglio i clienti. Creo un legame con i clienti; mi piace parlare con la gente. Anche questo è apprezzato. Lo scrivono spesso sulle recensioni!». Il tuo tocco in più in cucina? «Ognuno ha la sua mano nei piatti. Tutto sta nella passione che ci metti, nella spontaneità. Come si dice in dialetto, quel qualcosa in più, è dato dal fare le cose a occhio, bisogna essere spontanei». Sogno nel cassetto? «Spero di andare ancora avanti con questo ristorante. Vedere riconosciuto, più di quello che è già, il mio lavoro. E di questi tempi fare anche qualche soldo, non sarebbe male». Andrea Levi Codovini

05/02/2014 16:21:21

Notizie » Economia Il reddito degli umbri. La classifica

Quanto siamo ricchi noi Umbri? Pubblichiamo la classifica delle Regioni per livello di reddito disponibile per abitante. A conquistare la prima posizione risulta ancora una volta la provincia autonoma di Bolzano, chiude invece la graduatoria la Campania, secondo i dati diffusi dall'Istat per il 2012. L’Umbria occupa la tredicesima posizione nella graduatoria, ultima fra le regioni del centro nord, con un reddito annuo pro-capite di 17.780 ottanta euro, di pochissimo al di sopra della media nazionale (17.563 euro). Quanto siamo ricchi noi Umbri? Pubblichiamo la classifica delle Regioni per livello di reddito disponibile per abitante. A conquistare la prima posizione risulta ancora una volta la provincia autonoma di Bolzano, chiude invece la graduatoria la Campania, secondo i dati diffusi dall'Istat per il 2012. L’Umbria occupa la tredicesima posizione nella graduatoria, ultima fra le regioni del centro nord, con un reddito annuo pro-capite di 17.780 ottanta euro, di pochissimo al di sopra della media nazionale (17.563 euro). Bolzano                               22.399 Valle d'Aosta                       21.762 Emilia Romagna                      21.039 Lombardia                           20.666 Friuli Venezia Giulia               20.374 Piemonte                              19.861 Liguria                                  19.633 Veneto                                 19.566 Trento                                  19.428 Toscana                                18.900 Lazio                                     18.780 Marche                                  18.514 Umbria                                  17.870 Abruzzo                                 15.325 Molise                                    15.135 Sardegna                               14.676 Basilicata                               13.906 Puglia                                    13.603 Calabria                                 12.943 Sicilia                                    12.722 Campania                              12.265 ---------------------------------------------------------------- ITALIA                                  17.563

05/02/2014 15:31:49

Notizie » Altotevere 1 milione 600mila litri di acqua potabile nel tifernate

Sono 1 milione e seicentomila i litri di acqua potabile erogata nel 2013 dalle due fontanelle che Umbria Acque ed Amministrazione comunale hanno attivato nei siti di via della Barca e di Trestina a Città di Castello. “Un milione e seicentomila litri per un risparmio di 320mila euro ed un vantaggio ambientale pari a un milione e centomila bottiglie di plastica in meno” dichiara con soddisfazione l’assessore alle Politiche ambientali del comune tifernate Luca Secondi, il quale osserva “un incremento progressivo e netto del ricorso a questo tipo di approvvigionamento, che mette insieme economia e ecologia grazie al positivo bilancio in termini di risorse naturali insito nel sistema delle fontanelle di acqua pubblica”. “I tifernati hanno modificato rapidamente le proprie abitudini al consumo, manifestando anche in questo caso una propensione spiccata verso quelle pratiche che hanno meno impatto sull’equilibrio dell’habitat. Naturalmente gli standard del servizio sono alti dal momento che Umbria acqua ne cura la gestione, assicurando controlli capillari e permanenti sulla qualità. Allo stesso tempo il prezzo calmierato è un elemento di attrazione ulteriore in un momento di contrazione dei redditi familiari”. Un litro e mezzo di acqua presso le fontanelle di via della Barca e di Trestina costa 5 centesimi, è disponibile 24 ore su 24, ad un livello di refrigerazione di circa 7 gradi. Una curiosità: i dati dicono che mentre nella postazione del capoluogo i cittadini preferiscono l’acqua frizzante a quella naturale, a Trestina accade il contrario. “Accanto alla raccolta differenziata e al circuito di smaltimento corretto dei materiali nelle isole ecologiche, le fontanelle dell’acqua pubblica sono uno dei maggiori avanzamenti verso una società a sviluppo sostenibile - conclude Secondi - la conversione ecologica dei nostri stili di vita non è un’imposizione dall’alto ma, più spesso di quanto si creda, una scelta di buon senso alla portata di tutti”.

05/02/2014 15:21:14

Notizie » Politica Ambiente, istruzione e sport ad Umbertide. L'operato dell'assessore Valdambrini

Ambiente, assetto del territorio, istruzione e sport sono i settori su cui si è concentrata l’attività dell’assessore Giovanni Valdambrini (entrato in giunta a maggio del 2013) che ha tracciato un bilancio dell’anno da poco conclusosi. In merito all’ambiente, l’assessore ha ricordato il progetto di estensione del Sic (area protetta) ai Monti Acuto e Corona, che troverà attuazione nel 2014 con la riqualificazione della sentieristica e la protezione e valorizzazione dell’ecosistema grazie ad un contributo regionale di 400.000 euro. In seguito l’assessore all’Ambiente ha ricordato l’adesione del Comune di Umbertide alla strategia “rifiuti zero”, nell’ambito della quale è stato anche presentato alla Regione un progetto per la realizzazione di un centro per il riuso e il recupero del rifiuti, adiacente l’isola ecologica; nelle scorse settimane Valdambrini ha anche invitato a Umbertide gli assessori all’Ambiente degli altri Comuni umbri aderenti a “rifiuti zero” (Umbertide è stato il primo due anni fa, oggi sono cinque), al fine di creare una rete per la promozione di strategie comuni per la riduzione alla fonte della produzione di rifiuti. Grazie all’impegno dei cittadini, oggi il Comune è riuscito a raggiungere il risultato del 75% di raccolta differenziata, stabilizzandosi intorno ad una percentuale pari al 73%; sempre sul fronte della differenziazione dei rifiuti, è stata promossa anche per il 2013 l’Officina Ecologica Card che consente agli utenti di ottenere contributi economici in base alla quantità e alla tipologia di rifiuti conferiti all’isola ecologica, mentre la scorsa estate si è tenuta la prima edizione dell’Eco Music Festival, a cura dell’associazione Effetto Cinema, che ha saputo coniugare la musica e il divertimento con un’attenta riflessione sulle tematiche ambientali. Infine anche nel 2013 si è tenuta l’iniziativa “Puliamo il mondo” (sulle sponde del Tevere con le prime classi della scuola media) mentre a breve prenderà il via il progetto “Energy Door” finalizzato a sensibilizzare gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado sul tema del risparmio energetico e sull’uso delle fonti rinnovabili. Per quanto concerne l’assetto del territorio, entro la fine di febbraio verrà presentato il lavoro, realizzato nel corso del 2013, di microzonazione sismica di Umbertide, che permetterà di avere a disposizione informazioni utili per la progettazione e la pianificazione edilizia al fine di prevenire i danni derivanti da attività sismiche. Sul fronte scuola il 2013 ha visto l’accorpamento, attivo a partire dal prossimo settembre, tra la scuola media Mavarelli-Pascoli e l’istituto comprensivo di Montone e Pietralunga mentre a breve partiranno i lavori di adeguamento sismico della scuola primaria di Pierantonio per un importo pari a 150.000 euro. In merito allo Sport, l’assessore Valdambrini con il professor Marino Fiorucci e il dottor Aldo Manuali, ha proseguito l’attività del Tavolo educativo dello Sport, finalizzato a creare una stretta collaborazione tra le varie realtà sportive del territorio nella consapevolezza del valore educativo e formativo che questa attività riveste per i più giovani. Infine l’assessore Valdambrini ha seguito la riapertura del cinema comunale Metropolis, che si è dovuto adeguare alle nuove modalità di proiezione in digitale, e che ha riaperto i battenti l’11 dicembre scorso, registrando spesso il tutto esaurito, a dimostrazione del ruolo fondamentale che il cinema svolge per la vita associativa e ricreativa di una piccola realtà come quella umbertidese. 

05/02/2014 12:19:35

Notizie » Società Civile Allarme gioco d'azzardo. In media gli umbri bruciano due milioni di euro al giorno

Nei primi sei mesi del 2013 in Umbria sono stati spesi in giocate circa due milioni di euro al giorno. Per contenere e disincentivare il gioco d'azzardo la Giunta regionale intende, al più presto, approvare  un disegno di legge: è quanto affermato stamani a Perugia dalla vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, durante la conferenza stampa organizzata per illustrare l'attività del gruppo di lavoro intersettoriale istituito dalla Giunta, su iniziativa della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, degli assessori alle politiche sociali, Carla Casciari e al commercio e tutela dei consumatori, Fabio Paparelli, con l'obiettivo di contrastare e prevenire il gioco patologico.     "Il gioco compulsivo e quindi patologico - ha detto la vicepresidente - è ormai una vera piaga sociale e sanitaria. Si tratta in pratica, di vera dipendenza 'legale' e senza uso di sostanze che, negli ultimi anni, ha visto anche in Umbria, un'espansione travolgente, trasversale a tutte le fasce d'età e condizioni socioeconomiche". Per contenere e conoscere in modo approfondito la diffusione del fenomeno in Umbria e definire un blocco di proposte operative, la Giunta regionale ha stabilito di istituire un gruppo di lavoro intersettoriale, che avvierà ufficialmente l'attività giovedì prossimo, composto da rappresentanti della Regione Umbria, dell'ANCI, dell'Associazione Libera, dei due Consorzi delle Associazioni dei Consumatori, di Confcommercio e Confesercenti). Nello specifico, il gruppo di lavoro dovrà acquisire i dati e le informazioni relative alla diffusione del fenomeno in Umbria e dei problemi che vi sono connessi, per poi predisporre un disegno di legge regionale in materia.     "In Consiglio regionale - riferisce la vicepresidente - sono stati già depositati due disegni di legge che prevedono tra le varie azioni anche degli obblighi precisi per i gestori delle attività commerciali e la formazione del personale che opera nelle sale da gioco. Mentre, nell'atto che ha definito le finalità del gruppo è prevista  anche la predisposizione di un piano formativo per gli operatori sanitari, sociali e scolastici, l'individuazione di  misure di incentivazione nei confronti degli esercizi che non ospitano slot machines, nonché la stesura di una carta deontologica che orienti gli operatori dei mass media a non trattare acriticamente e in forma seduttiva il gioco d'azzardo".     La vicepresidente dopo aver ricordato che la forte diffusione del gioco d'azzardo è  legata a fattori molteplici, ha riferito che anche in Umbria il fenomeno è dilagante".  "Sarebbero infatti circa 365 i milioni spesi dagli umbri per giocare con le cosiddette 'new slot' o 'videolottery' nei primi 6 mesi dell'anno - ha detto -  praticamente 2 milioni di euro al giorno. Nella nostra Regione - ha aggiunto - ci sono 92 sale di videolottery (di cui 60 a Perugia e 32 a Terni) e oltre 5.463 gli apparecchi new slot sparsi tra gli oltre 1.480 esercizi commerciali che li alloggiano. Contemporaneamente alla maggiore offerta - ha detto -  cresce il numero dei giocatori compulsivi che si rivolge al Sert o agli sportelli attivati dalle associazioni. Un dato che contrasta con la forte promozione e incentivazione pubblicitaria dei giochi che, in alcuni casi, sono riconducibili integralmente nell'alveo dello Stato che ha creato un'organizzazione autonoma dei monopoli di stato (AAMS) e con l'ampia offerta di proposte ad alto rischio, come le scommesse, i giochi di carte e da casinò e attraverso tutti gli strumenti informatici".   Concludendo Casciari ha ricordato che "con il decreto Balduzzi il legislatore ha inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza le prestazioni di prevenzione e cura della ludopatia che, ogni anno allo Stato comporta una  spesa sanitaria,  stimata tra i 6 e gli 8 miliardi di euro".    "A far crescere il numero dei giocatori patologici - ha precisato il direttore del dipartimento dipendenze dell'Asl Foligno-Spoleto, Sonia Biscontini - è anche la crisi. Infatti è ormai certo che, con l'aumentare delle difficoltà economiche, per larghi strati della popolazione, aumenta regolarmente anche la quota di denaro che ogni anno viene affidata al gioco, con importanti ripercussioni finanziarie e sociali sugli stessi interessati e sulle loro famiglie. I giocatori patologici sono affetti da un disturbo del controllo degli impulsi - ha spiegato -  prevalentemente sono di sesso maschile e con un livello di scolarizzazione basso. Di frequente la dipendenza da gioco è associata all'abuso di alcolici, di fumo e psicofarmaci". Relativamente alle tipologie di gioco preferite, al primo posto per gli umbri c'è il "Gratta e Vinci", seguono il Lotto, le scommesse sportive, il gioco con le carte e infine, quelli on line, che coinvolgono anche e, soprattutto, i minori. Prevalentemente si gioca al bar tabacchi, presso le case di amici e nelle sale scommesse. Per  il gioco on line, come prevedibile, non è identificato un luogo definito.  "Il servizio avviato dall'Asl di Foligno - ha detto la dottoressa Biscontini - è stato il primo in Umbria. Nel primo anno di attività, quindi tra il 2010 e 2011, abbiamo trattato 5 casi, nel 2012 i pazienti sono stati 26, e 52 nel 2013. Dal 1 gennaio 2014 abbiamo  già registrato 5 nuovi. Il dato avvalora l'importanza del lavoro svolto e del dilagare del fenomeno che non si argina con proibizionismo che alimenterebbe i circuiti illegali, ma con la prevenzione legata ad una crescita culturale delle nuove generazioni e dei gestori degli esercizi commerciali".      In proposito a margine della conferenza stampa, l'assessore regionale al commercio ed alla tutela dei consumatori, Fabio Paparelli, ha precisato  che "la normativa nazionale prevede per le attività commerciali il divieto di pubblicità, l'obbligo di esporre materiale informativo, il divieto di ingresso nelle sale gioco per i minori di diciotto anni e il rispetto delle distanze delle sale gioco dai cosiddetti luoghi sensibili. Arginare il fenomeno del gioco patologico - ha concluso Paparelli - è importante per il benessere della comunità e rappresenta un segno di civiltà che passa necessariamente da un maggiore coinvolgimento dei gestori delle attività commerciali. A tal fine nei bandi regionali  verranno previsti incentivi per gli esercizi responsabili e che non ospitano slot machines".

04/02/2014 21:25:20

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