Cultura » Archivio della Memoria I fabbri della terra di Fratta

  Pubblichiamo uno studio del nostro collega Paolo Ippoliti, già scritto per il Gruppo Argeologico umbertidese. Con la curiosità e la capacità di analisi che lo contraddistingue, Paolo Ippoliti ci fa conoscere un pezzo di Fratta che ci rese celebri. "La Fratta era allora (1550) assai più conosciuta che oggi che si chiama Umbertide". Termina così, con la citazione un po' amara di uno storico perugino del suo tempo, il libro di Francesco Mavarelli "Dell’arte del fabbri della terra di Fratta". Una settantina di pagine, oggi assai rare, pubblicate nel 1901 a cura del prof. D. Augusto Vemarecci, amico del Mavarelli, dopo la scomparsa dello storico umbertidese.   "Nel borgo inferiore della Fratta dei Figli di Uberto (Umbertide) n'ori di porta romana, intorno alla antica chiesetta dedicata dapprima agli apostoli Pietro e Paolo, ampliata di poi e dedicata all'umile Poverello di Assisi, numerose sorgevano nel Medio Evo le officine dei fabbri ferrai; si che il borgo stesso aveva da essi preso il nome". Un nome famoso in AIto Tevere ed in tutta l'Umbria, fino in Toscana ed in Lazio: gli attrezzi e soprattutto le armi prodotte dagli antichi fabbri di Fratta avevano pochi rivali. Il Guerrini, nella sua "Storia della terra di Fratta" annotava infatti a suo tempo:" In questo luogo (attuale piazza S. Francesco) erano parecchie officine di preferenza dedicate all'arte fabbrile e specialmente alla fabbrica delle falci per tutta Italia rinomate e ai lavori di Artiglierie, per cui nel secolo XVI Angelo di Giovan Battista di Pieruccio Cortoni di questa Terra venne con somma onoranza impiegato in estere corti". E così la città veniva definita negli Statuti di Perugia: "Insigne oppidum Vulcani fabris celebre". Un marchio di garanzia.   LE ORIGINI E LE CAUSE   Si può stabilire approssimativamente, secondo il Mavarelli, l'epoca in cui cominciò a sorgere e a svilupparsi nella antica Umbertide l'arte dei fabbri: certo è che sul finire del XIII sec. essa doveva aver raggiunto un alto grado di perfezione se essi "poterono offrire l'opera loro per la costruzione delle cancellate della Fonte di S. Lorenzo (la Fontana Maggiore, ndr.)sempre cara come la pupilla degli occhi ai Rettori della comunità di Perugia". Comunque ll nostro storico pone tra il sec. XI e XIII (come ipotesi verosimile) gli inizi e quindi lo sviluppo di questa nobile arte. Sulle cause che ne favorirono la nascita "qualche luce viene recata alla questione dalla circostanza che il principiare di questa arte sembrerebbe potersi stabilire in quello stesso turno di tempo nel quale la Fratta, da umile agglomerato di casupole e di capanne, andava assumendo l'aspetto di una popolosa borgata, ove si tenevano frequenti ed importanti mercati all'ombra della Neve di S. Erasmo". Una popolosa borgata quindi che deve il suo accrescersi e la sua fama ai suoi fabbri, di pari passo con i territori posseduti e coltivati. E' in ultima analisi l'agricoltura, attività primaria dei frattigiani, il vero volano di tutto. Afferma il Mavarelli: "Le cause certe del suo svilupparsi (dell'arte fabbrile in connessione con l'attività agricola, ndr.) pensiamo fossero la naturale ubertosità del suolo; la sicurezza insita nella località stessa in forma di piccolo colle (...); la felice situazione centrale tra le città di Gubbio, Perugia, Castello e la più lontana Conona; il presentare facile accesso ai popoli vicini accorrenti per la compra e lo smercio (...); la costruzione del grandioso ponte sul Tevere (risale alla fine dell’VIII sec.) e la rarità di tali ponti (onde una più sentita affluenza di viandanti); la lontananza del feudatario (Marchese di Castiglione, Ugolino) e la vicinanza dell'Abbazia di Monte Acuto, poi di Monte Corona (...) che possedeva vastissimi territori, chiese e castelli". Una serie di circostanze che rendono la Fratta un centro popoloso e frequentato, in grado di produrre benessere per la popolazione che si sta addensando e che pratica, come sottolineano le cronache, una agricoltura intensiva e progredita. Gli uomini di questo Paese sono diligenti ingeniosi et soleciti et aveduti impero ché  il loro poco sito per il continuo exercitarlo lo fanno fruttare come larga campagna e luogo grandissimo... No hanno bestiame ne pasture. (Cipriano di Piccolpasso, sovrintendente alle fortezze di Perugia, tra il 1556 e il 1568). Un agricoltura che molto dipende dagli strumenti che i fabbri producono. Ed ecco allora le gomee, bivente, vanghe, zappe, cette, falcini picconi, maroncelle, cettarelle, falcioni grassi, ronche, falcini da potare, falcini a lunette, scorcini.   E dove i nostri fabbri acquistarono celebrità indiscussa in per tutta l'Italia centrale fu nella fabbricazione delle falci arcolte, campagnole e stese le quali avevano ovunque numerosi compratori e specialmente nel mercato di Roma, &ve a tutto il secolo XVI se ne inviavano 9 migliaia l'anno.   LA FRATTA PRODUTTRICE DI ARMI   Nel '500 la Fratta non era famosa solo per falci e marocelli, anzi: ben maggiore era la sua importanza in tutta l'Italia centrale (ma abbiamo visto che la fama si era sparsa anche all'estero) per la produzione di anni da fuoco e da taglio. Il Piccolpasso non manca di annotare: "qui si lavora benissimo d'archibugi et armi d'aste'. La misura di quel "benissimo" la offre l'ordinazione di ben 500 archibugi per la fortezza di Castel Sant'Angelo da parte del papa Paolo III; parte delle artiglierie di cui era naturalmente fornitissima la Rocca di Fratta furono dirottate dallo stesso papa a Perugia presso la costruenda Rocca Paolina, "già pricipiata (nel 1540 ndr.) da soli due anni e già in grado di essere munita". "E la celebrità dei nostri archibugi -scrive il Mavarelli- doveva essere ben nota al camerlengo della Chiesa Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora, il quale nel 1942 (...) imponeva alla Comunità (la Fratta, ndr.) di portare ogni anno in occasione della festa di Sant'Erasmo (la cui fiera aveva ottenuto l'esenzione dalle gabelle) tre archibugi nuovi da posta (...) al prefetto della Rocca Paolina.(...) Il cardinale d’ S. Agata Tiberio Crispo, creato legato dell'Umbria nel 1945 assolveva la Comunità dal pagare in avvenire il censo di tre archibugi da posta purché consegnasse subito tre archibugi da posta e altri 18 piccoli per munirne la Rocca di Castiglione del Lago la quale mancava di tali armi". Archibugi tanto rinomati da essere pretesi come tasse,quindi. Ma i fabbri della Fratta non eccellavano solo nelle armi da fuoco; ecco le "armi d'aste" che avevano "colpito" il già citato Piccolpasso: "pugnale, pugnaletto, quadrelletto a stilo di ferro o d'acciaio, spada, stoccho, coltella, scimitarra, lancia, spiedo, giannetta, serpentone, partigiana, parteggianette1 scaiatoio o dardi, scoppietti, balestre o archo, ronca da siepe, falcino, scorcino, mazza de ferro, de legno, bastone ferrato, pallotta de ferro, de piombo, de stagno, de bronzo, coltello più lungo d'uno sparmino, celata, celatina, mezza testa, cachielli da testa, elmetto, baviera, gozzalino, spallacci o maniche de mal glia o chorazza o chorazzina o corsaletto o panziera o vestitello de maglia o falda, cossali, schinieri o calze de mal glia o guanti de malglia".   LA CORPORAZIONE DEI FABBRI   Quando sorse la corporazione dei fabbri? Non si può rispondere con certezza, secondo il Mavarelli, a tale domanda. "Forse essa sorse con il principiare dell'arte stessa o per lo meno nella seconda metà del sec. XIII; certamente doveva essere già costruita prima del 1362, nel quale anno fu compilata la prima raccolta in volgare delle nostre leggi municipali". Le corporazioni medievali nacquero prima dei Comuni e di essi furono elementi costitutivi, esercitando una notevole influenza politica oltre che economica, tanto che spesso la costituzione interna del Comune somigliava a quella della corporazione. Considerata l'importanza della corporazione di fabbri alla Fratta, essa certamente non fu estranea allo sviluppo interno delle libertà municipali, pur essendo stato questo assai più lento che altrove "non avendo mai avuto la nostra Terra un' esistenza indipendente", poiché sempre stata nell'orbita perugina. Accanto a quella dei fabbri esistevano altre Otto corporazioni che il Mavarelli elenca: Merhanti; Spetiali e Merciarii; Calzolari; Sartori, Barbieri e Cimatori; Maestri del legname, de pietra et Muratori; Vasari, Pignattari e Bruscholaioli; Macellatori Albergatori Tavernari Panacuocoli Hortolani; Haratori de terrana Operai dell'arte de font e biffolci. La loro influenza politica si svolgeva direttamente nella amministrazione pubblica per mezzo dei loro rettori, i quali andavano al Consiglio. "Ai rettori, unitamente a 40 consiglieri, ai quattro defensori, ai tre sopra la guardia, al sindaco, camerlengo, cancelliere era affidata I' amministrazione della cosa pubblica". (Statuti di Fratta).   LA DECADENZA   Nella prima metà del XVII secolo, con il mutare delle condizioni sociali e politiche inizia la decadenza delle corporazioni, inclusa quella dei fabbri. Le sfere di influenza si restringono al puro ambito economico mercantile, mentre gabelle, lacci e laccioli, da cui la Fratta fu lungamente esente, da Perugia si abbattono sugli artigiani, violando secolari privilegi. A questo, per quanto riguarda la Fratta in modo particolare, va aggiunto l'assedio posto nel 1643 alla città dalle truppe di Ferdinando il di Toscana, assedio che portò alla distruzione, al saccheggio e all'incendio di tutte le "fabbriche" fuori delle mura della città. E' un momento più tragico di una decadenza lenta , ma continua, che vedrà il suo epilogo nel dicembre del 1801, quando papa Pio Vi! con un motu proprio abolirà tutte le corporazioni e le arti. Ma di tante di esse, compresa quella dei fabbri di Fratta, non era rimasto altro che il ricordo ARTIGIANI DI FRANA NEL 1744 "Ad onta della decadenza generale, quanto grande fosse il numero degli artefici fabbri, vasari e calzolari dimoranti entro la Terra nostra lo desumiamo da un elenco di coloro che furono colpiti nel 1744 dalla tassa del mancinato". (Mavarelli) Paolo Ippoliti

01/02/2014 15:08:18

Attualità » Primo piano E45. Il consigliere regionale Dottorini: proporremo un referendum consultivo

In un comunicato, il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore, propone un referendum consultivo per far decidere i cittadini sulla trasformazione della E45 in autostrada.   "La vicenda della E45 autostrada non può essere risolta nel chiuso di qualche palazzo. E' giusto che i cittadini vengano messi a conoscenza dei rischi a cui va incontro la nostra regione e possano esprimersi su un'opera che non porterebbe alcun vantaggio all'Umbria, ma solo danni ambientali e pedaggio anche a carico dei residenti. Per questo stiamo valutando i contenuti di un quesito referendario da sottoporre al Consiglio regionale per chiedere agli umbri cosa ne pensano del progetto promosso da Bonsignore e dal governo Berlusconi". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore, annuncia la predisposizione di un quesito referendario che sottoporrà ai colleghi del Consiglio regionale per chiedere agli umbri se sono favorevoli o meno alla trasformazione in autostrada della E45 Orte-Mestre.  "Non ci nascondiamo la difficoltà a raccogliere le sei firme necessarie a proporre l'atto in aula e non è per nulla scontato che dall'assemblea legislativa escano i 16 voti necessari a consentire il referendum consultivo. Tuttavia - spiega Dottorini - confidiamo nello spirito democratico delle forze consiliari che non avranno certo timore di interpellare i cittadini su un'opera infrastrutturale di questa portata. Si tratta di una realizzazione che cambierà i connotati paesaggistici e ambientali della regione e condizionerà le abitudini consolidate dei tanti utenti che rischiano di vedersi sottoposti a un pedaggio che a noi appare inopportuno. L'Umbria - aggiunge Dottorini - ha bisogno di mettere in sicurezza una E45 che ormai versa in condizioni pietose e di terminare le mille opere incompiute che divorano risorse pubbliche senza dare frutti. Occorre, questo sì, potenziare e modernizzare la nostra rete ferroviaria, rendendola degna di una regione e di un paese civile. Ma tutto questo non figura tra i progetti del governo che preferisce invece, con il colpevole avallo del nostro Consiglio regionale, intraprendere un progetto faraonico e anacronistico mettendolo a carico dei contribuenti attraverso il pedaggio. A farne le spese saranno i tanti pendolari che ogni giorno sono costretti a spostarsi per andare al lavoro e in generale tutti coloro che hanno puntato sull'immagine del 'cuore verde d'Italia' per dare impulso alle proprie prospettive turistiche e imprenditoriali". "Il fatto che martedì scorso si sia confermata, con qualche positiva defezione, l'intesa trasversale di otto anni fa - aggiunge Dottorini - la dice lunga su quale sia la visione che cementa destra e sinistra in questa regione. Quello che è successo in Consiglio regionale è l'ennesimo grave errore di valutazione in tema di infrastrutture. La nostra regione ha perduto una straordinaria occasione per sfilarsi da un progetto che non aveva senso dieci anni fa, ma che oggi assume i connotati di un'assurdità colossale che lascerà all'Umbria soltanto devastazione ambientale e pedaggio a carico dei cittadini". 

01/02/2014 14:45:25

Sport Serie A1 Basket Femminile. Trasferta in Laguna per l'Acqua&Sapone

L’Acqua&Sapone, domenica alle 19,00 chiuderà  la 4° giornata di ritorno facendo visita a Venezia nel Reyer- day, che si apre con lo scontro di A1 maschile Reyer vs Varese. Non è la prima volta che la società veneta organizza questo evento. Lo scopo è quello di avere un PalaTaliercio che rimanga gremito anche per la partita Femminile. Un bell’incontro che vedrà le due squadre affrontarsi a viso aperto e con parecchi obbiettivi già raggiunti ma due dei quali ancora in essere. Venezia deve assolutamente vincere per non perdere il treno delle posizioni che vanno dal 3° al 5° posto, che non sono solo una buona posizione per affrontare i play off ma che darebbero un altro significato alla stagione. Le lagunari sono reduci da due sconfitte consecutive dal sapore differente anche se hanno portato la stessa delusione. Contro una Schio senza Godin e Macchi  hanno perso una grossa occasione,oltre per mantenere l’imbattibilità casalinga, per battere la dominatrice del campionato; quella di Orvieto invece brucia per la resa incondizionata  nell’ultimo quarto. Ma nonostante ciò, Venezia ha trovato la quadratura, dopo un inizio stentato dove le straniere e Zara sembravano parlassero un' altra lingua rispetto alle loro talentuose giovani. Con l’uscita dal roster di Pertile e Formica, le rotazioni si sono fatte meno caotiche e le priorità più nette, la squadra ha cominciato a funzionare e soprattutto il trio di straniere, dove a turno si inserivano Melchiori, Carangelo e Penna, dava risultati vincenti. Per l’Acqua&Sapone- reduce da una settimana di grandi notizie, come la designazione di Lollo Serventi ad allenatore delle migliori straniere del campionato di Serie A1 che affronteranno nell'All Star Game dell'8 marzo la Nazionale italiana di basket femminile; e la convocazione in azzurro di Caterina Dotto, insieme a Consolini, Gorini e Santucci (Nazionale maggiore) e Ortolani (Nazionale Under 17), in vista del raduno di Castel San Pietro Terme della Nazionale italiana di pallacanestro femminile fissato per il 3 e 4 febbraio prossimi- tornare imbattuta dalla laguna significherebbe aver l’obbligo di lottare per il terzo posto, comunque una responsabilità per la squadra umbra che di contro ha sempre giocato alla giornata e con il solo obbiettivo di fare bene. Per l’occasione più di  cinquanta di tifosi, per ora, la seguiranno, anche questo un record, che sta a significare che oltre ai risultati questa squadra sa farsi amare e voler bene un obbiettivo già ampiamente raggiunto che le ragazze di Serventi cercano di incrementare ogni domenica anche con i risultati.

01/02/2014 14:03:21

Notizie » Politica Umbertide. Mario Tosti presenta la lista civica Cittadini controcorrente

Ieri pomeriggio, presso il bar Giardino, Mario Tosti ha presentato la sua lista civica Cittadini controcorrente in vista delle elezioni amministrative fissate per maggio prossimo. Il simbolo scelto, prende ispirazione dall'opera artistica "Contro corrente" di Pier Luigi "Potsy" Monsignori, ed è infatti un pesce che vuole risalire la corrente e che va contro le spinte della cattiva politica. Durante la presentazione Tosti ha deciso di scendere in campo perchè: "A dicembre, l'aggravarsi della crisi mi ha fatto ritenere che fosse necessaria un'azione più radicale, al di fuori di ogni partito. Senza mischiare il sacro con il profano, l'invito di Papa Francesco ad avere coraggio di andare contro corrente mi ha confermato di essere sulla giusta strada". "Mi sento di rappresentare- prosegue- l'obiettivo degli uomini di buona volontà rispetto al degrado della politica".  Gli obiettivi da raggiungere saranno: "Trasparenza vera, partecipazione vera, competenza". La lista civica, inoltre, si concentrerà soprattutto sulle liste d'attesa della sanità pubblica, sull' E45, sui problemi della ex- FCU, sul dare un nuovo aspetto al centro storico e sul recupero dei luoghi delle Memoria umbertidese, come Piazza XXV Aprile, Serra Partucci e Penetola. Infine, per quanto riguarda il rapporto con le altre forze politiche locali, Tosti ha dichiarato: "Stiamo lavorando per essere pronti a presentare una lista civica, nel caso ritenessimo che i candidati a sindaco e gli schieramenti non garantiscano la discontinuità necessaria a fronteggiare i problemi locali".

01/02/2014 11:15:43

Notizie » Altotevere C. di Castello: polemiche sul Piano regolatore

Il clima di torpore sociale e amministrativo che si è creato attorno al nuovo Piano regolatore generale è quanto di più preoccupante si possa immaginare. Quando molti comuni si stanno confrontando con l’opzione cemento-zero, puntando su recupero e valorizzazione dell’esistente, le linee guida approvate dalla compagine governativa tifernate danno vita ad un nuovo, gigantesco, consumo di territorio che fa immaginare un uso quanto meno discutibile della strumentazione urbanistica. Non vorremmo che fossero interessi di parte – e non una seria programmazione – a orientare i destini urbanistici di una città che sta vivendo una decadenza che sembra non avere mai fine”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale e Presidente di Umbria Migliore, interviene sul nuovo Piano regolatore che il Consiglio comunale ha recentemente approvato. "Città di Castello - continua Dottorini - muove da un Piano regolatore Cusmano ambizioso e che poneva attenzione al massimo riuso e ristrutturazione dell'esistente. Il nuovo Piano Nigro, di contro, appare incentrato sulla ricerca quasi spasmodica di nuove aree e terreni edificabili senza apparente motivo o necessità. Città di Castello infatti rimane stabile sui 40mila abitanti oramai da decenni, la sua capacità insediativa è nettamente sovradimensionata e caratterizzata da cubature inutilizzate e invendute di tutte le tipologie urbanistiche. Basti pensare ai negozi che quasi quotidianamente sono costretti a chiudere i battenti, alle imprese e agli artigiani che tentano di alienare i propri insediamenti produttivi, alle abitazioni anche di recente costruzione che restano vuote e prive di nuovi acquirenti. Per non parlare del centro storico, svuotato di funzioni e lasciato nel degrado, con decine e forse centinaia di appartamenti e locali commerciali sfitti o in vendita. Non si capisce quindi in base a quale logica e attraverso quali indicatori economico-sociali l'Amministrazione comunale abbia deciso che Città di Castello avesse bisogno di 20 nuovi insediamenti su aree attualmente agricole per un totale di 100 ettari di consumo di territorio, il 10 per cento in più di insediamenti residenziali rispetto al vecchio Piano Cusmano, il 10 per cento in più di insediamenti produttivi e 250mila metri quadri di nuove costruzioni”. “Il nostro – conclude Dottorini – è un territorio fragile che ha a disposizione circa 200 ettari di aree industriali in via di dismissione. Proprio queste dovrebbero essere oggetto di un serio piano di recupero, lungimirante e volto il più possibile alla tutela del paesaggio, vera ricchezza e volano dello sviluppo economico della nostra vallata. A fronte di una domanda inesistente, invece, l’Amministrazione comunale prevede ulteriori espansioni urbanistiche, isolando la parte storica della città e lasciando interi quartieri al degrado, privi di quelle realtà storiche e commerciali che per anni hanno svolto un ruolo aggregatore e di integrazione sociale e multiculturale. L’inerzia nel contrastare l’esodo di servizi comuni e primari fuori dal centro storico fa il paio con la pratica delle varianti tese a spostare esercizi commerciali e a favorire nuovi insediamenti senza tener contro dell’esistente”. “Adesso, anche grazie alla elasticità che il Piano operativo offre, vigileremo ancora più attentamente affinché il Comune di Città di Castello non si trasformi nel tempio della negoziazione tra gruppi di interesse e politici locali dalle ambizioni facili”.

31/01/2014 15:39:05

Notizie » Società Civile Umbertide Punto Prelievi: nuove prenotazioni

Nuove modalità di accesso per le analisi. Dal 17 febbraio prossimo anche negli ospedali di Città di Castello e Umbertide l’accesso ai Punti Prelievo per effettuare le analisi di laboratorio sarà possibile previa prenotazione. I cittadini potranno prenotare gli esami di laboratorio a partire dal 3 febbraio presso gli sportelli CUP della USL e presso le farmacie private o comunali in cui è attivo il sistema Farma–CUP, con pagamento (per i non esenti per patologia, età o reddito) del relativo ticket. La nuova procedura informatizzata (CUP-LYS), attiva in tutta la regione, compresi gli altri distretti della USL Umbria 1, comporta numerosi vantaggi per i cittadini: una semplificazione nella procedura di accettazione e nel pagamento delle prestazioni, una maggior disponibilità di fasce orarie per effettuare la prenotazione ed una riduzione delle code di attesa nei punti prelievo. Al momento della prenotazione presso il Cup o FarmaCup il cittadino potrà scegliere la data ed il centro in cui eseguire il prelievo. L'orario riportato nella prenotazione sarà indicativo; al momento dell'accesso al punto prelievo, il cittadino dovrà comunque munirsi del numero “elimina-code” per accedere in base all’ordine di arrivo. Questo nuovo sistema di prenotazione ha anche un ulteriore vantaggio che è il referto on line: cioè i cittadini avranno la possibilità di consultare e stampare la risposta delle analisi o referto da un qualsiasi computer che abbia una connessione Internet, senza il bisogno di doversi recare nuovamente presso gli sportelli della USL (Ospedale o Centro di Salute) per ritirarla. Al cittadino infatti, al momento dell’esecuzione prelievo, verrà consegnato un foglio con i relativi codici (username e password) con cui poter accedere direttamente dal proprio computer, alle risposte della maggior parte degli esami (per il momento non sono disponibili le risposte della sierologia e del gruppo sanguigno). Per coloro che non hanno la possibilità di accedere a un computer e a un collegamento Internet resta comunque valida la tradizionale prassi del ritiro del referto cartaceo. “In questa fase iniziale – precisa il direttore generale della USL Umbria 1 Giuseppe Legato - è richiesta la collaborazione di tutti: operatori sanitari, medici di medicina generale, farmacisti e cittadini. Infatti, a fronte dell'avvio di un sistema computerizzato e di nuove modalità operative (inserimento esami e pagamento ticket), non è escluso che all’inizio possano verificarsi dei disguidi. In generale il cambiamento di una procedura a cui i cittadini erano abituati da anni all’inizio può portare o può dare la sensazione di qualche disagio. Ma si tratta di una fase passeggera e facilmente superabile, considerando anche che tutta la regione opera in questo modo senza nessun problema particolare per cittadini, farmacisti ed operatori”. Infatti, la procedura informatizzata che introduce l’obbligo di prenotazione e regolarizzazione delle analisi di laboratorio al CUP o FarmaCup (sia per i cittadini che pagano il ticket sia per quelli esenti) risponde ad una precisa indicazione del Ministero delle Finanze; è presente in tutta la regione e in Alto Tevere era già stata avviata presso i servizi distrettuali nei territori di San Giustino, Citerna, Trestina, Pietralunga, Lisciano Niccone, Montone, Pierantonio.

31/01/2014 15:28:52

Attualità » Primo piano Il Movimento 5 Stelle di Umbertide chiede la trasparenza dei lavori in Consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle di Umbertide. RIPRESE VIDEO DEI CONSIGLI COMUNALI “CHI L’HA VISTE?" Non vi è volontà di trasparenza! Perché la trasparenza è contro l’inganno, è contro il caos gestionale, a volte fa paura. Da sempre sulla bocca dei nostri amministratori, ancora una volta la trasparenza si è vestita di illusorietà! C’eravamo quasi convinti che il nostro Consiglio Comunale, con un moto d’alta evoluzione del senso civico, ne avesse scoperta l’esistenza. Infatti, in data 29 aprile 2013, quando è stato approvato all’unanimità il nuovo regolamento del Consiglio Comunale, con una novità assoluta venne deliberato sulla digitalizzazione e riprese audio video delle sedute. La partecipazione da parte di molti cittadini alle sedute del Consiglio Comunale, che furono da noi riprese per poi essere messe a disposizione della cittadinanza sul sito del Movimento 5 Stelle di Umbertide, fu la spinta determinante per i nostri cari amministratori a riprendere e pubblicizzare le sedute sul sito del Comune. Ossessionati dalla necessità di accollarsi i meriti di qualsiasi iniziativa, sempre perché si amministra per la ricerca di una riconferma elettorale più che per una vera volontà di far bene, decidono di intraprendere questa operazione per garantire, udite, udite, una maggiore trasparenza dell’attività del Consiglio Comunale e una maggiore informazione ai cittadini, tutto ciò doveva essere realizzato entro il 31 luglio 2013. Una iniziativa, questa, da noi sempre invocata, perché va incontro alle esigenze di chi, stanco delle deleghe in bianco, vuole seguire i lavori di chi dovrebbe amministrare in nome e per conto del popolo. Tuttavia, come tutto ciò che serve a dare trasparenza e informazione, anche questa iniziativa è naufragata nel mare delle “buone intenzioni”. Ad oggi non si ha ancora traccia di quanto deliberato, e il termine che il Presidente del Consiglio Paolo Bondi indicò non risulta essere rispettato. Considerata la necessità di tutelare il diritto d’informazione, e soprattutto di dare la possibilità ai cittadini di prendere visione delle sedute, che vengono troppo spesso tenute in orario lavorativo, riteniamo necessaria l’immediata messa in atto dell’impegno che è stato preso senza ulteriori ritardi. Se le riprese fossero già rese operative, avremmo avuto la possibilità di vedere in faccia chi ha votato a favore di alcune discutibili decisioni prese ultimamente dal Consiglio Comunale! Ricordiamo che, per rendere visionabili le sedute in diretta, i costi dell’operazione sono veramente irrisori, e la scusa di mancanza di fondi, questa volta, non regge. Gli impegni presi vanno rispettati sia nei modi sia nei tempi. Movimento 5 Stelle Umbertide

31/01/2014 14:16:32

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