Notizie » SLIDER Centro storico: al via la discussione

Utilizzare Piazza del Mercato (sotto la Rocca) per una tipologia commerciale caratterizzata, tipica e di qualità (salvaguardandone il pregio). Spostare il mercato del mercoledì sulle piazze e sulle vie del centro storico, definendo un percorso che si sviluppa attraverso tutta l’area adiacente Piazza Matteotti e fino a Piazza Marconi, recuperando in tal modo il parcheggio su Piazza Caduti del Lavoro. Ripristinare Piazza Mazzini, e la viabilità, nella sua dimensione originaria, ridando dignità allo spazio. Realizzare un parcheggio nell’area del “pratino” senza alterarne l’aspetto naturale ed un parco giochi per bambini all’interno della adiacente Piattaforma. Ma anche mettere a norma l’intera area rispetto alla accessibilità e potenziare il programma di iniziative previste in Piazza Matteotti (es. mercato del sabato, eventi musicali ….) attraverso una efficace collaborazione tra amministrazione e commercianti. Sono alcune delle proposte che il Consigliere Luigino Orazi (Umbertide aperta) ha presentato in Consiglio Comunale con l’obiettivo di rilanciare, completare, ma soprattutto razionalizzare, il processo di valorizzazione del centro storico cittadino . “Il documento – ha spiegato Orazi - è frutto di una approfondita riflessione promossa dal movimento civico Umbertide aperta che ha coinvolto ingegneri, architetti, geologi, commercianti, cittadini interessati, ed ha l’obiettivo di aprire un confronto sereno e costruttivo sul centro storico e sul sistema urbanistico della città. Il tema del centro storico – aggiunge Orazi - deve essere affrontato nella sua complessità, pensando ad interventi immediati ma inseriti un più ampio progetto di medio termine che abbia una sua precisa logica ed identità,  a sua volta inquadrato in un nuovo disegno urbanistico che recuperi la frammentazione che oggi caratterizza Umbertide restituendo sistematicità ad un tessuto cittadino privo di continuità e collegamento. L’altra caratteristica del progetto deve essere la capacità di coniugare l’aspetto urbanistico con la funzionalità degli spazi. Non potrà comunque esserci piena valorizzazione del centro storico senza un vero piano di marketing territoriale che promuova un turismo nazionale ed estero”. Le proposte avanzate dall’ordine del giorno di Orazi hanno trovato un primo interlocutore nell’ultimo Consiglio comunale. Come sottolineato da alcuni consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, molte delle indicazioni proposte nell’ordine del giorno erano già contenute nel documento sul centro storico approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nel novembre 2012, risultato del lavoro di un’apposita commissione istituita ad hoc, tutt’ora in fase di realizzazione. Come affermato dall’assessore Simona Bellucci infatti, alcuni degli interventi previsti dal documento sono già stati effettuati: l'ampliamento della farmacia, il wi-fi gratuito, le targhe storiche, i depliant informativi, il sito internet turistico, i lavori in piazza Mazzini, mentre è in corso di realizzazione la sistemazione di piazza XXV Aprile e prossimamente si procederà anche al potenziamento del Museo di Santa Croce, che ospiterà i bronzetti di Monte Acuto, e al recupero di San Francesco. Sempre in merito alla valorizzazione del centro storico è in corso un progetto di studio a cura dell’Università di Perugia sulla riqualificazione dello spazio pubblico, che prevede anche la realizzazione delle cosiddette “zone 30”, zone a traffico estremamente ridotto dove sono i pedoni e i ciclisti ad avere la precedenza, progetto pilota che interessa sia le zone urbane che le zone industriali. Nel suo intervento il sindaco Marco Locchi ha ribadito l’esigenza di affrontare i vari progetti di valorizzazione del centro storico in una logica di possibili finanziamenti, tenendo conto anche del cosiddetto quadro strategico di valorizzazione, strumento di programmazione per la promozione di progetti e azioni per la rivitalizzazione e la riqualificazione dei centri storici. Il primo cittadino ha quindi proposto di formulare, partendo dal lavoro della commissione, un nuovo progetto del centro storico, aperto, attraverso tavoli tematici, alla partecipazione di operatori economici, organizzazioni professionali, sindacali e di categoria, associazioni culturali, turistiche e sociali, forze politiche e singoli cittadini. La proposta è stata accolta con favore dal Consiglio Comunale che sarà quindi chiamato ad elaborare un nuovo progetto per il centro storico, tenendo conto delle possibilità di accesso ai finanziamenti, necessari per poter rendere fattivi gli interventi che verranno individuati.  

21/10/2013 00:31:47

Cultura » Mostre Inaugurata la mostra arte cubana

  Sabato 19 ottobre, presso il Teatro dei Riuniti di Umbertide, davanti ad un folto pubblico, è stato presentato il catalogo della mostra “Arte dall’oriente cubano” che sarà visitabile fino al 3 novembre presso la Rocca di Umbertide. Hanno preso parte alla presentazione il sindaco di Umbertide Marco Locchi, la responsabile del servizio beni culturali della Regione Umbria Antonella Pinna, la curatrice della mostra Carmen Lorenzetti e l’Ambasciatrice della Repubblica di Cuba in Italia, Milagros Carina Soto Aguero. La mostra, come spiegato dalla curatrice Carmen Lorenzetti, vede protagonisti tredici artisti di Santiago de Cuba, seconda città dello stato caraibico che si trova, per l’appunto, a oriente dell’isola. Punto focale della mostra è il culto per il racconto e l’immagine e l’intento di ogni artista, facendo leva sul surreale e sul sogno, è quello di raccontare una storia trasfigurando le immagini con la fantasia, facendo ritrovare così un senso alla vita attraverso la propria storia e le proprie immagini. Durante la presentazione il sindaco Locchi si è detto favorevole a continuare gli incontri fra i rappresentanti dell’isola caraibica e il nostro Comune, poiché già è stato costruito, negli anni passati, un fortissimo legame culturale fra Umbertide e Cuba. Infine l’Ambasciatrice Soto Aguero, ha ricordato che la cultura è fondamentale per Cuba e che la mostra “Arte dall’oriente cubano” ha l’intenzione di rendere manifesta l’unione fra la nostra nazione e lo stato che lei rappresenta. L’ambasciatrice ha inoltre ricordato che esiste una grande cooperazione fra l’Umbria e Cuba e che essa continuerà anche in futuro. Infine la diplomatica si è sentita particolarmente emozionata perché lei stessa è originaria delle zona protagoniste della mostra. Un ringraziamento unanime, da parte di coloro che hanno presentato il catalogo, è stato fatto all’umbertidese Vittorio Dragoni, mente ideatrice della mostra.   Alessandro Minestrini    La mostra resterà aperta fino al 3 novembre dal martedì alla domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 18,30. Per Informazioni 075 9413691.

20/10/2013 23:58:15

Notizie » Società Civile Antiche sementi ritrovate

Sabato 19 ottobre, presso il Museo Storico- scientifico del Tabacco di San Giustino, ha avuto luogo il convegno “Antiche sementi ritrovate”, organizzato dal “Circolo del Buon Vivere- Repubblica di Cospaia” il cui presidente è Roberto Panico. Presenti all’incontro l’Assessore al Bilancio del Comune di San Giustino Stefania Ceccarini, l’Assessore provinciale all’Agricoltura Roberto Bertini, l’Onorevole Giampiero Giulietti, il nutrizionista specializzato in Scienze dell’alimentazione e docente di Dietologia, Francesco Melis, e le classi del terzo anno Professionale e Tecnico dell’Istituto Agrario di Città di Castello “Ugo Patrizi” accompagnati dai loro docenti. Dopo i saluti iniziali dell’Assessore Ceccarini, i ragazzi dell’istituto agrario tifernate hanno avuto il compito di spiegare ai convenuti tutte le tecniche agricole utilizzate nella cerealicoltura dall’uomo nel corso dei millenni, partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai nostri giorni, lanciando in seguito l’allarme per la salvaguardia della biodiversità poiché, come loro hanno ricordato, il 95% del fabbisogno agricolo mondiale è dato solo da 30 tipi di piante. Dopo la spiegazione dei ragazzi, ha preso la parola il dott. Francesco Melis, che ha spiegato agli allievi del “Patrizi”  l’importanza del ruolo dei cereali e dei legumi nell’alimentazione delle giovani generazioni. Infatti il dott. Melis ha reso noto che nella dieta dei giovani d’oggi il consumo di prodotti ortofrutticoli è calato in maniera drastica e che la loro alimentazione è totalmente orientata verso il “fast food”, con conseguente consumo di prodotti industriali, anziché prediligere lo “slow food” e consumare prodotti genuini. Tutto ciò, ha spiegato il nutrizionista, è dovuto da una cattiva educazione alimentare e ha sottolineato la necessità di intervenire, sia a livello scolastico sia all’interno delle  famiglie, per incentivare un corretto approccio al cibo. In seguito sono intervenuti gli altri esponenti politici presenti all’incontro. L’Onorevole Giampiero Giulietti ha ricordato l’importanza che rivestono i prodotti tipici nella nostra economia locale e ha ricordato che devono essere incentivate risorse per valorizzare i prodotti tipici locali del nostro territorio. Per quanto riguarda l’Assessore Bertini, ricollegandosi a ciò che hanno esposto i ragazzi, egli ha auspicato la creazione di un tavolo di lavoro fra le istituzioni presenti per intraprendere un cammino verso l’adesione alla “Civiltà Contadina”, organismo nazionale che dal 1996 si batte per la biodiversità agricola italiana, per far sì che il nostro patrimonio culturale e agricolo venga salvaguardato. Al termine del convegno, il sindaco di San Giustino Fabio Buschi e le autorità presenti all’evento, hanno inaugurato la tradizionale fiera “Sapori e mestieri” che ogni anno si svolge nel centro della città. Ospiti della fiera nel comune alto-tiberino, i comuni italiani di Bovolone (VR) e San Prospero (MO) e le città gemellate con San Giustino, la francese Carros e la polacca Prudnik. Infine bisogna ricordare che tutti i relatori del convegno si sono voluti congratulare con i ragazzi del “Patrizi” per l’impostazione e l’esposizione del loro lavoro.   Alessandro Minestrini

20/10/2013 23:39:38

Cultura » Recensioni La musica di Fra Giampaolo

È una bella serata di settembre, nella piazza del Mercato, sotto la Rocca illuminata e vicino a quello spettacolo che è il sentiero sulla Reggia; si sta radunando a poco a poco la gente attirata dalle note di “ Blowin’in the wind” di Bob Dylan  suonata e cantata da un gruppo di giovani appassionati di musica e canto fatto a “tempo perso”. È stato chiesto a uno di loro, appena una settimana fa,  di trovare un po’ di amici e “mettere su” un gruppetto che potesse animare questo evento, e così, Fabio Binario alla tastiera, Francesco Cecchetti alla chitarra, Davide Brescia alla batteria e  Riccardo Cioffini al basso, si sono radunati sacrificando ore  alla famiglia  o allo studio o alle serate tra amici e dopo aver  contattato otto ragazze/i, Caterina e Francesco Bartolini, Claudia Baldoni, Natasha Marcucci, Martina Broccoli, Letizia Caseti, Margherita Cibelli, Morena Marcaccioli che,  sotto la direzione di Fra Giampaolo, sono riusciti a” mettere su” un bel gruppo! Mentre i ragazzi provano ancora una volta i brani, un personaggio molto noto, Potsy ( Pierluigi Monsignori) sta  installando  la sua opera “Contro corrente”. Un’opera che rappresenta un pesce, simbolo dei primi cristiani, fatto di mattoni che rappresentano la famiglia, che vuole rappresentare  la nostra fede ma anche la nostra volontà di andare, quando occorre, contro corrente,  con tutte le fatiche che questo comporta. Quella sera a Umbertide, insieme alle otto principali piazze dell’Umbria sede di diocesi, in occasione della prossima festa del patrono San Francesco, si sono radunate molte e differenti realtà che operano nel territorio comunale per testimoniare un impegno a favore della natura, dell’uomo, della società, della pace, dell’umanità intera. L’evento, fortemente voluto dai Francescani Secolari, sostenuto dai gruppi ecclesiali e del volontariato, appoggiato dalle parrocchie locali e dalla disponibilità del Comune, ha preso forma, successivamente alla apertura musicale, con la proiezione di un video realizzato con le frasi più toccanti dell’ancora  breve pontificato di  Papa Francesco, ma già così significativo  e fortemente innovativo. Alla fine del video, sui versi recitati del Cantico delle Creature scritto da San Francesco di Assisi nel 1226, una lunga e suggestiva fiaccolata si è mossa da piazza del Mercato e, attraverso il percorso pedonale che sovrasta la Reggia , ha raggiunto Piazza Matteotti e successivamente Piazza San Francesco. Il tutto in silenzio ed in un’atmosfera quasi irreale e piena di pensieri intimi. Durante le brevi soste, sono stati letti brani da due lettere, “Lettera ai reggitori dei Popoli” e “Lettera ai fedeli” entrambe tratte dalle Fonti Francescane. La loro attualità appare così evidente da far pensare che siano state scritte qualche mese fa! Nella piazza S. Francesco, forse la più bella di Umbertide, il Sindaco ha portato il saluto dell’amministrazione comunale. Anche il Vescovo, riferendosi a San Francesco, ha messo in risalto come dopo oltre otto secoli, il Santo continui ad attirare giovani e meno giovani al suo messaggio sempre attuale nel rispetto del creato  e nella ricerca della pace. Successivamente, nella gremitissima  chiesa di San Francesco (che qualcuno ha soprannominato il Duomo di Umbertide) è seguita l’Adorazione guidata incentrata sul tema della pace, dove momenti di preghiera, di canti, di silenzio e di adorazione, si sono alternati a letture contenenti le sofferenze ma anche le speranze di chi vive in Paesi in cui la pace sembra essere così lontana. L’Adorazione personale è durata fino alle nove del mattino sempre presenziata dalle Suore della Madonna del Lago e da tante persone non appartenenti a movimenti o gruppi ecclesiali. La serata insomma è  stata bella e condivisa;  abbiamo visto non tre parrocchie, non forze di volontariato e forze ecclesiali isolate da altre, non abbiamo visto tre parroci e preti soli ma abbiamo visto Umbertidesi uniti che credono la pace ancora possibile, che credono nel messaggio sempre attuale di san Francesco e che credono tutto sia possibile con la fede in un unico Dio per i credenti. Anche  per chi non crede, testimonia che tutto sia ancora possibile. Basta essere uomini di buona volontà. Anna Rita ed Enzo Cecchetti

18/10/2013 22:07:00

Notizie » Editoriale Primo lustro

Il merito è vostro, carissimi Lettori. Perché un lustro,  cinque anni  di vita di Informazione Locale,  sono stati possibili per la fiducia dimostrataci dall’opinione pubblica. E per l’effetto dai numerosi sponsor privati - forse siamo tra i pochi giornali che vivono senza finanziamenti pubblici - che hanno visto e vedono nel mensile un efficace strumento di pubblicità. Questo ci consente ancor  oggi di mantenere un’autonomia di giudizio e libertà di indagine che, poi, è il sale del giornalismo. Soprattutto è il presupposto per rendere veramente partecipata la democrazia. Senza alcuna presunzione e con il dovuto distacco pensiamo che gli scopi che ci eravamo posti alla nascita siano stati raggiunti. Intendevamo essere, come affermato nel numero zero, «Una casa di vetro. Un giornale locale ha solo questo dovere: essere uno strumento per tutti e di tutti». Crediamo di aver contribuito con l’informazione, gli approfondimenti e la continua rivalutazione della memoria-storia della città a renderla  più trasparente, con alcuni limiti dovuti esclusivamente a noi stessi (siamo dilettanti della stampa, non professionisti). Il nostro impegno era di costruire «una piazza aperta di in(formazione) e dibattito pubblico dove ognuno potrà dire la sua con le sole armi della libera critica [….]. Un giornale dei lettori e non solo per i lettori, dunque». Questa rimane la nostra missione, poiché, non siamo - conviene ribadirlo -  un giornale di lotta né di governo. Continueremo a fare le nostre inchieste senza sconti per nessuno e continueremo a fare proposte. Del resto abbiamo sollevato problemi (solo come esempi: ecomostro della Fornace, le centrali a biomasse, questioni urbanistica, mancanza di una politica industriale, fragilità del sistema di sicurezza) ma anche riconosciuto alle diverse forze politiche i meriti (per esempio: alla sinistra l’attenzione per il sociale, alla destra l’impegno sull’ordine pubblico). Ognuno di loro ha avuto voce e spazio, senza limitazioni. Soprattutto c’è stata particolare attenzione per tutte le persone e associazioni che, fuori dal cono di luce della politica, contribuiscono a rendere migliore la comunità e città. Questo fino a oggi e sulla «carta». Ma è arrivato il tempo, giusto per il nostro compleanno, di espandersi anche sulla «rete». Da questo mese è nato anche www.informazionelocale.it (facebook c’è già): non una copia del giornale, ma un altro giornale sempre al servizio dei Lettori. Grazie, veramente.

17/10/2013 19:33:01

Sport Auto d'epoca e solidarietà

Auto d’epoca e solidarietà. Domenica 15 settembre 2013 ha avuto luogo il secondo raduno umbertidese di auto e moto d’epoca, organizzato dal Club Auto Moto d’Epoca Umbertide (Cameu). Altissimo è stato il numero dei partecipanti, che quest’anno ha toccato quota 120 (60 motociclisti e 40 automobilisti). Inoltre presenti all’evento erano pure il sindaco di Umbertide Marco Locchi, che ha partecipato al raduno guidando la sua Lambretta, e il vicepresidente nazionale dell’Automotoclub Storico Italiano Maurizio Speziali.  I partecipanti all’evento sono partiti da Umbertide e, dopo la colazione al bar “Glamour”, si sono diretti alla volta di Città di Castello per visitare l’Istituto Agrario “Ugo Patrizi” dove sono stati accolti dalla preside dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Patrizi- Baldelli- Cavallotti”, Prof. ssa Anna Maria Giacalone. Dopo i saluti del dirigente scolastico i partecipanti hanno avuto l’occasione di visitare, attraverso l’aiuto di docenti e studenti, i laboratori dove vengono prodotti il vino, la birra e passito che vari anni vengono prodotti nell’istituto tifernate. Infatti la birra, di cui ne vengono elaborate tre tipologie (rossa, doppio malto e weiss), sono sette anni che viene prodotta, mentre il passito, altro fiore all’occhiello del “Patrizi”, ha raggiunto nel 2013 il suo decimo anno di produzione. Dopo la visita ai laboratori, a tutte le persone che hanno preso parte all’evento, è stato offerto un buffet preparato dagli allievi dell’istituto alberghiero “Felice Cavallotti”. Dopo essere ripartita da Città di Castello, la carovana di auto e moto d’epoca ha fatto tappa ad Umbertide, dove durante l’aperitivo presso il bar “Il Grillo Parlante”, il presidente del Cameu, Adriano Faloci, ha conferito un riconoscimento al Vespa Club “Fratta”, al Vespa Club “Liberi di volare” e al vicepresidente dell’Asi Speziali. Finito l’aperitivo, l’evento è proseguito presso il ristorante “Capponi” dove il presidente Faloci ha ringraziato tutti i partecipanti al raduno. Infine, è importantissimo ricordare che tutto il ricavato dell’iniziativa è stato donato all’organizzazione missionaria di Giampaolo Giostrelli che da 25 anni opera in Burkina Faso. 

17/10/2013 00:25:41

Notizie » Economia Fare impresa: intervista a Marco Patata

Processi di internazionalizzazione e non semplice delocalizzazione delle imprese. Una pubblica amministrazione pienamente consapevole delle esigenze del tessuto produttivo locale. Capitani d’impresa che riscoprano la vera cultura imprenditoriale, fatta di serietà, iniziativa, responsabilità sociale. Giovani competenti, flessibili, volonterosi. Un sindacato in grado di interpretare in chiave moderna la tutela dei lavoratori e del lavoro. Una competitività del sistema locale fondata su qualità e collaborazione. L’Ing. Marco Patata, Amministratore Delegato della Modulo Srl, azienda che opera nel settore automotive, Presidente della Confederazione Nazionale Artigiani (CNA) Alto Tevere, ha determinazione e motivazioni forti che lo portano ad affrontare positivamente questo difficile momento. “Stiamo dentro ad una crisi che ha dimensioni mondiali e radici profonde, basate su una offerta di molto superiore alla domanda, e che dunque richiama il sistema Italia ed i territori ad interventi strutturali per consentire alle imprese nuova competitività”. Ad Umbertide Modulo Srl mantiene il centro direzionale dell’attività, occupando complessivamente 90 lavoratori. Ma la società ha uno stabilimento in Polonia da 10 anni,  ed ora uno anche in Russia. “I mercati e le frontiere del lavoro si allargano costantemente. E’ un processo che non possiamo fermare e se vogliamo continuare ad esistere dobbiamo essere attivamente partecipi di questa  evoluzione. E’ necessario farlo non semplicemente delocalizzando la produzione per abbattere i costi. Quello che serve è un processo di internazionalizzazione delle imprese. L’azienda madre deve cioè sviluppare collaborazioni tecniche e commerciali con partner esteri significativi, fino a costruire le condizioni per un ingresso nel proprio capitale sociale. E’ quello che stiamo facendo per acquisire nuovo lavoro, nuove esperienze, nuovi contatti che ci consentono, oggi, di tenere in piedi la realtà italiana, cioè lo stabilimento di Umbertide”. Che è dunque un peso? “No. E’ meno competitivo degli altri in termini di costi, ma è indispensabile per la capacità professionale che esprime. In Italia non possiamo competere sul costo della produzione, dobbiamo farlo in termini di qualità e professionalità. Questa forma di partenership è l’unica via che ci consente di guardare al futuro con ottimismo”. Dunque, il margine di profitto che si ricava all’estero serve per finanziare l’attività dei siti italiani, che soffrono di quali mali? “Il mercato, e l’industria automobilistica in particolare, richiede costantemente di abbassare i costi di produzione. In Italia il costo dell’energia, della burocrazia, del denaro, del fisco tende invece a salire. Non si agisce sul costo del lavoro, che così com’è pesa notevolmente sulle imprese e non premia i lavoratori, il cui stipendio netto non consente un rilancio dei consumi. Su quali elementi di costo dovrebbe agire un’impresa: la sicurezza, l’evasione, il lavoro in nero, la semplice delocalizzazione? Penso di no. E’ chiaro che occorrono soluzioni politiche adeguate e nuove politiche industriali che alimentino la competitività delle imprese e inducano soggetti esteri ad investire in Italia. E qui sicuramente pesano i tempi della giustizia e la incertezza del diritto, la complessità della normativa in materia di lavoro, il forte condizionamento della criminalità organizzata. Nello specifico del nostro settore ci sono altri due elementi che condizionano notevolmente le performance delle aziende: la situazione contingente della Fiat e la nostra posizione geografica”. In che senso. “In Italia storicamente è presente uno solo dei grandi produttori di mezzi di trasporto, appunto la Fiat, mentre in altri paesi operano insieme più aziende leader. Penso per esempio alla Germania, con le sue diverse case automobilistiche, alla Francia, ma in particolare alla Spagna, dove sono direttamente presenti Ford, Audi, Volkswagen, oltre alla nazionale Seat. E’ chiaro che tutto ciò produce lavoro e fa crescere un indotto che a sua volta genera occupazione. Ma è esattamente quello che oggi la Fiat riesce a fare in maniera molto limitata, ed al tempo stesso non godiamo della presenza diretta di altre case automobilistiche top”. Dunque miopia politica nell’incentivare l’esistenza di un solo produttore nazionale. Quanto alla logistica? “Noi siamo nel centro Italia, in una posizione geografica abbastanza prossima alle principali direttrici di trasporto, eppure siamo molto più distanti dal cuore produttivo dell’Europa rispetto al triangolo sud Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca. Vogliamo parlare di strade o di ferrovie?”. Internazionalizzare le imprese. Attrarre investimenti esteri. Sono due direttrici che, insieme al miglioramento delle reti di comunicazione, possono realizzare le condizioni di un nuovo sviluppo. Ma quante aziende locali, di piccole e piccolissime dimensioni, possono seguirle? Il piccolo è ancora bello e soprattutto utile? “Guardiamo al modello Baviera. Lì convivono aziende di notevoli dimensioni, strutturate, con importanti conoscenze tecniche e livelli tecnologici di avanguardia, in grado di garantire relazioni commerciali ed economie di scala, ed altre realtà più piccole, flessibili, qualitativamente avanzate .Costituiscono un sistema efficiente perché collaborano”. Qualità e distretto produttivo, dunque, altri due fattori di sviluppo. Invece il sistema locale sembra preferire ancora una sorta di “scaricabarile” che forse abbassa i costi, ma a prezzo di precarietà, bassa qualità produttiva, limitata crescita professionale, scarsi livelli di tecnologica. Perchè? “Il nostro territorio avrebbe, nel suo piccolo, le stesse condizioni della Baviera, ma esprime una cultura diversa. Evidentemente non siamo ancora arrivati al livello di collasso, oppure questo si ritiene l’unico modo per stare sul mercato”. Ma è un modo che non ci porta da nessuna parte. E’, come dire, uno sfruttamento egoistico e poco lungimirante di ciò che resta della miniera, non un investimento sul futuro. Cosa possono fare in merito le amministrazioni locali? “Innanzitutto rendersi pienamente conto della condizione del sistema economico produttivo locale, che è più critica di quanto sembra. Interessarsi molto di più delle vicende delle imprese, andando però al fondo delle problematiche. C’è il rischio concreto che nei prossimi quattro o cinque anni il settore metalmeccanico soffra una ulteriore e fatale contrazione. Occorre intervenire oggi, cercando di prevenire,perché sarebbe impossibile curare. Non servono solo contributi. Anzi non sono la soluzione principale. Occorre piuttosto aprire mercati, agevolare contatti commerciali, rendere appetibile il nostro territorio per investimenti significativi da parte di soggetti italiani ed esteri, magari promuovere “gemellaggi” con realtà importanti dal punto di vista economico. Inoltre occorre investire sul capitale umano, dunque sulla grande professionalità maturata nel tempo e sulla formazione linguistica, tecnica, commerciale dei giovani. Ma seriamente”. Ed in questo senso un qualche ruolo potrebbero giocarlo anche le associazioni di categoria, di una della quali (CNA), peraltro, lei è presidente. “Anche le associazioni di categoria debbono adeguarsi ai tempi. CNA vive i problemi dei propri associati in modo consapevole e cerca di portare un valore aggiunto con iniziative concrete che tendono a promuovere le aziende del territorio ed il territorio stesso. Altro terreno sul quale si cerca di intervenire è il rapporto con le amministrazioni locali, rappresentando appunto le esigenze del settore produttivo. Personalmente, pur non gestendo una azienda artigianale, cerco di svolgere un ruolo di collegamento tra le diverse dimensioni dl’impresa”. Rapporto con il sindacato e nuovo welfare aziendale. “Abbiamo buoni rapporti con le organizzazioni sindacali. Mi sembra abbiano preso perfettamente coscienza della situazione e tendano a collaborare in modo intelligente e responsabile nella soluzione delle problematiche aziendali. E’ assolutamente necessario che anche il sindacato svolga il suo ruolo di tutela dei lavoratori e del lavoro in un’ottica di prospettiva e non di semplice contrapposizione. Gli accordi possono anche passare, compatibilmente con le condizioni economiche dell’azienda, per soluzioni innovative, come il sostegno alla organizzazione familiare dei lavoratori attraverso servizi di asilo o mensa piuttosto che interventi per prestazioni sanitarie”. Lei dunque si ritiene un imprenditore illuminato. “Io penso che una impresa per definizione debba tendere al profitto. Se non c’è un’utile non può esserci investimento, ricerca, sviluppo. E non può esserci stabilità per gli stessi dipendenti. Penso poi che lavorare non debba essere una pena. Può richiedere a volte un sacrificio, e tutti dobbiamo essere disponibili a farlo, consapevoli che serve al nostro stesso futuro. Ma riuscire a realizzare un ambiente in cui si rende dignità e possibilmente serenità al lavoro ed al lavoratore credo debba essere un obiettivo di ogni imprenditore serio. Non sto dalla parte di quelli che portano via i mezzi di produzione di nascosto quando i dipendenti sono in ferie. Sono più solidale con quelli che si indebitano anche per pagare gli stipendi, se i dipendenti lo meritano. Fare l’imprenditore comporta una grande responsabilità sociale. Oggi non tutti hanno questa cultura”. Consiglierebbe ad un giovane di fare l’imprenditore. Eventualmente, in quali settori? “Credo che agroalimentare, cultura, turismo, soprattutto visti nel loro insieme, rappresentino un patrimonio del nostro territorio Vedo l’esigenza di investire su un nuovo modello di agricoltura che valorizzi le peculiarità della nostra dimensione. C’è ancora necessità di spostare il flusso turistico dalla costa all’entroterra, attraendo nuova clientela estera, dalla Russia, dal Nord Europa, anche dal Medio Oriente. E’ assolutamente necessario che i giovani sviluppino impresa e che ogni loro buona idea, in qualsiasi campo, possa essere valutata e se sostenibile incentivata. D’altro canto, gli stessi giovani devono essere  consapevoli che occorre grande professionalità e determinazione, quindi serietà, competenza, volontà, flessibilità”. Insomma basta “bamboccioni”. “Sicuramente. Ma credo che i nostri ragazzi, liberati da un eccesso di protezionismo familiare e formati attraverso percorsi scolastici, professionali e universitari adeguati, abbiano tutte le carte in regola per farcela”. E’ passata un’oretta da quando l’Ing. Patata, appena tornato dalla Polonia, mi ha ricevuto. La terza telefonata sostenuta in un inglese fluente ci coglie nel momento del saluto. In mezzo, una brevissima e concreta riunione operativa con due dipendenti in procinto di andare in missione, una direttiva al responsabile della produzione, due chiamate cortesemente rimandate a “stasera, dopo le nove”. Ma soprattutto, la capacità di costruire il futuro,  rimboccandoci le maniche, investendo sul sapere, aprendo menti ed orizzonti.                                                                                                                                                                                              Stefano Conti

16/10/2013 23:19:11

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