Notizie » SLIDER Il Papa ad Assisi. Umbertide si prepara

Umbertide si prepara ad accogliere Papa Francesco che sarà in visita in Umbria, ad Assisi, il 4 ottobre prossimo in occasione della ricorrenza del Patrono d'Italia. Sabato 21 settembre la Conferenza Episcopale dell'Umbria, la Diocesi di Gubbio e la Zona pastorale di Umbertide hanno infatti organizzato una Marcia-Fiaccolata che muoverà da Piazza del Mercato alle ore 21 e proseguirà per piazza Matteotti fino a raggiungere la Chiesa di San Francesco dove si terranno gli interventi conclusivi del sindaco facente funzioni Marco Locchi e del vescovo Mario Ceccobelli. Alla manifestazione più prettamente civile, seguirà poi un momento di preghiera presso la Chiesa di San Francesco con la celebrazione dell'adorazione. La Marcia-Fiaccolata non è infatti rivolta soltanto ai credenti, ma a tutte le componenti cittadine che si ritroveranno ad Umbertide, come accadrà anche in altre realtà dell'Umbria, per dire “no” alla crisi economica, politica, sociale e di valori che sta umiliando la convivenza sociale e destrutturando le certezze civili a vantaggio di chi persegue vantaggi economici e finanziari, e per riscoprire, nel messaggio di San Francesco d'Assisi e di Papa Francesco, i motivi per ridestare la speranza, lo spirito di collaborazione e il rispetto per l'altro all'insegna di un rinnovamento etico e morale in ogni ambito della società. E' chiesta quindi la partecipazione di tutti che, con fiaccole, striscioni e cartelli, potranno lanciare anche da Umbertide un messaggio di pace e di speranza.  

24/09/2013 18:41:48

Notizie » Economia INFORMAZIENDA: Palestra per aziende

Dal 1° Settembre 2013 è attivo il blog www.InFormAzienda.com, un progetto di In.Ser.T. srl di Umbertide e del Dott. Roberto Alunno Violini, responsabile e socio di In.Ser.T. Questo blog è dedicato a tutti coloro che credono nel valore della formazione e dell'informazione. È nato per favorire la condivisione di esperienze positive e storie di successo, ottimismo, cultura. Nasce affinché le storie positive possano finalmente fare notizia. Ciò che va sottolineato è che le aziende rimangono in forma quando l'imprenditore è motivato, ispirato e pronto a formare la sua professionalità continuamente. Un miglioramento continuo troppo spesso trascurato che deve tornare ad innescare il circolo virtuoso per l'azienda moderna. Non importa il settore di appartenenza, il tipo di attività, se si tratta di un'azienda storica o uno startup, un'azienda strutturata o un libero professionista: tutti hanno a che fare con clienti, relazioni e marketing e tutti possono trarre spunti per iniziare il proprio circolo virtuoso e raccontare poi sul blog, proprio loro, un nuovo caso di successo. Accedendo al sito, oltre al messaggio di benvenuto, potrete già godere la lettura di un interessantissimo articolo su come affrontare il periodo di crisi con 3 semplici consigli. Inoltre, potrete accedere alle varie sezioni che compongono il blog, scoprendo interviste e curiosi casi di successo. Tutti i contenuti sono completamente gratuiti, iscrivendosi alla newsletter si riceve notifica dei nuovi post.  www.informazienda.com

13/09/2013 11:12:55

Notizie » Economia Intervista a Luca Panichi - Presidente Coldiretti Perugia

  Presidente Panichi, come sta affrontando Coldiretti questo difficile momento per l’economia e quindi per il Paese?    «Coldiretti cerca di far fronte a questa difficile fase, proponendo un Progetto economico al Paese, quello per “una filiera agricola tutta italiana”, che si fonda su un’idea semplice ma importante, ovvero sulla valorizzazione della diversità, esclusività e unicità del nostro territorio e del nostro cibo made in Italy e made in Umbria. Il progetto punta a creare una filiera italiana al 100%, in cui tutti i processi devono avvenire in Italia, dalla produzione agricola alla trasformazione effettuata nel nostro Paese, a vantaggio non solo degli agricoltori, ma di tutta la società, l’economia e dei nostri territori. Con il progetto per una “filiera agricola tutta italiana”, si sta creando una rete di produttori di vendita diretta, che va incontro alla domanda e alle esigenze sempre più forti di made in Italy agroalimentare, da parte dei cittadini-consumatori. Anche in Umbria, il progetto sta trovando concretezza con un crescente successo delle iniziative di “filiera corta” nei Mercati e nei Punti aziendali accreditati di Campagna Amica, cui si stanno aggiungendo le Botteghe, un nuovo e moderno canale commerciale dei prodotti agroalimentari. Il progetto Coldiretti interessa comunque i vari comparti del settore primario e quindi anche le “commodities”, verso le quali si sta sviluppando un’azione altrettanto forte, come dimostra tra l’altro la creazione della Holding Consorzi Agrari d’Italia, ma grande è l’attenzione riposta anche sulle varie filiere, quella zootecnica, del tabacco, vino e olio o verso le nuove energie alternative e sul credito, grazie a CreditAgri Italia, consorzio di garanzia fidi di Coldiretti, che fornisce assistenza e consulenza alle imprese per facilitarne l’accesso al credito. Una serie di opportunità quindi, per superare le inefficienze dell’agroalimentare italiano, per far fronte alla crisi, con gli imprenditori agricoli che si candidano a diventare i veri protagonisti del proprio futuro. L’Italia comunque, deve tornare a fare l’Italia. L’agricoltura è radicata nel nostro territorio, non può “delocalizzare”; essa difende e valorizza l’ambiente».   Proprio il progetto Campagna Amica, si interseca con una delle vostre “battaglie storiche” quella della difesa del Made in Italy agroalimentare.   «Campagna Amica fa perno sulla filiera corta e sulla vendita diretta degli imprenditori agricoli di produzioni tracciate e di qualità, legate ai nostri territori. Finalmente quasi tutti hanno capito che il chilometro zero, oltre a creare economia e socialità, è stato uno strumento straordinario per riscoprire i nostri territori e valorizzare le distintività per conquistare il mondo che è il nostro mercato.Proprio in difesa dell’autentico made in Italy agroalimentare, Coldiretti ha portato avanti in questi anni tante iniziative per l’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta di tutti gli alimenti: tanto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare, per la sicurezza dei cittadini-consumatori e per consentire loro di fare degli acquisti consapevoli. Inoltre, in quest’ambito, è necessario sempre più, contrastare “l’italian sounding”, ovvero quei prodotti con nomi che “suonano come italiani”, ma che italiani non sono affatto e che invece costano all’economia del nostro Paese ben 60 miliardi di euro all’anno. Una “pratica” questa, che finisce per danneggiare le vere imprese agricole di casa nostra e il nostro sistema economico/occupazionale, ma che disorienta ed “inganna” anche i consumatori».   Quali gli altri impegni di Coldiretti?   «Occorre puntare su un modello di sviluppo sostenibile del nostro territorio, che favorisca la crescita di un’agricoltura con nuovi sbocchi di mercato e in grado di assicurare anche servizi a favore della collettività. Coldiretti intende valorizzare in generale la multifunzionalità delle imprese agricole anche mediante possibili protocolli d’intesa con la pubblica amministrazione, per la manutenzione e promozione del territorio, ad esempio. Coldiretti è impegnata anche riguardo le prospettive della promozione turistica connessa con l’agricoltura, per garantire nuove infrastrutture nel territorio e promuovere le energie rinnovabili di origine agricola, ma allo stesso tempo combatte con forza anche annose problematiche, come quelle legate alla carenza di risorse idriche ai fini irrigui, o alla tutela ambientale. Infine ma non per importanza viene posto grande impegno su questioni che stanno particolarmente a cuore agli imprenditori agricoli: dai danni causati dalla fauna selvatica al settore, alle lentezze della burocrazia che penalizzano le imprese».  

11/09/2013 18:56:07

Sport L'embrione di un settore giovanile nuovo

Punto e a capo. Per rilanciare il calcio giovanile ad Umbertide è necessario un profondo e radicale rinnovamento culturale, organizzativo, tecnico che parta da una seria e costruttiva analisi della ragione per cui l’espressione calcistica locale è ai minimi storici: la  mancanza di un vero interesse per il settore giovanile, limitato a pochissimi generosi dirigenti e ad alcuni tecnici che hanno messo molto del loro in questo fondamentale impegno sportivo ed educativo. Una evidente indifferenza, supportata da una colpevole assenza di serie politiche per lo sport giovanile da parte dell’amministrazione comunale (dove è finito il tavolo per lo sport educativo?), che si è sostanzialmente tradotta in una totale mancanza di investimento economico e formativo nella attività dei giovani da parte delle società principali, allontanando sempre di più i giocatori migliori dalle squadre locali e, quel che è peggio, i ragazzi e le famiglie dall’ambiente calcistico. Da qui occorre ripartire, con un progetto nuovo che individui almeno tre obiettivi. Il primo obiettivo dovrebbe essere quello di eliminare la miope ed improduttiva frammentazione che caratterizza oggi l’attività calcistica giovanile: ogni società tende a farsi un suo settore giovanile, competendo all’interno del mercato locale, ristretto e povero, a discapito della completezza e della qualità dei gruppi, quindi dei risultati formativi ed agonistici. Il secondo obiettivo dovrebbe essere quello di impostare una programmazione delle attività condivisa tra le diverse società, basata sulla formazione dei ragazzi e su una gestione collaborativa delle risorse umane, tecniche, economiche, strutturali a disposizione. Il terzo obiettivo dovrebbe essere quello di sperimentare nuove metodologie pluridisciplinari con i bambini dai 6 ai 10 anni, in modo da favorire uno sviluppo psico fisico equilibrato e completo ed evitare l’abbandono precoce della pratica sportiva. Ma chi è in grado di mettere in atto, seppure in maniera graduale, tutto ciò? Occorrono giovani leaders, capaci di andare oltre quel clima rancoroso ed arido che caratterizza oggi i rapporti tra le società locali. Persone capaci di cambiare metodi e regole del gioco, nella gestione delle società e nei rapporti tra esse. Intorno a loro è necessario formare una nuova classe dirigente esclusivamente dedicata al settore giovanile. Una sorta di gruppo di progetto, formato da persone motivate e competenti, espressione di società diverse (Agape, Tiberis, Montone Pierantonio, Montecastelli). Esiste già qualcosa di concreto ed importante: la collaborazione che sta nascendo tra  la dirigenza Agape e la nuova dirigenza che ha in gestione Tiberis. Una scelta intelligente, responsabile e lungimirante, che occorre sostenere. Diamo loro fiducia. Diamogli una mano.

11/09/2013 18:51:00

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