Notizie » Società Civile Il gioco d'azzardo: perdi è matematico

Al Gioco d'azzardo si perde...è matematico!” è il titolo della conferenza spettacolo che lunedì 4 novembre si terrà ad Umbertide prima e a Città di Castello poi coinvolgendo gli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti di istruzione secondaria superiore al fine di informare e sensibilizzare i giovani sui rischi derivanti dal gioco d'azzardo. La conferenza spettacolo è stata promossa dall'Osservatorio per le dipendenze “Cities” insieme ai Comuni di Umbertide e Città di Castello e sarà curata da Paolo Canova e Diego Rizzuto, un matematico ed un fisico torinesi che nel 2009 hanno dato vita alla campagna di informazione sulla matematica del gioco d'azzardo “Fate il nostro gioco” che ha avuto grande successo in tutta Italia conquistando le prime pagine dei giornali e i salotti televisivi. Il loro obbiettivo è quello di fare della matematica uno strumento di prevenzione, dimostrando attraverso calcoli e formule che al gioco d'azzardo si perde, come dice il titolo della conferenza-spettacolo, matematicamente. “È la terza iniziativa che l'Amministrazione Comunale promuove per sensibilizzare la popolazione sui rischio del gioco d'azzardo, fenomeno che nei periodi di crisi diventa ancora più appetibile – ha affermato l'assessore Bagnini – Crediamo che questa conferenza spettacolo sia un'iniziativa valida perché non si limita a fare raccomandazioni ma fornisce una spiegazione razionale sul perché al gioco d'azzardo si perde”. “Se prima il gioco d'azzardo coinvolgeva soltanto i facoltosi, oggi si assiste ad una democratizzazione del fenomeno che porta però spesso alla rovina tante famiglie – ha aggiunto l'assessore tifernate Ciubini – Dobbiamo insegnare ai nostri giovani che il denaro si guadagna soltanto lavorando onestamente e che per una persona che vince al gioco ce ne sono tantissime che perdono”. “E' un'iniziativa che il nostro istituto ha accolto con entusiasmo perché affronta una tematica sociale con metodo scientifico – ha detto la dirigente scolastica Burzigotti – Oltre a dare una risposta alla classica domanda 'a cosa serve la matematica' è anche un modo per spiegare in maniera razionale e scientifica cosa sta alla base del gioco”. Le conferenze spettacolo si terranno lunedì 4 novembre alle ore 8,45 presso l'aula magna dell'istituto “Leonardo Da Vinci” per gli studenti di Umbertide e alle ore 11,30 presso la sala Officina della Lana del Centro di formazione professionale “Bufalini” di Città di Castello per gli studenti tifernati. Studenti del oell?istituto di UMbertide che hanno frequentato il corso di matematica superiore  

31/10/2013 15:35:51

Notizie » Società Civile Il consigliere Orazi e il centro sinistra

Chiarisce la posizone dentro il centro sinistra il consigliere Luigino Orazi "Il PD vota in Consiglio Comunale un documento presentato dal PSI per dire che il consigliere Luigino Orazi è “brutto e cattivo”. Il cane che porta a spasso il padrone, si direbbe. A meno che ….. qualcuno e qualcosa abbia disturbato il “manovratore”. Risposta. Il consigliere Orazi rappresenta in Consiglio Comunale il movimento Umbertide Aperta, dunque non se stesso. Il movimento Umbertide Aperta, che non ha né padrini né padroni,  ha pubblicamente messo a disposizione dei cittadini, delle forze politiche e dell’amministrazione un programma, con tanto di obiettivi ed interventi, e lo sta approfondendo attraverso la presentazione di proposte in materia di lavoro, scuola, sanità, servizi, urbanistica, sport, cultura, sicurezza con l’intenzione di aprire un confronto costruttivo utile alla crescita di Umbertide. Nella sua iniziativa il movimento Umbertide Aperta si avvale della preziosa collaborazione di cittadini che partecipano le loro idee e la loro professionalità, senza vincoli di tessere o appartenenze. Sul piano politico il movimento Umbertide Aperta si colloca nell’area del centro sinistra, ed in particolare nella sinistra riformatrice che fa riferimento al socialismo europeo. Molti di noi hanno votato PD. Ciò premesso, sarebbe opportuno valutare l’iniziativa del consigliere Orazi e di Umbertide Aperta sulla base delle proposte presentate, senza minimamente avere la presunzione di imporle quanto piuttosto l’obiettivo di discuterle. E dove si dovrebbero discutere se non in Consiglio Comunale? E’ questa la lesa maestà che si imputa ad Orazi? Allora diciamo con chiarezza che nonostante le minacce politiche ci sentiamo a maggior ragione in dovere, ancor prima che in diritto, di continuare con determinazione la nostra azione. Perché necessaria ad elevare il livello e la qualità della riflessione politica e culturale. Perché indispensabile a liberare Umbertide da un regime profondamente asfissiante e clientelare. Perché tesa a valorizzare la capacità di iniziativa uscendo dalla gabbia di controllo e di intimidazioni che purtroppo caratterizza il modus operandi di una certa dirigenza, politica ed amministrativa. Non è questione di partiti, ma di “stile”. Appunto di personalismi, più o meno onorevoli. Possibile che nel PD locale e nel centro sinistra, dove pure ci sono persone e personalità di assoluto valore, siano tutti servi di questo sistema di potere, da rottamare? Per quanto ci riguarda siamo comunque disponibili ad un confronto trasparente e costruttivo con tutti coloro che hanno prioritariamente a cuore il futuro e lo sviluppo di Umbertide, al di là delle ragioni di partito e di interessi particolari " Umbertide Aperta

28/10/2013 21:36:10

Notizie » Società Civile Il cantiere mai chiuso della Fornace

Una cattedrale nel deserto, abbandonata e usurata dal tempo. Solo così può essere definita La Fornace di Umbertide, comune di 15 mila abitanti in provincia di Perugia. Il complesso comprende 15 edifici, per un totale di 72 appartamenti, spazi riservati a esercizi commerciali e 12 villette a schiera, sorti su un’area della città tra il centro storico e il fiume Tevere, dove un tempo operava una fabbrica di mattoni. LAVORI DA 10 MLN DI EURO. Progettato secondo criteri di bioarchitettura a basso impatto ambientale, è ormai in condizioni di semi-abbandono. I lavori, cominciati nel 2005 e costati più di 10 milioni di euro, non sono mai stati ultimati, nonostante manchi uno solo degli edifici previsti. Il complesso fa parte di un ampio progetto di riqualificazione dell’area promosso dal Comune di Umbertide e dalla Regione Umbria e diviso in due parti: un'iniziativa mista pubblico-privato e un'altra - quella della Fornace - interamente affidata ai privati. Peccato che la maggior parte degli imprenditori interessati al progetto siano rimasti coinvolti in diverse inchieste giudiziarie. IMPRENDITORI INDAGATI. Il primo è Gabrio Caraffini, proprietario dell’area su cui sorge la Fornace, arrestato nel 2011 per bancarotta fraudolenta. La sua Gepafim holding avrebbe rilevato con fondi illeciti l’amministrazione straordinaria di due società di Casale Monferrato, la Iar Siltal e la Silia spa. All’origine di questo presunto illecito c’era un capitale di 53 milioni di euro, frutto della vendita di alcuni terreni acquistati dall’imprenditore molisano Raffaele Di Mario e, secondo gli inquirenti, passati a Caraffini con una serie di false fatturazioni. DA CARAFFINI A DI MARIO. È proprio Di Mario il secondo protagonista dell'odissea Fornace. La sua Dima costruzioni venne scelta da Caraffini per eseguire i lavori a Umbertide. Subito dopo la Dimafin, holding del costruttore molisano, acquistò l’intera area e Di Mario diventò allo stesso tempo proprietario e titolare dei lavori. Alla fine del 2008, però, un altro cambio: Di Mario conferì la proprietà del terreno della ex Fornace e i permessi di costruzione al fondo immobiliare Diaphora 1, gestito dalla Sgr altoatesina Raetia, ora in liquidazione. Nel marzo del 2011 il Tribunale di Roma ha dichiarato il fallimento della Dima costruzioni: debiti con le banche per circa 500 milioni di euro e più di 1000 dipendenti rimasti senza lavoro. Un mese dopo, Di Mario è stato arrestato con le accuse di bancarotta fraudolenta, reati finanziari e false fatturazioni, per il fallimento della società controllata Niccodemi e la vendita a Banca Italease del centro commerciale romano Dima shopping Bufalotta. Raetia Sgr, dopo il fallimento, ha affidato i lavori, che erano di fatto bloccati, alla ditta De Rosa Cosimo costruzioni. A marzo 2012 il grosso del complesso era stato realizzato. Mancava soltanto la ricostruzione dell’edificio dell’ex Fornace dove sarebbero dovuti sorgere tre locali commerciali, un attico da 190 metri quadrati e altri spazi per servizi. MANCANZA DI CONVENIENZA. Finora l’edificio non è stato ancora costruito, «per mancanza di convenienza da parte del privato», dicono dal Comune di Umbertide. Nel frattempo, le indagini della guardia di finanza sul gruppo Di Mario sono arrivate a una svolta. Gli inquirenti sostengono che le banche abbiano avuto un ruolo fondamentale nel fallimento dell'imprenditore, spinte dalla volontà di rientrare dei loro crediti. Ed ecco il cuore del nuovo filone d’indagine, emerso l’estate scorsa: il trasferimento di gran parte dei beni e dei terreni del gruppo Di Mario al fondo Diaphora 1 sarebbe stato un escamotage degli istituti bancari per continuare a finanziare l'imprenditore tramite Raetia Sgr. E circa 31 milioni di Iva pagati da Raetia a Di Mario perché li versasse all’erario, in realtà sarebbero stati girati a Unicredit, Italease e Tercas. Sul registro degli indagati, sono finiti ben 29 dirigenti dei tre istituti di credito. FERITA APERTA. Il complesso “La Fornace” è soltanto una piccola parte degli oltre 204 milioni di euro di beni che Di Mario ha conferito in Raetia Sgr. Ma rimane una ferita aperta in una cittadina ordinata e immersa nel verde come Umbertide. In realtà secondo il Comune, quasi tutti i documenti per l’abitabilità sarebbero pronti. E per gli appartamenti e le villette già realizzate sarebbero sufficienti dei piccoli lavori di ripristino, oltre agli allacci, ai contatori e ad alcuni collaudi. Ma la zona resta disabitata e il malcontento della popolazione cresce. Assieme al rischio che gli sviluppi giudiziari ostacolino la futura vendita degli immobili. Riccardo Milletti 05 Marzo 2013  

27/10/2013 14:26:53

Attualità » Primo piano La via giudiziaria al congresso. Il Pd di Umbertide querela

Non è più conflitto tra diverse opzioni politiche, si tratta di una guerra fratricida nel Pd. E il suo teatro è Umbertide e i congressi per la elezione del nuovo segretario provinciale perugino. Vie di mediazione non appaiono: l’unica via per una soluzione è quella giudiziaria, invocata da alcuni esponenti. Anzi, con un ultimo comunicato stampa, il Pd umbertidese dichiara che “A seguito di quanto apparso stamane sugli organi di informazione, il Partito Democratico di Umbertide preannuncia querela per diffamazione nei confronti dei sig.ri Chianella Antonello, Bocerani Mario e Rossi Dante Andrea e tutelerà la propria credibilità e onorabilità in tutte le sedi”. Vediamo prima di tutto i fatti. Con  una nota congiunta i candidati alla segreteria provinciale del PD  Rossi, Bocerani e Chianella hanno chiesto ieri alla presidente del Comitato di Garanzia, Cecilia Mazzoni, e al Presidente del Comitato provinciale dei Garanti Igino Pippi,di invalidare l’esito delle assise svoltesi a Umbertide. Queste la argomentazioni addotte al riguardo dai tre ricorrenti: “I sottoscritti Dante Andrea Rossi, Mario Bocerani e Antonello Chianella denunciano le gravi irregolarità verificatesi questa mattina a Umbertide. Infatti all’apertura delle assemblee di circolo è stato violato l’art. 7 comma 4 del Regolamento Congressuale che prevede la composizione di Presidenze che garantiscano la rappresentanza di ogni candidato ed è stata impedita la presentazione delle liste collegate ai sottoscritti, relative alle elezioni alla Segreteria Provinciale del Partito Democratico di Perugia. Accampando inesistenti ritardi nella presentazione delle liste stesse, i componenti dei seggi, in assenza di Garanti del livello provinciale, hanno di fatto permesso la sola presentazione delle liste collegate a Valerio Marinelli impedendo in tal modo il regolare confronto tra i candidati concorrenti, in spregio al Regolamento Congressuale e alle indicazioni e raccomandazioni espresse anche dai vertici nazionali del partito. Si chiede pertanto l’annullamento delle votazioni tuttora in corso ad Umbertide. In caso contrario i sottoscritti porteranno la grave violazione delle più elementari regole democratiche, all’attenzione della segretaria nazionale per i provvedimenti del caso”.  La dura replica del Pd umbertidese non si è fatta attendere ed è la cartina tornasole dello stato di un partito perennemente in conflitto personale. Il Pd di Umbertide minaccia perfino il ricorso alle vie giudiziarie per difendere la sua onestà: “A fronte di un risultato congressuale così chiaro – dicono i dirigenti umbertidesi del Pd -, apprendiamo che i candidati Chianella, Bocerani e Rossi hanno vergato una nota nella quale si denunciano presunte ‘gravi irregolarità’ che sarebbero avvenute durante lo svolgimento dei congressi ad Umbertide, preannunciando di voler presentare ricorso. È inutile dire che con enorme disappunto il PD di Umbertide ha preso atto della suddetta nota, del tutto infondata e diffamatoria, tendente a screditare con maniere illegittime e del tutto scorrette i risultati congressuali registrati. Il PD di Umbertide, forte del suo operato e consapevole della correttezza delle operazioni congressuali svoltesi, nonché fiero dell’impegno e della serietà profusa,  non tollererà condotte diffamatorie di alcun genere da chicchessia, avverso le quali chiederà conto in tutte le opportune sedi mettendo a disposizione, senza alcun indugio, i verbali congressuali e tutto quanto all’uopo necessario.Per quanto riguarda quanto affermato nella nota si rileva quanto segue. Circa le presidenze dei congressi di circolo, esse sono state costituite regolarmente all’orario stabilito, con la presenza di tutti i rappresentanti dei candidati, ove presenti. Certo, bisogna essere presenti per poter far parte di detti organi; se non ci si presenta c’è poco da dire o da fare. Circa la presentazione delle liste, non corrisponde al vero che siano state ammesse solo le liste collegate a Marinelli. Il candidato Rossi, per esempio, ha presentato la sua lista collegata in un solo circolo, lista che è stata regolarmente ammessa. Stessa cosa per alcune liste collegate a Chianella e Bocerani. Certo, per presentare le liste è necessario farlo all’apertura del congresso, non con due ore di ritardo come è successo in qualche circolo, e soprattutto è imprescindibile farlo rispettando tutte le norme previste dai regolamenti dei congressi. In particolare, abbiamo applicato fedelmente quanto previsto della delibera n. 4 Bis del 22 ottobre 2013, adottata dalla Commissione Nazionale per il Congresso, la quale stabilisce norme chiare e precise a proposito dell’elettorato attivo e passivo. Molte delle liste presentate non sono state ammesse proprio perché candidavano esclusivamente persone prive dell’elettorato passivo in base alla suddetta disposizione, o addirittura non iscritte. Riguardo l’asserita assenza dei garanti del livello provinciale, si tratta di un’accusa davvero ridicola, atteso che il giorno venerdì 25 ottobre, alle ore 19:30 (la sera precedente i congressi, che sarebbero iniziati il mattino successivo alle ore 8) abbiamo ricevuto una telefonata da parte di Laura Mignini (dipendente del Partito Democratico di Perugia), per conto della Presidente della Commissione di Garanzia provinciale, nella quale ci veniva comunicato che nessun membro della Commissione era disponibile a partecipare ai Congressi, e che avremmo dovuto indicare al riguardo iscritti del PD di Umbertide da delegare. Siamo stati costretti, alle ore 22:00 di sera, a recarci di corsa a Perugia per prendere tutto il materiale necessario. Tutto quanto appena detto, assieme al fatto che le contestazioni dei suddetti candidati sono state fatte senza aver neanche preso visione dei verbali, evidenzia una chiara volontà di infangare un risultato netto ed indiscutibile. Siamo disponibili ad ogni necessario confronto nelle commissioni provinciale, regionale e nazionale, cui invieremo copia dei verbali e la presente nota, riservandoci di inviare il suddetto materiale anche alla Procura della Repubblica al fine di tutelare la rispettabilità, l’onestà e l’impegno di tanti militanti e dirigenti del Partito Democratico di Umbertide”.  

27/10/2013 14:15:10

Notizie » Economia Il sistema creditizio in crisi

Il consigliere regionale di Umbertide,  Manlio Mariotti(PD), si dice preoccupato del sistema del credito in Umbria. “L'audizione in Seconda Commissione dei rappresentanti dei sindacati dei lavoratori  del credito - sostiene Mariotti -  ha permesso prendere consapevolezza di un quadro davvero preoccupante sia delle  condizioni di difficoltà del sistema del credito nella nostra regione, sia dello stato delle  relazioni sindacali a seguito della disdetta unilaterale del contratto collettivo di lavoro nazionale da parte dell'Abi”. Mariotti ritiene che occorre evitare che tale situazione “concorra ad aggravare ulteriormente gli effetti della crisi economica e sociale che sta pesantemente investendo la nostra regione. Si riduce la capacità di concedere credito da parte degli istituti  alle famiglie e alle imprese produttive, si indebolisce la consistenza e il radicamento di una infrastruttura fondamentale per rilanciare lo sviluppo dell'Umbria qual è il sistema bancario e si determina, infine, un peggioramento delle tutele occupazionali e dei diritti contrattuali dei lavoratori del settore”. L'esponente del PD ritiene “grave e inaccettabile”  la scelta di Abi. “La motivazione che l'ha determinata – spiega - non è una idea diversa, innovatrice di fare banca oggi, ma semplicemente la  volontà  di recuperare margini di efficienza e produttività. E lo si fa -  spiega - cancellando il contratto nazionale e la natura collettiva della contrattazione, introducendo nel comparto la pratica delle procedure di licenziamento unilaterale, mettendo le organizzazioni sindacali di fronte al ricatto di scegliere tra rifinanziamento del fondo per i prepensionamenti o il rinnovo del contratto di lavoro. Una decisione sbagliata – sottolinea Mariotti - che impedisce di affrontare i veri nodi strutturali di gestione e di governance di gruppi  bancari che, nei fatti, anche in Umbria, prestano meno soldi, o lo fanno prevalentemente a chi ne ha meno bisogno, comunque ad un costo maggiore e, nonostante ciò, vedendo aumentare sensibilmente il livello delle loro sofferenze”.

26/10/2013 16:24:34

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