Notizie » SLIDER Umbertide risparmio energetico: gli studenti girano uno spot

Gli studenti diventano attori per girare uno spot sul risparmio energetico. Ha fatto tappa giovedì mattina in Comune il progetto di educazione ambientale “Energy Door”. Nella sala gruppi della residenza comunale alcuni studenti dell’indirizzo tecnico Iti dell’istituto “Leonardo Da Vinci”, accompagnati dalla responsabile del centro di educazione ambientale Mola Casanova Tatiana Roscini, hanno girato uno spot pubblicitario sul risparmio energetico.  Il progetto, ideato ed organizzato dal centro Mola Casanova e finanziato dalla Regione Umbria con fondi Por Fesr, è finalizzato a diffondere una maggiore consapevolezza in materia di risparmio ed efficienza energetica, attraverso una serie di iniziative che inviteranno studenti e cittadini a varcare la porta dell’energia (da qui il nome Energy Door) a scoprire nuove realtà e a farle proprie. Oltre alle visite al centro Mola Casanova e alle varie attività proposte all’interno dello stesso, i ragazzi saranno impegnati anche nella realizzazione di spot pubblicitari incentrarti sul tema del risparmio energetico. Giovedì mattina quindi alcuni studenti si sono calati nelle vesti di attori per mettere in scena un’Italia sempre più preoccupata dal momento che, con le poche risorse economiche a disposizione, non riesce ad acquistare dai paesi Arabi la quantità di petrolio di cui necessita. Fino alla svolta: ridurre al minimo il consumo di combustibili fossili, puntando sulle tante forme di energia alternativa di cui gode il nostro Paese.

18/03/2014 22:44:06

Notizie » Politica Posti da primario a Città di Castello. Si apre la corsa

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. La Giunta regionale ha autorizzato (con delibera n° 83 del 3 febbraio 2014) l’ASL 1 a bandire concorsi per il posto di primario ospedaliero nei settori della “Medicina dello sport”, “Medicina del lavoro” ed “Igiene e Sanità pubblica”. Questi ruoli apicali sono attualmente ricoperti in forza dell’articolo 15-septies della cosiddetta “Legge Bindi” (Decreto Legislativo 229/1999) da professionalità che sono state scelte dal Direttore Generale della ASL all’interno di una rosa di nominativi e non per apposito concorso. Detti incarichi, peraltro, sono stati confermati per un tempo che i sindacati di categoria hanno ritenuto eccessivamente prolungato, in quanto secondo loro detti ruoli sarebbero dovuti essere assegnati tenendo presente l’art. 18 del “Contratto Collettivo Nazionale dei Medici ospedalieri” (che prevede un facente-funzioni per un massimo di sei mesi, rinnovabile al massimo per ulteriori sei) e, in ogni caso,per professionalità inesistenti all’interno dell’azienda sanitaria, come detta la stessa Legge Bindi. Proprio l’azione dei sindacati di categoria ha determinato lo “sblocco” dei concorsi, ma resta da capire quali saranno ora i criteri di scelta dei primariati stessi: se, in sostanza, l’aver già ricoperto il ruolo - pur senza concorso - costituirà corsia preferenziale. Resta il fatto che oggi appare sempre più inopportuna la passata decisione delle ASL di avvalersi, per ricoprire dette apicalità, di professionisti “ex articolo 15-septies” e non per concorso. D’altra parte la stessa Legge Regionale 18 del 2012 aveva come scopo principale la semplificazione e la riduzione delle apicalità, così come lo stesso “Decreto Balduzzi” (D. L. n° 158/2012) ha di fatto vietato proprio gli incarichi dati attraverso il sopra citato art. 15-septies. Restano, infine, da chiarire altri aspetti tecnici e procedurali, come la decisione di prevedere nella nuova ASL 1 una doppia apicalità per “Medicina del lavoro” (nord e sud): una scelta che di fatto va contro lo spirito della L.R. 18/2012. Su tutto questo, tramite l’interrogazione presentata (in allegato), la Giunta regionale è chiamata a fare chiarezza. Andrea Lignani Marchesani

17/03/2014 22:58:01

Notizie » Editoriale Claudio Faloci: una forza tranquilla

L’attesa è diventata realtà. Il candidato sindaco indipendente, nuovo, fuori dai partiti, di garanzia e di sicura competenza amministrativa c’è. Si tratta di Claudio Faloci, attualmente vice prefetto presso Fermo, candidato dalla lista civica “Umbertide Cambia”, un insieme di soggetti, associazioni e persone indipendenti che l'hanno realizzata. L’alto profilo richiesto si è concretizzato nella figura di un cittadino umbertidese che si è fatto strada da solo per i propri meriti e le proprie capacità, ma allo stesso tempo si presenta come un federatore di forze diverse che auspicano il cambiamento e le riforme necessarie. Una figura di garanzia, dunque; non un antagonista, semmai un costruttore e un uomo di Stato. Pensare di avere un prefetto in Comune dà sicurezza e rappresenta quella via verso il cambiamento che può essere una rivoluzione di velluto. A noi pare che la candidatura di Claudio Faloci rappresenti una «forza tranquilla», lontana tanto dalle urla scomposte dell’inesperienza del M5S quanto dalla scelta continuista di apparato del centro sinistra. Bene, quello che più fa piacere è che la lista civica abbia al suo interno anche persone che provengono dalla società civile e che sentono il dovere di contribuire a rendere plurale la scelta dell’elettorato. Il sondaggio sul nostro sito, del resto, auspicava questa direzione. Si tratta ora per Claudio Faloci di legare le diverse forze del cambiamento in una prospettiva non più comunale. Se ci permette, a Claudio, nostro amico, rivolgiamo un appello: quello di legare Umbertide al territorio poiché in questi ultimi otto-dieci anni la città si è isolata, ripiegandosi su stessa per interessi politici esclusivamente personali. Solleciti le risorse, i talenti, le forze e le sensibilità che in città non mancano per rendere Umbertide protagonista in Umbria. Intanto, aspettando sabato per la presentazione ufficiale, possiamo affermare che Umbertide, comunque, con la candidatura di Claudio Faloci ha fatto un passo in avanti. Ci voleva coraggio e non era scontato. Quel lettore che ha chiesto, nel suo commento al nostro fondo, trasparenza e indipendenza ora ha un’alternativa.  

17/03/2014 22:48:13

Notizie » SLIDER Arianna Giunti. Giornalista internazionale d'inchiesta

La giornalista di origine umbertidese ha pubblicato un libro d'inchiesta sulla condizone delle carceri in Italia. La “cella liscia” è una cella completamente vuota dove vengono rinchiusi i detenuti che devono essere puniti. Giacciono nudi, al buio, tra i loro stessi escrementi. L'isolamento di chi ci finisce dentro viene rotto solo dall'ingresso degli agenti che vengono a portare  da bere. Ma non si tratta di un evento piacevole perché l'acqua è accompagnata da botte, schiaffi e frustate. Una pratica aberrante che provoca l'annichilimento e l'annientamento psicologico del detenuto. Una vera forma di tortura di cui nessuno parla ma che Arianna Giunti, giornalista d'inchiesta, è riuscita a raccontare attraverso le testimonianze di detenuti e dei loro familiari nel suo e-book “La Cella Liscia. Storie di ordinaria ingiustizia nelle carceri italiane” (Informant)   http://inform-ant.com/it/ebook/la-cella-liscia.-storie-di-ordinaria-ingiustizia-nelle-carceri-italiane.   Attraverso racconti, cifre, atti giudiziari, statistiche e fatti di cronaca, Arianna Giunti ci accompagna in una sconvolgente odissea nell'inferno del sistema penitenziario del nostro paese, rivelando una realtà inquietante e claustrofobica, che non offre possibilità di riscatto. Pestaggi, suicidi sospetti, abusi di potere e torture. Non è un caso se, stando ai dati ufficiali di dicembre 2013, l'Italia è terza - dopo Russia e Ucraina - per numero di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.   Come nasce l'idea di questo libro? Per lavoro mi trovo spesso a trattare il tema carcere ma non avevo mai sentito parlare della “cella liscia”. Il primo a nominarla fu il padre di un detenuto che stavo intervistando. Devo ammettere che all'inizio ero scettica. Così cominciai ad indagare. Non avrei mai immaginato che fosse solo la punta di un iceberg...   L'inchiesta di Arianna Giunti, infatti, non si limita a denunciare questa forma di tortura che continua ad essere inflitta nel silenzio. Va a fondo anche su altri temi importanti - e raramente trattati - come la malasanità nelle carceri e le difficoltà di reinserimento nella società dei detenuti una volta scontata la pena. Non vengono raccontati numeri. Vengono raccontate persone. Come ogni grande narratore, Arianna Giunti ha la straordinaria capacità di riuscire a dare un'anima ai personaggi implicati nei fatti che racconta e, al tempo stesso, riesce a catturare con precisione e a rendere con chiarezza il problema sociale di cui sono l'emblema.   Fare la giornalista d'inchiesta è un lavoro duro. Come ti sei “fatta le ossa”? Dopo aver lavorato in diverse redazioni, sono passata a una piccola agenzia di stampa. Il lavoro era totalmente diverso. Non ero più “protetta” dalla redazione. C'eravamo solo io e la notizia, senza filtri. Questo significa che mi trovavo nel bel mezzo di uno scontro o sulla scena di un omicidio e dovevo riuscire a fare il mio lancio. A raccontare quello che stava accadendo, senza lasciarmi offuscare dalle emozioni. Per me è stato l'ostacolo più duro da superare ed è una palestra che raccomando a tutti quelli che vogliono fare questo lavoro.   Nel 2010, Arianna Giunti vince il premio Guido Vergani come miglior cronista dell'anno “under 30” per un'inchiesta su un caso di malagiustizia. I protagonisti sono una coppia di genitori ingiustamente separati dai propri figli. Per sei anni, ha raccolto pareri, dati e testimonianze. Alla fine, i suoi sforzi sono stati premiati. Dopo sei anni, infatti, il Tribunale dei Minorenni di Milano ha rivisto la sentenza consentendo il ricongiungimento del nucleo familiare.   Ma l'attività di Arianna Giunti non si limita al nostro paese. Ha raccontato anche orrori e speranze in toccanti reportage da Gaza e Tel Aviv. Oggi potete seguirla su Twitter (@AriGiunti), sul suo blog mafiagiustizia.it, su radio Capital o sulle pubblicazioni del gruppo L'Espresso.   Prima di lasciarla le ho fatto un'ultima domanda...   Tra i grandi giornalisti italiani, chi consideri il tuo mentore? Dino Buzzati. Non solo per aver scritto romanzi come “Il Deserto dei Tartari” e “Un Amore” ma anche perché non si è mai montato la testa. A differenza di molti altri colleghi che raggiunta una certa fama disdegnano la cronaca, Dino Buzzati continuò a farla anche quando divenne una firma da prima pagina. Laura Nuti.  

17/03/2014 13:12:13

Notizie » SLIDER Record di iscrizioni al Da Vinci di Umbertide

Cresce ancora il consenso degli studenti del territorio verso l'Istituto Superiore di Umbertide. Per il quarto anno consecutivo è stata superata quota 200 e quest'anno è 219 il nuovo record di alunni iscritti che frequenteranno il prossimo settembre uno dei sette indirizzi di studio offerti dall’Istituto umbertidese. Tutti (salvo pochi ritardatari) hanno effettuato l'iscrizione on line entro il termine del 28 febbraio, come richiedeva la nuova normativa: la maggior parte delle famiglie ha provveduto in modo autonomo all'inserimento on line della domanda, gli altri sono stati supportati dalla segreteria della scuola che è rimasta sempre a disposizione dei genitori. I nuovi alunni sono ben distribuiti su tutti i sette indirizzi di studio del Campus - Liceo scientifico, Liceo delle scienze applicate, Liceo linguistico, Liceo delle scienze umane, Liceo economico-sociale, Istituto tecnico in Meccatronica, Meccanica ed Energia ed Istituto professionale dei Servizi commerciali-.  Gli indirizzi più gettonati, quest’anno, risultano il Liceo delle scienze applicate, che ha raddoppiato le iscrizioni dello scorso anno, e il Liceo scientifico, ma nessuno degli altri ha diminuito le iscrizioni, compreso l'indirizzo Tecnico di nuova istituzione e l'indirizzo professionale dei Servizi commerciali. I nuovi studenti provengono per più della metà dal Comune di Umbertide e per il resto da Città di Castello, Montone, Pietralunga, Lisciano Niccone, Cortona, Gubbio e dalle zone limitrofe di Perugia (Ponte Felcino, Solfagnano, Ponte Pattoli, Resina, Bosco, Casa del Diavolo, Ramazzano), collegate con ottimi servizi di trasporto che dall’inizio di questo anno scolastico sono stati  rafforzati e resi più capillari, come richiesto dai genitori. Si può dire, quindi, che l'offerta formativa dell'Istituto di Umbertide è, oggi, perfettamente funzionale ai bisogni dell’utenza del territorio.  “L'ampio ventaglio di indirizzi che possono essere frequentati oggi al Campus Leonardo da Vinci è certamente una carta vincente dell'Istituto, - affermano i docenti della Commissione orientamento, coordinata dalla prof.ssa Carmen Nuzzaci - ma sicuramente sulla scelta delle famiglie incidono anche altri punti di forza della nostra scuola: l'attenzione alla qualità della didattica, assicurata da docenti giovani e stabili che aggiornano costantemente le loro competenze, il clima sereno in cui i ragazzi possono vivere positivamente la loro esperienza scolastica, la vivacità culturale e progettuale che aumenta la motivazione degli studenti, la capacità di confrontarsi con la "globalità" valorizzando le risorse locali, la qualità delle strutture, degli spazi e delle strumentazioni laboratoriali sulle quali l'Istituto investe costantemente, il saper costruire sempre nuove opportunità per i ragazzi in ottica europea”. A proposito di innovazioni ed opportunità, i nuovi iscritti potranno contare, a settembre, su novità prestigiose alle quali la dirigenza e il suo staff stanno già lavorando. L’Istituto ha infatti già avviato le procedure per ottenere dalla prestigiosa Cambridge University l'accreditamento come Cambridge International School che permetterà di attivare “Licei Internazionali” al termine dei quali si otterrà la “maturità” internazionale, riconosciuta dalle Università italiane e straniere anche per l'accesso alle lauree a numero programmato. ”Contiamo di concludere la procedura di accreditamento presso l'Università di Cambridge entro l'estate, in modo da attivare dal prossimo anno scolastico il Liceo Internazionale, che grazie al potenziamento dello studio di alcune discipline in lingua inglese, condurrà gli studenti al livello C1 di certificazioni europee  e ad un diploma di stato riconosciuto a livello internazionale”, afferma il dirigente scolastico, prof.ssa Franca Burzigotti. Altra buona notizia è che, finalmente, prenderà corpo il progetto di ampliamento dell’edificio, ormai indispensabile. Già inserito nel piano triennale dei lavori pubblici della Provincia di Perugia, troverà copertura finanziaria nei fondi per l'edilizia scolastica già stanziati. L'ampliamento assicurerà l'aumento di 10/12 aule e di nuovi ampi laboratori dedicati soprattutto all'indirizzo tecnico di nuova istituzione. Nel frattempo è stata avviata una serie di lavori interni all'Istituto che permetteranno di migliorare la logistica e di recuperare immediatamente alcune aule e laboratori. 

17/03/2014 12:08:42

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