Notizie » SLIDER Acqua salata: bolletta da 20mila euro

Un bel giorno, senza che nulla di anomalo fosse accaduto in quel periodo, ti vedi recapitare una fattura dell’acqua pari a 20.358 euro e qualche spiccio. Ci sarà un errore, pensi. Invece no. È anche peggio: c’è stata una perdita di oltre 5.000 metri cubi d’acqua sotto casa e nessuno se n’è accorto. Cinque milioni di litri! Tanto per fare un paragone: una piscina da abitazione normale tiene circa 140 metri cubi d’acqua. Dunque, la sorpresa si trasforma in preoccupazione, per i soldi da pagare, ma prima ancora per gli eventuali danni che quest’acqua, uscita da chissà dove nel tragitto di tubo che va dal contatore al rubinetto, può avere recato alla stessa struttura del palazzo. Perché il problema è anche capire dov’è finito quel mare d’acqua, visto che né l’utente interessato né altri condomini hanno rilevato problemi o danni. Non è una favola. È un caso reale, successo ad Umbertide, ancora in una fase di contenzioso. Da qui la riservatezza. La rilevanza della notizia sta nel fatto che la stessa cosa può capitare ad ognuno, dunque parlarne può servire anche per prevenire. Umbra Acque, azienda pubblico / privata che gestisce il servizio, sostiene che è diritto / dovere dell’utente leggere periodicamente il contatore (auto lettura). Così facendo anche il nostro Gino (nome di fantasia) avrebbe potuto constatare la perdita. In realtà nemmeno l’auto lettura avrebbe consentito di evitare del tutto il danno poiché in un mese, nella circostanza come quella descritta, sono usciti verosimilmente più di 1000 metri cubi d’acqua (per l’esattezza 2.125 in meno di due mesi). La questione rileva dunque per altri punti di vista, che riguardano il controllo informatizzato delle erogazioni, la verifica del buon funzionamento degli stessi contatori, la valutazione della colpa o del dolo dell’utente, nonché un aspetto etico, generato da un messaggio rivolto a tutti i cittadini che possiamo leggere nella stessa bolletta: “evita gli sprechi, l’acqua è vita”. Sacrosanto. Salvo poi ricordare che la rete idrica regionale perde il 40% della risorsa. Andiamo un po’ nel dettaglio della vicenda. Gino è venuto a conoscenza della perdita d’acqua a fine dicembre 2013, soltanto grazie al fatto che la persona in quel momento incaricata della lettura si è preoccupata (non tenuta a farlo) di avvertire l’utente di una evidente anomalia, dato che il contatore, visibilmente “impazzito”, segnava 6.301 metri cubi di consumo, una enormità rispetto alla lettura precedente. Lettura fatta però meno di due mesi prima, il 5 novembre 2013, quando lo stesso contatore segnava 4.176 metri cubi, per un consumo mensile pari a 527 metri cubi a fronte degli storici 30, già rivelando o un uso improprio dell’acqua, una possibile perdita occulta di notevoli dimensioni, oppure un malfunzionamento nel conteggio (la lettura del mese di aprile è infatti pari a 1002 mc). Perché nessuno ha contattato l’utente in quel momento? Questa doverosa attenzione da parte dell’azienda, forse un diritto / dovere in base all’art. 16 del regolamento sulle acque potabili, avrebbe evitato l’ulteriore perdita di oltre 3000 metri cubi avvenuta proprio nei mesi di novembre e dicembre. E qui sta un primo problema di correttezza, che potrebbe sfociare in una vera e propria vessazione nei confronti del cliente. Ma è poi possibile che non si può dotare la rete di strumenti informatici atti a controllare il flusso dell’acqua, evidenziando particolari anomalie, o tecnici (ad esempio limitatori di pressione) in grado di prevenire danni alle tubazioni? Chi controlla il buon funzionamento dei contatori? Potrebbero misurare in maniera sbagliata. Può un utente chiederne la verifica ad un tecnico di sua fiducia? Morale: il cittadino, che paga profumatamente il servizio più della stessa risorsa che utilizza, potrebbe essere considerato e tutelato di più dall’azienda. Esercitando una informazione tempestiva e magari adottando forme assicurative che intervengono a fronte di eventi importanti. Ovviamente dopo aver accertato, come in questo caso, che non ci sia dolo  da parte dell’utente.

05/05/2014 22:40:18

Attualità » Primo piano Non rispettano le misure restrittive. Denunciate quattro persone fra Umbertide e C. di Castello

Durante l’ultimo fine settimana, gli uomini del Commissariato di Polizia di Città di Castello hanno svolto un’intensa attività di controllo nei confronti di soggetti sottoposti a misure restrittive quali arresti domiciliari e sorveglianza speciale. Le verifiche riguardanti il rispetto della vigente normativa e degli obblighi imposti dalla legge, hanno interessato una ventina di soggetti e tutto il territorio di competenza del Commissariato. Due nordafricani rispettivamente di 28 e 37 anni posti agli arresti domiciliari, residenti a Città di Castello, sono stati trovati in compagnia di altri connazionali, violando le prescrizioni imposte. Per tale ingiustificato motivo, sono stati deferiti alla competente A.G., chiedendo la revoca del beneficio ottenuto. Un cittadino italiano, di origine campana, dimorante in Umbertide, sottoposto agli obblighi della sorveglianza speciale, in conseguenza della quale avrebbe dovuto rincasare entro le ore 22.00, è stato trovato all’interno di un locale pubblico. Riaccompagnato presso il proprio domicilio, è stato anch’egli denunciato alla A.G. per la menzionata violazione. Gli agenti della Squadra Volante – Ufficio Prevenzione Generale, hanno denunciato a piede libero alla competente A.G., un cittadino tunisino T.H. di anni 54, per non aver ottemperato all’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro 30 giorni.

05/05/2014 20:50:08

Notizie » SLIDER A Preggio il laboratorio del giocattolo povero

Si sono riaperte le porte della ex scuola di Preggio, ormai chiusa da due anni. Grazie ad un’iniziativa della Proloco, in collaborazione con il Comune di Umbertide e il Secondo Circolo Didattico di Umbertide, la vecchia scuola è infatti diventata il laboratorio del giocattolo povero, pronta ad ospitare gli studenti che vorranno imparare a costruire i giocattoli di una volta, come facevano i loro nonni. Nel corso dell’anno scolastico sono state molte le classi che hanno partecipato al progetto ed in questi giorni sono stati i bambini della scuola primaria di Lisciano Niccone a recarsi presso il laboratorio del giocattolo povero di Preggio; qui sono stati esposti i piccoli giocattoli di un tempo, realizzati con materiali semplici reperiti sul posto direttamente dagli abitanti di Preggio così come facevano un tempo da piccoli. In questa prima giornata i bambini hanno partecipato alla realizzazione di piccoli fischietti in argilla sotto la guida di esperti maestri, Luigi Fosca, Alberto Bufali e Antonio Valentini, lavori che, una volta cotti, saranno decorati dagli stessi alunni. Tutti i giocattoli realizzati, compresi quelli costruiti dai partecipanti all’attività di laboratorio, saranno poi inseriti in un piccolo museo del giocattolo povero, aperto a tutti, presso i locali della ex scuola. L’auspicio della Proloco di Preggio è che tale iniziativa possa continuare anche nei prossimi anni coinvolgendo sempre di più bambini e ragazzi e magari anche adulti che, con la semplice manipolazione, potranno dare libero sfogo alla propria creatività e fantasia stando al contempo a contatto con le persone, i profumi e i colori che solo la natura di questi luoghi sa regalare.

05/05/2014 12:49:45

Notizie » SLIDER Nadia Toffa ad Umbertide

Ha spiegato i rischi del gioco d’azzardo snocciolando numeri e statistiche e risposto alle tante domande e curiosità avanzate da un pubblico attento e stimolato. Protagonista Nadia Toffa, la “Iena” dell’omonima seguitissima trasmissione televisiva che grazie alla sua grinta e professionalità è riuscita a svelare un mondo sconosciuto e impensabile, fatto di gente che arriva a bruciare in soli due giorni l’intero stipendio alle slot machine o che scaraventa la figlia giù dal quarto piano per debiti di gioco. Storie di ordinaria follia, episodi di una cronaca che sembra passare quasi in sordina, come se la ludopatia, ovvero la dipendenza patologica dal gioco, non fosse degna di essere chiamata malattia, al pari della dipendenza da alcol o da droga. Di tutto questo si è parlato sabato pomeriggio in un gremitissimo cinema Metropolis dove Nadia Toffa, accompagnata da Pietro Pulcini e Max Ferrigno, ha presentato il suo libro-inchiesta “Quando il gioco si fa duro”, grazie all’iniziativa promossa da Tree Events in collaborazione con Tommy Moroni Eventi & Management. Quante sono le sale slot in Italia, a quanto ammonta il volume d’affari dell’azzardo e come è ripartito tra macchinette, videolottery, Gratta e Vinci, scommesse, perché, se negli ultimi dieci anni la cifra spesa dagli italiani per il gioco è più che triplicata, lo Stato non vede aumentare i suoi introiti; sono solo alcune delle domande a cui Nadia Toffa ha cercato di dare una risposta indagando nel vasto mondo del gioco d’azzardo, fenomeno che coinvolge in Italia almeno 4 milioni di persone. La Iena Toffa, sollecitata anche dalle numerose domande del pubblico, ha ricostruito l’evoluzione del business dell’azzardo, facendo riferimento a quanto lo Stato fa, o non fa, di fronte a quella che si sta rivelando sempre più come una piaga sociale, ha raccontato le tante testimonianze raccolte sul campo, storie esemplari spesso al limite del surreale, e ha fornito indicazioni per riconoscere quando il gioco da puro divertimento rischia di trasformarsi in dipendenza. La serata si è poi conclusa con un aperitivo con dj set a cura dell’associazione Effetto Cinema mentre nel bookshop allestito dalla libreria Liberpucci Nadia Toffa si è intrattenuta con i fans per firmare autografi e scattare fotografie.    (Pietro Pulcini, Nadia Toffa e Max Ferrigno)

04/05/2014 20:21:54

Notizie » Editoriale Umbertide. Amministrative 2.0

Se per web 2.0 si indica l’insieme di quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra sito web e utente, e enterprise 2.0 quelle imprese che adottano questi servizi, perché non chiamare amministrative 2.0 il nuovo modo di agire delle forze politiche, che sempre di più usano i social media, siti internet e blog per far conoscere le loro idee? Il blog di Grillo, gli hashtag di Renzi, tra cui il famoso “#lasvoltabuona”, i post di Alfano e così via, sono tutti esempi di questo modo di far politica, che ha contagiato anche il nostro territorio e i partiti locali. Si sta effettivamente assistendo ad una rivoluzione; le forze politiche umbertidesi lanciano spunti e gli utenti internet commentano, condividono, controbattono facendo diventare la rete come una vera tempesta di idee senza precedenti, come se la nostra piazza Matteotti sia ininterrottamente animata da dibattiti sul futuro della nostra cittadina. Nulla di più bello e affascinante, quasi da far gridare ad una sorta di un illuminismo social,che ha svegliato dal sonno della omologazione e dell’indifferenza tanti umbertidesi, ora più che mai intellettualmente liberi e partecipi delle dinamiche politiche locali. Ma come ogni logica 2.0, anche questa porta con sé il suo lato Mr Hyde. Purtroppo e molto spesso, gli utenti accantonano la possibilità di proattività che questa dinamica di internet gli offre e iniziano a tagliarsi quei nodi di vendetta che avevano legato alle dita. Nulla di più dannoso per il clima politico e per i cittadini stessi che nel mondo reale – ben altra roba dell’universo parallelo di internet! - chiedono una ripresa economica e sociale, la quale sicuramente non avviene attraverso le stoccate via web. Il cittadino vero deve essere come un tifoso, al quale non deve interessare di quale colore sia stato il nuovo giocatore o il proprio capitano, piuttosto deve interessare quale valore aggiunto può portare alla squadra per farla arrivare più in alto possibile. Che aggiungere? Benvenuti nella generazione Y, benvenuti in amministrative 2.0 Andrea Levi Codovini

03/05/2014 16:00:42

Notizie » Politica Sinistra per Umbertide lancia l'idea del dentista sociale

E’ stata presentata sabato mattina l’iniziativa dell’odontoiatria sociale promossa da Sinistra per Umbertide- la lista che vede correre insieme Prc e PdCI alle elezioni del 25 maggio prossimo- nell’ambito del programma elettorale della coalizione di centrosinistra. Erano presenti il segretario del Prc Spartaco Bottaccioli, il segretario del PdCI Andrea Ceccarelli, Francesco Piobbichi in rappresentanza della Rap – Rete per l’autorganizzazione popolare, il dott. Vincenzo Ortolani, promotore del progetto del dentista sociale, già operativo in varie realtà italiane dal 2009, e il candidato a sindaco Marco Locchi. In cinque anni l’iniziativa dell’odontoiatria sociale ha consentito di curare, ad un  prezzo accessibile, una vasta platea di pazienti, di ogni estrazione sociale e culturale, e lo scopo di Prc- PdCI è quello di consentire anche agli umbertidesi di accedere a cure odontoiatriche a costi decisamente inferiori rispetto a quelli attualmente applicati. “Garantire un diritto significa dare una risposta concreta ad una domanda, - ha spiegato Ortolani - ed è per questo che, di fronte agli alti costi delle cure odontoiatriche e alla qualità spesso non eccellente delle prestazioni, sia nel settore pubblico che in quello privato, nel 2009 abbiamo deciso di dare vita a Montecatini all’attività di odontoiatria sociale. Il segreto dell’iniziativa sta nell’aver investito molto nella tecnologia di ultima generazione, senza ricorrere alle esternalizzazioni: questo ci ha permesso di abbattere notevolmente i costi delle prestazioni tanto che ad oggi, nel 2014, applichiamo ancora i prezzi di listino dell’ospedale pubblico Galliera di Genova del 2002”. Cosa serve per far decollare il progetto anche ad Umbertide? “Noi presenteremo questa iniziativa alla prossima Amministrazione comunale – hanno affermato Prc e PdCI – ma chiediamo anche la collaborazione dei medici specialisti locali e delle associazioni al fine di creare le condizioni necessarie per fare in modo che anche gli umbertidesi in difficoltà possano usufruire di questo importante servizio. Serve dare vita ad una vera e propria rete, che fornisca assistenza ai pazienti e che si occupi anche del trasporto degli stessi a Montecatini dove verranno effettuate le prestazioni più complesse in regime di day hospital”. “Umbertide ha sempre avuto un’attenzione particolare per il sociale – ha affermato il candidato a sindaco Locchi – e questo progetto ben si inserisce tra gli interventi per il sociale previsti nel programma di coalizione perché è in grado di dare una risposta concreta alla problematica dell’elevato costo delle cure odontoiatriche”. “L’obbiettivo della Rap è quello di dare vita a Comuni solidali,– ha spiegato Piobbichi – attraverso interventi quali il dentista sociale o i gruppi di acquisto solidali, basati sul mutualismo che entra in gioco quando gli Enti pubblici, per mancanza di risorse, non riescono più a dare ai cittadini le risposte di cui hanno bisogno”.  Ceccarelli, Bottaccioli e il dott. Ortolani

03/05/2014 15:44:05

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