Notizie » SLIDER L'Acqua&Sapone Umbertide vola in semifinale scudetto

L’Acqua&Sapone Umbertide agguanta una storica semifinale nella pallacanestro femminile di A1 dopo il successo casalingo in Gara 3 dei quarti di finale ottenuto contro Parma. Le ragazze umbertidesi, nel Pala Morandi delle grandi occasioni, sospinte da un pubblico scatenatissimo, hanno piegato Parma per 60-50. La semifinale si giocherà contro Ragusa. Gara 1 è in programma ad Umbertide martedì 8 aprile alle ore 20.30.Nel primo quarto della gara, con le realizzazioni di Consolini, Gorini e Putnina (4 punti) l’Acqua&Sapone dopo 3′ di gioco si porta a +5 dalle emiliane, sul punteggio di 7-2. Parma prova a riscattarsi e con sei punti di Macaulay, due di Corbani e altrettanti di Harmon si porta a +5 dalle umbre che però ingranano la marcia giusta e partono per la rimonta. Con Black e Santucci le biancoblù vanno a -2 dalle crociate. Fontenette, al suono della prima sirena, agguanta il pareggio. La prima frazione di gioco finisce così 13 pari. Nei secondi dieci minuti di gioco, con due punti a testa per Black e Putnina e quattro di Consolini le umbertidesi si portano sul 21-15. Parma ritorna a farsi vedere e a 4′ dall’intervallo lungo solo un punto divide le due squadre: 21-20. Ci pensa Santucci con una tripla a riportare le compagine serventiana a +4 dalle rivali e con le realizzioni da due di Consolini e Dotto si va al riposo sul 29-22 per l’Acqua&Sapone. Al ritorno dagli spogliatoi, quattro punti di Black e due di Gorini fanno approdare Umbertide a +12 dalle parmensi: il massimo vantaggio delle umertidesi dalle emiliane. L’Acqua&Sapone si mantine sempre a 10 punti dalle rivali fino a 3′ dalla terza sirena, quando Parma si porta a -4 dalle umbre. Con due punti ciascuna per Fontenette e Putnina le biancoblù vanno sul 44-36 e con due liberi messi nella retina da capitan Consolini, il penultimo quarto finisce 46-37 per la squadra di casa. Nell’ultima fase della partita Parma prova a giocare le ultime sue carte e si porta due volte a -5 dall’Acqua&Sapone che non fa trovare terreno fertile alle rivali. Infatti due punti di Gorini, quattro a testa per Consolini e Fontenette fanno finire il match sul punteggio di 60-50, facendo iniziare così la festa umbertidese. Finale: 60-50 (13-13; 16-9; 17-15; 14-13) Acqua&Sapone Umbertide: Consolini 13, Gorini 9, Puliti, Ortolani ne, Linguaglossa n.e., Dotto 2, Putnina 8, Black 10, Fontanette 11, Villarini ne, Santucci 7. Allenatore Lorenzo Serventi, assistente William Orlando Lavezzini Parma: Battisodo 2, Franchini 4, Corbani 4, Ngo Ndjock, Zanoni 4, Petrilli ne, Harmon 14, Meschi, Vian, Macaulay 22. Allenatore Massimo Olivieri, assistente Pierangelo Rossi Arbitri: Christian Borgo di Vicenza, Daniele Caruso di Roma, Luca Marcon di Torino

06/04/2014 11:58:23

Sport L'Acqua&Sapone Umbertide in cerca della semifinale

Sabato alle 20,30 si decideranno i destini di Parma ed Acqua &Sapone, perché gara 3 non ammetterà repliche. I tifosi umbertidesi sono carichi a pallettoni, e stanno facendo di tutto per trasferire il loro entusiasmo a tutto il gruppo, tecnici ed atlete, perché ormai sono consapevoli che aldilà delle situazioni tattiche, una “bella” vive sulle motivazioni e sulla volontà di vittoria della squadra e delle singole atlete ed i tifosi sanno che con la loro presenza e il loro incitamento fanno da moltiplicatore a tutto ciò. Inoltre la società ha deciso che per Gara 3 l'ingresso al Pala Morandi sarà gratis per gli under 18, mentre per tutti il costo del biglietto sarà di 5 euro. Le due squadre, in questa stagione agonistica, si sono incontrate già 4 volte(se si esclude l'amichevole pre-campionato) con due vittorie a testa sempre tra le mura amiche e due partite fotocopia. In Emilia risultato in equilibrio per piu' di metà gara, poi allungo vincente delle parmensi. In terra Umbra dominio dell'Acqua&Sapone per tre quarti, per poi farsi rimontare nell'ultimo, senza mai essere raggiungete e che, con un colpo di reni, hanno vinto agevolmente. Non tireremo in ballo proverbi vari e non faremo disamina tecniche per non essere noiosi e ripetitivi. Sono due squadre forti che si meritano di essere arrivate a questo punto e di giocarsela sportivamente, almeno noi la pensiamo così, mentre c'è chi grida “al lupo al lupo” invocando torti arbitrali (rivista ieri la partita, veramente inesistenti) o presunta superiorità da blasone. Quello che ci auguriamo è che sia un gran spettacolo sportivo, dove purtroppo, sul campo, ci sarà un vinto e un vincitore. Un campo, inevitabilmente, infuocatissimo.

05/04/2014 11:26:21

Attualità » Primo piano Area ex Tabacchi di Umbertide. Illustrata la fase di valutazione partecipata

Il nucleo di valutazione appositamente istituto per l’utilizzo coordinato dell’edificio ex tabacchi (Forum nel Parco) ha illustrato nei giorni scorsi la metodica del Poe (Pre Occupancy Evaluation) attraverso la quale verrà avviato un processo sistematico di valutazione delle prestazioni della struttura per il periodo compreso tra i mesi di aprile e giugno 2014. Tale nucleo è attualmente composto dall’ing. Lorenzo Antoniucci, responsabile Puc 2 per il Comune di Umbertide, dal presidente del Comitato Uisp Altotevere Stefano Alunno, dall’urbanista Ray Lorenzo e dal pedagogista Aldo Manuali. Compito del nucleo è quello di analizzare, interpretare e rendere sistematiche le valutazioni svolte dai vari soggetti che nei prossimi mesi “sperimenteranno” l’utilizzo dello spazio per attività proprie.  Dalla sua apertura, sono stati già tanti i soggetti che hanno fatto richiesta dell’edificio ex tabacchi, sottolineandone le potenzialità ed indicandone le possibili forme di utilizzo. Per facilitare questa raccolta di dati e di idee, il nucleo ha predisposto delle schede di valutazione sull’impatto, riguardanti le caratteristiche, le performance, le potenzialità e le problematiche del luogo, con il fine di valutare, attraverso i feedback registrati, come le soluzioni impiantistiche e il generale funzionamento dell’edificio sono percepiti dagli occupanti, per poi arrivare alla definizione del bando per la gestione dello spazio, in modo da ottimizzare al meglio le opportunità offerte dal sito. Inoltre, nei prossimi mesi verranno organizzati quattro workshop - indicativamente a fine aprile, a metà maggio, ad inizio giugno e a fine giugno – finalizzati ad incontrare tutti gli interessati, coinvolgendoli direttamente in un’analisi valutativa per stimolare e raccordare le varie proposte di utilizzo. In merito alla struttura, l’urbanista Lorenzo ha messo in evidenza la flessibilità dello spazio, in grado di adattarsi a molteplici situazioni, dallo sport alla cultura, passando per la musica e l’arte, ed ha sollecitato un utilizzo sperimentale a 360 gradi della struttura. Come sottolineato ancora da Lorenzo, la metodica del Poe (nata negli anni Settanta negli Stati Uniti ma quasi sconosciuta in Italia, tanto che l’esperienza umbertidese risulta tra le prime nel nostro Paese) permetterà proprio di analizzare aspetti molteplici, favorendo una valutazione partecipata al fine di arrivare ad una destinazione di utilizzo il più condivisa possibile e più rispondente alle esigenze della cittadinanza. Per quanto riguarda l’utilizzo della struttura, attualmente gestita in via temporanea dal Comitato Uisp Altotevere al quale è già stato affidato tramite procedura pubblica il campo sportivo Usu, non è previsto il pagamento di alcun canone di affitto ma è richiesto un contributo per le spese di pulizia pari a 5,00 euro all’ora più Iva se l’utilizzo è inferiore alle cinque ore e a 50,00 euro più Iva se l’utilizzo è superiore alle cinque ore. Inoltre l’utilizzo è gratuito nel caso in cui l’evento sia patrocinato dal Comune di Umbertide (qualora sia ad ingresso gratuito); nel caso preveda un biglietto di ingresso è previsto uno sconto pari al 50% rispetto alle tariffe sopra indicate.  Chiunque abbia interesse a visitare il sito e a proporre iniziative, può contattare  il Comitato Uisp Altotevere al numero 393 9879772; la Uisp provvederà poi a fissare un contatto con i tecnici della valutazione che si renderanno disponibili a somministrare le schede e a registrare idee, proposte e suggerimenti.

05/04/2014 11:19:30

Notizie » Economia Piccole aziende e creativita'

Piccole aziende ma con le idee chiare. Stante una crisi che perdura da troppi anni, alcune aziende non ce l’hanno fatta, altre hanno ridotto le loro dimensioni, ma ci sono anche quelle che, soprattutto nel settore del piccolo artigianato, hanno dato spazio alla fantasia, hanno offerto nuovi prodotti, e riescono ad ottenere significativi riconoscimenti sia pure in ambito locale. E’ il caso di una piccola azienda di Umbertide, la “Amantini Recinzioni  snc” di Patricia Pintus e Moreno Mattiacci, che prosegue l’attività di recinzioni svolta dal suo fondatore, Sergio Amantini, prematuramente scomparso,  e l’ha ampliata rivolgendosi a nuovi settori sempre nell’ambito del verde. Dalla progettazione e manutenzione di giardini all’impianto di vigneti, dal movimento terra agli arredi in legno per esterni. La voglia di fare e farsi conoscere spinge la piccola azienda a confrontarsi con i grandi del settore e si presenta con un  proprio stand all’Expo Casa 2014 di Bastia Umbra che, da quest’anno, ha aperto una sezione dedicata al verde, dal piccolo giardino ai grandi impianti. In questo ambito partecipa al concorso Green Art 2014 nella sezione “Il tuo orto tascabile” unitamente alla Homewood Design e vincono il primo premio. Ci siamo incuriositi e d abbiamo incontrato la Sig.ra Pintus nell’ufficio di via Piemonte a Umbertide: -Prima partecipazione e primo premio. C’è di che essere soddisfatti. -Molto soddisfatti. Noi siamo una piccola azienda e prima di decidere se partecipare a Expo Casa ci abbiamo pensato. Temevano un po’ l’inevitabile confronto che ci sarebbe stato con i grandi del settore del verde. -La partecipazione al concorso “Il tuo orto tascabile” era già decisa al momento della partecipazione alla Fiera o frutto di una scelta fatta in un secondo tempo? - Sapevamo del concorso, naturalmente, e stavamo già pensando a cosa presentare. Unitamente alla Homewood  Design, con la quale collaboriamo da tempo, abbiamo elaborato l’idea di base fino alla definizione del progetto definitivo. -In cosa consiste questo progetto? -In sostanza diamo la possibilità pratica di allestire un piccolo orto sul terrazzo di casa a chi non può farlo altrimenti, alternando i vasi con le colture ad altri con fiori e piccole piante ornamentali in modo da rendere il tutto gradevole alla vista. L’utile al dilettevole insomma. -Insomma tra il prezzemolo ed una foglia di insalata anche i vivaci colori dei gerani e delle panzé. -Esatto. “In fondo la felicità è una piccola cosa” diceva il poeta. -Grazie Sig.ra Patricia, ma prima di salutarci mi permetta un’ultima domanda: lei ha un orto sul balcone? -Devo deluderla. Non ho un orto sul balcone ma per il semplice fatto che ho la fortuna di averne uno, piccolo, ottenuto sacrificando una parte del giardino di casa mia. Devo aggiungere che, pur non potendoci dedicare il tempo che vorrei, ottengo ottimi risultati. E’ partendo da questa esperienza che ho pensato a come trasferirla sui balconi di chi non può usufruire di un orto tradizionale. -Un’idea vincente a quanto pare. -Si, il pubblico e la giuria hanno deciso che fosse la migliore fra quelle presentate e noi  siamo veramente soddisfatti. -Complimenti e auguri per sempre nuovi successi. -Grazie.

04/04/2014 17:22:24

Notizie » SLIDER Associazione Italiana Persone Down. La Provincia sigla un protocollo

 Questa mattina, presso la Provincia di Perugia, è stato siglato un protocollo d’intesa tra l’amministrazione provinciale e il presidente dell’associazione medesima Ferdinando Valloni. Il fine che con questo documento si pongono i due organismi si concretizza “nella progettazione e realizzazione di campagne di informazione e di sensibilizzazione, per promuovere la diffusione di dati e informazioni sui servizi e favorire la collaborazione tra la l’Associazione Italiana Persone Down – sezione di Perugia Onlus e i soggetti pubblici e privati interessati a favorire il pieno sviluppo sociale, lavorativo, mentale ed espressivo delle persone Down e per promuovere e favorire lo studio e la ricerca sull’intervento più idoneo allo sviluppo delle potenzialità della persona Down”. La Provincia mette a disposizione strutture e servizi presso gli Sportelli Polifunzionali, nonché uno spazio sul Portale provinciale per promuovere, con azioni di informazione, di comunicazione, progetti e iniziative svolte in collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down, proponendo la rete di Sportelli Polifunzionali attiva sul territorio provinciale. Mentre l’Associazione Italiana Persone Down, si impegna a collaborare con la Provincia di Perugia nell’organizzazione di iniziative ed eventi finalizzate alla promozione e valorizzazione delle attività dell’associazione. “Lo Sportello Salute della Provincia di Perugia si arricchisce di un’associazione che, a differenza delle altre, si occupa di una tematica a carattere sociale – è stato detto dalla Vice presidenza della Provincia -. La speranza è che un giorno associazioni di questi tipo non siano più necessarie perché dovrà essere la società e il suo modello di welfare a prestare attenzione alle problematiche”.  “I genitori sono volontari per forza e per tutta la vita – ha detto il presidente  Ferdinando Valloni – e come tali ci sentiamo impegnati a rendere meno difficoltosa la vita di questi ragazzi affetti dalla Sindrome di Down. Ma il problema dei problemi – ha continuato Valloni – è il loro futuro quando verremo a mancare noi genitori, la preoccupazione che dopo 40/50 anni di vita in famiglia, con i loro cari si ritrovino costretti a vivere in istituti di accoglienza che non gli appartengono. E questa è la nostra sfida più difficile e che ci preoccupa più di ogni altra”. 

04/04/2014 15:38:22

Notizie » Altotevere Fondo di solidarietà delle Chiese Umbre

Nella diocesi di Città di Castello la raccolta si terrà domenica 6 aprile I vescovi dell’Umbria, nel corso dell’ultima riunione mensile della Ceu, hanno deciso di promuovere una nuova raccolta di offerte in denaro a sostegno dell’attività del “Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre” a favore delle famiglie in difficoltà a causa del perdurare della crisi economica. Nella diocesi di Città di Castello la raccolta si terrà domenica 6 aprile con le modalità che ogni parrocchia individuerà. Oltre che in parrocchia, si può contribuire versando l'offerta alla Caritas Diocesana, specificando come causale il "Fondo di solidarietà delle Chiese umbre". Altri modalità nel sito www.chiesainumbria.it\colletta. La caritas diocesana ricorda che il Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre, a distanza di circa quattro anni e mezzo dalla sua costituzione, nell’ambito della diocesi di Città di Castello, fino al 31 dicembre 2013, ha proceduto ad istruire molte richieste di persone bisognose ed ha provveduto, per mezzo dei parroci, ad erogare un totale complessivo di 180.100 euro. I nuclei familiari che hanno beneficiato degli aiuti economici sono stati 183 (86 le famiglie italiane mentre 97 sono i nuclei stranieri; tutti risiedono nel territorio altotiberino). Il contributo medio per ogni nucleo familiare é pari a 984,153 euro. L’ufficio diocesano della caritas ringrazia le parrocchie e i centri di ascolto delle Unità Pastorali per la collaborazione ed il supporto all’iniziativa.

04/04/2014 15:19:55

Notizie » SLIDER Cure palliative. A Umbertide manca una struttura

Riprendiamo la nostra sensibilizzazione su un tema delicato quanto centrale dal punto di vista sociale e esistenziale: le cure palliative. Nella nostra ex Asl 1 ora Usl 1non vi è traccia di quello che dovrebbe essere una struttura in grado di sostenere, con professionalità e sensibilità, i malati che si trovano in una situazione “infernale”. Abbiamo così chiesto a medici umbertidesi di inquadrare la problematica generale e la situazione attuale, riservandoci in futuro altri interventi di operatori, associazioni ed esperti. Il dottor Adriano Giubilei sostiene che « Il nostro Paese ha intrapreso un percorso virtuoso in materia di cure palliative e terapia del dolore ma è  ancora molto lunga la strada da percorrere per il pieno raggiungimento degli obiettivi. La legge 38 del 2010 stabiliva di definire i requisiti minimi e le modalità organizzative necessarie per l’accreditamento delle strutture e delle attività, sia residenziali (Hospice) che domiciliari, per poter identificare gli standard qualitativi e quantitativi che definiscono la rete delle cure palliative, la rete della terapia del dolore. Per l’Umbria la Legge 39 del 26 febbraio 1999, ha previsto il finanziamento e la realizzazione di quattro Hospice. A Perugia,Spoleto e Terni sono stati realizzati e sono operativi, mentre la quarta struttura che era stata prevista nella ex ASL1 non ha mai visto la luce. Tale struttura che prevedeva cinque posti letto avrebbe dovuto diventare operativa presumibilmente nel 2009-2010.È evidente come l’intero territorio Altotiberino, pari ad un bacino di oltre 100.000 abitanti, risulti privo di una tale importante struttura nell’ambito della rete delle cure palliative residenziali e pone degli interrogativi sui motivi che ne hanno impedito la realizzazione». Quindi un ritardo c’è. Come colmarlo? E poi le cure palliative cosa realmente sono? Il dottor Carlo Tramontana ci dato una descrizione scientifica di cura palliativa. Sentiamolo. «È importante secondo me conoscere il significato di “palliativo”, conoscerlo bene per poterlo mettere in atto nella maniera migliore possibile.Voglio quindi iniziare spiegando cosa sono le cure palliative e la sua etimologia. Cosi è scritto nella enciclopedia Treccani: “Nell’accezione comune del termine, e soprattutto in Italia, palliativo comunica un significato di limite, di inadeguatezza, rispetto agli obiettivi che ci si prefiggono. Il termine, infatti, risale al latino tardo palliare, nel significato di mascherare o coprire con un pallio (lat. pallium «mantello»)E l’espressione: «quel rimedio è solo un palliativo» declassa quel tipo di intervento a livello di soluzione transitoria che risolverà solo in parte il problema”. In verità, al di là delle definizioni restrittive le cure palliative sono espressione di una concezione olistica della medicina (cioè che guarda all’intero sistema umano), che libera il termine curare dalla prospettiva totalizzante del guarire, assumendo il concetto ben più complesso del prendersi cura dell’individuo. Tale assunto determina ricadute corrette in termini di impegno professionale, tempo, spazio, strutture, idee e ricerca. Il pallio  nell'Antica Grecia e nell'Antica Roma era il telo di lana che si poggiava su una spalla e si drappeggiava intorno al corpo, sopra la tunica. Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Non necessariamente, quindi, il palliativo è un farmaco; anche le rassicurazioni del medico, gli incoraggiamenti degli amici, il calore della propria famiglia e della persona amata, rappresentano dei palliativi, che coprono, avvolgono e riscaldano il fragile corpo del malato, proprio come l'antico mantello greco». Il dottor Tramontana continua la sua analisi, affermando: «Voglio sottolineare che le cure palliative si rivolgono anche a tutta una serie di patologie che, pur non essendo neoplastiche, sono considerate inguaribili. Molte malattie croniche che colpiscono gli anziani sono in realtà inguaribili: possono creare individui a rischio di perdita di autonomia, ma in questo caso non si può parlare di malati in fase terminale.  Io parlo da Medico di Medicina Generale..Medico di Famiglia…ed espongo quindi alcune mie considerazioni sulle cure palliative domiciliari. Secondo me gli obiettivi specifici sono: garantire ai pazienti che lo desiderano cure a casa che assicurino la migliore qualità di vita possibile; realizzare un sistema integrato di risposte ai bisogni dei malati e dei loro familiari; garantire continuità terapeutica e assistenziale fra ospedale e territorio; attivare piani di cura e gestire percorsi assistenziali complessi anche a domicilio; monitorizzare i processi assistenziali e valutarne i risultati. Le condizioni necessarie perché possano essere erogate le cure palliative a domicilio sono: consenso alle cure domiciliari; indicazioni, in pazienti in fase avanzata di malattia, al trattamento di tipo palliativo finalizzato al miglioramento della qualità                                                  ambiente abitativo e familiare idoneo; livello di complessità ed intensività delle cure compatibili con l’ambiente domestico; disponibilità della famiglia a collaborare. Aggiungo che le cure palliative domiciliari, nell’ambito della rete di assistenza ai malati terminali, sono costituite da prestazioni professionali di tipo medico, infermieristico, riabilitativo e psicologico». Il dottor Tramontana sostiene che, comunque, «alla base di tutto resta sempre “l’umanizzazione della cura e dell’assistenza”, ovvero il rispetto dell’essere umano sofferente, l’attenzione al dettaglio, a tutto quello che si può e si deve fare quando "non c’è più niente da fare": l’attenzione alla vita del paziente, anche se brevissima, privilegiandone gli aspetti qualitativi e arricchendo ogni suo istante di significati e di senso; la capacità di ascoltare, dare presenza, restaurare i rapporti umani ed entrare in rapporto emotivo con pazienti e familiari. Infine, una corretta "filosofia" nell’approccio palliativo deve comprendere la capacità di saper riconoscere i propri limiti come curanti e terapisti, recuperando il senso profondo della medicina come scienza ed arte per la salute psicofisica dell’essere umano. Cure palliative non vogliono dire eutanasia, ma sono l’espressione di un approccio medico basato su conoscenze scientifiche e sull’attenzione continua nella loro applicazione». Azienda USL Umbria n.1 con Deliberazione del Direttore Generale N.1027 del 13/12/2013 ha definito le linee di indirizzo aziendali al fine di garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore che prevedono la costruzione di una rete regionale per le cure palliative, cui è affidato il compito di assicurare la continuità assistenziale del malato, dalla struttura ospedaliera al suo domicilio; l’istituzione di una struttura a livello regionale dedicata al coordinamento della rete e alla promozione del processo di sviluppo delle cure palliative a domicilio, in hospice, nelle strutture residenziali e ospedaliere, al fine di garantire approcci omogenei ed equità di sistema; l’implementazione, a livello locale, da parte delle Aziende Sanitarie Regionali di un “Sistema di erogazione di cure palliative” in ospedale, hospice e a domicilio, con percorsi di presa in carico e di assistenza di cure palliative, nel rispetto delle indicazioni contenute all’art. 5 della legge 38/2010; l’individualizzazione da parte della Regione e delle Aziende Sanitarie, di piante organiche adeguate, l’informazione ai cittadini, la sensibilizzazione di tutti gli operatori coinvolti, il monitoraggio e la sorveglianza delle attività e della qualità globale dei percorsi diagnostico-terapeutici, realizzati in ambito di cure palliative. Insomma, il quadro generale c’è. Che cosa manca, allora, per giungere nel nostro territorio e nella nostra città una struttura qualificata di cure palliative?    

04/04/2014 15:13:48

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