Notizie » Politica Umbertide cambia: ex tabacchificio contenitore vuoto

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA UMBERTIDE CAMBIA   C’è un’altra controversa opera che fa discutere gli umbertidesi. Stiamo parlando dell’ex magazzino tabacchi, recentemente inaugurato prima ancora di completarlo, in perfetto stile elettorale. Ancora una volta dobbiamo sottolineare come un intervento necessario venga negativamente condizionato da una mancanza di vera progettualità e realizzato senza tener conto delle proposte dei cittadini e senza verificare le reali esigenze della comunità. Le questioni reali sono purtroppo più serie delle facili polemiche. Riguardano innanzitutto gli aspetti tecnici: dalla costosa ed inefficace modalità di recupero, con tanto cemento (per la grande gioia del costruttore), ma senza un impianto fotovoltaico (programmato solo successivamente), alla insensata occupazione della maggior parte dello spazio interno con un blocco servizi (principalmente servizi igienici, locale tecnico e ascensore) situato quasi al centro della sala, fino a registrare una acustica inadatta allo svolgimento di qualsiasi attività, musica, teatro, danza che sia. La piccola sala (con un esiguo numero di posti) creata sopra il blocco servizi, quindi al piano superiore, sembra un’isola sperduta il cui prevedibile eco renderà vana ogni riunione o attività che lì si prevederà di svolgere. Umbertide aveva bisogno di un grande salone veramente polivalente, da poter essere ridisegnato ogni volta a seconda della necessità. Un vero open space, da modulare facilmente. Ci sono esempi da copiare: strutture veramente “multiuso” dotate ad esempio di pareti mobili, di una gradinata retrattile a scomparsa, palco modulare, luci e amplificazione fisse, sala regia e fonica, una efficace acustica. La nostra struttura al momento è un contenitore senza un senso, oggettivamente inutilizzabile in modo razionale. In pratica non c’è una logica che lega ciò che è stato realizzato con il suo possibile utilizzo. Possiamo avere delucidazioni in merito a quale uso aveva in mente chi ha commissionato la struttura? Ancora. Prima della realizzazione della struttura è stata sviluppata una fase di partecipazione che ha coinvolto diverse persone ed associazioni. Quali indicazioni sono emerse? Quante di queste indicazioni sono state prese in considerazione? La nostra impressione è che abbia deciso qualcuno ridimensionando questo impegno propositivo ad una vera e propria presa in giro. Dunque. Come sono stati applicate in questi casi i principi di trasparenza e partecipazione? E soprattutto, con quali criteri sono stati spesi i (tanti) soldi dei cittadini? Ci permettiamo di dire che a queste legittime domande non si può rispondere affermando che ogni sabato il capannone è utilizzato per una festa (ed ogni volta si devono richiedere le necessarie autorizzazioni !!!!!) e che  “la fruizione della struttura da parte di soggetti diversi consentirà di misurare le prestazioni dell’immobile e soprattutto di effettuare un’indagine valutativa necessaria per meglio definire il bando per l’affidamento in gestione della stessa, che avverrà entro l’estate”. Insomma si aprirà una nuova fase partecipativa postuma (ancora! e quella di prima?), stavolta coordinata da uno specifico nucleo di valutazione (in realtà lo stesso di prima) ed effettuata con metodica POE – Pre Occupancy Evaluation (!!!!). In pratica la dichiarata ammissione che si è fatta una cosa senza sapere a cosa serve. Almeno una volta con sincerità. Umbertide cambia. Cambiala con noi.   Alcune osservazioni tecniche, a completamento della nota, che “demoliscono” ulteriormente le giustificazioni addotte dall’Amministrazione Comunale Finanziamento PUC Complessivamente, a fronte di un finanziamento di 5.952.000 euro relativo all’intero PUC, l’Amministrazione Comunale ne spende 600.000. Due riflessioni. Delle risorse a carico di terzi, gli 800.000 a carico dei privati determineranno ulteriori volumi di costruito di cui nessuno sente la mancanza per la presenza di un’enormità di invenduto, della quale la pianificazione del territorio avrebbe dovuto mettere in conto. Delle restanti risorse a carico del pubblico, ricordiamo che sono comunque uscite dalle tasche di noi cittadini e che esigono la stessa oculatezza nell’essere investite, senza costituire giustificativo di sprechi. Struttura polivalente L’esperienza insegna che l’aggettivo “polivalente” quasi sempre battezza strutture di cui non sia stato definito a priori l’utilizzo, indispensabile all’impostazione del fabbricato. Il buon senso suggerirebbe che, prima di spendere un soldo per una struttura, bisognerebbe conoscere se esiste qualcuno interessato ad utilizzarla, per farci cosa, mettendo (o chiedendo) le risorse necessarie alla futura gestione. Se, in mancanza di questi paletti, si accetta il rischio di ribaltare il processo decisionale, diventa obbligato costruirlo con i criteri di massima flessibilità, eliminando qualsiasi rigidità derivante da corpi interni fissi, che ne comprometta l’uso futuro. Gli architetti da decenni lo definiscono “spazio aperto”. Mancata demolizione La ristrutturazione della vecchia struttura, anziché la demolizione e la ricostruzione ex novo, ha comportato uno spreco di risorse valutabili in diverse centinaia di migliaia di euro. Il comune motiva la scelta con due giustificazioni evidentemente infondate. Il Puc 2 prevedeva finanziamenti per interventi di riqualificazione e non per la costruzione ex novo. La Regione ha comprensibilmente evitato che il finanziamento non fosse destinato a nuovi volumi, per ovvi motivi. Ma non è pensabile che si fosse rifiutata di dare un’interpretazione di buon senso, imponendo la penitenza di buttar via ingenti risorse, per mantenere lo scheletro di una struttura fatiscente; non meno immaginabile sarebbe  stato che l’allora assessore regionale Rosi, tutt’altro che marginale rispetto all’assegnazione del contributo, si fosse rifiutato di intercedere per un’interpretazione più sensata della norma, che potrebbe essere oggetto di rilievi da parte della Corte dei Conti. L’edificio originario era sottoposto a vincolo della Soprintendenza. Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 non stabilisce che sulle strutture con più di 70 anni non possano essere fatti interventi, ma prescrive soltanto che qualsiasi modifica debba essere preventivamente approvata della Soprintendenza. Appare del tutto inverosimile che la Soprintendenza abbia impedito la demolizione con un formale decreto del direttore regionale, ma allo stesso tempo abbia accettato che l’involucro originario fosse totalmente occultato, all’interno ed all’esterno, da una nuova struttura, rendendo di fatto irriconoscibile la struttura da tutelare. È evidente come questi comportamenti  siano agli antipodi della trasparenza e lealtà che ci aspettiamo dal Comune. Ed è per questo che vogliamo contribuire a “cambiare verso”.  

06/05/2014 21:42:40

Notizie » SLIDER Umbertide. La marcia della

Nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, l’Istituto del Nastro Azzurro, in collaborazione con i Lions Club, hanno organizzato la “Marcia della Fedelissima”. Il Prof. Michele Maddalena, originario di Formia (LT), sta percorrendo a piedi tutta l’Italia, e non solo, toccando i luoghi in cui militari dell’Arma dei Carabinieri hanno perso la vita in attività di servizio. Il lungo percorso si concluderà alle Fosse Ardeatine ove verrà depositata una pergamena. Ieri il marciatore ha percorso l’Alto Tevere. Alla presenza dei familiari e di rappresentanti del locale Lions Club, è stato reso omaggio alla tomba del Col. Valerio Gildoni, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduto in servizio il 17 luglio 2009 a Nanto (VI) e sepolto nel cimitero monumentale di Città di Castello. Ad Umbertide, è stato ricordato il sacrificio dell’App. Donato Fezzuoglio, anch’egli M.O.V.M., deceduto il 30 gennaio 2006 ad Umbertide nel corso di un conflitto a fuoco con una banda di rapinatori. La sobria cerimonia si è svolta nel luogo della tragedia, alla presenza dei familiari del caduto, del Sindaco di Umbertide, del Presidente del Lions Club Amato Caporali, di classi delle scuole elementari e medie e di una rappresentanza di Carabinieri ed Associazioni combattentistiche. Il marciatore e le Autorità locali hanno ricordato ai bambini la figura di Donato Fezzuoglio e l’indelebile esempio di senso del dovere, onestà e sacrificio lasciatici dai militari deceduti in servizio.

06/05/2014 07:14:25

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