Cultura 70 anni dalla Liberazione di Umbertide. La celebrazione

Umbertide ha ricordato il 5 luglio, anniversario della liberazione della città dall’occupazione nazi-fascista. Sabato 5 luglio la Sala Consiglio della Residenza Comunale ha infatti ospitato la commemorazione “Ricordando il 5 luglio”, con immagini, musica e commenti sui fatti accaduti settant’anni fa quando, dopo il bombardamento di borgo San Giovanni del 25 aprile 1944 e gli eccidi di Serra Partucci e di Penetola avvenuti nel giugno dello stesso anno, Umbertide poté finalmente festeggiare la fine dell’occupazione nazifascista, sancita dall’ingresso in città dei fucilieri dell’Ottava Armata. I commenti storici dell’avv. Francesco Innamorati, presidente dell’Anpi provinciale, sono stati intervallati da immagini d’epoca sulla liberazione tratte dai libri storici di Mario Tosti e spiegate da Achille Roselletti, direttore dell’Accademia dei Riuniti e dalle canzoni della soprano Stella Peruzzi accompagnata alla fisarmonica da Paolo Fiorucci. Alle commemorazioni hanno partecipato anche il sindaco Marco Locchi e il presidente dell’Anpi di Umbertide Umberto Zoppo insieme a Leonello Galina, testimone diretto degli eventi del 1944. “La memoria è un valore che va difeso e coltivato – ha dichiarato il sindaco Locchi -  Abbiamo il diritto e il dovere di trasmettere alle future generazioni la storia e le testimonianze che ci sono state tramandate dai nostri avi, per far sì che i giovani possano fare tesoro di questi insegnamenti e porli come base per la costruzione di un futuro di pace”. 

07/07/2014 14:33:27

Notizie » Politica Umbertide cambia: chiarezza sui rifiuti e risposta al Pd

Riceviamo e pubblichiamo In genere nelle vicende, anche amministrative, c’è un passato, un presente, un futuro. E c’è un saggio proverbio che dice: “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”. Se proviamo ad applicare questa semplice regoletta alle diverse questioni relative al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti forse riusciamo a ragionare con una chiarezza che fa capire ai cittadini come stanno le cose.  Valuteranno poi loro chi è sordo, tra opposizioni e maggioranza, e chi ha in realtà un atteggiamento di chiusura. Fino al 2012 si pagava la TARSU, una tassa che complessivamente copriva solo una parte del costo del servizio di igiene urbana (ad Umbertide circa il 70%). Per il resto il Comune, dovendo comunque pagare il gestore per intero, ricorreva alla fiscalità generale, che sono comunque soldi dei cittadini. Dal 2013, pur non essendo obbligatorio per legge, questo deve essere sottolineato, il Comune di Umbertide ha applicato la TARES, cioè una tariffa che necessariamente ripartisce tutto il costo del servizio direttamente sui cittadini e sulle attività produttive. Da qui il notevole aumento dei bollettini di pagamento. Questo passaggio ha due conseguenze immediate: prima, più si differenzia e più costa il servizio; seconda, più costa il servizio e più pagano i cittadini. Dunque, il passato. Il Comune, come ha evidenziato il Movimento 5 Stelle ed ha ribadito Umbertide cambia, avrebbe già dovuto accompagnare questo passaggio con una coerente applicazione di condizioni premiali in favore di coloro i quali attuano correttamente la raccolta differenziata. Oppure avrebbe potuto decidere di limitare i costi spingendo meno sulla differenziata senza prima aver costruito un sistema di raccolta ottimale (quanta parte della differenziata finisce comunque in discarica?). Nulla di tutto ciò. Sostanzialmente l’Amministrazione ha puntato a fare cassa, cioè introitare (legittimamente) soldi senza offrire un tornaconto economico ai cittadini virtuosi. Anche su questo dobbiamo capirci. Il Comune non manca occasione per lodare la sua bravura nella raccolta differenziata. In realtà bravi sono i cittadini, che dividono i materiali con cura, se li tengono in casa, predispongono i bidoni con puntualità perché gli addetti abbiano meno problemi possibile nello svuotamento, e pagano, senza avere alcun beneficio economico (il rapporto costi benefici è in questo caso limitato ad una teorica utilità ambientale, che però difficilmente si realizza se la differenziata è applicata bene solo ad Umbertide). Beneficio economico diretto che non è stato riconosciuto, come ha evidenziato l’interrogazione del Movimento 5 Stelle, nemmeno per i cittadini di Pierantonio a fronte del disagio ambientale (come volevasi dimostrare) prodotto dalla presenza della discarica di Pietramelina. Dunque, il presente. Preso atto di questa situazione, cioè della scarsa attenzione dell’Amministrazione rispetto alla necessità di programmare già da tempo una diversa, e promessa, organizzazione del servizio che consentisse non soltanto l’applicazione della tariffa puntuale, ma anche di “premi” in relazione al livello di differenziazione raggiunto, e, tenuto conto della impossibilità di introdurre nel breve periodo questa necessaria riorganizzazione, Umbertide cambia ha chiesto almeno di venire incontro ai cittadini sollecitando l’Amministrazione a chiedere al gestore (Gesenu) di curare la pulizia e la disinfezione dei contenitori (o di sostituirli periodicamente), attività che secondo il contratto di servizio è a carico degli utenti (cui sono stati affidati i bidoni carrellati in comodato d’uso). Anche questa! Ma chi ha sottoscritto questo contratto ha pensato ai cittadini o solo all’interesse dell’azienda? In più abbiamo proposto di definire aree ecologiche all’interno delle quali sistemare definitivamente i contenitori evitando di portarli ogni giorno avanti e indietro (cosa particolarmente problematica soprattutto nei condomini), nonchè di programmare l’attività di raccolta facendo in modo che, saltando un turno per vari motivi, non si accumulino rifiuti anche fuori dai cassonetti (oppure si debbano tenere in casa). Quindi piccoli accorgimenti che possano venire incontro a disagi quotidiani degli utenti. “Non si può fare. Rivedremo il tutto con il nuovo appalto”. Questa è stata in pratica la risposta dell’Amministrazione. Intanto però nel presente c’è anche la TARI, cioè la nuova tariffa sui rifiuti che ha sostituito la TARES, per il pagamento della quale sono già state inviate le due prime rate, in attesa di definire il nuovo regolamento che ancora deve essere presentato al Consiglio Comunale. Dunque, il futuro. Certo, sarebbe importante condividere una soluzione su un tema delicato come quello dei rifiuti, che non è solo organizzazione della raccolta, costi e tariffe, ma anche smaltimento (discariche, inceneritore, termovalorizzatori), tecniche di recupero, attività di commercializzazione del materiale, diminuzione della produzione di rifiuti (verso un teorico rifiuti “zero”). Vedremo se ci sarà una reale apertura al confronto da parte dell’Amministrazione (ad oggi non sembra proprio). Umbertide cambia ha anticipato una soluzione sulla quale sarebbe opportuno già da ora sviluppare un ragionamento politico, tecnico, economico: costituire una società pubblica, partendo dalla dimensione d’ambito (Alta Umbria), partecipata dai comuni che aderiscono, alla quale affidare  la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Con la premessa che non può essere il “solito” carrozzone improduttivo, ma deve garantire piena efficienza e competitività. Ciò consentirebbe di  gestire il servizio in maniera efficace ed economica, ed al tempo stesso di garantire trasparenza, protezione dell’ambiente, tutela della salute, adeguati controlli ed una diretta utilità per la comunità locale anche rispetto alle attività che si sviluppano a fronte della applicazione della raccolta differenziata. Questo è stato l’orizzonte rispetto al quale Umbertide cambia e Movimento 5 Stelle hanno provato a ragionare. Cercando di correggere ora, al presente, ciò che in passato non è stato fatto. Guardando al futuro con una nuova strategia. Umbertide Cambia

05/07/2014 21:11:46

Notizie » SLIDER Umbertide: curati i cavalli maltrattati

In riferimento alla segnalazione effettuata a febbraio scorso dall’associazione IHPA (Italian Horse Protethion Association) di cavalli di diversi proprietari non ben tenuti presso una stalla di Umbertide, il Servizio Veterinario di Sanità Animale della zona Nord e il Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche della Zona Nord della Usl Umbria 1 comunicano di aver adottato prontamente provvedimenti per il miglioramento delle condizioni di vita degli animali e di aver ora disposto, dopo opportune verifiche, il dissequestro dei cavalli pur continuando a svolgere attività di sorveglianza. I due servizi avevano richiesto al Ministero della Salute l'intervento di una specifica task force istituita per la gestione a livello nazionale dei casi di maltrattamento animale. Dopo un intervento congiunto il 14 marzo 2014, sono state effettuate verifiche settimanali in allevamento dell’esecuzione delle disposizioni prescritte al proprietario degli animali. Sono stati adottati diversi provvedimenti di adeguamento strutturale dei ricoveri e di tipo gestionale con riferimento all'alimentazione degli animali, alla loro cura e anche alla vendita di alcuni soggetti, alla luce delle difficoltà segnalate dal loro proprietario; inoltre è stato disposto il sequestro di tipo amministrativo dei cavalli rimasti presso l'allevamento al fine della loro identificazione e registrazione nell'anagrafe equina. A fronte dell'ottemperanza del proprietario alle prescrizioni impartite, e constatato, nel corso dei sopralluoghi settimanali fino allo scorso 20 maggio, un miglioramento delle condizioni di salute, dello stato di nutrizione e di allevamento dei cavalli rimasti (dagli iniziali 7 soggetti agli attuali 3 capi), i servizi veterinari, in accordo con le altre parti intervenute, hanno previsto il dissequestro dei soggetti, pur continuando a svolgere attività di sorveglianza sull'allevamento. I risultati sono stati verificati anche dallo stesso Ministero della Salute, che sta predisponendo specifica relazione finale del caso.  

05/07/2014 21:01:02

Notizie » Politica M5S Umbertide: applicare la tariffa puntuale sui rifiuti

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle di Umbertide "Nel Consiglio comunale di Mercoledì 2 luglio il M5S ha presentato una mozione per l’introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti nel comune di Umbertide. La mozione è stata bocciata. Proprio lo stesso giorno a Milano la giunta Pisapia, mostrando lungimiranza, accoglieva una mozione simile alla nostra. Ma perché la tariffa puntuale? La risposta è semplice. Il comune di Umbertide ha deciso di aderire alla strategia rifiuti zero nel giugno 2011. I buoni risultati ottenuti con la raccolta dei rifiuti porta a porta hanno però fatto dimenticare che quello era solo il primo passo verso un nuovo modo di guardare ai rifiuti. Purtroppo nulla è stato fatto per quelli che sono i primi due obiettivi sia della legislazione nazionale che di quella europea: la riduzione dei rifiuti ed il loro riuso. Senza questi due punti la spesa per la gestione dei rifiuti sarà sempre più alta e di conseguenza più alto sarà il gabello che gli umbertidesi si troveranno a pagare. Più volte la Comunità europea ha sottolineato che la premialità nel pagamento della tariffa dei rifiuti è uno dei migliori metodi per la riduzione, perché è con la riduzione dei rifiuti che si diminuiscono le spese di gestione. A livello mondiale è ormai assodato che la tariffazione puntuale è la strategia più efficace per ottenere i migliori risultati e creare le migliori sinergie positive tra prevenzione e riciclaggio. Si possono fare tantissimi esempi di realtà che hanno adottato questo tipo di tariffazione anche, al contrario di quanto qualcuno dice, di grandi dimensioni. L’esempio più lampante è la Svizzera che è quasi completamente coperta da questo servizio (già nel 2.000 copriva il 67% della popolazione). Anche Germania, Austria e Belgio utilizzano in gran parte questo sistema. Città come Berlino, Monaco, Zurigo e Dublino lo hanno adottato da tempo con ottimi risultati. Anche in Italia ci sono molti esempi. Il più eclatante è il Consorzio Contarina (che raggruppa i consorzi “Priula” e “Treviso Tre”) che proprio grazie alla tariffa puntuale è riuscito ad avere risultati eccezionali con una tariffa molto bassa su oltre 450.000 cittadini della provincia di Treviso. Non mancano altri esempi come il consorzio Chiarese che in Piemonte serve 124.000 abitanti o come Rovereto e Trento. A questo si aggiunge una maggiore equità contributiva che permette di far pagare in relazione all’effettivo servizio erogato e non in base ai metri quadri o ai componenti della famiglia. Infine le spese per mettere in atto la tariffa puntuale sarebbero una sciocchezza, visto che i cassonetti attualmente in uso sono già predisposti ai chips (che costano meno di un euro), mentre i risparmi sarebbero notevoli come notevoli sarebbero i risparmi per gli umbertidesi. La tariffa puntuale è inoltre un sistema con una maggiore equità contributiva visto che prevede che ogni cittadino paghi per il rifiuto prodotto permettendo alle utenze più virtuose di pagare di meno."

05/07/2014 10:56:43

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