Cultura La tradizione della torta di Pasqua. Storia della preparazione dalla campagna al paese

di Angela Conti (pubblicato su Informazione Locale - Aprile 2015) - © Riproduzione riservata   Venerdì santo. Il cielo è chiaro, a tratti rosa, le margherite sui prati sono ancora chiuse a differenza di alcune finestre nei casolari dei contadini in campagna. Lì ci sono le donne che stanno preparando l’impasto per quella che diventerà una succulenta torta di pasqua.  Questo prodotto, una volta, era esclusivo del periodo pasquale in particolare era la portata principale della colazione di pasqua, un rito sacro come il giorno in cui veniva fatto. Nella campagna umbertidese spuntano i primi raggi di sole, quasi tutta la famiglia è al lavoro, ci sono anche altre persone in casa. Sono alcuni contadini vicini venuti a condividere un momento di festa. Mancano solo i più piccoli svegliati dai botti delle torte. Gli uomini di casa infatti avevano il compito di sbattere l’impasto, a volte, nelle famiglie più numerose c’era una vera e propria gara a chi finiva prima. Le mansioni di ognuno venivano tramandate di generazione in generazione, i figli prendevano il posto dei genitori quando questi non potevano portare avanti il lavoro. Così si è mantenuta questa tradizione fino ai giorni nostri. Non solo in campagna ma anche ad Umbertide centro si possono sentire quelli che sono i rumori tipici della mattina del venerdì prima di pasqua perché anche nel paese le donne, ognuna nelle proprie case, sono impegnate nella preparazione della piatto principale di pasqua e qualche marito ha il compito di aiutarle prima di andare al lavoro. Passato il momento faticoso le donne riprendono in mano la situazione e ognuna mette un po’ di impasto, ben sbattuto, in teglie preferibilmente di coccio o anche nei barattoli delle conserve distinguendo bene le proprie da quelle delle altre con dei “zeppetti” o dei cartoncini. Tappa successiva: il forno. In campagna più o meno in ogni casa c’era un forno e chi non l’aveva poteva andare da un vicino dove c’era sempre un addetto alla cottura generalmente un altro uomo della famiglia  mentre ad Umbertide le donne portavano le loro creazioni nei vari forni sparsi per tutto il paese, ogni zona ne aveva uno: c’era quello di Buccitino al centro storico, del Lullo in fondo alla piaggiola, Vincenzo e la Romilda invece erano alla stazione mentre quello di Capeletta era vicino ai carabinieri. Gli impasti sono nel forno, stanno prendendo colore, la lievitazione procede bene, l’odore di pasqua è ovunque. Dalle campagne al paese non c’è un angolo che non  sia investito da questo profumo dolciastro del formaggio che sta cocendo dentro un soffice impasto. Nei casolari dei contadini è il momento più bello, i bambini giocano all’aria aperta, i ragazzi si divertono a fare i dispetti alle mamme scambiando i cartoncini sopra le torte ma loro, previdenti, avevano già messo un segno di riconoscimento anche dentro i cocci. Ad Umbertide invece davanti ai forno ci sono le donne che aspettano, tra un pettegolezzo e l’altro,  il frutto del loro lavoro. Il fornaio mette e toglie torte di continuo. È un  giorno impegnativo ma il risultato è straordinario. Le torte sono alte, scure e croccanti fuori, soffici e gialle come il sole dentro. Sono accostate sopra una spianatoia coperta da un panno candido che le avvolge, il profumo è buono viene quasi voglia di mangiarle. Ma non si può perché il venerdì è vigilia e in ogni caso le torte si devono avviare esclusivamente la mattina di pasqua. Questa è la tradizione che ha unito tanti umbertidesi dalle campagne al paese e che ancora oggi ci contraddistingue e ci rende parte di una comunità. La torta è il simbolo di una festa non solo religiosa, un momento felice che ha accomunato tante vite e che oggi è diventato un bel ricordo da raccontare.      

10/04/2020 10:09:57 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Le origini della riabilitazione ad Umbertide

di Mario Tosti Sono molto apprezzabili i risultati decritti nel numero scorso di Informazione Locale relativi al Prosperius che ha, finalmente, un umbertidese alla guida. Come persona molto informata sui fatti, colgo l’occasione per raccontare, dopo un quarto di secolo, come è stato possibile attivare il servizio riabilitativo a Umbertide. Era da poco entrata in vigore la legge di riforma Di Lorenzo del 1993, che ha posto fine ad una gestione approssimativa della sanità, preparandola alla radicale evoluzione imposta dall’esplosione della tecnologia e delle specializzazioni. Dopo un mirato fuoco di sbarramento, mi ritrovai nel ruolo di commissario straordinario della ULSS1 dell’Altotevere, mirando al quale avevo impostato tutte le mie esperienze professionali per affrontare la sfida: spendere meno e meglio, nel rispetto del principio della sacralità della salute, riorganizzando i servizi secondo le regole delle aziende senza fini di profitto. Apparve subito che non era sostenibile la coesistenza di due punti nascita con organico di pediatri ed anestesisti nemmeno adeguato alla gestione di uno solo centro. Per giunta l’organizzazione sanitaria fissava, come livello ottimale per la sicurezza delle partorienti e dei nascituri, un numero di parti l’anno triplo rispetto a quelli in atto. Così come esistevano inoppugnabili motivi oggettivi per la scelta di concentrare il servizio a Città di Castello, era altrettanto naturale l’opposizione degli umbertidesi, che si sentivano traditi dalla chiusura di un reparto propagandato come un fiore all’occhiello. Ma dietro le quinte, il sindaco Rosi capì che l’operazione era giusta e da realizzare tempestivamente, per battere sul tempo la concorrenza di altre USL, che avevano intuito nella riabilitazione una disciplina di grandi prospettive. Per bloccare l’operazione, a Umbertide furono raccolte oltre 10.000 firme che, paradossalmente, raggiunsero un risultato positivo impensato: rafforzarmi nella decisione di ristrutturare il nostro blocco operatorio – tuttora funzionante – che era ostacolata dai castellani, nella pretesa altrettanto miope della chiusura del nostro ospedale. LA MORALE Nel punto nascita unificato, oggi si svolgono un numero di parti pressoché uguali a quelli di vent’anni fa in ciascuno dei due reparti, con livelli di qualità incomparabilmente superiori. Allo stesso tempo si è risparmiato almeno un milione di euro l’anno, che avrebbe dovuto servire a rafforzare la sanità altotiberina. L’ospedale di Umbertide ha consolidato uno proprio spazio funzionale ed equilibrato, che ne garantisce una sicura prospettiva rispetto ai futuri sviluppi della medicina. I cittadini dovrebbero aver sperimentato come il bene apparente non sempre coincide con quello percepito che, oltre a richiedere conoscenze specialistiche approfondite, viene sempre deformato dai gruppi colpiti nei propri interessi. P.S. Vorrei che questo racconto non fosse interpretato come volontà tardiva di togliermi inesistenti sassolini dalle scarpe. L’istintiva e comprensibile contrarietà degli umbertidesi rispetto al cambiamento ha solo aumentato la mia soddisfazione per aver fatto il mio dovere e l’interesse di tutti.

10/04/2020 10:01:36 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Tutte le funzioni religiose in diretta streaming a Umbertide

Ai tempi del coronavirus cambiano anche le nostre abitudini nelle celebrazioni pasquali. Per fortuna la tecnologia viene in aiuto in questo periodo di restrizioni, ecco che quindi nelle varie parrocchie ci si attiva per poter trasmettere online, in diretta streaming, gli appuntamenti della settimana santa.  Anche ad Umbertide è possibile seguire Messe e Veglie attraverso il web. Ecco un vademecum per le giornate tra giovedì 9 e domenica 12 aprile con le funzioni religiose da seguire in diretta in questo periodo di quarantena, tra dirette streaming e canali social. Seguendo la pagina facebook della Parrocchia Santa Maria della Pietà è possibile seguire le dirette facebook delle principlai celebrazioni della settimana santa secondo questi orari: (questo il link alla pagina: https://www.facebook.com/parrocchiaumbertide): - Giovedì Santo (Cena del Signore), ore 18.30 - Venerdì Santo (Passione del Signore), ore 15 - Veglia Pasqua nella notte santa, sabato sera ore 21.30 - Domenica di Pasqua (Risurrezione del Signore), ore 11.00 Anche la Parrocchia di Cristo Risorto ha attivato la diretta delle celebrazioni liturgiche sempre attraverso la pagina facebook (https://www.facebook.com/parrocchiacristorisorto/) con il seguente calendario: Giovedì 9 S.Messa in Coena Domini ore 18.00; Venerdì 10 Liturgia della Passione ore 17.00; Sabato 11 Veglia di Pasqua ore 21.00; Domenica 12 S. Messa di Pasqua ore 11.15.  Per chi non potesse seguire in diretta facebook, o qualora vi fossero problemi di trasmissione, negli stessi orari rimane il collegamento con RCC ed è possibile seguire anche le celebrazioni presiedute da Mons. Vescovo, nella Chiesa Cattedrale, su TRG canale televisivo 11 o 111. Per quanto riguarda la Collegiata di S.Maria della Reggia, è attivo il sito internet https://collegiataumbertide.webnode.it/ dove è possibile usufrire di momenti di riflessione, catechesi e  preghiera, oltre a rimanere aggiornati su tutti gli avvisi e gli orari della parrocchia. Ricordiamo inoltre, che proprio Monsignor Pietro Vispi ha lanciato la proposta di accendere una o più luci su finestre e balconi, sabato 11 aprile alle ore 21. "L'invito è rivolto a tutti: credenti e non credenti, ma tutti fiduciosi nella resurrezione della nostra società. Accenderemo quella luce anche in omaggio a chi non c'è più, come vicinanza ai parenti e ai malati, e soprattutto come segno di gratitudine per chi è a nostro servizio col rischio della vita. Davanti alla chiesa arderà per tutta la notte il Cero Pasquale, segno della resurrezione del Signore, perché ci illumini e guidi nelle tenebre di questo momento".   

09/04/2020 16:37:58 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Il nido d’infanzia comunale e il centro bambini 'Il Ranocchio' arrivano a casa grazie a Whatsapp

Grazie all'impegno di tutte le educatrici, del personale ausiliario, nonché degli uffici comunali competenti, è stato infatti creato un gruppo WhatsApp che nasce con la volontà di creare un canale di comunicazione  tra i servizi educativi comunali e i genitori dei bambini del Nido d'infanzia e del Centro Bambini "Il Ranocchio" di Umbertide.     L’intento dell'iniziativa è quello di creare uno spazio di confronto interattivo, anche diretto con le singole figure, per condividere sia  il programma educativo, con le diverse attività proposte dalle educatrici, ma anche per formulare domande relative a questioni amministrative oppure relative a problematiche educative. L'obiettivo quindi è garantire sia una continuità educativa ed affettiva con le bambine e i bambini, che un rapporto costante con i genitori, poiché l'emergenza impone una distanza fisica ma non certo relazionale.   "Una bellissima iniziativa quella di condividere dei video didattici attraverso le nuove tecnologie – dice l’assessore all’Istruzione, Alessandro Villarini - Grazie quindi a tutte le educatrici e al servizio del nido d'infanzia e del Centro Il Ranocchio per il lavoro profuso con tanto cuore e tanta passione, garantendo un modo per essere vicini e per supportare i nostri piccoli e i loro genitori in un momento particolarmente delicato, in maniera semplice e gioiosa. Intendiamo estendere i ringraziamenti anche a tutti i protagonisti della comunità scolastica cittadina che in questi giorni sono impegnati nel proseguimento dei programmi scolastici grazie alla didattica a distanza".        

09/04/2020 15:52:01 Scritto da: Eva Giacchè

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