Notizie » Politica M5S: confusione con Webred

Riceviamo e pubblichiamo FUSIONE E CONFUSIONE In un’ottica di razionalizzazione e semplificazione degli operatori dei sistemi informativi della Regione avviene la fusione tra le ditte, partecipate da enti pubblici, Webred spa e Centralcom spa e la loro trasformazione nel Consorzio Umbria Digitale scarl., almeno questo è quello che si vorrebbe far passare con tale riorganizzazione, approvata in Regione il 12/11/13 e affrontata anche nel nostro  Consiglio comunale. Ma cos’è Webred? E cos’è Centralcom? Webred è la società regionale che si occupa dello sviluppo informatico e fornisce servizi informatici ad Aziende sanitarie e Comuni. Centralcom è anch’essa  una società interamente pubblica (51% della Regione il restante ai 5 maggiori Comuni della Regione) e si occupa della realizzazione e della gestione di reti di comunicazione elettronica, e relativa erogazione dei servizi, per intendersi è la società che è impegnata nella posa di una rete di fibra ottica in Umbria. Due società che pur avendo delle solide basi pubbliche non pare abbiano saputo eccellere nel proprio campo, la nuova società che sorgerà da questa unione non sembra dunque partire con le migliori premesse, né garantire alte aspettative. I processi di riordino dovrebbero seguire logiche di semplificazione, di riorganizzazione  della spesa, e di miglioramento delle prestazioni,  ma non si comprende  qual è la linea seguita qui:  questo processo comporterà una riduzione dei costi? Un’ottimizzazione del servizio?  Nella nota della Regione si parla solo di fusione e riunificazione in un unico soggetto, insomma da 6 società si passerà a 3, ma molto probabilmente la sostanza non cambierà. La nostra sensazione è che si vogliano tenere in piedi certe strutture che hanno sempre assicurato un ampio consenso  danneggiando però  le casse pubbliche, in questo caso dei Comuni; perché  attraverso la stipula di convenzioni  sono i Comuni a mantenere i dipendenti, probabilmente  sovrabbondanti rispetto alle reali esigenze. Viene da chiedersi se tutto ciò sarà meno costoso e più efficiente (ma non a parole, con dati certi), considerato tra l’altro  che le aziende partecipate  nella maggioranza dei casi non godono di una buona disponibilità economica  e la Regione è sempre più spesso chiamata ad interventi finanziari di urgenza. Insomma si preferisce vendere qualcosa che funziona  come AIMET ed entrare, anzi mantenersi, invece nel solito apparato. Il settore dei servizi pubblici locali va trattato con molta attenzione poiché, sia in una prospettiva di privatizzazione che di mantenimento del pubblico, certe scelte potrebbero avere ricadute pesanti sui bilanci locali. Magari un percorso di partecipazione  sarebbe stato gradito. Movimento 5 Stelle

03/01/2015 23:23:53

SLIDER Lunedì Tombola AUCC. Aiuta chi è meno fortunato

“Tenta la fortuna ed aiuta chi è meno fortunato di te”. Questo lo slogan per la tradizionale Tombola della Befana organizzata dal Comitato di Umbertide dell’Associazione Umbra per la lotta contro il cancro, Aucc e sostenuta dalla generosità di commercianti, artigiani e aziende. Lunedì 5 gennaio torna puntuale, nella sala del Cento socio-culturale di San Francesco in piazza San Francesco a partire dalle ore 21. I premi sono stati preparati con prodotti e oggetti donati dai commercianti, dalle aziende e dagli artigiani di Umbertide e grazie alla collaborazione di tanti cittadini. Da ventotto anni l’AUCC Comitato di Umbertide assiste i malati oncologici e le loro famiglie, gratuitamente e a domicilio, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, compresi i festivi. 365 giorni l’anno un punto di riferimento fondamentale per i tanti malati di cancro del territorio e le loro famiglie. Tutto rigorosamente gratuito nonostante gli alti costi sostenuti dall’Associazione per gli stipendi degli operatori tra cui quattro infermieri professionali e le spese dei mezzi messi a loro disposizione. Il servizio, denominato Assistenza Oncologica Domiciliare prevede assistenza medica, infermieristica, psicologica, fisioterapica ed il trasporto dei pazienti presso i centri di diagnosi e terapia, è stato concepito in modo da essere un utile appoggio al medico di famiglia ed al Centro Salute, integrando così, con personale dell’Associazione, specializzato e formato, il personale del Centro Salute di Umbertide della Asl n. 1; può essere attivato attraverso il medico di famiglia o il Centro Salute di Umbertide.  

03/01/2015 19:29:23

Notizie » SLIDER Calendario di Umbertide: presentazione 10 gennaio

Verrà presentato sabato 10 gennaio alle ore 17,30 presso il Museo Santa Croce il Calendario storico di Umbertide, giunto quest'anno alla sua 24esima edizione. Per il 2015, il Calendario ha aperto una finestra sull’Umbertide a cavallo tra Ottocento e Novecento e su alcuni dei fatti più importanti che hanno fatto e continuano a fare la storia della città. In particolare i 12 mesi dell'anno sono dedicati a quattro eventi di cui ricorre il centenario: la nascita della società sportiva calcistica Tiberis, l'arrivo dell’elettricità ad Umbertide, Leoncillo Leonardi e i suoi esordi presso le Ceramiche Rometti, la nascita della Ferrovia Centrale Umbra. Uno spaccato interessante sulla vita sportiva, economica e culturale della città, che offrirà ai suoi lettori anche un'esclusiva, merito di Amedeo Massetti, uno dei redattori storici del Calendario scomparso lo scorso anno: la scoperta della cantante lirica umbertidese Zelmirina Agnolucci che, giovanissima, agli inizi del Novecento cantò con grande successo alla corte dello zar Nicola II. Eventi significativi del secolo scorso rivivono, con foto e disegni, nelle pagine del Calendario, curato da Adriano Bottaccioli e coordinato da Fabio Mariotti, con la collaborazione, per i testi riguardanti l'elettricità, di Mario Tosti. Una tradizione che, nonostate le difficoltà economiche, si rinnova quindi anche quest'anno, e che continua ad essere uno strumento prezioso per conservare e tramandare la storia e i costumi di Umbertide. Un vero e proprio compagno di viaggio che verrà presentato alla città sabato 10 gennaio e che allieterà, pagina dopo pagina, giorno dopo giorno, il 2015 degli umbertidesi. 

03/01/2015 19:00:11

Notizie » SLIDER Piano per contenere le liste di attesa

C'è un Piano straordinaro della REgione dell'Umbria per contenere le liste di attesa e le prestazioni di specialistica ambulatoriale. Presentiamo la scheda del Piano straordinario, che ha effetti sul nostroterritoruio. Si tratta di un problema molto delicato sul quale si gioca la qyualità della vita. Apriamo in questo senso un dibattito, anche silla nostra realtà locale. Sono quattro le aree di intervento: 1. Domanda di prestazioni sanitarie, identificando i reali bisogni di salute. 2. Offerta di prestazioni sanitarie, rispondendo ai bisogni di salute. 3. Sistemi di monitoraggio, controllo e valutazione. 4. Informazione e comunicazione ai cittadini e agli operatori del servizio sanitario regionale. IL PIANO STRAORDINARIO 1) Domanda di prestazioni sanitarie. "E' rafforzata l’applicazione dei Raggruppamenti di Attesa Omogenei – RAO alle prestazioni di primo accesso, garantendo l’esecuzione tempestiva delle prestazioni obiettivamente prioritarie per importanza ed urgenza, in base al bisogno clinico rilevato, già applicata in passato per alcune prestazioni critiche. Le classi di priorità d’accesso previste nella nostra Regione sono: priorità “U” (urgenza differibile prestazione da erogare entro i 3 gg), priorità “B” (prestazione da erogare entro i 10 gg) priorità “D” (prestazione da erogare entro i 30/60 gg), priorità “P” (prestazione programmata). • Per le prestazioni specialistiche critiche e con alto impatto economico in termini di risorse impiegate, vanno introdotte (oltre ai RAO) indicazioni prioritarie; • Per la Diagnostica per immagini, nelle TC e RM vanno previste condizioni di erogabilità; • Va previsto una graduale eliminazione dalle agende della classe di priorità “P” considerato che dai monitoraggi si rileva che in questa fascia si riscontrano per il 90% prestazioni di secondo accesso e visite di controllo. Va infine ridefinito il percorso dell’emergenza/urgenza e dell’urgenza differibile per i pazienti esterni per ridurre gli accessi impropri nei Pronto Soccorsi e nei servizi ambulatoriali. 2) Offerta di prestazioni sanitarie. "Anche dal punto di vista dell’offerta è necessario assicurare l’appropriatezza nell’utilizzo delle risorse, umane e strumentali, messe a disposizione dalle Aziende per l’erogazione dei livelli essenziali e appropriati di assistenza. • Vanno garantiti i percorsi diagnostico-terapeutici e riabilitativi (anche pediatrici) per la presa in carico del paziente, realizzando l’integrazione tra i professionisti e i livelli di cura, la continuità degli interventi e l’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse. Tale modalità organizzativa si rende necessaria, in particolare, per i malati cronici che rappresentano il 70% degli assistiti presenti nelle liste di attesa. • Va prevista la razionalizzazione/ottimizzazione dell’offerta delle prestazioni da parte delle Aziende Sanitarie tenendo conto sia delle effettive necessità assistenziali del territorio (bisogno) sia della domanda rilevata. • Laddove si riscontri un’offerta non adeguata, le Aziende dovranno: - prevedere l’apertura degli ambulatori specialistici, con lista di attesa più numerosa, i pomeriggi con orario prolungato fino alle 22, il sabato e la domenica; - prevedere turni di massimo utilizzo della strumentazione programmando una apertura di 12h/die con professionisti a turno provenienti anche da altre aziende sanitarie (integrazione ospedali-territorio, equipe multidisciplinari e multiprofessionali); - prevedere contratti a tempo determinato per giovani medici specialisti inoccupati/disoccupati; - rimodulare i budget con le strutture private accreditate; - prevedere in tutte le agende il riutilizzo dei posti nel caso si presentino annullamenti di prenotazioni garantendo una rassegnazione delle disponibilità alle priorità con più alta domanda per quella tipologia di agenda/prestazione (disponibilità in overbooking). Va inoltre riconosciuto il CUP integrato regionale come un servizio di fondamentale importanza nelle Aziende Sanitarie non solo per la sua visibilità e la funzione di “front office” che svolge nei confronti dell’utenza, ma anche per il ruolo che ora gli viene attribuito nel governo del sistema delle liste-tempi di attesa e nella partecipazione attiva ai controlli di appropriatezza delle prescrizioni e delle modalità di erogazione delle prestazioni. Punto cardine dell’incontro tra la domanda e l’offerta di prestazioni sanitarie è il back-office CUP che insieme ai responsabili aziendali della specialistica ambulatoriale assumono un ruolo chiave per il controllo e monitoraggio delle agende di prenotazione.  • Vanno previsti percorsi di accoglienza e di garanzia di accesso alle prestazioni nel rispetto dei tempi massimi, attuando la presa in carico dell’utente qualora il sistema non offra disponibilità in base alla richiesta e snellendo alcune procedure amministrative. • Va previsto un numero telefonico unico regionale per facilitare gli annullamenti e va esteso sul territorio regionale il servizio di recalling automatizzato che ricorda con un risponditore automatico gli appuntamenti e permette l’eventuale l’annullamento al momento del contatto. 3) Sistemi di monitoraggio, controllo, valutazione • Va prevista l’omogeneizzazione del linguaggio prescrittivo; • Va ridefinito il processo prescrittivo-prenotativo-erogativo con formazione del personale del SSR e standardizzazione dei flussi di comunicazione interna ed esterna; • Va istituito un Nucleo Operativo Regionale di controllo sull’intera attività di specialistica ambulatoriale; • Vanno implementate revisioni periodiche dell’attività prescrittiva e delle erogazioni attraverso i flussi informativi regionali e nazionali. 4) Informazione e comunicazione ai cittadini e agli operatori del SSR. "Va condiviso e predisposto un Piano di Comunicazione Regionale sulle Liste di Attesa che standardizzi e renda efficace la comunicazione e l’informazione sia per i cittadini che per gli operatori".

02/01/2015 15:21:21

Notizie » Editoriale Il passato e il futuro

Tempo di bilanci. Qual è quello della nostra comunità umbertidese? Sarebbe riduttivo far considerazioni a grandi linee; conviene analizzarlo bene in quattro macroaree per avere una miglior visione complessiva: politica, economia, sport e cultura.   Politica. Il consiglio comunale ha visto entrare per la prima volta una lista civica, tra l’altro, affermatasi come seconda forza locale nelle elezioni, che ha scosso, insieme all’ascesa del Movimento 5 Stelle, il clima politico umbertidese, da tempo stagnante. Questa nuova dialettica politica, più frizzante, è come un toccasana per la città, che potrà, sotto questo punto di vista, fare un sorriso. Sorriso più tirato, tuttavia, quando si parla di conti e di bilanci, per le aziende ma soprattutto l’amministrazione locale. La fine del 2014 ha rilevato un acceso botta e risposta fra Comune e Corte dei Conti  riguardo eventuali squilibri di cassa, che si riferiscono però all’anno 2012. Tuttavia tale pregressa situazione ha inciso su quest’ultima parte del 2014, che ha visto l’amministrazione vendere un pezzo pregiato come l’AIMET e l’ex mattatoio, pur di riequilibrare la situazione finanziaria. Vi sono problemi di liquidità, che le continue anticipazioni di cassa confermano. La liquidità è anche un problema delle PMI locali, le quali nel 2015 si vedranno messe (forse?) al patibolo dalla nuova legge di stabilità per il possibile pagamento del TFR. Poco c’è da dire, invece per lo sport,  se non parlare di una questione legata alla memoria. La Tiberis , retrocessa in prima categoria, per poi essere salvata dalla fusione con il Pitulum, compie i suoi 100 anni. Questo pezzo di storia umbertidese finito nel dimenticatoio ci fa capire come la memoria storica si sta mestamente diluendo e pian piano scomparendo. Di fatto, anche dal punto di vista culturale, va ricordato che non si è fatto nulla per un altro centenario, quello della prima guerra mondiale, alla quale molti nostri concittadini parteciparono. Insomma, con una mano sulla coscienza, qualche considerazione che va al di là dei numeri va svolta, perché la crescita di una comunità passa anche dalla sensibilità culturale. Purtroppo ancora nella nostra città fatica a formarsi il patto generazionale, un vuoto difficilmente colmabile tra chi è memoria e chi della memoria ne deve far tesoro.  Le comunità locali, del resto, si fondano su questo. Al di là dei numeri

02/01/2015 15:14:36

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