Attualità » Primo piano Il Vespa Club Fratta ospite d'onore al matrimonio da favola

La stagione vespistica del VC Fratta non poteva concludersi meglio, avendo avuto  l'onore di essere stato invitato al faraonico matrimonio fra il pugliese Francesco Ranieri e Pia Gadkari figlia di un potente magnate indiano. Inaspettatamente il presidente Massimo Bifolchi ha ricevuto l'invito personalmente dallo sposo il quale chiedeva la presenza al suo matrimonio di quattro specifiche Vespe che, oltre a fare da scenografia al suo meraviglioso matrimonio, dovevano accompagnarlo direttamente all'altare dove avrebbe coronato il suo amore con Pia, la sua sposa. Oltre che fare da contorno alla già incantevole scenografia, i vespisti umbertidesi sono stati invitati al banchetto e ai festeggiamenti insieme ai tanti importanti ospiti provenienti da ogni parte del mondo. A rappresentare il Club Umbertidese sono stati il Presidente Massimo Bifolchi, il Tesoriere Stefano Alunno, il Consigliere Giuseppe Reccia, la Segretaria Giada Pauselli, il socio Andrea Tricca e le loro vespe: ET 3 125 del 1973, vespa 50 del 1970, Sprint del 1967, vespa 50 del 1968 con le quali, seguiti dagli invitati e dallo sposo, hanno aperto i festeggiamenti del rito Indiano che si é tenuto sabato 11ottobre. Anche lo sposo ha guidato le vespe umbertidesi, simbolo per lui dell'Italia e della sua gioventù.   I rappresentati del Club umbertidese hanno partecipato anche ai festeggiamenti del venerdì, giorno in cui si é tenuto il matrimonio con rito italiano. Tutto era curato nei minimi particolari, sembrava di vivere una favola, o meglio ancora di essere protagonisti di un film. Gli sposi sono stati molto cordiali e simpaticissimi, hanno accolto gli amici vespisti a braccia aperte rendendoli partecipi del momento più bello della loro vita che si é tenuto in una location da sogno; l castello di Solfagnano che fra l'altro ha ospitato il Club tre anni fa in occasione del suo raduno nazionale. I vespisti umbertidesi sono molto orgogliosi di avere rappresentato il proprio Club e la cittadina di Umbertide in questa occasione a dire poco irripetibile: essere stati scelti e quindi notati dagli sposi e altro motivo di soddisfazione e prova della grande risonanza che il Club ha a livello nazionale.

16/10/2014 11:04:36

Cultura Le Ceramiche Rometti di Umbertide omaggiano Ambrogio Pozzi

E’ stata inaugurata martedì pomeriggio presso la Casina delle Civette di Villa Torlonia a Roma la mostra ““Una storia italiana. Le Ceramiche Rometti rendono omaggio al designer Ambrogio Pozzi. 1931-2012”, promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali), con il patrocinio del Comune di Umbertide e visitabile fino al 4 gennaio. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti anche il sindaco Marco Locchi e l’assessore alla Cultura Raffaela Violini, oltre al titolare delle Ceramiche Rometti Massimo Monini, alla direttrice del Museo della Casina delle Civette Maria Grazia Massafra ed a Maria Antonietta Pozzi, vedova del grande designer italiano a cui la manifattura umbertidese ha voluto rendere omaggio. “L’omaggio delle Rometti ad un maestro del design come Ambrogio Pozzi si inserisce perfettamente nella location della Casina delle Civette, risultato essa stessa di un progetto integrato di design – ha detto la direttrice Massafra – nella Casina sono esposte le opere che Pozzi ha disegnato per la Rometti, dalla “Venere” alle “Presenze”, passando per i “Profili” e la serie “Jazz”, mentre nella dependance sono raccolte le opere messe a disposizione dalla famiglia Pozzi”. “Tornare ad esporre a Roma, in questa suggestiva location, è una grande emozione, anche perché per me tornare qui significa tornare a casa”, ha aggiunto Monini, che nel suo intervento ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione della mostra. “Questa esposizione romana è la dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dalle Ceramiche Rometti che con l’arrivo di Massimo Monini hanno ricevuto un nuovo impulso. – ha affermato il sindaco Locchi – Grazie a Rometti la tradizione ceramica umbertidese viene portata in giro per l’Italia e per il mondo e con essa anche la sua capacità di rinnovarsi continuamente”. Al professore Amedeo Sacco, intimo amico di Pozzi, è stato affidato il compito di illustrare la mostra, “una mostra a cavallo tra due anime, – ha detto – tra il design e l’art design. Di solito nel design la forma asseconda sempre la funzione mentre con Pozzi il design asseconda l’emozione, dando vita ad opere a metà strada tra design e scultura. Pozzi è stato il gentiluomo del design italiano, colui che è riuscito a portarlo in tutto il mondo ed oggi è straordinario che una manifattura che ha fatto la storia della ceramica italiana come le Ceramiche Rometti lo abbia omaggiato con questa mostra”. La collaborazione di Pozzi con le Ceramiche Rometti è iniziata negli anni ’90 e si è protratta fino alla scomparsa dell’artista. Il maestro ha disegnato per la Rometti eleganti oggetti d’uso quotidiano e figure plastiche di forte impatto visivo, enigmatiche o sottilmente allusive. Malgrado la grave malattia che l’ha colpito, Pozzi si è dedicato alla manifattura fino all’ultimo, come provano i numerosi disegni preparatori che sua moglie Maria Antonietta ha voluto consegnare alla Rometti. La mostra allestita alla Casina delle Civette rappresenta un gesto di gratitudine verso il maestro che ha svolto un ruolo fondamentale nel rinnovamento artistico della manifattura. Curatori della mostra sono Nicoletta Giannoni e Massimo Monini mentre i testi del catalogo sono di Vittorio Amedeo Sacco, Giampiero Giulietti, Maria Grazia Massafra, Massimo Monini, Dino Finocchi e Lorenzo Fiorucci. L'allestimento è firmato da Fortunato Pititto. La mostra si snoda all’esterno e all’interno del Museo della Casina delle Civette e della Dipendenza e comprende 17 opere, dalla Venere etrusca, la Venere bianca e la Venere nera, vasi-scultura di grandi dimensioni in argilla affrescata, agli esemplari realizzati sui disegni originali di Pozzi dopo la sua scomparsa come la Presenza sciamana, la Presenza pugnace e la Presenza equestre; sono inoltre esposte le serie colorate Venere e Profili e quelle monocrome Jazz, insieme alla Composizione floreale di vasi e petali. Nella Dipendenza trovano posto le opere messe a disposizione da Maria Antonietta Pozzi: dipinti eseguiti dall’artista e disegni a lui dedicati da Gio Ponti, Pierre Cardin, Tapio Wirkkala, Enrico Baj e Raymond Peynet. Sono inoltre esposti il plateau completo da pasto disegnato da Pozzi in collaborazione con Joe Colombo per la prima classe dei voli Alitalia (1970) e il servizio da tavola piramidale, scomponibile in 13 pezzi, ideato a metà degli anni ‘60 per Pierre Cardin, di cui restano pochissimi pezzi, molto ambiti dai collezionisti.

16/10/2014 10:53:49

Attualità » Primo piano Marcia per la Pace: pulman da Umbertide

Riceviamo e pubblichiamo Il Coordinamento per la Pace Umbertide – Montone – Lisciano Niccone, in collaborazione con la Sezione Soci Coop Centro Italia  di Umbertide, sta organizzando un pullman per partecipare alla Marcia Perugia-Assisi. Il pullman partirà dal parcheggio di fronte al centro commerciale “Fratta” di Umbertide domenica 19 ottobre alle ore 8.00  e condurrà i partecipanti a Ponte San Giovanni per poi ripartire, al termine della Marcia, da Santa Maria degli Angeli. Per chi volesse partecipare è necessario prenotarsi presso il  punto di ascolto del supermercato Coop Centro Italia presso il centro Commerciale “Fratta” (Umbertide). Verrà richiesto un contributo di 5 euro per la copertura del costo del pullman (gratuito per i soci Coop). VIENI ANCHE TU! Domenica 19 ottobre 2014 Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fraternità Partenza ore 9.00 - Perugia, Giardini del Frontone Conclusione ore 15.00 - Assisi, Rocca Maggiore Ci sono 5 modi per partecipare. Puoi: 1. marciare da Perugia ad Assisi (circa 24 chilometri); 2. fare solo un tratto della Marcia partendo da uno dei seguenti luoghi: Ponte San Giovanni, Collestrada, Ospedalicchio, Bastia; 3. attendere l'arrivo della Marcia a Santa Maria degli Angeli e poi fare l'ultimo tratto del percorso (circa 5 chilometri); 4. attendere l'arrivo della Marcia in piazza San Francesco ad Assisi e poi fare l'ultimo tratto del percorso (circa 1 chilometro); 5. attendere l'arrivo della Marcia alla Rocca di Assisi e partecipare alla manifestazione conclusiva. Per ulteriori informazioni Comitato Promotore Marcia Perugia-Assisivia della viola 1 (06122) Perugia, Tel. 335.6590356 - 075/5736890 - fax 075/5739337 email: adesioni@perlapace.it  www.perlapace.it - www.perugiassisi.org  - www.cittaperlapace.it

15/10/2014 16:15:30

Notizie » Politica Umbertide Cambia: le proposte per il bilancio 2015

Riceviamo e pubblichiamo da Umbertide Cambia Contributi alle imprese per favorire l’assunzione di persone con più di 50 anni. Fondo per il diritto allo studio universitario per studenti meritevoli in difficoltà economica. Servizi domiciliari e residenziali per le cure palliative. Gestione territoriale dei rifiuti, puntando ad una soluzione che consenta di mantenere il servizio in un ambito pubblico, e collegamento con un piano comunale per le energie rinnovabili, per favorire investimenti pubblici e privati ed un ritorno economico alla comunità. Ed ancora: sicurezza degli edifici scolastici, prioritaria, totale abbattimento delle barriere architettoniche, bonifica delle coperture in eternit, un nuovo approccio ai servizi sociali, attento ai bisogni ed indirizzato alla promozione della persona, una intelligente operazione di marketing territoriale, utile a potenziare i flussi turistici. Sono le principali proposte sulle quali Umbertide cambia intende caratterizzare il suo impegno in previsione della costruzione del bilancio comunale 2015, la cui impostazione dovrà marcare un segnale di discontinuità rispetto al passato, puntando ad un investimento su lavoro, professionalità, conoscenza e soprattutto sulla diminuzione del carico tributario. “Ciò che caratterizza il nostro progetto politico amministrativo – sottolinea Claudio Faloci, capogruppo di Umbertide cambia – è una marcata visione territoriale. In alcune materie – spiega Faloci - è oramai indispensabile spostare l’ambito di riflessione dai singoli Comuni ad un’area vasta, nel nostro caso l'Alta Umbria. La logica è quella di perseguire la massima efficacia delle soluzioni sviluppando sinergie, piuttosto che coltivare orticelli, spesso clientelari e costosi. In tal senso per la definizione di politiche relative a materie fondamentali quali sviluppo economico, occupazione, turismo, infrastrutture, sanità e protezione sociale, scuola e formazione, gestione dei rifiuti, ambiente ed energie rinnovabili, sicurezze e legalità proponiamo l’adozione di un Piano Strategico Territoriale nell’ambito del quale Umbertide potrà valorizzare al massimo proprie esperienze, servizi, professionalità, idee che in una dimensione di autoreferenzialità rischiano di perdersi, come ad esempio, l’officina FCU, l’ospedale, una adeguata offerta scolastica, servizi di utilità sociale”.

15/10/2014 12:27:12

Notizie » Editoriale Windows shopping

I commercianti si lamentano, le boutique chiudono a vista d’occhio e le piazze diventano sempre più vuote. Di certo il carico fiscale che gli imprenditori italiani subiscono non aiuta e quasi sicuramente rappresenta la principale causa di questo andamento claudicante, ma tra il bouquet delle cause delle serrande chiuse c’è nascosto da qualche parte l’uso dei social media. Ebbene sì, non sempre l’uso di facebook ha portato benefici, perlomeno nel caso umbertidese. Le nostre varie inchieste hanno evidenziato che molti negozi, ristoranti e associazioni hanno un profilo dedicato quasi esclusivamente alla loro attività. Costi di marketing e altri legati alla comunicazione con il  cliente sono sicuramente scesi; pensate solo a quanto un’azienda risparmia esponendo i propri prodotti con delle foto su questa piazza virtuale, invece che allestire una vetrina e magari creare o partecipare a qualche evento. Niente di più vero, ma l’arma social è spesso e volentieri a doppio taglio. La logica dell’ esporre sulla bacheca facebook i propri prodotti finisce per far venir meno il sale delle vendite: il cosiddetto “windows shopping”. A quanti di voi è capitato vedere per strada una bella borsa o una bella lampada e siete entrati nella boutique a comprarla? Con il solo approccio legato allo sviluppo dei social network si depotenzia l’acquisto per puro gusto, magari si dà spazio ad acquisti mirati e per necessità, anche fuori vincoli limitativi di bilancio, e si perde il legame con la propria città e la relazione umana, che comunque c’è in ogni scambio, anche commerciale. Eppure questo fenomeno non ha colpito tutte le realtà vicine ad Umbertide, come ad esempio Città di Castello, che non risente così pesantemente del calo dei “windows shopper” (coloro che comprano guardando solo la vetrina). Perché? La differenza sta nel vivacizzare le zone strategiche, come ad esempio il centro storico, mobilitando più gente possibile e rendendo il tutto più appetibile per ritornare a fare shopping; insomma creando un bisogno, ovvero quello che più necessita ai commercianti per proseguire la loro attività. La soluzione spetta ai privati più intraprendenti e innovativi, ma un concreto aiuto si attende da un Pubblico più dinamico.   Andrea Levi Codovini

13/10/2014 21:45:28

Notizie » Gusto L'importanza del prodotto tipico

Ciò che realmente riesce a caratterizzare una qualsiasi cosa, una storia d’amore, una relazione, un’amicizia o un evento, è in fondo l’unicità del momento. Un punto, un picco massimo raggiunto che sarà dura pareggiare. Un periodo di tempo nel quale quel qualcosa assume una dimensione tutta sua, un lasso di tempo nel quale il soggetto in questione assume un livello qualitativo maggiore, superiore. Traslato ad un campo strettamente economico, si tratta di un concetto che calza a pennello alla qualità di un prodotto nella sua massima espressione stagionale. Messo alle spalle il periodo estivo, è tempo di far fronte ai “vizi personali”, al soddisfacimento delle proprie tentazioni e curiosità pure attraverso prodotti stagionali e di ottima fattura. Nei prossimi mesi svariate saranno le manifestazioni che presenteranno ed offriranno prodotti di zona e periodo. Tra queste, l’evento più ravvicinato è la “Mostra mercato del tartufo e della Patata bianca” organizzata dal Comune di Pietralunga nei giorni dell’undici del dodici e del tredici di Ottobre. La mostra-mercato, che come tradizione vuole si svolga nel centro storico di Pietralunga, è dedicata ai prodotti tipici ed enogastronomici regionali, nonché prodotti artigianali ed artistici. Tra i vari stand che presenzieranno all’evento, non farà mancare il proprio apporto l’azienda, proprio d’origini pietralunghesi, “Tartufi Jimmy”. Proprio con sede a Pietralunga, si tratta d’un azienda trattante tutti i tipi di tartufo locale, in particolar modo le specie più ricercate, sempre e comunque, nel rispetto dei tempi di maturazione appropriata: Tartufo bianco pregiato, tartufo nero pregiato, tartufo estivo, tartufo bianchetto e tartufo uncinato. La piccola realtà pietralunghese si cimenta ulteriormente, con eccellenti risultati, pure nella produzione artigianale  di una vasta gamma di prodotti tutti rigorosamente al tartufo, tra i quali: salse, condimenti formaggi, salumi, pasta, riso e polenta. “Tartufi Jimmy” adotta una linea produttiva che non comprende l’utilizzo né di conservanti né di coloranti, le materie prime utilizzate devono infatti rispondere a determinati requisiti qualitativi. Altra azienda a noi vicina, che probabilmente parteciperà all’evento “Pietralunghese” ormai alle porte, è l’azienda Agraria Migliorati di Lucchetti Giovanna e Migliorati Massimo, con sede a “Carpini”, frazione del comune di Montone. Un’azienda a “ciclo chiuso”, comprendente dunque: produzione primaria, raccolta, trasformazione, confezionamento e vendita. Rinomata e conosciuta in particolar modo per la produzione propria di confetture, e nata inizialmente come produttrice di miele e pappa reale, col passare del tempo ha ampliato i suoi confini mettendo in mostra oltre a prodotti trasformati, pure prodotti stagionali, come ad esempio frutta secca(noci, nocciole) e raccolte spontanee di funghi e tartufi. Attività nata su base familiare, fa del lavoro e della genuinità dei loro prodotti il proprio punto di forza.  Altra realtà, che nella zona fa ben parlare di sé, è l’azienda “agraria Bruni Silvia” con sede a Monte Acuto. Costituita da circa 120 ettari di terreno sia in proprietà che in affitto, produce cereali, olive e una piccola attività zootecnica. Il Frantoio appartiene alla famiglia Bruni dagli anni ottanta, ma è esistente già dagli anni sessanta. «La raccolta avviene nel mese di Ottobre e continua fino a fine anno, le nostre varietà di olive sono: dolce agogia, frantoio, leccino e moraiolo» spiega Silvia. La produzione dell’olio è data dalla coltivazione di circa mille olivi ed è in media di circa dieci-quindici quintali di olio, il quale viene confezionato e venduto direttamente in azienda ed ai vari mercati della zona. «L’intento della nostra quotidianità è garantire un livello qualitativo elevato, adatto al mercato corrente» conclude la proprietaria. Insomma, l’evento pietralunghese non è altro che l’avvento della buona stagione ( a tavola soprattutto), e queste attività lo dimostrano evidenziando un obiettivo comune: portare nelle nostre case prodotti capaci di raccontare storia e tradizione, contraddistinta da genuinità e bontà, che di certo non deve andar perduta.   David Gonfia

13/10/2014 21:38:15

Paolo Franceschini: musicista internazionale

… 07559… Seduta alla scrivania, un po’ Virginia Woolf, un po’aspirante freelance, attendo, con l’ardore confusionario degli incontri unici, che dall’altra parte della cornetta arrivi calda e decisa- quella tipica di tutti i grandi- la voce di Paolo Franceschini, Maestro diplomato in violino, concertista di fama internazionale, fondatore de “I Solisti di Perugia”, insegnante al conservatorio Morlacchi della stessa città, ma più di ogni altra cosa, musicista, vero, dall’immensa e semplice umanità di chi è in armonia con se stesso. Parlare, soprattutto ascoltare però, con quest’uomo è stata un’opportunità più che gradita; come dire al classico ragazzino con il pallone sempre fra i piedi di scambiare due tiri con Andrea Pirlo, per intenderci. La distanza però è solo geografica: sento nelle sue parole rimbombare quella prospettiva equilibrata filtrata dagli spazi e le righe di ogni spartito, quel modo di ragionare e relazionarsi comune a tutti i musicisti, che riesce fin da subito ad avvicinarci, annullando per certi versi la differente esperienza di vita, rendendoci simili, perché cittadini dello stesso paese dal nome Musica. Portare avanti il nome di suo padre, del Maestro Franceschini, personaggio lungimirante nel campo musicale di Umbertide, le fa onore; ma quanto è stato difficile? Ha mai provato una sorta di “complesso di Edipo”? «Certamente il fatto di aver scelto per me uno strumento diverso (il M° Pietro Franceschini suonava la tromba, ndr) ha contribuito ad evitare gli eventuali attriti che dubito comunque, sarebbero nati. Onestamente lo ringrazio tutti i giorni per avermi avviato a questa carriera e averlo fatto nei migliori dei modi: restando sempre mio padre». A quale età è stato inserito nell’universo musicale? «Con precisione, non saprei stabilirlo. Pono stato educato alla musica come ad un secondo linguaggio, com’è logico che sia. Il primo atto ufficiale coincide con l’esame di solfeggio all’età di sette anni, da lì poi l’ingresso al Conservatorio, sotto la guida del leggendario M° A. Apostoli, membro del complesso dei Musici. A vent’anni, diplomato, appartenevo già al corpo docenti di un Conservatorio mentre completavo, per così dire, la mia formazione con il perfezionamento presso l’Accademia di S. Cecilia a Roma con Pina Carmirelli; non credo che in questo mestiere si possa raggiungere la fine, un punto d’arrivo: c’è sempre da imparare. La mia carriera poi vanta un’infinità di concerti in tutto il mondo, da solista e come elemento di un’orchestra, quale “Symphonia Perusina”, “Orchestra Rossini di Pesaro”, Orchestra “Sinfonica dell’Umbria” e altre, e infine l’attività d’insegnamento al Conservatorio Morlacchi di Perugia». Se nella sua professione non si smette di apprendere, significa quindi che le ore di studio non diminuiscono mai … «No, e ti dirò che la cosa non mi pesa per niente, anzi, se non mi dedico al violino quel tot di tempo al giorno, sento che mi manca qualcosa, sto male. I progressi maggiori poi si ottengono sul campo, dove conosci musicisti che hanno raggiunto livelli così alti che parlarci sembra avvicinare dei miti viventi. Amo questo lavoro; non metto in dubbio che non sia dei più redditizi, e nemmeno dei più sicuri visti la crisi e i tagli che costringe a fare, ma senz’altro, per me, è il più appagante. Mi ritengo un uomo fortunato». Ne L’Idiota di Dostoevskij, il principe Myskin afferma che “la bellezza salverà il mondo”, Donatella Bisutti intitola un suo libro La poesia salva la vita. E la musica? In che relazione è con la vita? «La musica è vita, basta pensare al suo inizio: il primo vagito di un bambino, non è un meraviglioso suono? Ogni attimo del nostro vivere è accompagnato da una melodia, che sia fuori o dentro la nostra testa. La musica è qualcosa di naturale, una modalità d'espressione intrinseca alla nostra natura che bisognerebbe sviluppare e incentivare; in questo il nostro Paese è stato lungimirante, ma oggi non si può dire la stessa cosa. Abbiamo perso quella cultura musicale che ci ha regalato tanti primati e reso il magnifico esempio che tuttora gli altri paesi seguono, ma possiamo sempre ripartire promuovendo l’importante educazione all’ascolto sin dalle prime scuole come una disciplina che ordina la mente e rende ampio il patrimonio culturale di ognuno di noi». «La ringrazio infinitamente, non si rende conto …» « Grazie a te, a presto Virginia». Virginia Spantini

13/10/2014 21:29:57

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