Attualità » Primo piano UNA GRANDE FAMIGLIA

Liberté, Égalité, fraternité. Questi sono i valori su cui si fonda la repubblica francese. La Francia, una nazione che mostra  evidenti le ferite generate dall'odio. Un sentimento questo che viene alimentato dal  pregiudizio.  Se il diverso non venisse giudicato come sbagliato anzi  se ci fosse la volontà di conoscere ciò che è nuovo, che non fa parte della nostra ideologia, forse riusciremmo a mettere in pratica le parole del motto francese, ci sarebbe egualité, cioè uguaglianza ( che non significa essere tutti uguali,ma vuol dire avere tutti le stesse opportunità, gli stessi diritti) e di conseguenza non sarebbe difficile considerare l'altro come un fratello, allora forse episodi come quelli di Parigi non si verificherebbero perché ci sarebbe rispetto per il prossimo e non paura. La convivenza non sarebbe difficile se le diverse culture riuscissero ad integrarsi. La storia di Nadia Carini, nota parrucchiera umbertidese,  è un esempio di convivenza, di integrazione, di fratellanza. Tutto inizia sei anni fa quando  Abdou, un ragazzo mussulmano proveniente dal Senegal  arriva ad Umbertide in seguito ad un offerta di lavoro e diventa il vicino di casa di Nadia, una persona di religione cristiana cattolica, credente e praticante. «Il suo sguardo perso, impaurito, smarrito mi ha colpito fin da subito»,dice Nadia «allora gli ho chiesto se aveva bisogno di aiuto». Da quel momento le due vite si sono legate indissolubilmente. Da un saluto al pranzo, dal pranzo alla colazione insieme tutte le mattine  e infine la convivenza vera e propria sotto lo stesso tetto.  Pur avendo origini, cultura e religione diverse, Abdou è entrato a far parte della famiglia di Nadia, è diventato suo figlio e fratello dei suoi figli. La diversità non è stata un ostacolo alla convivenza perché sia Nadia che Abdou hanno saputo imparare dall'altro mantenendo però la propria identità. La famiglia ha condiviso tutto , momenti difficili ma anche belli infatti Nadia ci racconta che hanno sempre festeggiato tutto insieme sia feste senegalesi e mussulmane che cristiane. «Lui mi ha attaccato il crocifisso in casa, con lui ho sempre fatto l'albero e il presepe, quando nel periodo pasquale viene il parroco a benedire la casa lui apre anche la porta di camera sua, lui era presente a tutte le feste dei miei figli compleanni, cresima e comunione e noi siamo stati presenti alle ricorrenze sue» dice Nadia. Questo è lo spirito giusto.  Il rispetto prima di ogni cosa, rispetto per le tradizioni, le idee, le usanze ad esempio a natale Nadia, Abdou e gli altri della famiglia festeggiano mangiando cappelletti fatti senza la carne maiale. Due tradizioni che si uniscono grazie all'intelligenza di queste  persone che non fanno della diversità una guerra ma un incontro per migliorasi reciprocamente.  Non è sempre così purtroppo. Abdou ha subito discriminazioni dovute alla religione o al colore della pelle, la scelta di Nadia non è stata accettata o capita da tutti infatti ci racconta che «molte persone pensano che Abdou sia stato fortunato a trovare noi e che si approfitti, in realtà non è così. La fortuna è stata reciproca. Ogni volta che ho bisogno, posso contare su di lui, si prende cura di me, di mio marito e dei miei figli. Non chiede mai niente. Anzi, quando è nata sua figlia ,poco tempo fa, ha deciso di andare a vivere in un’altra casa per non approfittare di noi.»  Nadia e la sua famiglia hanno realizzato il sogno di Martin Luther King di vedere persone che stanno insieme senza dare importanza al colore della pelle o alla religione. La testimonianza di questa famiglia umbertidese ci insegna che il rispetto e l'apertura verso ciò che è diverso è solo fonte di arricchimento personale.  Non uno scontro quindi ma un incontro per crescere insieme.

28/12/2015 11:52:14 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano GIULIETTA ANTOGNOLONI: UN SORRISO DI AMORE, UMILTÀ E RISPETTO

Dovessi ritrarre Giulietta Antognoloni alla maniera di Picasso, riunendo in un solo frammento tutto ciò che la caratterizza, disegnerei un grande sorriso, accogliente, positivo- nonostante tutto-  pennellate di rosso, a simboleggiare l'amore che nutre verso la sua famiglia, e punte di verde, come le sue origini, la terra, e la sua vulcanica voglia di fare e tenacia. Giulietta Antognoloni è a capo dell'Impresa Antognoloni Immobiliare srl, guida il progetto "Le terre di Pretone" che rivaluta la zona di Santa Maria di Sette di Montone. Ci illustra l'idea? «L'intenzione è di realizzare il progetto di mio papà Antonio; siamo proprietari di queste terre da più di cinquanta anni, e fin da subito la mia famiglia è riuscita a concretizzarvi un'abitazione, un genere alimentari, è una sala da ballo. Oggi il piano, che si estende per una superficie di circa 700 metri quadri, suddivisi in due piani, prevede un supermercato di qualità, una farmacia ed una parafarmacia, affiancati da un Infopoint riservato al Comune di Montone e alle sue Associazioni in maniera totalmente gratuita, una nuova edicola, un bar con gelateria e primi piatti, una profumeria ed una pasticceria con l'esclusivo servizio di wedding planning. Al piano superiore, invece, vi saranno ambulatori medici privati, alcuni negozi, tra cui uno che venderà accessori di lusso, un centro benessere, un coiffeur dotato di piccolo terrazzo con lo scopo di ricreare un ambiente più intimo, un salottino, ed un ristorante, anch’esso con un terrazzo di ben 250 metri quadrati, disponibile per feste e aperitivi. A questa zona, prettamente commerciale, si collega quella abitativa che conta un residence con piscina e due villette; in questo modo si viene a creare una zona completamente autonoma e autosufficiente, una nuova cittadella inserita ai piedi della bella Montone.» È indubbio che la sua figura rappresenti per la nostra comunità, soprattutto per quella femminile, un esempio di risolutezza e impegno costante; qual è stato il suo percorso per arrivare fin qui? E la sua filosofia per gestire al meglio l'impresa? «Prima di tutto sono la figlia dei miei genitori, Antonio e Palma, a cui devo tanto, se non tutto. Mi hanno educato a rispettare il prossimo e il lavoro di questo, ma soprattutto a porsi davanti a qualsiasi situazione con molta umiltà e capire che la vita è un continuo aggiornamento. A tutto ciò aggiungo gli insegnamenti pratici, ricevuti nel campo: grazie al corso di Marketing e Vendite frequentato nel 1991 e poi quelli compresi con ventiquattro anni come dirigente per le Risorse Umane della Società dei servizi sociali dell'Umbria. Questo mio percorso può essere dunque riassunto con poche parole: amore, rispetto e umiltà.» Questo suo attaccamento alla famiglia è evidente, anche solo guardando il marchio dell’ impresa viene fuori... «In ogni mio lavoro ho voluto valorizzare le origini, i valori in cui credo. Lo stemma, ottenuto grazie ad un lavoro di ricerca svolto su richiesta dall'Istituto araldico italiano di Roma, riproduce quello antico della mia famiglia. È un simbolo nuovo, originale e che mi rappresenta al meglio.» Navigando all'interno del sito della sua impresa, si è accolti dalla voce calda di Mario Biondi. Famiglia, lavoro e passioni possono essere conciliate? «Indubbiamente serve molta intelligenza e organizzazione, ma si può fare: la mia vita si divide fra i miei meravigliosi bambini, Antonio ed Emma, mio marito, il lavoro e la mia vena artistica, che mi spinge sempre a ricercare qualcosa di originale, di esclusivo; e spesse volte non c'è nemmeno bisogno di cercare, basta guardarsi intorno e aprire gli occhi alle cose più vere.»

28/12/2015 11:47:29 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Editoriale

Dicembre è da sempre il mese preferito dai bambini che aspettano trepidanti l'arrivo di Babbo Natale e, soprattutto, dei suoi pacchetti colorati pronti da scartare. Un mese dall'atmosfera magica che ci accompagna verso il nuovo anno, a cavallo tra passato e futuro. Le vie della città addobbate a festa, le luci natalizie sui balconi, neve spray, decorazioni ad ogni angolo. Tutto ci ricorda l'imminente arrivo del Natale e delle sue tradizioni. Già, tradizione, perchè forse è proprio questo il regalo più grande che ci possiamo fare: un sano ritorno alla tradizione più genuina di questa festa. Non nel senso strettamente religioso, che implicherebbe una trattazione assai più ampia e a tratti polemica, ma nel chiaro e semplice ritorno all'atmosfera familiare che dovrebbe caratterizzare questa festa. Sfido chiunque a non ritrovare nella propria memoria, il gusto antico delle festività natalizie. Quelle usanze familiari che trasformavano la festa in un'occasione unica per riunire la famiglia e stare insieme. Tavole apparecchiate con il servizio delle occasioni, cibo in abbondanza (a chi non viene l'acquolina in bocca pensando ad un fumante piatto di cappelletti in brodo?) preparato rigorosamente a mano da tutte le donne della famiglia che mai come in questa occasione sfoggiano tutte le loro abilità culinarie. Pochi regali, niente eccessi, solo famiglia. Un Natale pieno di calore, quello degli affetti e della propria città che in questo periodo, forse perchè più bella ed agghindata, riscopriamo più come nostra. Questo il mio augurio più grande per i nostri lettori: un Natale sereno, tra una tombolata e l'altra, e soprattutto un nuovo anno ricco di positività, giustizia e benessere. Vi sembra banale? Io non chiedo altro. Buone Feste a tutti voi!

28/12/2015 11:44:44 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Presentato il libro “Dalla candela alla lampadina”, si chiude il centenario per l'elettrificazione

Con la presentazione del libro “Dalla candela alla lampadina” si sono ufficialmente concluse le celebrazioni per il centenario dell'elettrificazione di Umbertide. Il 21 dicembre scorso, a 100 anni esatti dall'entrata in funzione del primo impianto di illuminazione pubblica della città, il Comitato per il centenario dell'elettrificazione ha presentato la pubblicazione che racconta gli anni in cui anche ad Umbertide fece il suo ingresso l'energia elettrica, opera di Amedeo Massetti, promotore dell'iniziativa editoriale che però purtroppo non ha potuto portare a compimento perché prematuramente scomparso, e di Mario Tosti che ha tirato le fila e ha consentito di dare alla stampa la pubblicazione. Così, in un museo Santa Croce gremito e rischiarato soltanto dalla fioca luce delle candele, Umbertide è stata catapultata come per magia nel 2115 quando, a causa dell'eccessivo sfruttamento delle fonti fossili e dell'incessante inquinamento, la città si ritroverà di nuovo al buio e costretta a fare a meno dell'energia elettrica. Da qui gli spettatori sono stati trasportati indietro di due secoli, al 21 dicembre 1915, quando l'energia elettrica fece il suo arrivo con la messa in funzione dell'impianto di pubblica illuminazione, attraverso la proiezione di un video realizzato dagli studenti della scuola media Mavarelli Pascoli sulla vita ad Umbertide a cavallo tra Ottocento e Novecento. Per poi arrivare finalmente al 2015, con l'energia elettrica oramai motore della nostra vita quotidiana. Alla presentazione hanno preso parte il sindaco Marco Locchi che ha ringraziato i volontari del Comitato che hanno lavorato all'organizzazione di eventi ed iniziative commemorative dell'importante ricorrenza, il presidente del Comitato Federico Rondoni e l'autore del libro Mario Tosti. Grazie al contributo di tanti, e soprattutto delle scuole del territorio, il libro racconta  come le fonti di luce dell’uomo si siano trasformate in una lentissima sequenza nei millenni: dal sole ai fulmini, dai falò alle torce. In tempi di cui è rimasta la memoria collettiva, le fonti di luce domestica sono diventate le candele, i lumi a petrolio, ad acetilene e soprattutto, in inverno, il focolare. Poi, un secolo fa, la rivoluzione della lampadina, con il libro che racconta come e quando è arrivata in Italia, in Umbria, a Perugia, a Città di Castello, ad Umbertide e nelle campagne. La pubblicazione è inoltre arricchita da tanti personaggi umbertidesi, come Caino a cui era affidato il compito di accendere e spegnere i lampioni, e da dati e numeri che danno la misura di cosa significò l'arrivo dell'elettricità ad Umbertide. Nel corso della presentazione sono inoltre intervenuti Cristiano Schiavolini che ha realizzato due fumetti su Caino e l'elettricità ad Umbertide e il presidente onorario del Comitato ing. Egino Villarini.

28/12/2015 11:29:57 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica PD: PROPOSTA PER SEMPLIFICARE LE PROCEDURE BUROCRATICHE PER ORGANIZZARE EVENTI E SPETTACOLI

Riceviamo e pubblichiamo Mira a semplificare le procedure burocratiche per il rilascio delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento di una manifestazione temporanea di pubblico spettacolo la proposta che il gruppo consiliare del Pd ha avanzato al sindaco e alla giunta comunale di Umbertide. In un ordine del giorno a firma del consigliere comunale Lucia Ranuncoli, il Pd invita infatti l'Amministrazione comunale a creare un modello semplificato, come un’autocertificazione, che consenta di organizzare piccoli spettacoli artistici ed eventi collettivi di numero contenuto, abbattendo i costi necessari per la richiesta di certificazioni, anche attraverso tabelle di riferimento con parametri minimi standardizzati, e adottando tariffe ridotte o addirittura esenzioni nel caso in cui lo spettacolo sia promosso da una associazione per la raccolta di fondi per beneficenza. L'ordine del giorno intende infatti dare una risposta alle tante associazioni presenti nel territorio umbertidese che periodicamente organizzano eventi in grado di promuovere il talento dei giovani e valorizzare la realtà locale, ed in particolare le associazioni a scopo benefico, che spesso raccolgono fondi proprio attraverso eventi e spettacoli. La proposta avanzata dal gruppo consiliare del Pd, che mira quindi a semplificare la burocrazia oggi esistente per l'organizzazione di eventi e spettacoli senza per questo compromettere il diritto d'autore, è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto, oltre alla proponente Lucia Ranuncoli, anche Federico Peverini in qualità di Coordinatore della Commissione Arte, Cultura e Spettacolo del PD di Umbertide, Luca Minelli, Marco Bagnini e Matteo Ventanni.  

28/12/2015 11:11:34 Scritto da: Eva Giacchè

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