Notizie » Politica Fronte Nazionale su banconote euro

Riceviamo e pubblichiamo (Ufficio stampa Seg. Regionale Fronte Nazionale Umbria). Cari cittadini vi prego di guardare una banconota euro su nessuna potrete trovare la dicitura, com’era per le lire, “pagabile a vista al portatore”. Questo perchè la Banca Centrale Europea (che non è una banca centrale, ma una banca privata costituita dalle banche centrali dei singoli stati) non ha riserve auree e quindi non potrebbe pagare un bel niente. Inoltre, stranamente, non c’è scritto “la legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di biglietti falsi”. Questa cosa può sembrare st…rana ma su ogni banconota in alto a sinistra, accanto alla bandiera europea e prima dell’acronimo BCE, scritto nelle diverse lingue, c’è, talmente piccolo che difficilmente lo si nota, il simbolo del copyright, una lettera c inscritta in un cerchio. Questo vuol dire che, essendo il copyright un istituto di diritto privato e non pubblico, le banconote in euro, a differenza delle altre monete, non possono avere corso forzoso in quanto sono un titolo privato, come un assegno o una cambiale. Corso forzoso significa che chiunque, all’interno del territorio dove la moneta ha corso legale, è obbligato ad accettarla. Non può rifiutarsi. Ma ciò non vale per l’euro. Esso viene accettato solo per convenzione. Ma cosa succederebbe se per qualche evento politico o economico, ad esempio una grave crisi, come quella avvenuta recentemente in Argentina, questa convenzione saltasse e l’euro non venisse più accettato? La conseguenza è che ritroveremmo tutti con in mano volantini pubblicitari della BCE (BRUNO LAGANA’, RESPONSABILE COMUNICAZIONE E’ PORTAVOCE DEL FRONTE NAZIONALE UFF).

22/09/2016 19:07:44

Cultura Anche Umbertide al ROCKIN 1000

Incontriamo due ragazzi umbertidesi: Simone Monaldi e Benedetta Tenaccioli, e Fabio Marinelli di Città di Castello, che lo scorso 24 luglio hanno partecipato ad una straordinaria manifestazione nella città di Cesena, tutta a base di rock: il “Rockin' 1000”. Al concerto da record, quest'anno alla sua seconda edizione, hanno preso parte più di mille musicisti, tra violinisti, batteristi, cantanti e suonatori di cornamusa, tutti uniti con l'intento di formare la band più grande del mondo, per suonare insieme 15 pezzi storici del rock. Dunque, Simone, partiamo da te. Sappiamo che sei un bravissimo violinista. Quale significato ha per te il violino? Quando è nata questa passione?«Il violino per me è musica, quindi vita. Per me suonare è una grande passione. Ho iniziato da piccolo, a otto anni, alla scuola di musica di San Francesco, qui a Umbertide, anche se poi a dodici anni ho interrotto. Ho ripreso solo in seguito. Devo dire che oggi come oggi, preferisco studiare da solo, piuttosto che andare a lezione da qualcuno. Sono una persona che ama le sfide.» Benedetta, cosa ti ha spinto a partecipare al “Rockin' 1000”?«Lo scorso anno, quando su Youtube ho visto il video della prima edizione, mi sono subito detta che se lo avessero rifatto, avrei voluto assolutamente partecipare. Così ad aprile di quest'anno ho inviato l'audizione e per fortuna mi hanno presa.» Raccontateci qualcosa in più di questo evento spettacolare. Cosa, e come è stato questo “Rockin' 1000”? «È stato un concerto straordinario, dove si sono esibite tutte insieme, ben quasi 1200 persone. C'erano musicisti non famosi, ma anche personaggi famosi, tra cui il chitarrista di Ligabue, Ballo, il bassista dei Lunapop, Cesareo, il chitarrista di Elio e le storie tese, il chitarrista dei Negrita, Saturnino, il bassista di Jovanotti, e  Raoul Casadei. Alcuni di loro hanno addirittura fatto le prove con noi, due ore prima dell'inizio del concerto. In poche parole... un'esperienza indimenticabile.» Hanno partecipato musicisti di tutte le età? «Sì. Il più piccolo aveva sette anni. Il più grande settantanove. E non solo di tutte le età. C'erano musicisti addirittura arrivati dal Messico. La cosa più bella è che si è creata una collaborazione quasi incredibile tra persone che non si erano mai viste prima.»Simone, se non erro, oltre a questa bellissima passione, svolgi anche un altro lavoro. Riesci a ritagliare con facilità del tempo per suonare? «Con un po' di sacrificio sì. Devo dire che mi dedico alla mia passione quasi esclusivamente nel fine settimana, ma faccio il possibile per riuscire a ritagliarmi un po' di tempo per la musica, che per me è importantissima. Qual'è secondo te, l'età più giusta per iniziare a studiare uno strumento? «Se c'è voglia di imparare e si fa con passione, non credo ci sia un'età giusta. Non è mai tardi per iniziare.»Tra tutte le persone che la circondano, chi l'apprezza maggiormente? «Probabilmente credo di essere apprezzato particolarmente dai miei amici e parenti perché sono quelli che più di tutti possono rendersi conto in prima persona di quanto io ami suonare. Senza esagerare, posso dire di vivere per la musica.» Hai mai provato a suonare all'estero?  «Sì, una volta anche all'estero. Io e Fabio abbiamo suonato a Nizza, circa tre o quattro anni fa. Era un concerto molto particolare, fatto di tutte colonne sonore, tra cui “Il Signore degli anelli".» Credi che il tuo talento sia giustamente riconosciuto o desidereresti farti  apprezzare di più? «Va bene così. Perché credo ci voglia anche rispetto per persone che hanno più potenziale, che studiano di più... e che magari non hanno avuto la fortuna che ho avuto io. Quindi sono già molto contento.» Benedetta, anche tu hai studiato canto qualche anno. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? «Sì! Ho iniziato a studiare canto quando facevo il quinto superiore. Per quanto riguarda il futuro, posso dire che già  con i ragazzi del “Rockin 1000” stiamo organizzando di formare una band. Quando ero lì in mezzo, quel giorno, mi sono resa conto più che mai che questo è quello che vorrò fare nella vita.» Tornando al “Rockin' 1000”, sapete com'è nata questa idea così geniale? «Tutto è nato un anno fa sempre a Cesena, da un'idea di Fabio Zaffagnini, quando mille musicisti arrivarono a convincere Dave Grohl e i Foo Fighters, grazie ad una cover suonata all’unisono della loro “Learn to Fly”, a suonare nella cittadina romagnola. Quest'anno è stato fatto un importante passo in più. È stata creato un concerto vero e proprio, appunto con la band più grande del mondo. Davvero un evento senza precedenti in Italia!» Qual'è l'emozione che questa esperienza vi ha lasciato e che porterete per sempre nel cuore? «Benedetta: Mi è piaciuto moltissimo l'inizio, quando si sono spente le luci ed è partita “Bittersweet Simphony”dei Verve. Appena sono partite le batterie il pubblico ha fatto un boato indimenticabile. Oltre a questo, però, la parte che mi ha suscitato maggiori emozioni è stata quando tutte le nostre voci  all'unisono, hanno cantato “Come Together” dei Beatles, la prima canzone che abbiamo provato. Duecentosettanta voci insieme. Quasi impossibile da credere. Simone: La parte che ho preferito è stata l'inizio. È stata un'emozione fortissima. Eri lì davanti, con dietro di te una bomba che non sapevi quando sarebbe esplosa. Fabio: Io dirò una cosa diversa. L'inizio è stato splendido, ma incredibilmente dico che ho preferito i momenti prima dell'entrata. La cosa stupenda di questo concerto è stato l'affiatamento e la complicità che si sono venuti a creare con persone mai viste prima. Siamo diventati davvero un'immensa famiglia unita da un comune denominatore: l'amore per la musica. Tra trent'anni ci vedreste ancora musicisti? E sopratutto partecipereste ancora al “Rockin 1000”, se ce ne fosse l'occasione?«Tutti:Sì, assolutamente! Tutta la vita!»

22/09/2016 18:59:57 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura » Mostre Umbertide: Inaugurazione della mostra ''Epigoni e falsi di Rometti''

In vista della riapertura del Museo Galleria Rometti, il Comune di Umbertide ha promosso la mostra “Epigoni e falsi di Rometti. La fortuna stilistica della manifattura umbra”, evento espositivo che verrà inaugurato venerdì 23 settembre, alle oer 17.00, finalizzato a promuovere il museo e contemporaneamente a  stimolare la prosecuzione degli studi attorno alla manifattura Rometti.  Il tema delle imitazioni di Rometti, che si sono susseguite nel periodo d’oro tra la fine degli anni Venti e la fine dei Trenta, appare infatti fondamentale per indagare un aspetto ancor oggi poco studiato e cioè la fortuna e la diffusione del gusto Rometti in Italia, oltre che per fare ordine in un contesto in cui è molto difficile ancor oggi individuare l’originalità della proposta di molte manifatture ceramiche. Le imitazioni su cui è incentrata la mostra riguardano la produzione più caratteristica della Rometti, quella dei vasi decorati a fasce orizzontali sfumate, con sovrapposti decori graffiti o dipinti, con temi che si rifanno alla iconografia della antichità, a soggetti di tipo rurale e marino, fino ad arrivare a temi legati alla retorica del fascismo. La Rometti, con le innovazioni stilistiche apportate da artisti del calibro di Dante Baldelli e Corrado Cagli e dal supporto di un nutrito gruppo di artigiani, fu in grado di catturare lo spirito dell’epoca e influenzarne il gusto, dettando il proprio stile che fece scuola per molte altre manifatture del tempo. Gli epigoni più importanti, Bini & Carmignani ed Ezio Nesti, sono fabbriche di San Giovanni alla Vena, una piccola frazione di Vicopisano, in provincia di Pisa. Malgrado la buona perizia di alcune delle loro ceramiche, la  qualità (materiali, tratto dei disegni) rimane decisamente inferiore rispetto a quella degli originali. Tuttavia le loro opere sono state a lungo considerate, pubblicate ed esposte come opere di Rometti. In particolare il marchio R.B.C. è stato oggetto di erronee interpretazioni  e scambiato per le iniziali di Rometti-Baldelli-Cagli. Solo recentemente, e grazie ad una approfondita ricerca storiografica documentaria, la sigla è stata correttamente ricondotta alla manifattura pisana Bini & Carmignani. Tanto pervasivo è stato il successo della manifattura umbra che non è casuale che  numerosi pezzi degli epigoni, presenti in numerose collezioni, siano stati lungamente ed erroneamente attribuiti alla Rometti. In alcuni casi si è giunti anche a contraffare i marchi Rometti in opere degli epigoni. La mostra cerca dunque di ristabilire un parziale ordine e di allargare la conoscenza della manifatture che tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta avevano come principale punto di riferimento la produzione della manifattura di Umbertide. Attraverso un allestimento sincronico sono accostate per un immediato raffronto visivo – qualitativo le opere di  Rometti con quelle di alcuni dei principali epigoni, oltre che alcuni disegni di Bini & Carmignani, quasi tutti datati e firmati, utili alla ricerca per definire con precisione date e modelli impiegati. La mostra, a cura di Marinella Caputo, Lorenzo Fiorucci e Giorgio Levi, sarà visitabile dal 23 settembre al 20 novembre presso la Galleria Rometti, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 e la domenica dalle 15.30 alle 18.30.      

22/09/2016 13:11:05

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