Attualità » Primo piano 25 Aprile: l'intervento del Sindaco Locchi

 “Voglio innanzitutto ringraziare tutti voi che siete intervenuti, l’Anpi e le associazioni di combattenti, l’ Arma dei Carabinieri, l’onorevole Giampiero Giulietti, il prof. Fabrizio Bracco, il Vescovo Mons. Ceccobelli, i parroci per i quali oggi è una giornata importante in quanto questa mattina celebrerà la sua prima messa a Cristo Risorto Don Fabricio che ieri sera è stato ordinato presbitero a Gubbio. Ringrazio la Banda musicale cittadina e il maestro Galliano Cerrini, presente come sempre alle iniziative della nostra città, ma anche fuori dalle mura cittadine dove tiene alto il nome di Umbertide. Come sempre per la nostra città la data odierna ha un doppio significato: bombardamento del 1944 e Anniversario della Liberazione, della Resistenza, giorno in cui si ricorda la resistenza dei partigiani che, durante la Seconda Guerra Mondiale, si opposero al governo fascista di Mussolini e all'occupazione tedesca da parte dei nazisti di Hitler.   Il 25 aprile del 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale - che si era formato nel 1943 a Roma con lo scopo di contrastare il Nazismo tedesco e la sua occupazione in Italia - proclamò via radio l'insurrezione partigiana contro i nazifascisti e i loro presidi. La rivolta fu tale che i soldati tedeschi e quelli della Repubblica di Salò iniziarono a ritirarsi, soprattutto dalle grandi città del nord Italia, quali Milano e Torino, dove la popolazione si era unita alla rivolta dei partigiani. La sera del 25 aprile, i partigiani occuparono la sede del giornale “Il Corriere della Sera” e usarono la sua tipografia per stampare i primi comunicati in cui si festeggiava un'Italia libera dalla dominazione straniera. Quella stessa sera, Mussolini abbandonò Milano per fuggire a Como, dove venne ucciso tre giorni dopo. Dopo la liberazione d’Italia dai nazifascisti, i gruppi politici della Resistenza hanno ricostruito il nuovo Stato italiano. Un nuovo Stato basato sulla democrazia e sul rispetto delle libertà. Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: ricordiamo oggi il sacrificio di tutti coloro che furono uccisi nella lotta di Liberazione dell'Italia dal nazifascismo: morti per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo. Se noi possiamo essere qui, liberi e uniti nel ricordare quel sacrificio, è perché ci fu la Resistenza che è la radice della nostra Repubblica. Dalla Resistenza nacque la Costituzione: un patto tra uomini liberi volto a stabilire le regole fondanti della convivenza democratica, manifesto politico ispirato ai valori di solidarietà ed eguaglianza che della Resistenza costituivano l’anima. La Costituzione è figlia della Resistenza. Gli ideali della Resistenza, intesi come aspirazione alla democrazia, alla giustizia sociale, alla libertà, ideali che coincisero con un mutamento istituzionale profondo, di portata epocale: la nascita della Repubblica di cui proprio quest’anno ricorre il 70° anniversario: il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale gli italiani si trovarono a decidere tra Monarchia e Repubblica. La Repubblica vinse e dall’assemblea costituente eletta in quella stessa occasione nacque in seguito la Costituzione Repubblicana. Valori che i padri costituenti della fondazione ci hanno tramandato, che ci hanno lasciato in eredità. E noi oggi, come ci ha ricordato recentemente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che cito testualmente, “dobbiamo avere il senso dell'eredità” e, dunque, di chi siamo, che deve sapersi tradurre, oggi, nell'assunzione di una nuova responsabilità, anzitutto nei confronti dei cittadini europei, ma anche del mondo che guarda l'Europa e che ha bisogno della civiltà europea.  Lasciare senza risposte le migliaia di donne, uomini e bambini che fuggono da guerre, violenze, devastazioni e che oggi bussano alle porte dell'Europa, non è possibile. L'inedita questione migratoria va affrontata con l'intelligenza del senso della realtà: tenendo insieme l'accoglienza di chi ha diritto d'asilo, l'integrazione di chi viene a lavorare nelle nostre società e così contribuisce al nostro benessere, la fermezza nel contrastare i trafficanti di uomini.  Registrazione, asilo, ricollocazione e rimpatri per chi non ha diritto all'asilo si tengono insieme: non può esserci registrazione per quanto completa e scrupolosa che possa essere efficace senza effettiva ricollocazione e senza accordi di rimpatrio che soltanto l'Unione Europea può gestire proficuamente con i Paesi di origine. A questa umanità in movimento, spesso resa schiava da vili mercanti, dobbiamo, in qualunque caso, dare risposte all'altezza dei nostri valori. Dobbiamo tutti impegnarci per realizzare efficaci programmi di aiuto per la pacificazione e per lo sviluppo dei Paesi da cui nascono i flussi migratori, sapendo che nessuna moltitudine di persone lascia il proprio Paese se può vivervi in pace e serenità. I programmi di aiuto, concreti ed efficaci, per quei Paesi vanno posti in primo piano, sia perché è giusto sia per fermare all'origine i grandi flussi migratori ed evitare che divengano sempre più imponenti e ingovernabili. Soltanto così si può vincere la grande sfida di civiltà a cui siamo chiamati.  Non abbiamo un "piano B". Nessuno può realisticamente vantare un "piano B", fondato su una presunta via "nazionale" alla soluzione dei problemi che interpellano il nostro Continente. Anzi, possiamo dire che laddove l'Europa ha mancato in solidarietà nell'accoglienza dei profughi, o nella sua politica estera, o in efficacia nel contrasto alle bande di estremisti assassini, questo è avvenuto per una carenza di Europa e non per un suo eccesso. Più Europa non vuol dire soltanto più solidarietà, ma anche più sicurezza. Questo va sottolineato rispetto alla realtà con cui confrontarci. Se si indebolisce il tessuto comune europeo, se si logora l'ideale di Unione, diventiamo tutti più vulnerabili. Non basteranno i muri e le barriere a proteggerci, se l'Europa non farà passi avanti come progetto comune. Abbiamo lavorato settant'anni per abbattere i muri che dividevano l'Europa: non lasciamo che rinascano, creando diffidenze e tensioni pericolose laddove, al contrario, servono coesione e fiducia. Le barriere che dividessero l'Europa, sarebbero una zavorra che ne appesantirebbe il cammino. E quindi tornare indietro da Schengen sarebbe un atto di autolesionismo per tutti, anche se risultati come le elezioni presidenziali in Austria dove ha trionfato al primo turno il candidato dell'estrema destra anti-immigrati, non ne favoriscono di certo la sopravvivenza. L'Italia sente alto e forte, da sempre, il dovere di solidarietà nei confronti di chi giunge nel nostro Paese, coltivando l'aspirazione e la speranza verso una vita più sicura e un avvenire per sé e per i propri figli. Noi dobbiamo adoperarci affinché il nostro Paese continui a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, richiedendo un sempre maggior contributo all'Unione Europea e alla comunità internazionale. E anche noi qui da oltre trenta anni siamo sostenitori di questa politica: la politica della accoglienza, della integrazione, della coesione sociale. Valori storici, ma sempre attuali alla base di una moderna democrazia. La nostra città ha saputo valorizzare questi processi rappresentando un esempio di sana e costruttiva integrazione con un'azione corale che ci vede impegnati su tutti i fronti: scuola, sport, sociale, ecc. E quindi non dobbiamo spaventarci di fronte alle novità, di fronte anche a questo nuovo fenomeno migratorio che nasce da cause mondiali e che durerà a lungo. Siamo in un periodo in cui masse enormi di persone si spostano, anche da un Continente all’altro, per sfuggire alle guerre o alla fame o, più semplicemente, alla ricerca di un futuro migliore. Donne, uomini e bambini: molti di questi muoiono annegati in mare (anche recentemente) ormai, purtroppo anche nell’indifferenza. Non ci si può illudere di fermare questo processo ma si può e si deve governare: a tutti i livelli, nazionale e locale, usando sempre le parole chiave che abbiamo ricevuto in eredità: integrazione sociale, conoscenza, coesione, libertà. Anche perché larghissima parte degli immigrati rispetta le nostre leggi, lavora onestamente e con impegno, contribuisce al nostro benessere e anche al nostro sistema previdenziale, versando alle casse dello Stato soldi che servono per pagare anche le pensioni. Quegli immigrati che commettono reati devono essere fermati e puniti, come del resto avviene per gli italiani che delinquono. Quelli che sono pericolosi vanno espulsi. Il 16 aprile ho partecipato ad Assisi al Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo, un meeting dedicato a Giulio Regeni, giovane ricercatore seviziato e assassinato in Egitto da mani impunite che continuano a spargere terrore e morte. E quindi anche qui da questo palco in questa giornata particolare per la nostra città e per l'Italia intera si deve alzare un grido di verità e giustizia; una domanda legittima che esige risposta di fronte alla morte di un ragazzo impegnato che avrebbe potuto dare ancora tantissimo con la voglia tipica di conoscere, di capire, di pensare in grande, di essere parte attiva della società. Il 15 e 16 aprile ad Assisi è stato una momento straordinario, una intensissima esperienza di pace. Erano presenti 5.500 partecipanti: bambini e bambine, ragazze e ragazzi, giovani studenti di ogni parte d’Italia. Ciascuno di loro ha portato i risultati di un anno di scuola in cui l’educazione alla cittadinanza globale ha voluto fare i conti con alcune delle sfide cruciali del nostro tempo come le guerre e le migrazioni e con i grandi temi dell’informazione, dell’ambiente, dell’economia, dei diritti umani, dei giovani, dell’Europa e del Mediterraneo. Ad Assisi si è parlato di “pace a km 0”, nella propria scuola, quartiere, città. E' stata una grande lezione per tutti quelli che non sanno mai cosa fare per la pace. Ecco, allora concludo ricordando quelli che a mio avviso sono i temi dominanti di questo 25 Aprile: senso dell'eredità che i nostri padri costituenti ci hanno lasciato e cioè assumersi le responsabilità che la situazione attuale impone, solidarietà nei confronti di chi viene nel nostro Paese, accoglienza, integrazione e coesione sociale e, come ci hanno ricordati i 5.500 partecipanti ad Assisi: pace. Vi ringrazio tutti e vi auguro buon 25 Aprile. Viva la Libertà Viva la Democrazia Viva la Pace Viva Umbertide Viva l’Italia!"    

26/04/2016 12:12:50

Attualità » Primo piano Umbertide ha commemorato il 25 Aprile

Umbertide è tornata a commemorare la doppia ricorrenza del 25 aprile,giorno di commemorazione delle settantaquattro vittime del bombardamento di Borgo San Giovanni, attuale piazza XXV Aprile, avvenuto il 25 aprile 1944. Nonostante il cielo plumbeo, gli umbertidesi si sono ritrovati nella piazza dove sorgeva borgo San Giovanni distrutto dalle bombe sganciate dagli Alleati nel tentativo di distruggere il ponte sul fiume Tevere. Dopo la santa messa che il vescovo Mario Ceccobelli ha celebrato alla Chiesa di San Francesco insieme ai parroci del territorio, si è tenuta la cerimonia civile, dal titolo “I valori del XXV Aprile”, alla quale sono intervenuti il sindaco Marco Locchi e lo storico prof. Fabrizio Bracco, alla presenza dell'on. Giampiero Giulietti. Poi, come da tradizione, le note della banda musicale cittadina diretta dal maestro Galliano Cerrini hanno accompagnato il corteo per la deposizione delle corone di alloro ai piedi dei monumenti ai Caduti: Il monumento ai caduti nella I guerra mondiale in via Garibaldi, il monumento ai caduti dell’Aeronautica in viale Unità d’Italia, il monumento in piazza Marx ed infine presso la Piattaforma. Le celebrazioni si sono tenute anche a Pierantonio, dove è stata deposta una corona di alloro ai piedi del monumento dedicato ai Caduti in piazza XXV Aprile. Nel pomeriggio commemorazioni anche a Montecastelli, dove sono state deposte corone di alloro presso la lapide di Giuseppe Bernardini e la targa ai Caduti all'ingresso della chiesa, alla presenza del sindaco Marco Locchi, dell'on. Giampiero Giulietti, del parroco don Graziano Bartolucci e dell'assessore Raffaela Violini. 

26/04/2016 11:54:29

Sport Coach Serventi, ''il nostro settimo posto ha un valore aggiunto''

Di Francesco Cucchiarini Da 8 stagioni è Head Coach della Pallacanestro Femminile Umbertide, per sette stagioni consecutive ha raggiunto i playoff, per cinque anni ha ottenuto l’accesso alle Final Four di Coppa Italia. Ha disputato, sempre con la squadra umbertidese, una finale di Coppa Italia, una di Supercoppa ed ha fatto crescere giovani, ora divenute realtà, oltre ad aver sfidato i colossi del basket femminile italiano. In questa stagione ha guidato un gruppo di giovanissime giocatrici, al raggiungimento della settima piazza della classifica. Stiamo parlando dell’unico ed insostituibile Allenatore della PF Umbertide, Lorenzo “Lollo” Serventi. Lo abbiamo incontrato per parlare della stagione e di ciò che ha fatto per la nostra città. La PF Umbertide ha concluso da poco la sua ottava stagione nel massimo campionato di basket femminile , avete raggiunto una salvezza che ha il valore di uno scudetto. Quale giudizio daresti alla stagione disputata dalla tua squadra? Un giudizio molto positivo, credo che nessuno all’inizio avrebbe pronosticato questo risultato. Le ragazze sono state molto brave ad applicarsi fin dal ritiro, ritiro nel quale siamo diventate sempre più gruppo. Le ragazze hanno capito lo spirito del lavorare tanto, non solo in modo quantitativo , ma soprattutto qualitativo. La squadra si è sacrificata, il nostro motto era “migliorarci”, uscire dalla mediocrità generale e dalle “regole cestistiche” che il troppo lavoro non paghi. Il lavoro invece, paga sempre e senza la disponibilità delle giocatrici, non avremmo ottenuto nulla. Parlando del Campionato in generale, quest’anno nessuna delle 14 squadre è stata esclusa o si è ritirata a campionato in corso. Anche Cagliari e Sesto S. Giovanni (le due retrocesse) hanno concluso con 8 e 12 punti, hanno giocato fino all’ultimo dimostrando l’assenza di squadre “cuscinetto”. Può essere un segnale di ripresa per il movimento del basket rosa? Non credo, ogni anno la crisi si fa sempre più sentire. Però a 14 squadre ritengo che il campionato sia più equilibrato e duro, a maggior ragione il nostro settimo posto ha un valore aggiunto. In questa stagione Umbertide ha perso per la prima volta in un opening day, con uno scarto di quasi 40 punti contro Lucca. Quale è stata la chiave di vittoria per conquistare i primi due punti solamente una settimana dopo contro Torino? Innanzitutto il primo opening day perso ha il sapore della beffa. Non pensavamo che Cagliari fosse ripescata, non abbiamo capito bene le regole in merito. Questo ha comportato uno stravolgimento di tutto il calendario, tutto. Con il calendario uscito precedentemente, avremmo dovuto giocare contro il GEAS, una squadra alla nostra portata. Abbiamo quindi trovato cinque partite di una difficoltà estrema, partendo con Lucca, squadra arcigna e costruita per arrivare tra le prime quattro (ha concluso da capolista). Di colpo molti addetti ai lavori ci hanno abbandonati, additandoci come la prima squadra retrocessa, tranne qualcuno, come il Dr. Costa di Acqua&Sapone che ci ha sostenuto anche attraverso messaggi privati. Credo che a Torino sia stata una vittoria fondamentale,  non era facile dopo essere caduti in un sonoro K.O. alla prima partita, vincere contro una squadra attrezzata per fare molto bene. Siamo riusciti a vincere contro Torino ed a rialzarci, grande prova di carattere perché abbiamo difeso quella partita con le unghie , nonostante le piemontesi avessero un roster più completo, specialmente nelle giocatrici straniere. A neanche un mese dall’opening day, arriva la prima impresa, contro Ragusa. E’ stata la partita del riscatto per il duro lavoro svolto nei mesi precedenti? Siamo stati molto bravi noi a non concedere troppi palloni sotto canestro, dove eravamo la squadra più debole del campionato, quest’anno infatti eravamo poco fisici. A Ragusa era da poco arrivata Brunson, quindi doveva ancora creare degli automatismi migliori. Noi abbiamo condotto una partita in modo intelligente e le ragazze hanno dato il 110% per la propria maglia ed i propri tifosi. Dopo la storica vittoria contro Ragusa, Umbertide vince altre 4 partite di seguito, tra le quali contro Parma. La partita contro le emiliane, si può definire quella con il maggior contributo da parte di tutta la squadra?   Sì, vinta poi con uno scarto di 26 punti. E’ stata una vittoria importante dove stavamo acquisendo sempre più fiducia. Alessia Cabrini fece una partita incredibile e tutta la squadra si dimostrò non Simmons - dipendente. Dopo un periodo d’oro, nel match contro Sesto S. Giovanni, arriva una sconfitta. Può essere stata frutto di alcune leggerezze visto il periodo positivo che la tua squadra stava attraversando o di problemi fisici che iniziavano a farsi sentire? Noi venivamo anche da una trasferta difficile a Cagliari, dove abbiamo vinto con Tikvic che non si era allenata. Nella partita contro Napoli, Tikvic non aveva nemmeno giocato ed abbiamo vinto contro una squadra che aveva in tribuna Petronyte e Burdick. Credo che la sconfitta con il GEAS sia stata frutto di un calo fisico e mentale, giocammo male e fummo molto imprecisi, non tatticamente pronti come avevamo preparato la partita. Forse eravamo anche un po’ appagati di quello che stavamo facendo e pensavamo di vincere facile. Non credo poi che il GEAS fosse una squadra così scarsa come la classifica ha poi decretato. L’ultima delle cinque sconfitte consecutive è stata contro Lucca. Umbertide però ha giocato una buona partita. Questo può essere il segno che la tua squadra è stata capace di risvegliarsi proprio nei momenti più difficili? Noi abbiamo perso cinque partite di fila e non abbiamo mai mollato. Contro Lucca l’abbiamo persa per episodi, qualcuno anche “condizionato” . L’abbiamo interpretata bene, il divario era tanto e l’abbiamo colmato, progredendo, perché senza miglioramento non puoi giocartela con Lucca. C’era una voglia di riscatto visto lo schiaffo preso all’andata. Se giochi con squadre forti, le giocatrici sono più concentrate. E’ stata una delle più belle partite che abbiamo giocato, nonostante la sconfitta.  Una settimana dopo e Umbertide torna alla vittoria, contro Torino. Nuovo record, Silvia Sarni si trasferisce alla Virtus Cagliari in A2 e Umbertide diventa il roster più giovane in A1 dal 1990 ad oggi. E’ l’ennesimo trofeo nel Palmarès della PFU? Secondo me sì. E’ stata un’impresa bellissima. Ormai sono dell’idea che in pochi mettono in risalto questo fattore, si dà tutto per scontato senza capire il lavoro che c’è dietro. Noi, assieme allo staff, puntavamo la sveglia alle 6:45 ed alle 7:15 eravamo a lavorare in palestra individualmente con le ragazze. Non penso che nessun’altro faccia questo, non per dire che noi siamo migliori. Questi traguardi, purtroppo, non vengono mai messi in risalto perché “vige la regola” che è difficile cambiare l’opinione nel panorama del basket femminile. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e non possiamo far altro che ringraziare i nostri tifosi che hanno capito bene ciò che stavamo interpretando. Umbertide gioca una buona partita a Schio, ma contro la Reyer Venezia arriva la tegola, l’infortunio di Giovanna Pertile. A 14 punti c’era il rischio di retrocessione. Come è stato possibile vincere altre 5 partite con le rotazioni azzerate ed inserendo la giovanissima Cabrini in starting five? La soluzione è stata di non piangerci addosso ed andare incontro alle esigenze della società. Lavorare ancora di più ed infondere autostima tra le giocatrici, le quali non si sono abbattute. La ricetta a casa nostra è sempre quella, il lavoro quantitativo e migliorativo. Abbiamo emanato positività e le ragazze ci hanno seguito. Abbiamo proseguito in 7 conquistando comunque punti inaspettati . Ci siamo riusciti senza rinforzi, cosa che hanno fatto altre squadre: GEAS con Correal ed Orvieto con Ivezic. Nonostante i critici fossero sempre di più. Il settimo posto ottenuto da Umbertide, sembrava impossibile da raggiungere. Solo chapeau alla tua squadra. Nei playoff la PFU esce subito. Si poteva fare di meglio od era il massimo auspicabile? Io sono sempre portato a pensare che si possa fare di più. Credo che Battipaglia avesse in più la fisicità, noi eravamo rimasti in 7ed abbiamo sbagliato l’approccio con la gara soprattutto a Battipaglia. La squadra deve essere solo applaudita,  non si può cancellare ciò che di buono abbiamo fatto in tutta la stagione. Parlando delle stagioni della PF Umbertide in A1, quali metteresti sul podio? Per me conta più il viaggio che il traguardo. Umbertide deve essere produttrice di talenti per andare avanti, perché i budget non sono più quelli di una volta. Schio , Ragusa e Lucca hanno budget ben più alti. Poco conta arrivare quarto o settimo, conta produrre miglioramenti. In Italia c’è bisogno di aprire alle comunitarie, per non garantire alle italiane un posto assicurato. Per il podio, citerei le semifinali dopo aver vinto contro Taranto in Puglia davanti a 3mila persone e vincere al PalaMorandi  tre giorni dopo. Non scorderò mai la possibile finale che avremmo potuto disputare dopo aver perso gara 3 della semifinale a Ragusa con Black che non giocò. Indimenticabile la finale di Coppa Italia o l’anno successivo, quando vincemmo di 40 contro Como dopo aver perso di 20 All’andata. E’ chiaro che la squadra di quest’anno ha creato emozioni perché nessuno gli avrebbe dato un Euro, invece ha fatto molto bene e senza nomi. Diventeranno nomi se continueranno a lavorare così. La cosa mi fa più piacere è il bene che la gente mi ha voluto a Umbertide, ed io per la causa umbertidese ho dato tutto me stesso. Qualche anno fa, la PF Umbertide avrebbe mai potuto conquistare un vero e proprio trofeo? Anni fa erano altri livelli, non credo avremmo mai potuto vincere uno scudetto ,forse una Coppa Italia. Schio e Taranto avevano roster sovrumani. Molte squadre erano forti ma hanno disputato al massimo una finale. Da titolo non siamo mai stati. Comunque non dobbiamo mai guardare al passato ma sempre al presente ed al futuro. In questi anni Umbertide ha sempre avuto un numeroso gruppo di tifosi. Si può dire che gli umbertidesi riconoscono la storia scritta dalla PF Umbertide in quello che in questa cittadina rimarrà il primo sport? Assolutamente sì. Il basket è un fenomeno sociale. Umbertide è uno dei pochi posti dove il palazzetto è gremito e si organizzano pullman per le trasferte. Soprattutto creiamo per tanta gente un appuntamento ed un’occasione per stare insieme. Credo che ancora si possa fare tanto per promuovere la pallacanestro a Umbertide, penso alle scuole. La PF Umbertide ha una funzione sociale e mi batterò sempre per questo. E’ molto bello giocare per la città di Umbertide, significa andare a sfidare grandi realtà dal paese di 15mila abitanti. I tifosi, il nostro “sesto uomo”, non ci hanno mai contestati ed abbiamo sempre organizzato cene, questo significa “fenomeno sociale”.  

25/04/2016 18:01:03

Attualità » Primo piano L'Amministrazione Comunale di Umbertide risponde a Barberini

Riceviamo e pubblichiamo   Il Sindaco di Umbertide Marco Locchi e l' Amministrazione Comunale rispondono all' articolo del Consigliere Regionale Luca Barberini in merito alle recenti nomine alla Prosperius. “Crediamo che prima di lanciarsi in crociate contro la recente conferma del Dott. De Salvo alla presidenza della Prosperius, semplicemente per il fatto che lo stesso si avvicina agli 80 anni, Barberini dovrebbe approfondire anche altri aspetti che poi sono quelli che hanno determinato tale scelta che congiuntamente i soci pubblici (ASL 1 e Comune di Umbertide) hanno fatto. Noi riteniamo che il primo elemento che debba essere valutato, indipendentemente dall'età, sia il merito, ma non merito in astratto tanto per trovare una scusa. Il merito nelle aziende è misurato in termini di risultati e i risultati sono, fortunatamente, oggettivi e verificabili. Ed allora vediamo quali sono questi risultati che hanno convinto la parte pubblica alla conferma (parte pubblica che è orgogliosa di far parte di una società che come ricorda lo stesso Barberini fattura oltre 11 milioni di euro, con un utile 2016 di oltre 1 milione di euro). Intanto si precisa che il Dott. De Salvo è presidente dal 2007 e quindi da nove anni e non 15. In questo periodo, tanto per parlare di cose concrete, i posti letto sono passati da 45 ai 111 attuali. Il fatturato nel corso degli ultimi anni si è triplicato superando i 10 milioni di euro con un utile superiore al milione di euro; tutto ciò significa un aumento dei dividendi sia per la Asl che per il Comune, con conseguente riduzione dei costi a posto letto per i degenti della Asl 1 e molte più prestazioni per gli utenti del nostro territorio. La società nel corso di questi anni ha realizzato e messo in funzione un piano aggiuntivo per incrementare il numero di posti letto. La società dal 2006 ha attrezzato un reparto robotico; tutti i costi per la realizzazione sono stati sostenuti interamente dalla società (oltre euro 600.000), non ci sono state donazioni da parte di banche o fondazioni come invece è stato fatto di recente a Foligno. Il reparto di robotica è composto da numerose attrezzature (Lokomat e altre per la riabilitazione degli arti) che permettono anche attraverso l'esoscheletro una riabilitazione completa per pazienti affetti da esiti di patologie neurologiche sia per l'arto superiore che per l'arto inferiore. E questo oramai viene fatto da anni. Non c'è ad oggi nessun' altra struttura in Umbria in grado di fare riabilitazione robotica. L'azienda, grazie al mix pubblico-privato, è in grado di crescere, investire e fare utili. In questi anni il personale è cresciuto arrivando a 110 unità. Nel 2016 sono state eliminate le partite IVA trasformandole in contratti a tempo indeterminato. Delle 110 unità, 85 sono a tempo indeterminato e le altre a lavoro interinale . Il fatturato dell' azienda non nasce tutto dal fondo sanitario regionale, anzi per essere precisi nel 2016 solo il 35% del fatturato è regionale. Il restante 65% proviene da fuori Regione il che significa entrate in più per il sistema regionale. Nel corso degli anni sono stati attivati numerosi rapporti istituzionali con le università americane più prestigiose al fine di consentire presso Prosperius stage di studenti americani per la riabilitazione. Non sono poche inoltre le attività di ricerca scientifica che hanno portato alla realizzazione di pubblicazioni internazionali e partecipazioni a convegni internazionali; anche in questo caso tutte spese sono state sostenute dalla società senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario nazionale. Risultati raggiunti grazie al management aziendale, all'impegno dei dipendenti e dei tanti collaboratori. Un'azienda fortemente innovativa e proiettata nel futuro della riabilitazione che grazie anche al supporto del Presidente, uomo di grande esperienza nel settore e profondo conoscitore della realtà regionale, è riuscita a raggiungere obiettivi significativi e che pertanto si candida a crescere e a svilupparsi ancora. Anzi auspichiamo che finalmente questa bella realtà possa avere un ruolo di primo piano non solo per la nostra città, ma per la Regione intera. Queste sono le ragioni oggettive della scelta; non basta dire rinnovamento a tutti i costi soprattutto quando si tratta di competenze tecniche e anzi si invita nuovamente il consigliere Barberini a visitare l'Istituto Prosperius, per verificare direttamente l' alto livello tecnologico e di innovazione presente all'interno che non ha pari in nessun'altra struttura riabilitativa della Regione.  

24/04/2016 11:16:49

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