Notizie » SLIDER Terex Umbertide stabilzza 18 lavoratori

Periodo molto positivo alla Terexlift di Umbertide, che stabilizza 18 lavoratori precari. L'accordo viene commentato con estrema positività dalla Fiom Cgil: “La Terexlift dà lavoro complessivamente a circa 210 lavoratori, oltre ad un consistente volume di lavoro esterno che viene prodotto nelle aziende del territorio umbro-toscano e che in termini occupazionali eguaglia i valori interni. L’azienda opera nel settore delle macchine di sollevatrici per l’edilizia, fa parte di una importante multinazionale americana, con vari stabilimenti e sedi operative in Europa. Negli ultimi tre anni la Terexlift ha accresciuto volumi produttivi e fatturato, sulla spinta della ripresa del mercato americano su cui opera e commercializza principalmente i sui prodotti. Valorizzando le idee e le professionalità dal suo interno, ha avviato un importante impegno per sviluppare nuovi prototipi di macchine che possano incrementare la gamma dei prodotti per essere all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e di innovazione per mantenersi leader nell’ambito della propria fascia di mercato. Il buon andamento aziendale ha permesso di avviare un proficuo confronto di contrattazione tra impresa e dipendenti, che nei giorni scorsi ha portato a definire importanti risultati per i lavoratori. Il primo e significativo esito è l’assunzione a tempo indeterminato di 18 giovani lavoratori precari che a seguito dell’accordo hanno stabilizzato il proprio rapporto con l’azienda; il secondo risultato importante è la definizione di un accordo per il premio di risultato che può erogare ad ogni singolo lavoratore circa mille euro annui da aggiungere al salario nazionale; il terzo risultato è la determinazione che a decorrere dal mese di aprile 2014 ai lavoratori verrà erogato un buono pasto di circa cinque euro per ogni giorno di presenza al lavoro. Infine è ancora in atto, e si concluderà nei prossimi giorni, un confronto tra rappresentanza sindacale e direzione aziendale per la definizione dell’inquadramento per una ventina di lavoratori che in base alle mansioni svolte, alla crescita professionale avuta possono beneficiare di un passaggio di livello che sia corrispondente alla loro professionalità. La Fiom-Cgil di Perugia valuta molto positivamente la contrattazione che si è sviluppata con la Terexlift, anche perché in questo periodo di crisi ogni risultato positivo può essere un simbolo di speranza”.

13/02/2014 15:19:00

Notizie » SLIDER Umbertide. Quale valorizzazione del centro storico?

L'art. 4 comma 2 della legge regionale 2008 n. 12 istituisce il Quadro Strategico di Valorizzazione del centro storico e stabilisce che i Comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti o con il centro storico di estensione superiore a quattordici ettari di superficie territoriale redigano il Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV). Il QSV è l'attivatore di un processo di sviluppo locale che fa perno sulla valorizzazione del centro storico e più in generale del sistema delle risorse che ad esso fanno capo. Ebbene? Come “Umbertide Aperta” ha svelato, i diversi Comuni umbri hanno attivato le procedure per accedere al Quadro. Umbertide? Non compare proprio. A dimostrazione - afferma “Umbertide Aperta” - di quanto abbia avuto interesse e cura per la valorizzazione del suo centro storico. Nel grafico relativo allo stato di avanzamento dei progetti risulta infatti al settembre 2013 alla primissima fase, praticamente nulla di fatto. Fonte dei dati è il sito della Regione Umbria. Lo stato di attuazione dei QSV umbri I Comuni interessati dal QSV risultano così suddivisi: 23 Comuni obbligati alla redazione del QSV 2 Comuni non obbligati 6 Intercomunali attivati, ovvero gruppi di comuni di piccole dimensioni che hanno visto nel QSV la possibilità di lavorare ad una strategia comune. Si riporta di seguito l'elenco dei comuni in relazione allo stato di avanzamento del QSV: I comuni di Bevagna, Corciano, Gualdo Tadino ed Orvieto hanno raggiunto la terza fase del processo e stanno lavorando alla stipula degli accordi ; I comuni di Città di Castello, Città della Pieve, Marsciano, Narni, Perugia, San Giustino, Spello, Spoleto,Terni ,Todi, hanno avviato la seconda mediante tavoli di concertazione I comuni di Assisi, Foligno, Magione, Montefalco, Norcia, Nocera Umbra, hanno avviato il processo di formazione del QSV e stanno lavorando alla redazione del documento preliminare.  A questi si aggiungono 6 gruppi di Comuni che hanno avviato la programmazione strategica in ambito intercomunale: Acquasparta, Massa Martana San Gemini hanno terminato la seconda fase; Fossato di Vico, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Montone, Pietralunga, M.S.M. Tiberina, Citerna, Lisciano Niccone, Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino stanno portando a termine la seconda fase; Avigliano Umbro, Montecastrilli                                                                        Lugnano in Teverina, Attigliano, Giove e Penna in Teverina hanno avviato il processo e stanno redigendo il dossier preliminare.   Il processo si articola in quattro fasi: la fase preparatoria e propositiva del QSV: l' attivazione del processo; la fase di concertazione della visione e degli obiettivi strategici : la formazione del consenso; la fase di definizione del QSV: la negoziazione e la programmazione degli interventi; la fase attuativa del QSV: la gestione e il monitoraggio. Nel suo complesso, il processo richiede l'attivazione di tre strutture funzionali: un soggetto decisionale che vede la partecipazione, accanto alla Amministrazione locale, di rappresentanze degli operatori economici e dei soggetti attivi nell'area, cui spetta l'assunzione delle principali scelte di proposta, di programma e di intervento; un organismo gestionale, composto da personale tecnico specializzato, cui competono mansioni di carattere organizzativo, di gestione tecnica delle attività partecipative e di concertazione, nonché l'elaborazione delle proposte da sottoporre alla struttura decisionale; una struttura tecnica, cui spetta lo svolgimento di tutte le istruttorie, le indagini e le verifiche tecniche necessarie, nonché l'elaborazione di tutta la documentazione occorrente per l'assunzione delle decisioni, la comunicazione, la garanzia della tracciabilità del processo.     

09/02/2014 20:04:51

Notizie » SLIDER Si spaccano il Pd e i renziani su Marco Locchi

Si spacca il Pd sull’accordo di Marco Locchi a sindaco. Una consistente parte dei renziani, non a caso, ha lanciato la sfida nei confronti di un accordo subìto e da sempre contrario alla linea programmatica delle primarie. Amedeo Fiorucci, iscritto al Pd e dirigente della Confesercenti, propone un’alternativa, candidandosi a sindaco rispetto all’accordo Guasticci-Giulietti. Non è soltanto una parte dei renziani iscritti al Pd, ma anche i circoli di Umbertide che hanno sostenuto la candidatura di Renzi a criticare l’accordo. In particolare, il circolo “Riformisti per Renzi” e “Adesso! Umbertide Democratica” si oppongono ad un accordo che viola palesemente qualsiasi coerenza con l’obiettivo renziano “Umbertide cambia verso”. I “Riformisti per Renzi” sostengono che l’accordo è figlio di logiche di potere e di equilibri estranei alla nostra realtà cittadina, che per l’ennesima volta “propone una logica e una classe dirigente che ha fatto il suo tempo. Ci troviamo di fronte ad una nomenclatura che irride la volontà dei cittadini umbertidesi, che l’8 dicembre avevano dato un chiaro segnale di cambiamento con il 60% del consenso. Ora la maggioranza dei cittadini che hanno votato Renzi è minoranza. Questo è troppo anche per mantenere una minima dignità politica”. Durissimo il comunicato dell circolo renziano “Adesso! Umbertide Democratica”. “Parliamoci chiaro: il 59,9% di quel 60% che ha votato Matteo Renzi alleultime primarie ad Umbertide, è nauseato per quello che sta succedendo nel Pd locale, non certo per colpa del vecchio "monolite" Pd che sta giocandole sue carte affinché nulla muti, ma semmai per colpa di chi si è spacciato come "il nuovo che avanza" rivelandosi poi l'esatto contrario. Adesso! Umbertide Democratica è sempre stata libera e senza padrini, e non accetta di essere rappresentata da chi, trovandosi nella posizione per farlo, non difende una richiesta di cambiamento vero, totale, genuino come quella che gli umbertidesi hanno espresso. Qui non si sta lavorando per arrivare ad un confronto forte e sano attraverso le primarie, utile a rilanciare il Pd e il centrosinistra, ma ad un "aggiungi un posto a tavola". Questo potrà placare la voglia di poltrone e l'arrivismo di qualcuno ma sarà ad impatto zero per la qualità della politica locale e per la comunità...o peggio. Non basta un accordo fra "notabili" per generare automaticamente consenso. I voti bisogna guadagnarseli sul campo con la coerenza e l'esempio, e non calpestando la volonta' espressa dagli umbertidesi, che è un chiarissimo: CAMBIAMO VERSO". Il Coordinamento Adesso ! Umbertide democratica

07/02/2014 15:42:46

Notizie » SLIDER Il recupero dell'ex stabilimento tabacchi

Caro Direttore visto il silenzio di tutti i giornali spero che pubblichi questa lettera.  C’è un’altra controversa opera che fa discutere gli umbertidesi. Al di là della ferrovia sta per completarsi un intervento del quale resta da capire la destinazione e l’utilità, per come è stato realizzato. Stiamo parlando dell’ex magazzino tabacchi, quel grande capannone a ridosso degli spogliatoi del glorioso USU, che è stato abbandonato per molti anni e fa ora parte del Puc2 (Piano urbano complesso). I lavori sono ancora in corso ma la struttura e la distribuzione interna sono oramai definite e completate. Innanzitutto si è scomodata la modalità di recupero delle importanti strutture industriali (la cosiddetta archeologia industriale) anche se l’edificio ex tabacchi non sembrava proprio avere le caratteristiche architettoniche, tali da giustificarne il dispendioso ricorso al suo consolidamento. Perché dunque questo ‘accanimento terapeutico’ verso una struttura povera, ordinaria, quando magari il riuso della volumetria in un manufatto ex-novo sarebbe stato più economico e avrebbe probabilmente portato ad un edificio più attuale e performante sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello del risparmio energetico? Oggigiorno le strutture lignee, per esempio, si prestano molto bene a coprire luci notevoli, garantendo inoltre costi contenuti ed un ottimo comportamento anti-sismico. Perché tutto quel cemento a rinforzare le deboli arcate esistenti? Cosa c’era di così prezioso in quella struttura fatiscente e ripetiamo, ordinaria, da dover essere conservato a tutti i costi? Costi sicuramente alti, infatti. Tra l’altro, dove sia “possibile ammirare la struttura originaria e la volta del vecchio magazzino”, come si legge in una nota sul sito del Comune, proprio non si capisce, visto che dall’interno si vede solo un anonimo tunnel ‘voltato’ completamente controsoffittato e dall’esterno spiccano solo i nuovi enormi arconi di cemento armato.  Ma ora, visto il ‘contenitore’, veniamo al ‘contenuto’. Si è parlato di sala polivalente, parola abusata troppo spesso, soprattutto quando non ci sono le idee chiare. Ebbene, nella moderna pratica architettonica corrente è certamente buona norma accorpare i servizi in un unico blocco e svincolarli così dalla superficie prettamente adibita alla funzione, ma questo si presuppone avvenga in una posizione ‘esterna’ o comunque marginale. Nel caso del nostro fabbricato ci troviamo un blocco servizi (principalmente servizi igienici, locale tecnico e ascensore) situato quasi al centro della sala, con una rigidità distributiva che andrà sicuramente a scapito dello stesso uso dello spazio. Umbertide aveva bisogno di un grande salone veramente polivalente, da poter essere ridisegnato ogni volta, con pareti mobili ad esempio, a seconda della necessità e quindi di un vero open space, da poter modulare facilmente. Qui l’open space, che pure era evidente già all’interno del magazzino abbandonato, è dominato da questo corpo centrale che nega in partenza la sua peculiarità di spazio aperto e flessibile. La piccola sala (con un esiguo numero di posti) creata sopra il blocco servizi, quindi al piano superiore, sembra un’isola sperduta in uno spazio immenso, un mezzanino di risulta piuttosto che una sala effettivamente progettata. E il cui prevedibile eco renderà vana ogni riunione o attività che lì si prevederà di svolgere. Ancora una volta si è cercato di cambiare il volto di Umbertide senza sentire direttamente i cittadini e con proposte calate dall’alto, senza verificare le reali esigenze della comunità. Un lettore umbertidese

31/01/2014 11:12:19

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