Attualità » Primo piano Montone: grazie alla generosità di cittadini e associazioni donati dpi alle strutture sanitarie locali

La raccolta fondi attivata dal Comune di Montone, per fronteggiare l’emergenza coronavirus, sta dando i suoi frutti. Grazie alla generosità dei cittadini e delle associazioni montonesi, l’amministrazione ha effettuato una prima donazione di dispositivi di protezione individuale alle strutture sanitarie del territorio. Precisamente parliamo di un importo pari a 2 mila euro. Proprio questa mattina, il sindaco Mirco Rinaldi, insieme agli assessori Roberta Rosini e Sara Volpi, in compagnia della Polizia locale e di alcuni volontari della Gruppo comunale della Protezione civile e del Soccorso alluvionale Umbria, che svolgono servizio all’interno del C.O.C., hanno consegnato alcuni dispositivi di protezione individuale all’ospedale di Città di Castello. Le altre strutture interessate dalla donazione di tute, visiere, mascherine chirurgiche, copriscarpa, cappucci, cuffie, guanti e manicotti sono il poliambulatorio di Montone, il centro covid di Città di Castello e il pronto soccorso insieme al distretto sanitario di Umbertide. Inoltre, ai medici operanti nel Comune di Montone sono state donate mascherine chirurgiche, mascherine monouso e guanti. Da segnalare anche il gesto di generosità, giunto dalla Cina, di Zang Weiwei e Hu Fang, da due anni proprietari di un’abitazione del centro storico, che hanno offerto mille mascherine chirurgiche. “La raccolta fondi del Comune, iniziata a fine marzo, ha raggiunto oggi la cifra di euro 5.575,00 ed è ancora aperta – commenta il sindaco Mirco Rinaldi -. Sono i piccoli gesti che fanno grande una comunità. In questo periodo tutto il territorio si è mobilitato per dare il proprio contributo in sostegno delle strutture sanitarie e non solo. Ringrazio di cuore quanti hanno partecipato alla raccolta, presto faremo ulteriori donazioni per sostenere chi ogni giorno è impegnato nel limitare il contagio del virus. Ora più che mai è il momento di restare uniti, solo insieme riusciremo a superare questa emergenza sanitaria”. “Il nostro Borgo, ancora una volta, ha dimostrato come insieme si possono raggiungere grandi risultati – dichiara il vice sindaco Roberta Rosini –. L’emergenza che stiamo vivendo ha unito ancora di più la nostra comunità, che con il suo impegno ha saputo dimostrare vicinanza a quanti lottano contro questo virus”. “In questa prima fase - spiega l’assessore ai servizi sociali, Sara Volpi, – ci siamo concentrati sulle strutture sanitarie del territorio e abbiamo deciso di acquistare dispositivi indispensabili per i nostri medici ed infermieri, che sono sono quotidianamente in prima linea a fronteggiare l’emergenza. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che stanno contribuendo con le donazioni e i sig.ri Zang Weiwei e Hu Fang per il gesto solidale nei confronti della nostra comunità”.  

17/04/2020 16:40:06 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile ZeroBarriere: da Umbertide un'idea per l'Italia

Si conclude il ciclo di quattro articoli che hanno ripercorso una storia iniziata cinque lustri fa, con la riconversione del punto nascita di Umbertide nel centro riabilitativo Istituto Prosperius (Le origini della riabilitazione, http://www.informazionelocale.it/le-origini-della-riabilitazione-ad-umbertide), che ha portato nella cittadina un elevato numero di ospiti con disabilità. Allora è nata la necessità di dotarsi degli strumenti necessari per adeguare l’accessibilità dei nostri luoghi pubblici (Un’idea per Umbertide,http://www.informazionelocale.it/un-idea-per-umbertide-la-nascita-del-progetto-zerobarriere-una-proposta-da-sostenere) e la proposta di applicarli concretamente (Un’idea per Umbertide, e non solo, http://www.informazionelocale.it/un-idea-per-umbertide-e-non-solo-un-progetto), che la fame di lavoro accentuata dalla pandemia imporrebbe di estendere altrove (Un’idea per l’Italia). UN’IDEA PER L’ITALIA di Mario Tosti   L’idea si basa sulle ipotesi che il lavoro sia la priorità per rimetterci in piedi dopo la pandemia e che ingenti risorse siano già impegnate per sostenere chi il lavoro non ce l’ha e per finanziare mega-cantieri che si allontanano come fate morgane. Chi ritiene infondati questi assunti perderebbe tempo a proseguire nella lettura. Gli altri potrebbero valutare una proposta che sembra avere tutti i requisiti di tempestività e di realizzabilità. È evidente che la rivitalizzazione dei posti di lavoro sospesi sarà la priorità assoluta; subito a ruota, si porrà il problema di emancipare dalla disoccupazione i troppi che il lavoro non l’avevano. A tal fine, un piano nazionale di eliminazione delle barriere architettoniche avrebbe le caratteristiche ideali, oltre ad essere un dovuto atto di solidarietà. Per dimostrare che i volontari della Pantera non stanno improvvisando nulla, mi sono dilungato, addirittura in quattro puntate, nell’esporre la storia del progetto Umbertide Zerobarriere e dell’Antologia aperta dell’accessibilità (www.zerobarriere.it ), che ne costituisce la base, non solo tecnica. Infatti, non è possibile semplificare un problema annoso, complesso e rimosso dalla società, che assiste passiva alla solita rappresentazione di una sedia a ruote bloccata da un gradino o di una persona imprigionata in casa per la sua disabilità. Talvolta ci s’indigna o commuove. Sempre subentra l’illusione che qualcuno provvederà: questione chiusa, coscienza assolta. Nella realtà, quasi mai cambia qualcosa. Per reagire, cinque anni fa avevamo proposto il progetto Umbertide Zerobarriere, con l’intento di rendere visibili gli inimmaginabili benefici di una cittadina accessibile. In uno slancio ardito di ottimismo, oggi cediamo alla speranza che ci siano le condizioni ideali per essere esteso nel progetto Italia Zerobarriere. I benefici sarebbero molteplici. Dal punto di vista formale, concorrerebbe a sanare la diffusa illegalità per la mancata applicazione di norme risalenti a trent’anni fa: la legge n. 41/1986, che stabilisce l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) negli edifici pubblici entro un anno da allora (proprio così!); la legge n. 104/1992, che prescrive i Piani Accessibilità Urbana (P.A.U.), mirati ai percorsi esterni nelle città. Nella sostanza, il progetto Italia Zerobarriere è finalizzato alla sicurezza, la funzionalità e il decoro delle città. Più ambiziosamente, vorrebbe innescare l’attenzione della politica su un tema di grande valore sociale ed economico, stimolando il recupero dell’umiliante ritardo accumulato dall’Italia rispetto agli altri Stati, non solo riguardo al tema delle barriere architettoniche ma, più in generale, alla tutela della disabilità. A questo riguardo, l’Antologia aperta dell’accessibilità fornisce una panoramica sugli strumenti adottati dagli altri Stati, dove operano delle Autority governative per la disabilità e per l’Universal design, incardinate in diverse istituzioni in funzione delle varie culture. Sono pregevoli, in particolare, il Centro di eccellenza del Dipartimento del Senato per lo sviluppo urbano di Berlino e la National Disability Autority del Ministero della giustizia e uguaglianza, a Dublino. Esemplare è l’approccio di Singapore, dove la Building and Construction Autority opera all’interno del Ministero dello sviluppo economico (proprio così!), evidenziando come l’accessibilità delle città rappresenti anche un’opportunità economica. È doveroso che anche l’Italia si adegui con un’analoga Autority, dove coalizzare le istituzioni, gli ordini professionali, i costruttori, le associazioni, i sindacati … per promuovere e coordinare le azioni necessarie a tutelare i soggetti svantaggiati e qualificare le città. Paradossalmente, la pandemia sta accentuando l’opportunità del progetto Italia Zerobarriere, che costituirebbe anche una non trascurabile occasione di lavoro. Si può stimare che la realizzazione di un primo ragionevole stralcio di Piani di Accessibilità Urbana, permetterebbe di impegnare 80.000 lavoratori, riscattandoli dall’assistenza, umiliante per i percettori e disperante per la società. Contribuirebbe a rianimare il settore edilizio, afflitto da un indice delle costruzioni precipitato da 50 a 15. L’apertura dei cantieri sarebbe rapida, grazie alla semplicità degli interventi, composti dalla somma di una pluralità di moduli elementari. Le opere coinvolgerebbero tanti comuni, con i vantaggi della ripartizione delle risorse, la semplificazione delle procedure per gli appalti e il controllo diretto dei cittadini. Insomma, investimenti sull’accessibilità delle città rappresentano una grande opportunità di lavoro e solidarietà. In ogni caso, i volontari della Pantera continueranno ad arricchire l’Antologia d’informazioni utili a costruire bene. Il tempo libero imposto dal virus ci consente di compiere un passo in più: elaborare una bozza di bando d’appalto, affinché sia pronto al momento in cui lo Stato assegnasse le risorse. Siamo consapevoli che in tanti ci giudicheranno ingenui; questo aumenta la convinzione che non stiamo perdendo tempo.

17/04/2020 11:43:36 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Politica Umbertide cambia: proposte per la fase due dell'emergenza in ambito sociale

  Attività sportive, digital devices e tutela degli anziani. Tre aspetti che nella fase successiva all’emergenza sanitaria Covid19 dovranno caratterizzare l’approccio sociale alla ripresa, sul quale le amministrazioni comunali potranno integrare le misure nazionali, principalmente rivolte ad assicurare le fondamentali esigenze alimentari.   “Abbiamo offerto al confronto politico locale alcune proposte per la gestione dell’ambito sanitario – sottolinea il capo gruppo di Umbertide cambia Gianni Codovini. Diremo in merito a quello economico. Ora l’ambito sociale, che, come gli altri, chiede interventi immediati e mirati, che noi vorremmo diretti anche verso tre specifiche direzioni. La prima – spiega il capo gruppo di Umbertide cambia - dovrebbe condurre verso il superamento di una limitante differenza nell’accesso alle tecnologie informatiche (digital devices). Dunque un fondo ed un progetto, definito insieme alle scuole del territorio, per consentire ai giovani che non hanno disponibilità di poter usufruire di strumenti e supporti informatici (Pc, tablet, wifi …..) necessari per seguire percorsi didattici a distanza. Al tempo stesso – aggiunge Codovini - sarà necessario garantire a tutti i giovani la pratica sportiva. Facile prevedere che le società sportive, come molte famiglie, avranno difficoltà economiche. Dunque un fondo specifico per promuovere la pratica sportiva dei giovani attraverso la copertura di una parte della quota di iscrizione. Inoltre dobbiamo pensare a tutelare la qualità di vita dei nostri anziani, che più subiscono il Covid19. Sarebbe necessario a questo proposito un bonus famiglia per l’assistenza domiciliare per la presa in carico quotidiana”. Dove trovare le risorse comunali? “Ad esempio, la rinegoziazione di mutui, grazie alla Cassa depositi e prestiti (Cdp), può liberare per il Comune di Umbertide molte migliaia di euro; poi c’è il Fondo di riserva che serve per queste necessità. E comunque possono essere modificate le priorità di poste già in bilancio. I fondi ed il bonus famiglia per anziani – conclude Gianni Codovini -dovranno essere regolamentati e gestiti attraverso i servizi sociali per evitare abusi e furbizie. Dunque: integrazione sociale e tutela delle debolezze, formazione in un contesto di pari opportunità, nel rispetto di meriti e bisogni. Tratti fondamentali della nuova società che vogliamo costruire”.   Umbertide cambia 15 aprile 2020  

16/04/2020 11:20:08 Scritto da: Eva Giacchè

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