Cultura » Mostre Montone: al via la mostra ''L'uomo il lavoro e la natura''

Riceviamo e pubblichiamo MONTONE - Una mostra dedicata alla bellissima Montone e alla natura che lo circonda. La cornice la piccola chiesa di S. Caterina, diventata un piccolo scrigno d'arte accogliendo le fotografie di Marco Cozzari, Silvio Agazzi,Igor Bonucci,Claudio Baldacchini, Tommaso Regni, Riccardo Regni, Roberto Lolli, Fabio Paltrinieri, Christian Brenci, illuminate dalle "opere di luce" dell'idraulico - scultore Giampaolo Monsignori che tanto successo sta ottenendo in tutta Italia con le sue straordinarie creazioni. Titolo della mostra - 24 foto di grande e grandissimo formato - "L'uomo il lavoro e la natura", inserita a pieno titolo della Festa del Bosco che oggi apre i battenti, in attesa delle migliaia di persone che nell'occasione visitano il borgo. La mostra, tutta a colori e pensata proprio per S. Caterina, con le foto che hanno preso spazi e cornici di opere sacre scomparse o conservate altrove, è stata pensata e curata da Silvio Agazzi e Marco Cozzari, responsabili dell'Associazione Augusta Perusia, gruppo attivissimo di fotografi professionisti e non che è protagonista in questo giorni di "Umbria a fuoco", serie di mostre allestite a Perugia (alla Rocca Paolina) a Trevi, Preggio e Montone. Esposte le opere di professionisti famosi come Francesco Cito e Giancarlo Mecarelli, una retrospettiva dedicata al filosofo umbro Pietro Ubaldi e 356 immagini di autori umbri e non, selezione della pagina FB "Umbria una foto al giorno".  

29/10/2016 10:19:40

Attualità » Primo piano Terremoto: padre Martino Siciliani: ''Non pare probabile che l'attività si concluda presto''

Il direttore dell’osservatorio sismico Bina di Perugia, padre Martino Siciliani, in merito all’evoluzione del sisma del 24 agosto scorso ha affermato: “Ad Amatrice abbiamo avuto un sisma violento e dannoso perché superficiale, lo stesso giorno si è attivato anche a Norcia. La faglia, quindi, va da Amatrice a Norcia, una struttura che ha presentato repliche, come sappiamo. Poi, però, è intervenuto un fenomeno diverso. Si è attivata un’altra faglia attigua, già attiva quando ci fu il terremoto in Valnerina. C’è stata un’emigrazione dell’epicentro verso nord fino all’evento sismico con magnitudo 5.9 alle 21.18 del 26 ottobre. Ora non pare probabile che l’attività si concluda presto, anche se spero di essere smentito. Stavolta la profondità è a 9-10 chilometri, quindi permette una maggiore diffusione delle onde. Ecco perché il terremoto si avverte di più anche a Perugia, per non dire delle località più vicine a Norcia. Le onde però sono di frequenza bassa e quindi gli edifici riescono ad assorbirle bene. Nelle zone a rischio (quelle nel cratere sismico), invece, suggerisco di far verificare le caratteristiche degli edifici, specie se lesionati, perché anche piccole scosse possono essere dannose”. Per quanto riguarda il fenomeno del clima antecedente l’evento tellurico, il direttore dell’Osservatorio Bina dichiara: “A volte è inequivocabile il legame con l’aumento di temperatura, come a Potenza nel 1980 quando il letargo degli animali finì anticipatamente. In questo caso, invece, il calore era diffuso e non localizzato nella zona sismica”.  

28/10/2016 19:31:57

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