Attualità » Primo piano Umbertide: giovedì 17 incontro pubblico su agenda digitale e fibra ottica

Riceviamo e pubblichiamo  Giovedì 17 novembre incontro pubblico tematico su agenda digitale e fibra ottica Prenderanno il via giovedì 17 novembre gli incontri tematici sul territorio in vista dell'approvazione del bilancio di previsione 2017. Come infatti già annunciato dal sindaco Marco Locchi, prossimamente l'Amministrazione Comunale terrà una serie di incontri sul territorio, sia nel centro che nelle frazioni, con l'obiettivo di far conoscere quanto approvato con il bilancio 2016 e condividere idee, proposte e suggerimenti per la preparazione del bilancio 2017, oltre ad incontri tematici per affrontare specifiche questioni e/o problematiche al fine di definire, in collaborazione con associazioni, cittadini ed imprese, idee e progetti da realizzare per migliorare quanto già fatto fino ad ora in un ottica di sviluppo armonico del territorio.  Il primo incontro tematico si terrà giovedì 17 novembre alle ore 10 presso l'aula magna dell'Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci dal titolo “Agenda digitale e fibra ottica” al fine di approfondire il tema della banda larga e delle nuove prospettive di sviluppo della comunicazione per imprese, associazioni e privati cittadini. All'incontro interverranno la dirigente scolastica del Campus Da Vinci Franca Burzigotti, il sindaco di Montone Mirco Rinaldi, l'assessore all'Istruzione del Comune di Umbertide Cinzia Montanucci, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Sabrina Boarelli, l'amministratore unico di Umbria Digitale Stefano Bigaroni, l'assessore regionale alle riforme, innovazione nella P. A. e agenda digitale Antonio Bartolini e il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo sviluppo economico, infrastrutture tecnologiche e diffusione della banda larga Fabio Paparelli.  Sono stati inoltre invitati a partecipare i sindaci dell'Altotevere, i dirigenti scolastici, gli animatori digitali delle scuole e le imprese operanti nel settore Ict. Gli incontri tematici saranno articolati in modo tale da lasciare spazio ad interventi e suggerimenti dei presenti al fine di poter recepire le reali esigenze e o problematiche e dare vita ad un confronto costruttivo e positivo sugli argomenti in questione.

14/11/2016 14:54:35

Attualità » Primo piano Umbertide: riaperti in nuove sedi scuola infanzia Monini e asilo nido ''Il Ranocchio''

Riceviamo e pubblichiamo  Riaperti nelle nuove sedi la scuola dell'infanzia Marcella Monini e l'asilo nido Il Ranocchio Hanno riaperto i battenti questa mattina la scuola dell'infanzia “Marcella Monini” e l'asilo nido “Il Ranocchio”, dopo la chiusura in via precauzionale della sede di via Morandi a seguito dell'intensa attività sismica che nei giorni scorsi ha interessato il Centro Italia e in particolare l'Umbria.  La scuola dell'infanzia ha trovato posto presso i locali della Chiesa di Cristo Risorto mentre l'asilo nido è stato collocato nel salone della Chiesa di Santa Maria. Il trasferimento ha avuto inizio lunedì scorso e si è concluso in tempi record, tanto che già da questa mattina i bambini hanno potuto riprendere le normali attività, in alcuni casi traendone anchevantaggio, come per gli alunni della Monini visto che nella nuova sede hanno trovato posto anche diversi atelier creativi, spazi innovativi adatti alla manualità, alla creatività e alle tecnologie. “A tempo di record questa mattina abbiamo riaperto la scuola dell'infanzia Monini e l'asilo nido comunale tornando ad offrire un servizio essenziale per tante famiglie umbertidesi e per i loro bambini – ha affermato il sindaco Marco Locchi – E' per noi motivo di grande soddisfazione perché in una sola settimana abbiamo individuato due sedi alternative ed idonee ad ospitare i bambini e abbiamo provveduto ad effettuare il trasferimento. Tutto questo è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione dei parroci don Luca, don Gerardo e Padre Francesco e del vescovo Ceccobelli che ha approvato immediatamente il trasferimento delle scuole, della dirigente scolastica Angela Monaldi e di tutto il personale scolastico, del personale dell'asilo nido e degli operai del Comune, dell'assessore all'Istruzione Cinzia Montanucci; a tutti loro va il mio più sentito ringraziamento.  Parlando con i genitori dei piccoli alunni abbiamo avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta, garantendo sicurezza e tranquillità a tutti i bambini e alle loro famiglie”.   “Encomiabili sono stati l'impegno e la collaborazione di tutti, a partire dalle Chiese di Cristo Risorto e di Santa Maria che hanno messo a disposizione i rispettivi locali - ha dichiarato la dirigente scolastica del II Circolo didattico Angela Monaldi-. Un ringraziamento particolare va al personale scolastico per l'instancabile lavoro di questi giorni e ai numerosi genitori intervenuti con il loro preziosissimo contributo, senza i quali oggi non avremmo potuto restituire ai bambini la possibilità di ritornare a scuola”. All'inaugurazione delle due nuove sedi, avvenuta sabato 12 novembre, hanno preso parte anche il vicesindaco Maria Chiara Ferrazzano e l'assessore Raffaela Violini.

14/11/2016 14:42:16

Cultura » Mostre Resilienza: la nuova mostra di Alberto Alunni

“Googliamo” in rete resilienza: resilienza, nella tecnologia dei materiali la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica(..); poi, resiliente(riferito a persona), che oppone resistenza, che si difende con forza. Queste definizioni cos’hanno a che fare con le sue opere? Resilienza nasce dalla ricerca di un termine da far “indossare” alla mostra, ma non in superficie. Un qualcosa che possa essere in grado di comprendere al proprio interno tutte le opere ed il significato celato in esse: non è stato facile.  L’idea è quella di un carcerato, intrappolato ed isolato: una sensazione di oppressione e solitudine lancinanti. La posizione di un uomo messo alle corde che decide di opporsi, di difendersi e provare a sovvertire la propria situazione: un uomo relativamente comune in grado di far trasparire un messaggio semplice, capace di generalizzare il concetto dal singolo all’insieme, è il carcerato immaginario che risiede in me, ma ciò che rappresenta può risiedere in tutti noi. Quindi Resilienza nasce dalla condizione del carcerato che decide di opporsi. L’opporsi con ostinazione al destino avverso: è resilienza, è questa la linfa vitale della mostra. Cerca una via di fuga facendo appello alla propria coscienza, facendo leva sulla propria malinconica condizione, fonte dalla quale prende energia e coraggio. Una via di fuga che poi non necessariamente trova, ma che prova comunque a raggiungere. Rappresenta l’uomo comune potenzialmente in grado di risollevarsi nonostante le avversità. Quest’aspetto che lei racconta ha assunto sembianze fisiche nella mostra, come? Attraverso le mie opere e l’encomiabile lavoro di Luca Cataldo, artista visuale, mio partner nella realizzazione di questa mostra: due parti distinte all’interno di un unico corpo. E’ stato straordinario lavorare con lui: ci siamo trovati, artisticamente parlando, da subito in sintonia. Una forte emozione. Siamo riusciti a trasmettere visivamente attraverso il suo lavoro le sensazioni provate idealmente dal soggetto.  Tecnicamente parlando nella proiezione vediamo riprodotti diverse situazioni: abbiamo inizialmente degli alberi reali accompagnati dal naturale rumore del vento, per poi passare gradualmente ad un paesaggio completamente digitale: abbiamo voluto rappresentare la malinconia del carcerato che vede il ricordo appassire davanti ai propri occhi, annebbiandosi ed assumendo un torpore freddo ed indifferente simboleggiato dal digitale. Lo sgretolarsi di un ricordo e del tempo che scorre inesorabilmente, che può però esser contrastato  seppur con la convinzione di non poter metter fine alla sua corsa: ecco allora sul finire l’albero propenso a rimettere radici sublimato dal bianco della speranza. Per quanto riguarda i miei elaborati, le mie sculture in ferro rappresentano i pensieri ed i ricordi del carcerato: abbiamo dunque Dafne, l’albero principale, un lupo solitario, una volpe nascosta dietro il tronco di un albero ed un torrente. Mi piace pensare che attraverso questi ricordi che rimandano ad emozioni e qualità come bellezza,  constatazione della solitudine,  paura e forza si fondino i presupposti per la riposta alla malinconia, al destino inesorabile.  Due mondi che si incrociano, il mio e quello di Luca, verso un unico obiettivo: “resilienza”. Resilienza alla quale fa sfondo la prigione della torre dell’orologio di Montone. La Mostra ha avuto luogo in un contesto stupendo, all’interno di una manifestazione unica come la Festa del Bosco. E’ stato veramente tutto molto bello, è importante trovare le condizioni adatte per potersi esprimere, è basilare per quanto mi riguarda. Montone è un contesto unico e particolare all’interno del quale mostrare sé stessi: non sarà l’ultima volta. Cosa lascia Resilienza? Ha tolto molto in termini di lavoro a fatica, lascia molto dal punto di vista artistico. Rimane quel senso liberatorio che solo un’opera compiuta e portata a termine può darti. Mi sento libero, la mia mente è libera di pensare alla prossima creazione. E’ stato difficile portare avanti e terminare Resilienza: l’ispirazione è stata folgorante, sono caduto poi in un loop dal quale sono solo succesivamente riuscito ad uscire grazie all’aiuto di Luca Cataldo. Un lavoro condiviso in maniera corretta, mostrato in maniera consona in base alle nostre idee ed ai nostri presupposti.   E’ stato esaltante.

14/11/2016 12:46:27 Scritto da: Eva Giacchè

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