Cultura » Mostre Umbertide: inaugurata ''LIBERARTE'' al cinema Metropolis

Riceviamo e pubblichiamo LIBERARTE – Un percorso artistico di comunità I lavori si possono ammirare nello spazio espositivo del cinema Metropolis Sabato 17 dicembre al cinema Metropolis di Umbertide la Comunità Terapeutica Torre Certalda e l’Unità di Convivenza Via Gagarin, strutture del Complesso Residenziale della Cooperativa Sociale ASAD, hanno inaugurato “LIBERARTE – Un percorso artistico di comunità”. Liberarte, scrive Luca Cerrao arte terapeuta, è una iniziativa che nasce con il proposito di condividere i frutti del laboratorio artistico che negli ultimi mesi ha visto coinvolti gli ospiti della comunità terapeutica e dell’unità di convivenza. I lavori, esposti nello spazio espositivo del cinema Metropolis sono appunti, segni, colori che nella loro spontaneità offrono uno spaccato dell’intenso vissuto degli artisti. L’allestimento propone opere su supporti cartacei, applicati su pannelli sottili che nelle loro linee fluttuanti rimandano all’idea di pagine; pagine strappate ad un libro che racconta storie talvolta sorprendenti. Protagonista dell’esposizione è il valore della libertà, come suggerito dal titolo, fortemente voluto dai partecipanti. Anna Maria Farabbi ha invece curato la parte letteraria esponendo un prezioso lavoro relazionale centrato sulla e nella poesia, che è tessitura ritmata, intima e intensa, tra silenzio e parola. Sono stati mostrati due lavori corali degli ospiti delle due strutture: l’installazione a terra de “La nostra marcia della pace da una riflessione sui passi di Aldo Capitini”, e un canto a tre voci scandito dal tamburo dell’oceano e dal bastone della pioggia sul testo inedito, “alfabeto biografico”, di Carmela ospite lei stessa della comunità di Torre Certalda, che ci ha lasciato alcuni mesi fa. “La nostra marcia della pace” è posta volutamente a terra e si tratta di un vero e proprio tappeto di identità, di impronte di mani e di piedi apparentemente ferme, ma significativamente in viaggio come una carovana di sale, verso il futuro. Questa povera e, al tempo stesso, ricchissima espressione artistica e esistenziale, insegna la bellezza del fare insieme attorno e dentro la parola, quando ogni segno è significativo della propria interiorità. L’opera è stata composta in un fare pensante e dialogante. Il tempo della sua lavorazione è stato di due mesi circa in appuntamenti quindicinali con gli ospiti della Comunità, tra settembre e ottobre 2016. Questo canto della pace è stato creato da creature non pacificate, come lo sono quasi tutte le creature del mondo, ma esprimere un passo corale costruttore di pace come questo, con lentezza, con pazienza e con fiducia, è offrire al mondo già la pratica concreta di una cultura della speranza. La bellezza significativa e emozionante di questi due lavori, due tra i molti già creati, permette di credere alla potenza efficace della poesia nell’orientare, recuperando armonie solidali e energie espressive. L’arte non concepisce barriere architettoniche, scaturisce pozzi malgrado le nostre carestie, coniuga gli esseri e le essenze degli esseri.

27/12/2016 11:07:11

Cultura » Mostre Umbertide: Domenica 27 novembre inaugurazione mostra ''Transitare, interpretare''di Rachel Williams

Riceviamo e pubblichiamo    Verrà inaugurata domenica 27 novembre alle ore 18 presso la Galleria Grefti di via Cibo la mostra “Transitare, interpretare. Places, contemplation, interpretation” di Rachel Williams “La nostra cara Umbria è stata scossa recentemente, ma la tenacia e la forza della nostra terra e dei suoi abitanti hanno radici solide. - affermano gli organizzatori - Durante questo tempo stabile in Umbria, siamo orgogliosi ed entusiasti di presentare il lavoro di Rachel Williams, denso di vita e senso di rinascita, estratti dalla bellezza della regione in cui viviamo. Quest’artista umbra, nata in Nuova Zelanda, ha creato un corpo di lavoro che celebra l’abbondanza di vita nel Monte Subasio e contempla il modo nel quale la geografia può influenzare e cambiare la direzione del tuo percorso. Con questa mostra Rachel vuole “attingere dal Monte Subisso per esplorare come ognuno di noi veda la stessa cosa o posto in maniera differente. Con rispetto o irriverentemente, cinicamente, ironicamente. L’immaginario è una combinazione variegata con lavori che spaziano dalla pittura alla stampa, dalla scultura alla fotografia. I lavori sono a tutti gli effetti delle istantanee di spazio e tempo prese dalla lente una sola persona.” Colorati, provocanti, immagini spirituali del suo tempo passato nel Monte Subasio sono manifestate in una vasta varietà di media artistici. Una meditazione su come interpretiamo, viviamo e rispondiamo allo stesso scenario maniere differenti. All'inaugurazione sarà offerto un aperitivo con una nuova interpretazione della cucina tradizionale umbra curata dallo chef Lorenzo Cantoni del Ristorante Zibù 2.0.

25/11/2016 09:31:07

Cultura » Mostre Resilienza: la nuova mostra di Alberto Alunni

“Googliamo” in rete resilienza: resilienza, nella tecnologia dei materiali la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica(..); poi, resiliente(riferito a persona), che oppone resistenza, che si difende con forza. Queste definizioni cos’hanno a che fare con le sue opere? Resilienza nasce dalla ricerca di un termine da far “indossare” alla mostra, ma non in superficie. Un qualcosa che possa essere in grado di comprendere al proprio interno tutte le opere ed il significato celato in esse: non è stato facile.  L’idea è quella di un carcerato, intrappolato ed isolato: una sensazione di oppressione e solitudine lancinanti. La posizione di un uomo messo alle corde che decide di opporsi, di difendersi e provare a sovvertire la propria situazione: un uomo relativamente comune in grado di far trasparire un messaggio semplice, capace di generalizzare il concetto dal singolo all’insieme, è il carcerato immaginario che risiede in me, ma ciò che rappresenta può risiedere in tutti noi. Quindi Resilienza nasce dalla condizione del carcerato che decide di opporsi. L’opporsi con ostinazione al destino avverso: è resilienza, è questa la linfa vitale della mostra. Cerca una via di fuga facendo appello alla propria coscienza, facendo leva sulla propria malinconica condizione, fonte dalla quale prende energia e coraggio. Una via di fuga che poi non necessariamente trova, ma che prova comunque a raggiungere. Rappresenta l’uomo comune potenzialmente in grado di risollevarsi nonostante le avversità. Quest’aspetto che lei racconta ha assunto sembianze fisiche nella mostra, come? Attraverso le mie opere e l’encomiabile lavoro di Luca Cataldo, artista visuale, mio partner nella realizzazione di questa mostra: due parti distinte all’interno di un unico corpo. E’ stato straordinario lavorare con lui: ci siamo trovati, artisticamente parlando, da subito in sintonia. Una forte emozione. Siamo riusciti a trasmettere visivamente attraverso il suo lavoro le sensazioni provate idealmente dal soggetto.  Tecnicamente parlando nella proiezione vediamo riprodotti diverse situazioni: abbiamo inizialmente degli alberi reali accompagnati dal naturale rumore del vento, per poi passare gradualmente ad un paesaggio completamente digitale: abbiamo voluto rappresentare la malinconia del carcerato che vede il ricordo appassire davanti ai propri occhi, annebbiandosi ed assumendo un torpore freddo ed indifferente simboleggiato dal digitale. Lo sgretolarsi di un ricordo e del tempo che scorre inesorabilmente, che può però esser contrastato  seppur con la convinzione di non poter metter fine alla sua corsa: ecco allora sul finire l’albero propenso a rimettere radici sublimato dal bianco della speranza. Per quanto riguarda i miei elaborati, le mie sculture in ferro rappresentano i pensieri ed i ricordi del carcerato: abbiamo dunque Dafne, l’albero principale, un lupo solitario, una volpe nascosta dietro il tronco di un albero ed un torrente. Mi piace pensare che attraverso questi ricordi che rimandano ad emozioni e qualità come bellezza,  constatazione della solitudine,  paura e forza si fondino i presupposti per la riposta alla malinconia, al destino inesorabile.  Due mondi che si incrociano, il mio e quello di Luca, verso un unico obiettivo: “resilienza”. Resilienza alla quale fa sfondo la prigione della torre dell’orologio di Montone. La Mostra ha avuto luogo in un contesto stupendo, all’interno di una manifestazione unica come la Festa del Bosco. E’ stato veramente tutto molto bello, è importante trovare le condizioni adatte per potersi esprimere, è basilare per quanto mi riguarda. Montone è un contesto unico e particolare all’interno del quale mostrare sé stessi: non sarà l’ultima volta. Cosa lascia Resilienza? Ha tolto molto in termini di lavoro a fatica, lascia molto dal punto di vista artistico. Rimane quel senso liberatorio che solo un’opera compiuta e portata a termine può darti. Mi sento libero, la mia mente è libera di pensare alla prossima creazione. E’ stato difficile portare avanti e terminare Resilienza: l’ispirazione è stata folgorante, sono caduto poi in un loop dal quale sono solo succesivamente riuscito ad uscire grazie all’aiuto di Luca Cataldo. Un lavoro condiviso in maniera corretta, mostrato in maniera consona in base alle nostre idee ed ai nostri presupposti.   E’ stato esaltante.

14/11/2016 12:46:27 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura » Mostre Montone: al via la mostra ''L'uomo il lavoro e la natura''

Riceviamo e pubblichiamo MONTONE - Una mostra dedicata alla bellissima Montone e alla natura che lo circonda. La cornice la piccola chiesa di S. Caterina, diventata un piccolo scrigno d'arte accogliendo le fotografie di Marco Cozzari, Silvio Agazzi,Igor Bonucci,Claudio Baldacchini, Tommaso Regni, Riccardo Regni, Roberto Lolli, Fabio Paltrinieri, Christian Brenci, illuminate dalle "opere di luce" dell'idraulico - scultore Giampaolo Monsignori che tanto successo sta ottenendo in tutta Italia con le sue straordinarie creazioni. Titolo della mostra - 24 foto di grande e grandissimo formato - "L'uomo il lavoro e la natura", inserita a pieno titolo della Festa del Bosco che oggi apre i battenti, in attesa delle migliaia di persone che nell'occasione visitano il borgo. La mostra, tutta a colori e pensata proprio per S. Caterina, con le foto che hanno preso spazi e cornici di opere sacre scomparse o conservate altrove, è stata pensata e curata da Silvio Agazzi e Marco Cozzari, responsabili dell'Associazione Augusta Perusia, gruppo attivissimo di fotografi professionisti e non che è protagonista in questo giorni di "Umbria a fuoco", serie di mostre allestite a Perugia (alla Rocca Paolina) a Trevi, Preggio e Montone. Esposte le opere di professionisti famosi come Francesco Cito e Giancarlo Mecarelli, una retrospettiva dedicata al filosofo umbro Pietro Ubaldi e 356 immagini di autori umbri e non, selezione della pagina FB "Umbria una foto al giorno".  

29/10/2016 10:19:40

Cultura » Mostre MICHAEL ZURINO: ''TENTO SANREMO PERCHÉ VOGLIO PARLARE A FIGLI E GENITORI''

Ha soli 25 anni ed ha già raggiunto traguardi che nessuno si sarebbe mai aspettato. Intraprendente, convincente, più volte definito dai giornali un "vulcano di idee". Michael Zurino, umbertidese doc, dopo aver portato in scena l'edizione "zero" del suo Talent "controcorrente", durato ben nove mesi, e con artisti del calibro come Katia Ricciarelli, Povia, Vianello, Lisa, Iskra e tanti altri, ha deciso di mettersi in gioco in tutto e per tutto. Non solo autore e conduttore televisivo, ma anche cantante. Ricordiamo i suoi brani, usciti durante l'estate, "OltreTutto" e "Canzone Confusa" (brano dedicato in modo particolare alla situazione in Siria), i quali ci hanno presentato un giovanissimo personaggio che ha deciso di parlare di "valori" come il perdono, l'amore, la famiglia, i piccoli gesti. Tra i suoi prossimi obiettivi? Sanremo Giovani. "Il brano è pronto - afferma Michael - e anche in questo caso affronterò un altro tema sociale di rilievo. Sono qui per questo. Il mio desiderio questa volta è salire su quel palco prestigioso e parlare ad ogni figlio e ad ogni genitore. Canto e faccio musica per dire ciò che, oggi, giovani come me non riescono più a dire". Ma non solo. Michael è già al lavoro per progettare la prima vera edizione del suo programma "ARTIST ACADEMY", un nuovo format tv dai contenuti innovativi, e che sempre perseguono il suo obiettivo di formare nella maniera più "genuina" giovani cantanti a prescindere da logiche televisive o di mercato. "Una musica che unisce, e non che divide. Un genere di Arte, quale è il Canto, che si coltiva con lo studio, la passione ed il sacrificio. Questo è ciò che sogno per questa nuova edizione, di cui vi assicuro sin da ora, faranno parte i migliori docenti ed artisti del settore. "Sto lavorando affinché il format venga trasmesso su una rete televisiva nazionale, soprattutto per dare risalto e valore su scala nazionale alla nostra meravigliosa regione umbra" conclude Zurino. Tanti progetti e tanti sogni che potrebbero dunque realizzarsi. Un grande in bocca al lupo alla mente di questo giovane e promettente artista!

13/10/2016 20:47:08

Cultura » Mostre Umbertide: Inaugurata alla Rocca ''Percorsi'' - mostra personale di Giulia Gorlova

Resterà aperta fino al 6 novembre 2016   Alla Rocca - Centro  per  l'Arte  Contemporanea, sabato 8 ottobre è stata inaugurata “Percorsi”, mostra personale di Giulia Gorlova, a cura di Dino del Vecchio,  con il patrocinio della Regione Umbria e del  Comune di Umbertide - Assessorato  alla  Cultura. Coordinamento di Gabriele Violini e allestimento di Vittorio Dragoni con la collaborazione dell'architetto Maurizio Pucci. La presentazione è stata curata dall’assessore alla Cultura del Comune di Umbertide Raffaela Violini e dal critico d'arte Dino del  Vecchio. L'assessore  Violini ha ricordato come questa brillante mostra chiude la stagione espositiva del Centro per l'Arte Contemporanea che ha ospitato mostre tutte di ottimo livello. D'altra parte, ha sottolineato l'assessore, il Centro valorizza le opere e le opere valorizzano il Centro. La Violini si è detta sicura che anche questa mostra avrà il successo delle altre che l'hanno preceduta. Nelle opere esposte, ha concluso l'assessore, si rivede tutta la curiosità e la voglia di sperimentare dell'artista, tipica del suo carattere.  Nel corso della presentazione si è svolta una performance di Martina  Duchi; musica  ed  effetti  sonori di Emanuele  Duchi. Catalogo  in mostra.   La mostra resterà aperta fino al 6 novembre ed è aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì dalle ore 10.30 alle 12.30  e dalle 16.30 alle 18.30.

12/10/2016 13:48:20

Cultura » Mostre Umbertide: sabato 8 ottobre inaugurazione della mostra ''Percorsi''

Giulia Gorlova "Percorsi" Centro per l'Arte Contemporanea La Rocca Umbertide (Perugia) Mostra personale a cura di Dino del Vecchio. Con patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Umbertide, Assessorato alla Cultura. Sindaco Marco Locchi Assessore alla Cultura Raffaela Violini Coordinamento: Gabriele Violini Allestimento: Vittorio Dragoni In collaborazione con "Cotto Etrusco" 8 ottobre - 6 novembre 2016 Inaugurazione: sabato 8 ottobre ore 17.30. Presentazione: Assessore alla Cultura del Comune di Umbertide Raffaela Violini e Critico Dino del Vecchio. Performance: Martina Duchi; musica ed effetti sonori: Emanuele Duchi . Catalogo in mostra. Inaugurazione: sabato 8 ottobre ore 17.30. La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30. La Rocca, Centro per l'Arte Contemporanea Piazza Fortebraccio Umbertide (PG) Info: 075 94191 Giulia Gorlova +39 349 7350778 www. gorlovart.it info@gorlovart.it     Il Centro per l'Arte Contemporanea La Rocca di Umbertide ospita dal 8 ottobre al 6 novembre 2016 la mostra personale di Giulia Gorlova dal titolo "Percorsi". Con questa esposizione si chiude la stagione culturale 2016 della Rocca - la fortezza medievale divenuta sin dal 1991 uno spazio espositivo permanente per l'arte contemporanea che ha ospitato negli anni artisti di rilievo nazionali ed internazionali. La Mostra, patrocinata dalla Regione Umbria e dal Comune di Umbertide, propone circa quaranta opere (pitture, collage, pannelli ceramici incisi e dipinti, assemblaggi di materiali polimaterici...), in linea con astrazione lirica, geometrica e scelte concettuali. Da anni la scelta dell'artista si rivolge ad indagare le possibilità comunicative offerte dai codici dell'astrazione. “Percorsi” è il titolo della mostra presso la Rocca di Umbertide, - scrive Raffaela Violini, Assessore alla Cultura del Comune di Umbertide - con la quale l’artista presenta al pubblico se stessa e l’incontro di profondi percorsi interiori, in cui materia e colore danno forma alle percezioni che non sono solo rapporto con la realtà oggettiva, ma anche il risultato di una riflessione intorno a remote, personalissime regioni della mente. L’osservazione della nostra artista sviluppa un percorso che parte da quell’attimo in cui si accende la particolare scintilla creatrice, che non è altro che l’ispirazione, fino a giungere a stabilire un legame con l’osservatore che diviene quasi un dialogo, in cui la sintassi espositiva si rende visiva attraverso l’espressività dei materiali, dei colori, dei segni su supporti ceramici e degli accostamenti. Le opere esposte, incarnano infatti l’essenza di un viaggio, quello dell’artista, che non ha mai fine: è ricerca e sperimentazione, entusiasmo e passione, curiosità e meraviglia, amore e dedizione. Questa mostra racconta insomma le emozioni di un’artista che, con la rara sensibilità che la contraddistingue, riesce a sorprendersi e a sorprendere ed a cogliere il significato più nascosto delle cose."   La mostra è a cura di Dino del Vecchio, quale spiega: "Al muoversi sulla via di una combinatoria di codici espressivi piuttosto autonomi rispetto alle tendenze che si dilatano attorno alla neo e post-astrazione, Giulia Gorlova collegata all’ordine costruttivo, ma anche a quei processi percettivi che caratterizzarono l’infinita “linea aniconica” generativa di gesto, materia, colore, intercetta una combinatoria di linguaggi i cui elementi cardine tornano ad essere la pittura e la materia. Con tali richiami, venuti a proporsi dagli anni novanta in poi, in un mondo follemente globalizzato e sempre più nel caos, nella luce della pittura o nel gioco della forma plastica, appunto, concepite nel campo d’azione che la vede (da anni) con le mani nella creta che si fa materia viva, innalza sulla scena dell’arte contemporanea un articolato universo visivo che possiamo collocare nell’ambito della cosiddetta Nuova Pittura. Nel corso del tempo i suoi strumenti operativi, precisamente efficaci di un livello tecnico “alto”, come le ceramiche (...), interpretano un linguaggio sperimentale (...) e rendono conto di un nuovo modo di andare oltre la tradizione storica. (...) sul neutro monocromo della creta in soggettive virtualità optical generatrici di luce-colore, linee, righe, solchi e forme, prende corpo, irreale di fantasia e visioni, un mutevole instabile “reticolo” le cui trame arbitrarie di effetti imprevedibili restano coerenti al supporto materico, costitutivo del linguaggio stesso dell’opera. Intuite sul valore geometrico e nello spazio circolare dei tondi le linee e i colori neo-astratti (...) formano un dinamico reticolo che va a sollecitare, unitaria ed equilibrata, la misura astratta dello spazio, e in tali variazioni mutanti si concentra la qualità della percezione. Agganciata all’intreccio delle sue esperienze intellettuali e ai recuperi di memorie storiche l’artista farà notare, appunto legato ai dettagli delle “architetture a croce”, il dramma esistenziale che segue l’utopia dello spazio infinito e la mitica ricerca della luce. All'interno di questo complesso e personale percorso - ove si fa notare la tecnica polimaterica e un inedito collage - si accentua il gusto per la composizione e per il “grande formato”; e con l’utilizzo della tela e quindi esclusivamente caratterizzato dal gesto pittorico che si traduce in forme, si fa reale l’adesione ai modi contemporanei di interpretare l’Astrattismo. (...) con applicazioni sulla tela, prolifera il concettuale “ricupero” e, col “ritorno” all’estetica dell’”oggetto trovato”, incollato e ridipinto, l’identificazione di “nuovi realismi” con la capacità dell’artista di trasformare in opere d’arte, reperti del presente e del passato."   Giulia Gorlova, russa d'origine, da anni risiede nel Riminese. Figlia d’arte, sin da giovanissima prende dimestichezza con la pittura a olio, acquarello, plastica con argilla, scultura in legno e marmo, basso e altorilievi su rame, incisione... Terminata la Scuola d'Arte nel suo paese, viaggia, osserva e sperimenta diverse forme d'arte, materiali e tecniche, dalla scultura alla pittura, ma soprattutto la ceramica. Frequenta diversi stages e artisti internazionali di varia estrazione e provenienza. Artista sperimentale, si esprime attraverso i canoni oggi a lei più congeniali in linea con astrazione geometrica e scelte concettuali. E' seguita dal critico e storico d'arte Dino del Vecchio, da Galleria e Casa d'Aste Artesegno Udine (UD), online Saatchi Gallery London U.K. E' recensita in pubblicazioni d'arte specializzate, tra le quali CAM 51, 52 Edizioni Mondadori. Oggi la sua ricerca si muove sulla via di una combinatoria di codici espressivi piuttosto autonomi rispetto alle tendenze che si dilatano attorno alla neo e post-astrazione. Collegata all'ordine costruttivo, l'artista crea opere di un certo rigore compositivo, intuite sul valore geometrico, esprimendosi attraverso varie tecniche: miste su tela, legno, alluminio; pannelli ceramici in maiolica, raku, terzo fuoco; collage, installazione, assemblage e concettuale recupero di elementi polimaterici del presente e del passato, incollati, ridipinti e trasformati in opere d'arte. Da anni espone in Italia e all'estero, negli spazi destinati all'arte e cultura come CHA, The Central House of Artists, Moscow (RUS); Centro d'Arte San Vidal Venezia (VE); Museo d'Arte Moderna "Villa Franceschi" Riccione (RN); Galerija Sv. Kuzam Rijeka (Croatia); Ward-Nasse Gallery New York (USA); Etienne De Causans Parigi (F); Minato Mirai Art Gallery Tokyo (Japan); ArtInnsbruck International Fair(A); Galerie Les Arcades Espace Culturel Antibes (F); Gostiny Dvor Ehxibition Complex Moscow (RUS); Kanagawa Kenmin Hall Yokohama Tokyo (Japan); Reuss Galerie Berlin (D); Sala dell'Arengo Palazzo del Podestà Rimini (RN); Bastioni S. Giacomo Brindisi (BR); Musei Civici Acquapendente (VT); Gallerie Comunali: Voltone della Molinella Faenza (RA), Ex Pescheria Cesena (FC), Sala Comunale R. Baldessari Rovereto (TN), Magazzini del Sale Cervia; Artesegno Udine (UD); Biblioteca Civica Tartarotti Rovereto (TN); Sala Laurana Pesaro (PU); Castello di Montese Modena (MO); Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli Cagli (PU); Casa Europa, Zagreb (HR); Ar(t)cevia International Festival , Palazzo Dei Priori Arcevia (AN); Visions Fine Art Gallery Moscow (RUS); Sala San Michele Fondazione Carifano Fano (PU); Pinacoteca Comunale Roseto degli Abruzzi (TE); San Sebastian International Art Fair (Spain), Paratissima Torino (TO)...  

07/10/2016 15:11:53

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