Notizie » Politica Immigrati nel comune di Città di Castello, Lega Nord:‘’Basta invasione, solo in Umbria si spendono quasi 50 milioni di euro per ospitarli. Prima gli italiani’’

Riceviamo e pubblichiamo Nel comune di Città di Castello sono arrivati altri immigrati, 10 per l’esattezza che verranno alloggiati in strutture private, a Coldipozzo, piccola frazione di circa 300 anime, nella zona sud del comune tifernate. Sul piede di guerra i due consiglieri comunali del Carroccio, Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini, che giudicano “insostenibile questa situazione, frutto di una politica fin troppo clientelare a stampo Pd”. “I numeri parlano chiaro – spiegano i due leghisti -  nel 2015 la quota massima in Umbria per i richiedenti asilo era di 1554, oggi nella sola Provincia di Perugia ne sono ospitati 2300. Con i nuovi arrivi, circa 83mila in sei mesi su scala nazionale, anche la quota umbra è destinata a crescere in maniera esponenziale, tanto da aggirarsi intorno ai 4 mila immigrati con un giro di somme pari a 47 milioni di euro. Non possiamo accettare né tanto meno permettere che la mancanza di programmazione e di strategia politica del Governo “renziano” si ripercuota sulla quotidianità dei cittadini, la politica locale e ancor prima nazionale deve necessariamente mettere un freno a questa invasione. Da sempre, come Lega, rivendichiamo la piena autonomia dei sindaci, liberi di decidere in base al mandato assegnatogli dai cittadini, se accollarsi o meno immigrati: con il sistema in vigore, gli amministratori vengono completamente ignorati e umiliati da decisioni prefettizie che con le dinamiche territoriali non hanno niente a che fare. Il quadro è chiaro, l’invasione che stiamo vivendo, sia nei piccoli centri, sia a livello nazionale non è altro che la diretta conseguenza di un Pd ormai alla deriva e che vede negli immigrati e quindi nello ius soli, la sola speranza per rimanere a galla. Lo stesso Pd, come sostenuto da esponenti politici nazionali di varie estrazioni, ci ha trasformato nel più grande porto d'Europa, favorendo un flusso insostenibile di immigrati in cambio di fondi dall’Unione Europea necessari per sovvenzionare i  per i famosi 80 euro e vincere così le elezioni europee. Esprimiamo dunque preoccupazione per Città di Castello continuamente soggetta a flussi di immigrati e per il nostro paese, oramai prigioniero di quel “giglio magico” che all’Italia ha portato solo i disastri della “Buona scuola”, il precariato del “Jobs act” e le unioni civili; sulla stessa linea la Presidente Marini che, in Umbria, ci ha completamente isolato in tema di infrastrutture e riempito le discariche in materia di rifiuti. Occorre liberarsi da questo Pd che di trasparente e costruttivo ha ben poco”

14/07/2017 17:05:00 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Interrogazione del PD di Umbertide sul caso Sogepu spa - Splendorini Molini Ecopartners srl

Riceviamo e pubblichiamo Il Partito Democratico di Umbertide ha presentato un’interrogazione sul caso Sogepu spa – Splendorini Molini Ecopartners srl.  “Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio Comunale di Città di Castello ha approvato il piano di investimenti di Sogepu S.p.A, che prevede l’acquisizione di una partecipazione nell'azienda Splendorini Molini Ecopartners S.r.l., e che il Sindaco di Città di Castello non ha preventivamente discusso dell'eventuale acquisizione della quota azionaria dell’Azienda Molini Ecopartners S.r.l. con l'Amministrazione comunale di Umbertide dove è localizzato il l’impianto di trattamento dei rifiuti. – scrive il Pd nell’interrogazione - Tale operazione costituisce una profonda scorrettezza istituzionale nei confronti del Comune di Umbertide e la discussione non può essere stata ridotta in pochi giorni, data la complessità dell’operazione, ma ha riguardato una valutazione di carattere economico certamente molto più approfondita con il necessario tempo congruo”. Considerato che “nel bando per la gestione dei rifiuti dell' ATI 1, quando si parla di impiantistica, non è di certo menzionato l'impianto di trattamento dei rifiuti dell’Azienda Molini Ecopartners S.r.l.”, il Pd di Umbertide interroga il Sindaco per sapere “se sono già avvenuti contatti con il Sindaco di Città di Castello per trovare una soluzione relativa alle problematiche che riguardano la frazione di Calzolaro connesse con l’Azienda Molini Ecopartners S.r.l., ora in parte di proprietà di Sogepu S.p.A. (il cui azionista di maggioranza assoluta è il Comune di Città  di Castello) e se si è già provveduto ad individuare una delocalizzazione dell'impianto di trattamento dei rifiuti dell’Azienda Molini Ecopartners S.r.l. in altra zona nel Comune di Città di Castello dove, stando al bando di gara dell’ATI 1 per la gestione integrata dei rifiuti urbani, sono previsti degli investimenti relativi al trattamento dell'organico”.    

14/07/2017 16:46:39 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: ‘’NETTEZZA URBANA, PAGHIAMO DI PIU’ PER AVERE MENO SERVIZI’’

Riceviamo e pubblichiamo “Pagare di più per avere meno servizi”. Umbertide cambia sintetizza così il senso della proroga, la terza, fino al 31 dicembre 2017 dell’affidamento del servizio di nettezza urbana a Gesenu, deliberata dal Comune di Umbertide. “L’accordo – spiega il consigliere Stefano Conti - prevede un aumento del costo del servizio dovuto ai maggiori oneri conseguenti al fatto che Gesenu dovrà smaltire i rifiuti in impianti fuori regione in quanto quelli di Pietramelina e Borgogiglione risultano indisponibili. Tradotto significa che i cittadini di Umbertide dovranno pagare per colpe che non sono certo loro. E che appunto dovranno pagare di più per avere meno servizi. Penso allo smaltimento dei residui dei giardini, allo spezzamento delle strade, alla raccolta di plastica e carta, alla condizione dei cassonetti condominiali dei quali più di una volta abbiamo chiesto la pulizia.“ “Oltre ai problemi di costo – aggiunge il consigliere di Umbertide cambia - la situazione richiama due aspetti altrettanto importanti. Quello dell’impiantistica regionale, ormai al collasso, ed un aspetto giuridico non di dettaglio. Circa il primo, dobbiamo con chiarezza e responsabilità prendere atto del fallimento del piano regionale e della necessità di mettere in campo una nuova strategia per individuare soluzioni efficaci al problema dello smaltimento dei rifiuti. Da questo punto di vista ha un senso il piano industriale di Sogepu. Sul piano tecnico giuridico ci chiediamo invece se sia pienamente conforme la proroga di un contratto ampiamente scaduto fino all’espletamento della nuova gara per l’affidamento del servizio, che si presume darà i suoi effetti non prima del gennaio 2019. In tal senso riteniamo sia almeno necessario un parere ed un nulla osta della nuova autorità regionale competente, l’AURI, che non risulta essere stata richiesto. Anche perché, tornando all’origine del contratto con Gesenu annullato dalla decisione del Consiglio di Stato che aveva confermato il diritto di Sogepu all’aggiudicazione del servizio, da sei anni i cittadini di Umbertide pagano una tariffa superiore, che poteva essere evitata”.   Umbertide cambia

14/07/2017 16:43:07 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA: ‘’CALZOLARO, QUESTIONE REGIONALE’’

Riceviamo e pubblichiamo Aspettavamo i risultati Arpa su Calzolaro per capire definitivamente le responsabilità e orientare le decisioni. Ebbene, i dati sulla continua presenza di emissioni odorigene nauseabonde che persiste nella frazione umbertidese è, da referto, di “difficile tollerabilità”. Anche l’Arpa parla di modifica delle autorizzazioni. Le responsabilità che inchiodano questa e la precedente Amministrazione comunale, come Provincia e Regione, sono pertanto senza appello. Proprio per questo, ormai, la questione Calzolaro non ha più una dimensione locale, ma deve essere portata all’attenzione regionale, facendone l’occasione per ripensare nella sua totalità il sistema di gestione dei rifiuti, perché rimanendo ancorati ad una visione ristretta si finisce per fare di un problema di ordine generale una bega di quartiere. Quello che finora ha portato a nascondere le responsabilità del Pd e della maggioranza e, soprattutto, a non risolvere il problema per i cittadini di Calzolaro. Questa, del resto, è anche la ragione del nostro esposto in Procura. Ciò è tanto più vero se si pensa alla nuova situazione che la stessa Arpa indica, quella di una necessaria rivisitazione dell’autorizzazioni concesse alla ditta Splendorini. Pensare di ridurre il tonnellaggio del trattamento rifiuti significa rimettere in dubbio l’assetto regionale dal momento che tanto la ditta quanto il ruolo di Belladanza, su cui entrambe ora pesa l’intera gestione umbra dei rifiuti, vanno ricollocate per dare al nostro territorio una strategia da qui a venti anni. In questo quadro, la prossima settimana ci siamo fatti promotori di una conferenza presso il Consiglio regionale con alcuni movimenti civici e ambientalisti dell’Umbria per alzare il tiro su Calzolaro, che è questione regionale e nazionale.    Umbertide cambia      

14/07/2017 16:35:57 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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