Cultura » Mostre La reggia della città si apre per il concerto dei Nomadi, il 6 luglio l’evento clou della rassegna di ''Estate in Città''

Riceviamo e pubblichiamo Una serata all'insegna della beneficenza CITTA' DI CASTELLO – La reggia della città si apre a quello che è stato definito "l'evento clou dell'estate tifernate 2017": il concerto dei "Nomadi" al parco di Palazzo Vitelli a Sant'Egidio giovedì 6 luglio prossimo. La storica band emiliana ha risposto all'invito di "Michael Zurino & Friends" e con il tour "La Storia Continua" dedicherà una serata di musica alla città: generazioni di artisti diverse, si alterneranno sul palco per una lunga esibizione a scopo benefico: aiutare le popolazioni della Valnerina. L'evento è stato presentato ieri mattina (venerdì 23) in conferenza stampa, nella sala giunta del Comune tifernate, alla presenza dell'assessore al commercio, Riccardo Carletti; del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, Italo Cesarotti; dell'organizzatore Michael Zurino e, in rappresentanza degli artisti, il cantante Ed Menichella insieme ad Alessandro Cecconi della «Meltina Records».   La serata sarà un mix di beneficenza e di promozione degli artisti locali, che avranno un palco importante sul quale esibirsi. Non meno significativa sarà la sicurezza per gli spettatori, anche a seguito dei tragici eventi di Torino: per questo gli organizzatori si sono più volte incontrati con le forze dell'ordine e gli altri attori del settore.   La serata di giovedì 6 luglio inizierà alle 18 con l'apertura dei cancelli. Alle 19.30 salirà sul palco per primo, in attesa dei "Nomadi", Alberto Romagnoli, cantante e chitarrista, seguito dagli "Assenza", band ormai consolidata nel panorama musicale altotiberino con il loro genere «italian alternative rock», e da Gabriel Broker, all'anagrafe Gabriele Nardi, giovane rapper tifernate. Alle 20.30, invece, ad aprire il concerto dei «Nomadi» sarà Ed Menichella, cantautore toscano che si è esibito anche con Jovanotti. Spazio alla comicità, alle 20,50, con Danilo Vizzini, comico di Zelig. A partire dalle 21.15 ad animare l'atmosfera sarà la splendida voce di Iskra Menarini, la vocalist di Lucio Dalla, accompagnata da Thomas Romano e Stefano Fucili e per finire, alle 21,40 a salire sul palco sarà Michael Zurino, cantautore ormai punto di riferimento in Altotevere. Dalle 22 sarà la volta della band romagnola che si esibirà per oltre due ore, proponendo il più bel repertorio della loro musica.   «Vorrei ringraziare il Comune e la Fondazione per la disponibilità – ha spiegato Zurino - sono sicuro che sarà uno spettacolo importante ed unico, adatto ad una città piena di attività culturali come Città di Castello. Sono soddisfatto di essere riuscito a coinvolgere i Nomadi e di organizzare un concerto in questa splendida location: la band ha fatto la storia della musica e sono felice che li possano ascoltare anche i giovani ed i giovanissimi».   «La reggia della città» aspetta la storica band nata in Emilia Romagna e che dalla metà degli anni '60 ha dettato la storia della musica italiana: i cancelli di parco Vitelli a Sant'Egidio si apriranno per l'occasione giovedì 6 luglio grazie alla collaborazione del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, che ha sposato l'evento dato lo scopo benefico. «I Nomadi – ha ricordato Cesarotti - appartengono alla mia generazione e sono contento della loro partecipazione a questo spettacolo, poiché sarà un momento di valorizzazione anche per i cantanti locali, che avranno un'opportunità per farsi conoscere». Il presidente della Fondazione ha spiegato, anche, come sia arrivata la decisione di concedere il Parco a «Micheal Zurino e Friends»: «All'inizio si pensava che fosse un evento di natura esclusivamente commerciale, poi gli organizzatori ci hanno spiegato lo scopo benefico e così abbiamo concesso l'area».   Grande soddisfazione anche per il Comune, che ha patrocinato l'evento, come ha spiegato l'assessore Riccardo Carletti: «Sarà una serata ricca di stelle – ha esordito l'amministratore – alcune sono già famose nel mondo della musica, altre sono nella strada giusta per esserlo. Dopo Marco Masini adesso è la volta dei Nomadi: artisti sensibili alle difficoltà di coloro che hanno subito danni a causa del terremoto e che hanno scelto la nostra città per esibirsi. Credo che ci siano tutti gli ingredienti per una bella serata e devo ricordare come questo è l'evento di punta di Estate in Città. Confido nel senso civico dei cittadini, affinché si possa passare una serata tranquilla all'insegna della musica».   I biglietti, dal prezzo di 22€, sono già disponibili in prevendita a Città di Castello presso «Il Buligame» piazza Gioberti, al Caffè di Piazza Fanti ed al bar «Didon» via Roma 5. Ad Umbertide presso il bar «Stella d'Oriente» in piazza Matteotti e «Zumar» in via della Repubblica 17. A Collestrada presso «Piccadilly box office» nel centro commerciale. Per ulteriori informazioni e acquisti si può contattare anche il 333/3209854 oppure il 347/5455703.

24/06/2017 13:51:43 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Città di Castello: Lega Nord deposita la mozione per uscire da Umbra Acque

Riceviamo e pubblichiamo Marchetti e Mancini: “Il servizio idrico integrato passi in capo al comune. Solo così minori spese e maggior servizi” “Uscire da Umbra Acque e ridare in mano al comune di Città di Castello il servizio idrico integrato, non è solo un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini, ma l’unico modo per risparmiare inutili spese ed avere un servizio migliore a minor costo”. Dura la presa di posizione della Lega Nord di Città di Castello che, con i suoi consiglieri comunali, Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini, deposita una mozione per chiedere l’uscita da Umbra Acque. “ Che il sindaco Bacchetta e l’intero consiglio comunale abbiano l’onesta intellettuale di ascoltare la propria coscienza e supportare la nostra proposta – spiegano i due esponenti del Carroccio-  perché è inammissibile essere soci di una società che anziché erogare servizi, crea disservizi ad un’intera valle. Come Lega Nord ci facciamo portavoce di un malessere generale riscontrato tra i tifernati stufi di continue bugie e promesse mancate, prima fra tutte l’estensione dell’ orario di apertura a 40 ore settimanali, dello sportello informativo. Si è dovuto attendere bollette in ritardo ed esorbitanti, lunghe file allo sportello di via Gino Bartali (ex via Barca) perché qualcuno si rendesse conto dell’evidente disservizio, se l’Amministrazione comunale avesse dato ascolto alla Lega Nord un anno fa, oggi non si ritrovava in questo evidente caos, anzi sarebbe auspicabile che Umbra Acque , visto i disservizi creati, preveda anche un risarcimento per i cittadini. Il nostro territorio merita rispetto, ancor più i nostri cittadini che pagano onerose tasse in maniera puntuale, in controtendenza rispetto ad altri territori. Uscire da Umbra Acque e ridare il servizio idrico in mano al Comune di Città di Castello è l’unica soluzione ad una situazione oramai irrecuperabile. Così facendo si avrebbe una gestione diretta, veloce e trasparente del servizio idrico, i guasti verrebbero riparati velocemente da chi conosce il territorio, gli orari di apertura degli uffici verrebbero decisi dal Comune e i costi si ridurrebbero non di poco a fronte di un servizio decisamente superiore e migliore. Abbiamo la consapevolezza – concludono i due leghisti -  che questo pensiero verrà condiviso anche da altre forze politiche interne al consiglio comunale, perché responsabilità vuole, che in determinate circostanze la politica metta da parte gli schieramenti e si adoperi per il bene della comunità che necessita di maggiori risposte e minori scontri ideologici        

24/06/2017 13:45:58 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Cultura » Mostre Installazione di Pierluigi Monsignori, ''Plastic Food Project'' ad Umbertide

Riceviamo e pubblichiamo Imagine your life without polymers. Photo by Fausto Trippolini Presso ex fattoria tabacchi Umbertide pg Imagine your life without polymers L'Installazione era pensata per il Tacheles di Berlino...in una stanza completamente bianca...con al centro una delle mie presse di polimeri, purtroppo il Tacheles ha chiuso i battenti...ed è la mia dedica ad una struttura che ha fatto la storia. Ambienti nudi come corpi, privi di colore, privi di polimeri... Immersi nella luce... Provare ad immaginare il nostro presente senza i polimeri è in questo momento inimmaginabile, impercepibile... È come spogliarsi... Denudarsi... Provate a chiudere gli occhi ed immaginate tutto cio che rappresenta per voi oggi il polimero e in quale ambito è utlizzato... Provate ad immaginare la vostra abitazione... Cavi elettrici, tubazioni, cucina, bagno, camera soffitto... Tv, divano ecc ecc... A meno che voi non viviate in una costruzione di prima del novecento e priva di ogni comfort... Non credo riusciate minimamente ad avere in voi questa immagine... Stessa cosa per il vestiario....provate a leggere le etichette di ciò che indossate quotidianamente... E scoprirete che senza la magia del polimero forse sareste nudi... Quindi il polimero oltre che in altri tantissimi ambiti come la medicina, automotive, ecc ecc è importantissimo per noi oggi... Abbiamo fatto un balzo in avanti memorabile con il suo utilizzo... Quindi va trattato con importanza, inutile dirvi che per avere tale materiale si utilizza il petrolio... Inutile aggiungere altro a riguardo... Quindi va trattato con importanza estrema.... E non gettato nell'indifferenza della nostra indifferenziata...   Pierluigi Monsignori Potsy http://www.plasticfood.it/ Cell 348 2869485 Info@plasticfood.it ; info@potsy.it Twitter  @PotsyMonsignori   https://twitter.com/PotsyMonsignori Skype monsignoripotsy Google+ Pierluigi Monsignori https://plus.google.com/+PierluigiPotsyMonsignori Pinterest http://www.pinterest.com/monsignoripotsy/ Youtube http://www.youtube.com/user/potsys Facebook page https://www.facebook.com/plasticfoods Facebook contact https://www.facebook.com/monsignori.potsy   Plastic Food, ideato da Pierluigi Monsignori, nasce nel 2010 come installazione di Land Art. Pone un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale, grazie al suo forte impatto visivo: Eco-Presse di materiali plastici di rifiuto, installate nei luoghi più diversi del quotidiano e del vissuto: nelle campagne, come nelle città. È un progetto di INCLUSIONE AMBIENTALE. Plastic Food intende divulgare un messaggio molto semplice: ridurre la produzione dei rifiuti, comunicando in maniera diretta con le persone, coinvolgendole soprattutto sotto il punto di vista emozionale. Questo permette di vedere le reazioni di coloro che vivono l'installazione e il “rifiuto verso il rifiuto”. Le persone rimangono sconcertate nel ritrovarsi a contatto con ciò che fino al giorno prima era nella pattumiera e del quale si erano totalmente dimenticati.  Il progetto vede animare i rifiuti, nel senso non tanto del riciclaggio, ma proprio del non produrli. Un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale. Uno smuovere coscienze verso l'uso consapevole e rispettoso delle risorse.  La riduzione dei rifiuti si pone oggi come una delle priorità da affrontare. L’invasione degli imballaggi, la cultura dell’usa e getta e del monouso e i nuovi ritmi e stili di vita hanno portato ad un aumento esponenziale dei rifiuti prodotti. A questo problema si aggiunge la questione delle difficoltà e dei costi crescenti sia per la stessa produzione che per lo smaltimento. L’unica risposta è un’inversione di tendenza: ridurre all’origine la quantità di materiale di scarto, acquistando in maniera intelligente e mettendo in pratica alcuni semplici comportamenti nella nostra vita quotidiana.  Plastic Food è divenuta una campagna di comunicazione sociale ed ambientale per un mondo con meno rifiuti. Ha lo scopo di diffondere il messaggio in tutto il mondo.  Partendo dal concetto fondamentale che la terra è la nostra casa e tutti ne siamo responsabili, la visione di un futuribile non molto lontano riesce a creare un forte impatto sia visivo che emozionale, e per questo, portare delle riflessioni. La nostra casa dovrebbe essere un posto di bellezza ed arte; Plastic Food pone una riflessione su questo. La società odierna dovrebbe essere messa difronte a questa realtà espositiva, che esplica un futuribile molto vicino a noi.  Infatti, siamo già arrivati a creare un'isola di plastica che galleggia nell'oceano, e sembra avere vita propria.  Plastic Food Project è il progetto leader che vede esportare e comunicare l'installazione di Land Art, e i suoi valori di riferimento sociali ed ecologici, attraverso azioni e collaborazioni con diversi attori, fin dal suo esordio: Scuole di ogni ordine e grado, Università, Comuni, Aziende, Fondazioni, Musei.    Il format si svolge attraverso attraverso iniziative e campagne informative, lezioni, incontri Work schop ed info section. Il progetto è molto flessibile, riuscendo in questo modo a raggiungere tutti; Plastic Food Proget interviene in numerosi progetti internazionali rivolti alla riduzione dei rifiuti, e giornate dedicate alla terra.  Dal 2015, partecipa al Progetto Europeo UUD Erasmus+.  Presentato al presidente della camera e al ministro dell'ambiente; ogni anno ha il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, insieme a quello della Regione Umbria, dell'Anci e della Regione Umbria.  Grazie anche al suo forte impatto visivo, il progetto di comunicazione, Plastic Food Project, è diventato un progetto europeo che opera anche in paesi extraeuropei.  Il progetto, ha ampliato lo spettro visivo della coscienza, il messaggio che riguarda la riduzione della produzione dei rifiuti, riesce a sviluppare anche tematiche sociali che raggiungono un usa e getta nei sentimenti, nei valori, e nelle relazioni affettive. Uno spreco non solo di risorse, ma di sentimenti e valori umani.  Attraverso Plastic Food Project, viene caratterizzato in maniera esaustiva il concetto odierno di consumismo.  L'ecosostenibilità del nostro pianeta dipende solo da noi e da come riusciamo ad impostare in modo corretto la nostra quotidianità, soprattutto nei consumi, che sono il primo riflesso evidente del modo di vivere personale. Il comportamento assunto verso il consumismo stesso, nel corso del tempo, ha inequivocabilmente influito anche nella solidità e sui rapporti affettivi e sociali in generale.  Plastic Food Project vuole essere, in sostanza, una denuncia evidente.  Fin dalla sua nascita l'intento di Plastic Food è stato anche quello di riportare al centro del quotidiano i valori e le prospettive del made in Italy, quello vero, originario. Fatto dell'attaccamento alla terra, dei prodotti non solo di qualità, ma genuini sotto punti di vista indiscutibili; a tale scopo, una pressa è stata esposta all'interno di alcuni mercati della terra.  Non ultimo il messaggio di Plastic Food Project guarda all'Europa: “dobbiamo tutti impegnarci affinché l'Europa non diventi ricca di rifiuti e povera di valori”

24/06/2017 13:32:03 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Umbertide Cambia: situazione ambientale insostenibile a Calzolaro

Riceviamo e pubblichiamo «La situazione ambientale a Calzolaro è veramente preoccupante. Purtroppo le istituzioni, a cominciare dall’Amministrazione comunale, hanno avuto ed hanno un atteggiamento passivo, quasi rinunciatario. Ma di fronte ai diritti della salute dei cittadini e a quelli ambientali non c’è da dormire. Del resto, è da più di un anno che giace alla Procura della Repubblica di Perugia un nostro esposto sulla questione. E in un anno le cose sono peggiorate. Anzi siamo di fronte ad un punto critico per il quale c’è bisogno di interventi mirati a tutela della cittadinanza di Calzolaro, vittime del minimalismo istituzionale». Con questa dichiarazione Umbertide cambia rilancia il problema della tutela ambientale nella zona Calzolaro. In effetti i tre consiglieri comunali Faloci, Conti e Orazi avevano depositato proprio un anno fa un esposto al Noe, ora in Procura, nel quale dettagliavano punto per punto la situazione, evidenziando anche  la controversa questione amministrativa. «Da anni, ormai, nella frazione Calzolaro - dicono i consiglieri di Umbertide cambia - vi è la continua presenza di emissioni odorigene nauseabonde ed intollerabili, provenienti dallo stabilimento di una ditta situata proprio all’interno dell’abitato. Il problema è che la lavorazione è progressivamente aumentata, con diverse autorizzazioni nel corso degli anni. Infatti, dalle originarie 7mila tonnellate si è raggiunta, la cifra di 50mila tonnellate.». Oggi la situazione generale è peggiorata come indica il presidente di Umbertide cambia Gianni Codovini:” Non solo rimangono le emissioni maleodoranti, ma addirittura in queste due ultime settimane alcuni cittadini di Calzolaro hanno dovuto accedere al Pronto soccorso di Umbertide accusando sintomi alle vie respiratorie, causati probabilmente dalle circostanze ambientali peggiorate. La percezione dei cittadini di Calzolaro è quella di una cappa inquinante insostenibile, dai noi confermata direttamente con una presenza continua nel luogo. Insomma non c’è da procrastinare alcunché: per quanto ci riguarda noi continueremo ad essere il cane da guardia dei diritti dei cittadini e saremo sempre rigorosi nell’accertamento dei fatti e delle garanzie di tutti”. Umbertide cambia ricorda inoltre “che è prima di tutto necessario controllare rigorosamente le disposizioni, opportunamente emesse su segnalazione dell’ARPA, presenti nelle ordinanze sindacali, soprattutto quella del 13 aprile 2016. Ora attendiamo con ansia e soprattutto con timore le nuove rilevazioni ambientali delle Autorità preposte. Una volta acquisiste, speriamo rapidamente, le diverse Autorità hanno dati e documentazione per inquadrare in modo definitivo la situazione. Ma senza finte soluzioni o inadempienze come finora è avvenuto.”                                                                                                                                                              Umbertide cambia  

24/06/2017 13:23:51 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Lite in moschea, il Prefetto:''Mi sembra ci sia poca informazione e molta opinione''

Dopo la rissa avvenuta all’esterno dell’attuale moschea di Umbertide, sita in via Battisti, si è espresso anche il Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro. Queste le parole del Prefetto rilasciate alla stampa ed apparse in un articolo di oggi del Corriere dell’Umbria: ‘’E’ una questione delicata – afferma Cannizzaro- da collocare nella giusta dimensione e nel giusto contesto. Mi sembra ci sia poca informazione e molta opinione. Cerchiamo di fare comunicazione e di distinguere i due aspetti, ovvero il costruendo Centro di cultura islamica e la rissa. Nel primo caso dobbiamo chiederci quanta esigenza di culto c’è ad Umbertide. Si parla di 650 metri quadri complessivi , annessi compresi, non è una mega moschea. Dato più complesso – prosegue il Prefetto - sono i conflitti nella comunità islamica, che storicamente fanno parte di un mondo così composito. Anzitutto va detto che non ci risultano al momento problemi di integralismo, almeno fino ad oggi non ho segnali in tal senso’’. ‘’I fatti accaduti – spiega Cannizzaro - sono troppo recenti per fare una valutazione definitiva. Mi risulta però che i Carabinieri abbiano già riferito all’Autorità Giudiziaria. Non è di certo un fatto positivo che all’interno di una comunità islamica e in merito al costruendo centro islamico si creino queste tensioni. Per noi è un ostacolo al percorso intrapreso. Il Prefetto ha tra i suoi compiti la mediazione e il dialogo. Stiamo lavorando su questo fronte per la scomparsa delle tensioni, garantendo flussi informativi corretti e per la trasparenza. Prefetto d’intesa con sindaco, Regione, lasciando un dialogo aperto con la Curia. Stiamo lavorando alla stesura di un’intesa di carattere locale, in linea con il Patto per un islam italiano, sottoscritto dal Ministro dell’Interno e dalle diverse comunità islamiche, che deve trovare attuazione sul territorio’’. ‘’I fatti di domenica hanno avuto un impatto forte - conclude il Prefetto – e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa è accaduto. Noi andiamo avanti. Il Patto sottoscritto ci indica che dobbiamo portare le persone di questa fede verso di noi. Attraverso la conoscenza e la trasparenza. Meglio per lo Stato ed i cittadini italiani sapere dove sono i luoghi di culto piuttosto che non sapere. Vorremmo che tutto fosse regolamentato. Ci stiamo lavorando da tempo, facendo uno sforzo di dialogo a tutti i livelli, colloquiando anche con la chiesa. Dobbiamo lavorare su quello che abbiamo, nonostante tutto’’.

23/06/2017 15:34:20 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica M5S Umbertide:''Sembra che l'associazione dietro al costruendo Centro islamico non sia espressione dell'intera comunità musulmana''

Riceviamo e pubblichiamo   Durante la commissione consiliare del 4 novembre scorso si trattò del costruendo centro islamico e dell'individuazione di un percorso per la stipula di una convenzione tra il Comune e il Centro Culturale islamico. Come già fatto presente più volte, anche allora i nostri consiglieri comunali ponevano la questione della rappresentanza del Centro Culturale Islamico, se fosse o meno rappresentativo di tutti gli islamici residenti nel nostro territorio. Venne anche riportato ai presenti il colloquio tra i consiglieri del Movimento 5 Stelle e il presidente dell’associazione islamica (Imam) presso lo studio del commercialista dell’associazione, per prendere visione della lista dei finanziatori del centro. L’incontro, come più volte detto, si risolse con un nulla di fatto. Sempre in quella sede i consigliere del M5S hanno sollevato il problema che sottoscrivere una convenzione con il Centro culturale islamico significa dare riconoscimento solo ad una parte dei cittadini di fede islamica residenti ad Umbertide e ciò potrebbe bloccare la fase più ampia di integrazione. Sulla base di quanto riportato dalla stampa sulla rissa di lunedì sera, sembra che l'associazione che è dietro al costruendo Centro islamico non sia espressione dell'intera comunità musulmana presente nel nostro territorio. Sembra evidente che ci sia una parte della comunità islamica, anche ben integrata con la società locale, che non riconosce appieno le attività del Centro culturale islamico. Perché non pretendere un riscontro sulla rappresentatività attuale dell'Imam, visto che un'animata discussione si è risolta in rissa? Se tali fatti succedessero prima, durante o dopo la preghiera, una volta aperta la “moschea”? Dopo quanto accaduto non è forse più saggio applicare l’autotutela amministrativa per sospendere i lavori nell'attesa che l'intero quadro sia chiaro, anziché parlare di prosecuzione dei lavori? A noi sembra che la situazione, da sempre trattata con estrema superficialità, stia sfuggendo di mano all'Amministrazione. Quello che oggi vorremmo sapere è se la stessa Amministrazione come l'intera maggioranza, da sempre convinti difensori del costruendo centro islamico, non abbiano qualche dubbio sulla rappresentatività dell'associazione islamica.

22/06/2017 17:21:42 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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