Notizie » SLIDER Sos Tevere

Passando per il centro storico della nostra città una sosta è quasi forzata: quella sul ponte del Tevere. Ogni visitatore rimane a bocca aperta per lo scenario che gli si presenta davanti. Il fiume scorre lentamente, con il “Patollo” e il percorso verde che gli fanno da cornice. E’ una storia d’amore quella fra gli abitanti e il corso d’acqua che si è protratta per secoli. Tevere significava, in epoche passate, sia lavoro che divertimento. Le cosiddette “lavandare” si recavano al fiume per lavare i panni di casa propria o di altre famiglie. Ci si divertiva anche al Tevere, come ci viene raccontato dai nostri anziani. Il fiume era il nostro mare, dove si passavano intere giornate per fare bagni o per rilassarsi. Oggigiorno Tevere significa turismo, portato dai numerosi eventi pesca- sportivi che numerose volte si tengono sul campo gara posto sulle sue rive. Da un po’ di tempo a questa parte però è sorto un problema: il Tevere sembra essersi ammalato, la sua acqua è diventata torbida ed emette fastidiosi odori. E’ inquinato, si sa, e la colpa può essere imputata  sia ad eventi meteorologici sfavorevoli, sia all’ incuria dell’uomo. Ma per capire meglio la situazione in cui sta versando il nostro fiume, abbiamo chiesto spiegazioni sia a chi ha monitorato, dal punto di vista didattico la situazione del corso d’acqua, sia a chi il Tevere lo vive nella quotidianità. Nicoletta Boldrini, insegnate di chimica e biologia presso l’IISS “Leonardo Da Vinci” di Umbertide ha dichiarato: «Negli ultimi anni  il Tevere e i suoi affluenti sono stati oggetto di una serie di indagini e di campionamenti da parte di diverse classi dell’Istituto superiore Leonardo da Vinci, nell’ambito di un progetto di educazione ambientale, che attraverso azioni e progetti diversificati in base alle fasce d’età, abituasse i giovani a comprendere la complessità dei fenomeni naturali, partendo dalla conoscenza del proprio territorio. L’ultima di queste azioni- prosegue l’insegnante- ha portato alla stesura di un progetto complesso finanziato dalla Regione dell’Umbria, in cui il fiume assumeva la veste di un vero e proprio “paesaggio liquido”,un paesaggio fatto quindi oltre che di elementi naturali, di memorie condivise, di tradizioni, di cultura. Il progetto,coordinato dal Leonardo da Vinci,ha visto la partecipazione di classi di scuola primaria e secondaria, di  San Giustino, Lama, Città di Castello,Umbertide, Ponte Felcino, ha quindi abbracciato tutto il corso del Tevere,dal confine nord con la Toscana fino alle porte di Perugia. (per chi fosse interessato a visionare l’enorme mole di lavoro svolto dalle scuole insieme a esperti,cittadini portatori di “memoria”,testimoni,è disponibile il progetto finale al sito http://www.umbriageo.regione.umbria.it/pagine/geolandia-e-il-fiume-tevere ndr). In particolare i ragazzi del corso tecnologico di Umbertide, hanno svolto esami sul campo, prelievi e monitoraggio per due anni consecutivi,in date ripetute con cadenza stagionale. La metodica applicata è quella suggerita dai vari protocolli ambientali, approvati scientificamente e testati ormai da anni sul campo, a partire dal progetto Ecomappa. Per quanto riguarda i dati chimici e fisici, rilevati con kit portatili a disposizione della scuola e ricontrollati in laboratorio per correttezza, non si discostano molto da quelli forniti dalla centralina collocata da Arpa, nel tratto fluviale umbertidese. Temperatura, pH, conducibilità, sono tutto sommato coerenti,c on i dati rilevati  dai ragazzi. I dati chimici e fisici sono stati accompagnati nei nostri prelievi, da dati biologici, in particolare l’esame di micro e macroinvertebrati. E su questo aspetto invece qualche dato ci ha dato da pensare, soprattutto per la netta prevalenza di microfauna che predilige le condizioni di scarsa ossigenazione. Il dato ufficiale sull’ossigeno fornito da Arpa ci da indicazioni di fluttuazioni,che sembrerebbero però fisiologiche, legate cioè a parametri climatici, di certo nei nostri campionamenti prevalgono specie che preferiscono gli ambienti poco ossigenati. L’altro dato su cui abbiamo riflettuto e fatto confronti con i dati ufficiali, è  certamente la torbidità, che appare estremamente variabile e in alcuni casi, molto accentuata e fluttuante anche in esami ravvicinati nel tempo. Ossigenazione e torbidità ci sono sembrati i due parametri di una certa criticità e su cui appuntare l’attenzione per la cura del fiume; l’impegno della scuola è di continuare nel tempo queste esperienze,perché solo dalla conoscenza del territorio più prossimo all’individuo,può nascere l’attenzione e la cura per l’ambiente, quindi i campionamenti e le uscite sul campo Tevere,continueranno con altre classi di ragazzi,anche nell’anno scolastico in corso». Sentiamo ora il parere di Sandro Zucchini, vicepresidente dell’associazione “Amici del Tevere” e organizzatore di grandi eventi pesca- sportivi sia nazionali che internazionali.  «Come pescatori- afferma Zucchini- ogni anno dobbiamo rimettere a posto i danni che avvengono durante l’inverno, periodo in cui c’è un’abbondanza di piogge e in cui avvengono varie piene. Quest’anno è stato un anno maledetto, perché non c’è stato mese in cui non abbiamo avuto come minimo tre giorni di pioggia. Le acque diventano così più fredde poiché, oltre a provenire dalla natura, vengono anche dall’invaso di Montedoglio che per noi è diventato un grande problema perché in alcuni momenti rilascia quantitativi d’acqua elevatissimi e, aumentando di parecchio la velocità dell’acqua, va a finire che erode l’impianto sportivo costruito al 90% su terra. Oltre questo problema- continua Zucchini- abbiamo avuto anche quello delle acque torbide che non sono solo dovute alle varie piene che si sono succedute, ma purtroppo anche all’incuria e alla cattiveria di qualcuno che tutti i giorni, in maniera sistematica, inquina il Tevere. Non è un inquinamento chimico elevatissimo, ma porta problemi per i la pesca, visto che i pesci non rimangono attaccati all’amo. Per questo abbiamo dovuto rimandare quattro o cinque gare nazionali creando un grande danno, visto che il turismo della pesca è diventata una parte integrante del turismo locale. Dobbiamo ricordare che noi abbiamo avuto l’onore e l’onere di aver ospitato nel 2005 i Mondiali di Pesca. Per quell’evento era stato costruito un impianto ad hoc  che nel tempo sta andando degradandosi. Noi pescatori lo mettiamo sempre a posto e negli ultimi dieci anni abbiamo speso circa 45mila euro di tasca nostra. Abbiamo una convenzione col Comune di Umbertide nella quale è stabilito che noi dobbiamo riparare e mettere a posto il campo gara, controllarlo e intervenire direttamente qualora ci sia un minimo problema. Facciamo uno sforzo notevolissimo. Abbiamo già avuto due riunioni con il Comune; il sindaco si sta attivando ma non riusciamo a venire a capo in questa situazione. Abbiamo chiesto tanti interventi dell’Arpa ma purtroppo ci viene raccontata sempre la stessa cosa negandoci i controlli necessari. Da diciotto anni ci viene detto che la colpa è dei lavori fatti per il campo gara, dimenticando che esso non è stato fatto per la pesca, ma per la regimazione idraulica del fiume Tevere. Noi lo abbiamo adoperato come impianto sportivo ed è stato riconosciuto in tutto il mondo come il più bel impianto presente come qualità dei servizi, come sicurezza, come agibilità, bellezza del paesaggio e come qualità del pesce. Sono anni che faccio le battaglie con l’Arpa perché ci raccontano delle cose che non esistono. La colpa viene data ai lavori che però sono stati fatti dalla Regione, il Demanio, le Opere Pubbliche e la Provincia. Di conseguenza dovrebbero casomai autodenunciarsi e invece la colpa la danno sempre ai pescatori». Ma da dove proviene una parte dell’inquinamento del Tevere? Zucchini ha le idee chiare: «Ho trovato due volte gli scarichi di un’azienda privata nel Tevere, per tre invece ho trovato il depuratore di Città di Castello aperto in pieno regime. Anziché depurare l’acqua la immetteva dentro il fiume. Quest’anno ho chiamato la Polizia Provinciale e mi hanno detto che era tutto lecito. C’è un tubo da 8 centimetri che non regge tutta quella quantità; nelle fogne non entra e finisce direttamente nel Tevere. Il nostro comune ha rifatto il depuratore perché negli anni la popolazione è raddoppiata. Il Comune di Città di Castello è quarant’anni che ha costruito il depuratore e non è riuscito a farne uno nuovo. Non dico che debbano costruire il depuratore un giorno per l’altro, ma prima di tutto bisogna ripulire le fogne, stanziare dei soldi per far sì che esse possano ricevere più quantitativi di acque reflue da mandare al depuratore. Abbiamo chiesto, in questi periodi in cui c’è molta torbidità, di poter aprire almeno tre volte la settimana l’invaso di Montedoglio. Ci hanno negato anche questo; la Regione ci ha detto che non è possibile. Noi dall’anno prossimo, se dovesse proseguire questo atteggiamento, non organizzeremo più ad Umbertide gare nazionali o internazionali di pesca».   Alessandro minestrini

18/10/2014 13:46:00

Notizie » SLIDER Scuolabus: disagi nelle frazioni

Lo scuolabus non arriva più a casa e venti famiglie di Montecastelli sono sul piede di guerra. I bambini che frequentano la scola elementare di Niccone, saranno costretti ad attendere lo scuolabus nei pressi dei tre punti di raccolta istituiti lungo la strada provinciale che attraversa il paese. Un’arteria nota per l’alta pericolosità incrementata dal manto sconnesso, dalla mancanza di marciapiede e pensiline e dalla sistematica violazione dei limiti di velocità. Le pessime condizioni della provinciale già da tempo sono state al centro di furiose polemiche. Ebbene, il Comune ha deciso che contrariamente a quanto stabilito al momento del rinnovo dell’iscrizione dei bambini a scuola, lo scuolabus non preleverà più i bambini a casa ( come avviene per gli studenti che frequentano l’asilo e la scuola elementare) ma al punto di raccolta. Immediate le proteste. Non solo perché i genitori interessati hanno appreso la decisione non da una comunicazione ufficiale bensì da un semplice passaparola, ma soprattutto per evidenti questioni legate alla sicurezza. Lasciare che un bambino piccolo attenda il pulmino lungo una strada trafficatissima è rischioso. Inoltre, per raggiungere i punti di raccolta, piccoli spesso accompagnati da nonni e nonne che non hanno la patente, devono farsi la strada a piedi. Per molti significa camminare per più di un chilometro. Sia al mattino sia la sera per il ritorno. Ma non solo. Il grosso dei bambini che risiede a Montecastelli frequenta la scuola di Niccone che è a tempo pieno. Ogni genitore era stato rassicurato del fatto che il servizio di trasporto sarebbe stato garantito visto che i piccoli non sono a casa prima delle cinque del pomeriggio. Più che immaginabili i disagi che si possono creare durante l’inverno quando con la pioggia, il freddo e il buio, nonni e genitori devono attere i figli alla fermata del bus lungo una strada trafficatissima. Dal canto suo il Comune, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe giustificato la scelta adducendo motivi organizzativi. Non ci sarebbero, insomma, questioni economiche visto che il servizio, appaltato a una ditta privata, non subirebbe costi aggiuntivi (per l’ente pubblico) qualora i bambini venissero prelevati e riportati a casa. Tanto più che gli stessi genitori per scongiurare una decisione che ritengono assurda, si sono mostrati disponibili addirittura a pagare di più. Una situazione che ha esasperato i residenti che interpretano tutto questo come una disparità di trattamento rispetto alle frazioni più prossime al centro.

18/10/2014 13:07:18

Notizie » SLIDER La banda del buco in Altotevere

Ora si tratta di vera emergenza sociale. L’Altotevere è ormai letteralmente vessato da una striscia interminabile di furti quotidiani. Cresce di conseguenza la paura e aumenta anche la rabbia, per una situazione che non accenna a rallentare ma peggiorare di giorno in giorno. Anche nel weekend appena trascorso sono stati tre i colpi messi a segno, due di questi nel quartiere periferico della Madonna del Latte, dove i ladri sono entrati in azione quando nessuno era in casa, rubando preziosi e altri oggetti, oltre ovviamente a racimolare tutti i soldi trovati. Al rientro i proprietari hanno ritrovato i rispettivi appartamenti sottosopra. A quanto pare, per entrare nelle abitazioni, verrebbe spesso messa in pratica la tecnica del “foro”, che consiste nel fare un semplice buco su porte o finestre dal quale far passare un filo di ferro per forzare le medesime. Lo stesso metodo è stato usato anche per la recente razzia di bici avvenuta a Umbertide, dove numerosi garage sono stati ritrovati “bucati”. Il terzo colpo, infine, è stato effettuato a Promano, sempre con gli inquilini assenti. Qui alcuni testimoni dicono di aver visto alcuni fuggitivi scappare a piedi e poi a bordo di una vettura. Appena qualche giorno fa anche la frazione di Lerchi è stta vittima di 5 colpi. Nel bersagliatissimo quartiere di La Tina, infine, tra giovedì e venerdì, sono stati svaligiati altri due appartamenti, di cui uno, in via Bracco, depredato per la seconda volta in 4 mesi. Un ultimo caso è stato registrato anche nel comune di Monte Santa Maria Tiberina.

13/10/2014 19:29:10

Notizie » SLIDER Judo: l'umbertidese Becchetti al ritiro pre- mondiali

Becchetti sogna l'America. C'è anche il colosso umbertidese nella lista degli atleti convocati per l'Olimpic training center di Roma, il raduno della Nazionale di judo che precede i Campionati del Mondo under 21 di Fort Lauderdale (USA). La convocazione attesta il ritrovato interesse della federazione per Nicola Becchetti, atleta forse discontinuo ma che meno di 18 mesi fa ha inchiodato a terra la medaglia di bronzo agli ultimi mondiali, il brasiliano Silva. "Dopo la mancata convocazione per i Campionati Europei - afferma il tecnico del Kdk Fratta, Mirco Diarena - Nicola ha passato dei brutti momenti. Ha pensato addirittura di appendere il judogi al chiodo. Il ragazzo non sentiva la fiducia della Nazionale e non trovava più la forza per continuare a sottoporsi ad allenamenti infiniti ed estenuanti. Per fortuna siamo riusciti a fargli cambiare idea e adesso che le porte della Nazionale si sono riaperte potrà continuare a sognare". Quest'anno Becchetti è stato quasi sempre nelle prime 25 posizioni della ranking list mondiale, la sua mancata convocazione per il ritiro pre-europei aveva lasciato tutti di sasso anche perché il judoka umbertidese nelle varie tappe dell'European Cup si è quasi sempre piazzato fra i primi sette, con un bronzo nella tappa spagnola di La Coruna. Adesso però i tecnici federali sono pronti nuovamente a investire sul gigante umbertidese. "Indipendentemente da chi alla fine verrà selezionato per la trasferta americana - ha proseguito il tecnico del Kodokan Fratta - Nicola avrà la possibilità di migliorarsi sotto la guida dello staff della nazionale in una struttura all'avanguardia e con i migliori atleti d'Italia. Becchetti ha ancora molte potenzialità inespresse da valorizzare, se lo staff della Nazionale riuscirà a dare continuità ai colpi di questo ragazzo allora si ritroveranno con una carta a sorpresa da giocare nella prossima sfida mondiale”. Becchetti  sarà in ritiro al centro federale di Lido di Ostia dal 12 al 18 ottobre. In questi sei giorni lo staff della nazionale deciderà quali sono i 18 atleti che voleranno negli Stati Uniti per difendere i colori dell’Italia. Rallegramenti per la convocazione di Becchetti sono stati espressi dal presidente regionale del settore judo Leonardo Perini che ha elogiato il ragazzo e la società che da 18 anni investe tantissime energie sui giovani e dall'on. Giampiero Giulietti che continua a seguire le imprese dei giovani judoka umbertidesi. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Marco Locchi che ha rivolto a Nicola un grande in bocca al lupo per il raduno della Nazionale.

10/10/2014 15:42:11

Notizie » SLIDER Incontro per il futuro della ex FCU

Si è tenuta ieri presso la residenza Balducci l’iniziativa “Ex FCU: quale futuro? Incontro pubblico sulle prospettive future del trasporto ferroviario e dell’officina di Umbertide” che ha visto la partecipazione del sindaco Marco Locchi, dell'assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti, l'arch. Diego Zurli, coordinatore dell'Ambito Territorio, Infrastrutture e Mobilità della Regione Umbria e dell'ing. Mauro Fagioli direttore del servizio ferroviario di Umbria Mobilità Esercizio srl. L'incontro è stato promosso dall'Amministrazione Comunale di Umbertide al fine di avviare una fase di confronto e partecipazione con la cittadinanza e i soggetti interessati allo sviluppo del trasporto ferroviario, in vista delle consultazioni sul nuovo Piano regionale dei trasporti che si terranno nel mese di novembre prima che la II Commissione permanente lo sottoporrà all'attenzione del Consiglio Regionale dell'Umbria per l’approvazione definitiva. “Sulla base delle linee guida del nuovo Piano regionale del Trasporti riguardante il territorio dell’Altotevere il Comune di Umbertide - ha spiegato il sindaco Marco Locchi che ha aperto l'incontro – intende raccogliere ulteriori indicazioni e proposte relativamente al potenziamento del trasporto ferroviario nella tratta Città di Castello-Perugia, già previsto nel Piano, coinvolgendo anche i territori limitrofi tramite apposito servizio di trasporto su gomma che convogli utenti sui treni, nonché al potenziamento dell'officina di Umbertide dove operano professionalità altamente specializzate. In base alle indicazioni raccolte verrà redatto un documento che sarà poi sottoposto all’attenzione della Commissione regionale competente. Offrendo quindi un contributo concreto all’elaborazione del nuovo Piano regionale del trasporti”.  Numerose le persone che sono intervenuti all’incontro e che hanno ascoltato gli interventi dei rappresentanti della Regione Umbria e di Umbria Mobilità che hanno illustrato le prospettive future del trasporto ferroviario locale e regionale nell'ottica del nuovo Piano Regionale dei Trasporti. "Il Piano regionale dei Trasporti è, dopo il riassetto del sistema sanitario, lo strumento più importante messo in campo dalla Regione in questo mandato amministrativo - ha affermato Rometti – L’azienda unica è stata una scelta fondamentale e crediamo di avere fatto l’unica cosa possibile nonché la migliore, mettendo Umbria Mobilità nelle mani delle Ferrovie dello Stato ed ora dobbiamo puntare all'efficientamento dei servizi, peraltro imposto dalla legge. Quando abbiamo costituito Umbria Mobilità, Umbertide era stata individuata come polo manutentivo del trasporto su ferro e tale scelta è rimasta anche con la successiva acquisizione dell’azienda. L’officina di Umbertide, con i suoi 24 dipendenti, non è un peso bensì un punto fermo nella strategia complessiva di Umbria Mobilità ma tutto questo ha valore solo se il ferro continuerà a svolgere una funzione nell’ambito dei servizi di trasporto regionali, ovvero se nei treni ci saranno passeggeri. Per aumentare gli utenti è necessario rendere più veloci le corse nelle tratte lunghe e più frequenti le corse nelle percorrenze brevi, dove la richiesta di servizio è maggiore, ovvero Umbertide – Marsciano e Assisi-Magione”. “La rimodulazione delle percorrenze va di pari passo con la necessità di intervenire sulle infrastrutture con interventi di manutenzione al fine di garantire servizi veloci e di qualità – ha affermato l’ing. Fagioli – L’officina di Umbertide è un polo importante dove opera personale con professionalità elevata che va non solo mantenuto ma, dando uno sguardo al futuro, anche potenziato. Oggi le lavorazioni devono essere effettuate rispettando certi standard qualitativi quindi è fondamentale avere figure professionali adeguate. Per questo l’azienda sta cercando, tramite mobilità volontaria, altri elementi da inserire nell’officina. D’altronde mettere in discussione l’officina di Umbertide significherebbe mettere in discussione l’intero servizio ferroviario”.

08/10/2014 16:16:20

Notizie » SLIDER Omicidio Fezzuoglio: confermato ergastolo per Pala e Arzu

La Corte di Assise di Appello di Perugia ha confermato la condanna all’ergastolo per Raffaele Arzu e Pietro Pala, accusati di aver ucciso il 30 gennaio del 2006 il carabiniere Donato Fezzuoglio e ferito gravemente l’appuntato Enrico Monti durante una rapina ai danni del Monte dei Paschi di Siena. La sentenza è arrivata ieri pomeriggio, dopo oltre 5 ore di camera di consiglio con la conferma, come richiesto dal sostituto procuratore generale Giuliano Mignini, dal pm Paolo Abbritti  e dalle parti civili, di quanto già deciso nel processo di primo grado quasi un anno e mezzo fa. Nel processo si è costituito parte civile anche il Comune di Umbertide, difeso dall’Avvocato Vittorio Betti, insieme alla famiglia di Fezzuoglio, difesa dall’Avvocato Nicola Di Mario, alla vedova Emanuela Becchetti anche in rappresentanza  del figlio difesa dall’avvocato Giancarlo Viti, ai cittadini umbertidesi dott. Adriano Giubilei difeso dall'Avvocato Stefania Bagnini, Sante Fiorucci difeso dall'Avvocato Giuseppe Magliocca, Francesca Cipriani difesa dall'Avvocato Francesco Marcucci ed ai Ministeri della Giustizia e degli Interni. “La conferma della sentenza di primo grado mette la parola fine ad una  vicenda drammatica che ha sconvolto l’intera comunità umbertidese – ha dichiarato il sindaco Marco Locchi - La conferma dell’ergastolo per Arzu e Pala rende giustizia a Donato Fezzuoglio e all’Arma dei Carabinieri, ma anche ad una comunità intera, offesa e ferita da un fatto di sangue senza precedenti, una comunità che ha dato prova di grande senso civico e spessore collaborando pienamente con le forze dell'ordine  perché  i responsabili venissero assicurati alla giustizia".

05/10/2014 09:59:13

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