Cultura SOTTOSOPRA: una onlus in Africa

di David Gonfia Davide è un uomo originario di Thyolo, località della “Southern region of Malawi”, attualmente e da diverso tempo residente in Italia e coordinatore di SottoSopra o.n.l.u.s. Ci racconta il suo vissuto, la partenza ed i risultati, le difficoltà e le soddisfazioni ottenute in questi anni. Assieme a lui ed alla sua esperienza ci addentriamo nel tema delle ONG, dei loro compiti e dei rapporti: nel suo caso, tra Africa e “Mondo Occidentale”. Come e quando nasce “Sottosopra”?  «Ebbe inizio tutto con un viaggio in Malawi nel 1987: prima di partire ci fu  donato un “budget”, se così vogliamo chiamarlo, di circa un milione di lire.  Ci fu chiesto di utilizzare questa “dote” al fine di renderla utile e fruibile materialmente alla comunità. Quel viaggio segnò probabilmente l’inizio di un progetto che negli anni a venire avrebbe acquistato “volume” ed un maggiore spazio vitale. La reazione del villaggio alla scoperta di questo nostro contributo fu contraddistinta da gioia e calore umano, tanto da trovare all’indomani della “scoperta” ragazzi già pronti a lavorare e rendere le loro idee realtà. Una volta rientrati in Italia,  attraverso una riflessione collettiva ragionammo sulla possibilità di costruire un qualcosa di duraturo e concreto per non rendere quel contributo un’azione isolata.Ci trovammo d’accordo: la prima cosa da fare fu coinvolgere altre persone oltre al nucleo iniziale, organizzammo così dei viaggi in Malawi a cadenza biennale nel tentativo di avvicinare nuove persone a tale realtà. Nel 2002 ci fu poi  un “upgrade”: da gruppo di amici, diventammo Associazione e ci registrammo come tale sia in Italia che in Malawi. Cominciammo così a lavorare per raccogliere maggiori fondi, in quanto andava a modificarsi la struttura e con lei cambiavano pure le necessità: le cose cominciavano a crescere e ad assumere una differente dimensione alla quale rapportarsi.» A distanza di oltre un decennio, quali gli obiettivi raggiunti? «Nell’ottica di obiettivi e risultati stiamo cominciando ora a raccogliere i primi frutti: un ragazzo si sta per laureare medico ed altri stanno per laurearsi in altri ambiti e discipline. Dal punto di vista strutturale stiamo assistendo a dei cambiamenti importanti: il villaggio fino a pochi anni fa era costituto da tetti in paglia e case in fango mentre ora vediamo la quasi totalità delle case in mattoni. Abbiamo portato corrente elettrica e e luce nelle case in zone nelle quali tale obiettivo si avvicinava ad utopia appena un decennio fa.» Quali sono le modalità di intervento di Sottosopra? «Dobbiamo innanzitutto renderci conto in che situazione verte un villaggio in Africa: c’è povertà estrema. Le modalità d’intervento sono rappresentate da alcune componenti fondamentali come educazione, acqua potabile, cure ed attività sportiva. Attuando queste modalità di intervento si può pensare ad un cambiamento, ma non si può pensare di provvedere ad una senza occuparsi dell’altra. Il nostro fund raising consiste in contributi esterni, eventi ed adozioni a distanza. Operiamo su un’area di 56 villaggi che conta 50.000 abitanti in queste zone e chiaramente la raccolta fondi è un elemento cardine delle nostre azioni. Nel nostro operato, inoltre, nulla risulta a nostro nome, doniamo infatti come SottoSopra un qualcosa alla comunità ed al governo, ma prima della donazione c’è un “agreement”, ovvero un accordo: “lo gestiste? Trovate medici?”. L’unica struttura la cui gestione è sostenuta economicamente da SottoSopra è l’asilo, la Yenda Nursery School.» All’interno di sottosopra si parla pure di crescita culturale, di formazione ed educazione. «Come dicevo in precedenza stiamo assistendo ora alle prime Lauree. L’ambizione è cercare di mantenerli nel luogo che li ha visti crescere sotto il profilo umano e scolastico, dare quindi continuità al progetto attraverso “fonti interne”.  Abbiamo anteposto la formazione alla costruzione: abbiamo ad esempio cercato  di formare figure professionali (ad esempio: idraulici, falegnami, ecc) competenti in grado di fronteggiare diversi compiti e situazioni.» Italia ed immigrazione, qualche parola a tale proposito? «Il problema dell’Occidente spesso consiste nella difformità di pensiero in relazione alle necessità, spesso si tratta di idee e questioni materialmente differenti. Esistono problemi di condivisione politica e religiosa ed economica che non vanno confusi: da una prospettiva italiana credo ci sia bisogno di una maggiore unione di intenti. La questione è troppo politicizzata, portata all’esasperazione e divisa tra due poli: il pro ed il contro, il bene ed il male a seconda di come la si veda. C’è l’urgenza di una riflessione culturale, una ridefinizione mentale delle prospettive.» Le conseguenze di un “blackout culturale” causato da Colonialismo e Tratta degli Schiavi, qualche pensiero a riguardo? «Ovvio e superfluo dire che privare un continente di forza lavoro e pensiero ha rallentato qualsiasi processo di crescita: l’Africa ha subito troppo e sta ancora subendo. Quei pochi che riescono ad emergere hanno una mentalità occidentale, sono stati privati della loro “anima culturale”, del loro background. “Africa”, ma cosa vuol dire essere africano se imitiamo l’Occidentale? L’assenza di cultura e di cultura africana rappresenta un problema enorme, tante volte sottovalutato, spesso ignorato.  Noi abbiamo 350 anni di blackout (Tratta degli Schiavi e Colonialismo n.d.r) dove l’Africano era selvaggio, non era nulla. Il 75% della terra del Malawi è tuttora in mano alle multinazionali: thè, tabacco, caffè e zucchero e macadamia, da Londra decidono il prezzo annuale, tu non hai potere contrattuale: le cose sono cambiate, ma quanto?» “Bisogna lavorare insieme e creare un sistema capace di stimolare una crescita culturale, disporre di mezzi per la comprensione della storia, utilizzare al meglio gli strumenti nelle nostre mani.”

06/06/2017 16:08:05 Scritto da: Eva Giacchè

Cultura » Mostre Dal 17 giugno alla Rocca di Umbertide la mostra fotografica ''Immaginare l’Italia''

Si intitola "Immaginare l’Italia", la mostra fotografica collettiva in programma dal 17 giugno al 23 luglio prossimi presso il Centro per l’Arte Contemporanea di Umbertide. Dopo "Imaginando Cuba", in cui gli sguardi di fotografi cubani venivano messi a confronto con quelli di fotografi italiani e statunitensi, la stessa prospettiva critica viene impiegata dalla curatrice Carmen Lorenzetti nell’approfondimento dell’immagine dell’Italia attraverso fotografie e video. Specializzata nello studio delle Arti Multimediali e dell’Arte Contemporanea, di cui scrive anche in riviste di settore, Carmen Lorenzetti è docente ordinario all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegna Storia dell’Arte Contemporanea e Ultime Tendenze delle Arti Visive. E’ curatrice di diverse mostre in Italia e all’estero. La mostra "Immaginare l'Italia" un’indagine sulla maniera in cui viene rappresentata l’identità del nostro Paese, nel confronto fra gli sguardi interni degli italiani e quelli esterni degli americani rispetto al nostro territorio; un confronto dal quale trapela come le opere degli esterni siano maggiormente collegate ai simboli per cui la nostra storia e la nostra cultura sono note nel mondo e delle quali ripercorrono stereotipi e atteggiamenti contemplativi e compulsivi del turista per forza, le ermeneutiche di uno sguardo prospettico storicizzato, le glorie simboliche dell’arte. Fra gli scatti esposti, alcuni sono caratterizzati da uno sguardo documentario, per quanto ironico e consapevole, nel ritratto del reale nella sua prosaicità e quotidianità. Le opere degli italiani riguardano anfratti più nascosti, ricerche legate a luoghi storici lasciati in desolante obsolescenza od alle architetture civili delle periferie urbane ma anche momenti che riguardano riflessioni politiche e sociali che contribuiscono a lasciare un ricordo preciso di un’epoca e di un’atmosfera squisitamente italiane. Gli artisti sono personalità di spicco nel panorama culturale italiano e internazionale, spesso professori universitari, richiesti in mostre in tutto il mondo, vincitori di premi prestigiosi. Di seguito l’elenco: Davide Bramante, Silvia Camporesi, Gianni Gosdan, Marcantonio Lunardi, Roberto Marchese, Marco Signorini, Roberto Bocci, Tim Davis , Matthew Monteith , Reynold Reynolds,WilliamWylie.   Info: Centro per l’Arte Contemporanea La Rocca, Piazza Fortebraccio, Umbertide (Pg) 075 9413691 /  Orari: dal martedì alla domenica ore 10:30/12:30 e 16:30/19:30

06/06/2017 14:48:30 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Ventotto posti ad Umbertide per il Servizio civile nazionale

L’Ufficio Informagiovani di Umbertide comunica che sono stati pubblicati sul sito del Servizio Civile Nazionale i Bandi 2017 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, per la selezione di 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile.Ad Umbertide verranno attivati 9 progetti per un totale di 28 posti, presentati da Arci e Legacoop. Possono partecipare alla selezione i giovani tra i 18 e i 28 anni di età, che dovranno presentare domanda presso l’ente in cui intendono svolgere il Servizio Civile entro le ore 14 del 26 giugno 2017. I progetti promossi da Arci Servizio civile sono: “Attività motoria” che prevede l’impiego di 4 volontari per la promozione dello sport presso le scuole umbertidesi; “Io scelgo”, attività di tutoraggio scolastico per studenti diversamente abili per un totale di 4 posti; “Io sto con gli anziani” finalizzato a promuovere l’integrazione e la socializzazione degli anziani del Centro Balducci dove troveranno posto 4 volontari; “Peer to peer”, 8 posti per l’assistenza a ragazzi disabili. I progetti di Legacoop invece sono: “Ciao mi chiamo Marco”, un posto per l’assistenza ai disabili del Centro riabilitativo – educativo Arcobaleno, “Evergreen”, due posti per l’assistenza agli anziani del Centro Balducci, “Giovani generazione hashtag”, tre posti per l’assistenza minori del Centro di aggregazione Lucignolo; “Il nostro vivere quotidiano”, un posto presso la comunità terapeutica Torre Certalda; “Sentitamente insieme”, un posto presso il Centro dirno Alzheimer Il Roseto. 

06/06/2017 14:45:59 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Lega Nord su moschea Umbertide: ''Stop ai lavori della Moschea e dimissioni di Locchi''

Riceviamo e pubblichiamo A chiederlo è Valerio Mancini per la Lega Nord, che annuncia anche un esposto alla Procura della Repubblica  “Stoppare immediatamente i lavori della moschea di Umbertide”. A chiederlo è il consigliere Regionale Lega Nord, Valerio Mancini congiuntamente al consigliere Fiorini, a seguito di un servizio andato in onda ieri sera (05 Giugno ndr) su Rete 4, alla trasmissione “Dalla parte vostra” dove si afferma che tale struttura, per altro la seconda più grande d’Italia, sarebbe finanziata dal Qatar. “Non mi accontento di fermare i lavori – chiosa Mancini – se quanto affermato dalla trasmissione di Belpietro corrispondesse a verità, credo che le dimissioni del sindaco Locchi  siano inevitabili. A lui, in qualità di amministratore, spettava il compito di vigilare sul corretto svolgimento dei lavori, di interrogare, di chiedere, di controllare bonifici, verificare la regolarità di tutte le carte, ma se la notizia per cui Umbertide ha aperto le porte ai finanziatori dell’Isis fosse vera, le responsabilità del sindaco sarebbero evidenti e innegabili. Numerose sono state in questi due anni le azioni della Lega Nord sulla questione: circa dieci mesi fa portai, prima  in consiglio regionale, poi in III Commissione consiliare, la mozione per chiedere lo stop dei lavori del centro culturale islamico umbertidese almeno fino a quando non si sarebbe avuto un quadro ufficiale dei finanziamenti e del pieno rispetto dell’iter burocratico. A tal proposito chiesi l’audizione del sindaco Locchi e del Comandante della Guardia di finanza regionale il quale però non è mai stato convocato. Lo scorso Marzo, sempre ad Umbertide, come Lega Nord  organizzammo un convegno con Magdi Allam per approfondire quanto poi rivelato anche nel filmato della trasmissione. Nei giorni scorsi ho scritto una missiva, sia al primo cittadino sia ai consiglieri comunali, affermando che il referendum consuntivo è possibile farlo perché riconosciuto nello Statuto del Comune, ma non ho ricevuto risposta alcuna. Dal momento che le parole dell’imam, per il quale saranno i musulmani umbertidesi a finanziare per oltre un milione di euro la costruzione della moschea, non fungono da prova, annuncio che la LEGA NORD HA GIA’ PRONTO UN ESPOSTO DA PRESENTARE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA ove si chiedono controlli serrati sui finanziamenti e soprattutto verifiche per ciò che concerne la correttezza dell’iter burocratico come da piano regolatore, per cui i permessi sono stati presi per costruire un centro culturale islamico e non una moschea come affermato dallo stesso Imam nella sua pagina Facebook e come dichiarato dal sindaco Locchi nella lettera al ministro Minniti. E’ ora di aprire gli occhi – conclude Mancini – e reagire di fronte a questo cieco perbenismo che mette in pericolo il nostro futuro e quello dei nostri figli. Non è un caso che pochi giorni fa sei paesi Arabi abbiano interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar  accusato di sostenere “i terroristi”, ed oggi il Pd ce li vuole mettere in casa? La Lega Nord, con i suoi referenti cittadini, Nico Mazzoni per l’Altotevere e Vittorio Galamcci per Umbertide, si dichiara a fianco degli umbertiesi ed è pronta a scendere in campo in qualsiasi manifestazione, prima come cittadini e poi come politici, in nome della nostra Libertà”  

06/06/2017 14:35:15 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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