Notizie » Politica Caso Calzolaro: intervento del sindaco di Città di Castello

Riceviamo e pubblichiamo In questi giorni abbiamo letto sugli organi di informazione, con stupore e poi con preoccupazione ed amarezza, alcune bizzarre prese di posizione di esponenti politici di Umbertide, di primo e secondo piano. C’e’ parso che il tentativo di trascinare l’amministrazione comunale di Città di Castello in una vicenda che è tutta ascrivibile a decisioni prese da altre amministrazioni, sia finalizzato a ricercare capri espiatori. Noi non intendiamo in alcun modo polemizzare, ma riteniamo che alcune puntualizzazioni siano d’obbligo anche per evitare la “disinformacija” di sovietica memoria. Intanto, verità vuole che si dica che il comune di Umbertide (e non quello di Città di Castello) ha conferito negli ultimi due anni, 4.073 tonnellate di “organico” a Calzolaro. Le autorizzazioni non sono mai state rilasciate dal comune di Città di Castello. Sogepu, nella sua autonomia, ha iniziato una trattativa con l’azienda Splendorini in relazione alla quale l’amministrazione comunale tifernate si riserverà di fare nel prossimo futuro le sue valutazioni tenendo conto di tutti gli elementi. Quello che possiamo garantire fin da ora è che Città di Castello non ha alcuna intenzione di complicare la vita ai cittadini di Calzolaro, ai quali va la nostra massima solidarietà e simpatia. Non è con gli “scaricabarile” e l’occultamento della storia che si risolvono i problemi. Quando il sindaco Giulietti decise di uscire da Sogepu e perseguire altre strade sulla politica dei rifiuti, alcune conseguenze apparivano già inevitabili: basta leggere e conoscere il costo delle utenze domestiche e confrontare i dati di Città di Castello e di Umbertide. I cittadini di Umbertide pagano cifre molto più alte dei tifernati (come si può evincere dalla tabella allegata). Il piano industriale di Sogepu è un’ipotesi aperta che andrà vagliata e approfondita: sarà chiesto anche il parere della Regione dell’Umbria. Il comune di Città di Castello non ha alcuna intenzione di tirare per la giacca chicchessia, ma credo sia ora di affrontare in maniera complessiva le problematiche sulle politiche dei rifiuti in ottica intercomprensoriale con la consapevolezza che ognuno deve rispondere delle proprie scelte. Da questo punto di vista ci sembrano interessanti alcune prese di posizione del gruppo consiliare “Umbertide Cambia”. Qualunque decisione finale rispetto ad un intervento di Sogepu, sarà condizionato da accurate verifiche tecniche e societarie che comunicheremo in modo totalmente trasparente, perché non siamo abituati “a tirare il sasso e nascondere la mano”.

28/07/2017 15:21:50 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica UMBERTIDE CAMBIA:''NECESSARIO PROMUOVERE POLITICHE TERRITORIALI PER USCIRE DALL’ISOLAMENTO''

Riceviamo e pubblichiamo Per Umbertide cambia è necessario uscire, da subito, dall’isolamento nel quale ci hanno cacciato le politiche localistiche di Giulietti e Locchi. La gestione dei rifiuti è la prova provata. Si tratta di unire le risorse amministrative e finanziarie dell’Alto Tevere per gestire, con aziende pubbliche di ambito, i servizi, la cultura e i marchi di qualità.  «Se c’è un definitivo insegnamento dall’ultimo caso di “Calzolaro” è il fallimento dell’autosufficienza di politiche locali basate su scontri municipali o solo personali e, al contrario, emerge la necessità di politiche territoriali ampie e coordinate, avendo riguardo all’intera Regione ma anche ai territori delle Regioni nostre confinanti». Gianni Codovini, presidente di Umbertide cambia, è al riguardo netto: «Si prenda la gestione dei rifiuti (ma potremmo dire la stessa cosa per la ferrovia) fatta dalla Giunta attuale e precedente: un vero fallimento perché prima essa ha allontanato Umbertide, per scelta dell’allora Sindaco Giulietti, dal proprio ambito territoriale, rompendo con tutti i Comuni dell’Alta Umbria uscendo da So.Ge.Pu.; poi il Sindaco Locchi si è chiuso nel localismo più trito tanto da subire la Conferenza dei Servizi che ha massacrato Calzolaro. Risultato: un conflitto perenne nel Pd tra sindaci, parlamentari e dirigenti che ha indebolito ancor più la città, un vaso di coccio tra due vasi di ferro, Città di Castello e la Regione. Chi ci ha rimesso? Gli umbertidesi che pagano le tariffe più alte e i cittadini di Calzolaro che subiscono una puzza terribile». Così Codovini, Conti, Faloci e Orazi di Umbertide cambia lanciano una sfida che era già nel programma e lo sarà in quello futuro: «Lo diciamo dalla nostra posizione di civici: il ruolo delle realtà locali non può essere di attesa delle decisioni altrui, ma per fare ciò c’è bisogno, soprattutto nella gestione dei servizi, di allearsi per abbattere costi e renderli più efficienti e qualitativi. Un esempio positivo c’è: l’unione della Zona sociale che dà ottimi risultati. Ma soprattutto c’è bisogno - e qui sfidiamo apertamente e sui contenuti Pd e M5S -  di un’azienda pubblica di ambito per la gestione dei rifiuti, un’azienda pubblica di ambito per gestione delle reti e un’altra che crei e gestisca quel “marchio” o brand dell’Alto Tevere che è il ricco giacimento culturale ed eno-grastronomico che caratterizza il nostro territorio, ma non ancora valorizzato dal punto di vista nazionale. Insomma incominciamo a pensare più in grande anche in termini di investimenti e a rendere concreta quell’Unione dei Comuni che è la prima sfida per la futura macroregione del Centro. Altrimenti Umbertide, da sola, si isolerà. Come è stato fatto con Locchi e Giulietti».                                                                                                           Umbertide cambia

27/07/2017 15:01:14 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Lega Nord Città di Castello:''L’integrazione è un’utopia, i fatti di cronaca lo dimostrano''

Riceviamo e pubblichiamo “Minacce a controllori ed autisti del treno, pretese di viaggiare gratuitamente e una rissa sfiorata: se ancora qualcuno crede nell’utopia dell’integrazione, legga i fatti di cronaca recentemente accaduti a Città di Castello”. Ad affermarlo la Lega Nord tifernate in una nota congiunta firmata dal segretario cittadino Nico Mazzoni assieme ai consiglieri comunali Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini. “La vicenda accaduta a Città di Castello è il drammatico quadro di un’Italia ormai allo sbando, dopo 5 anni di governi pseudo tecnici a marchio Pd. Quanto da noi denunciato anche all’interno dei consigli comunali si rivela essere verità. Riteniamo lesivo e a dir poco irrispettoso nei confronti dei tifernati e degli italiani, leggere di immigrati che bivaccano giornalmente, che offendono il lavoro delle nostre forze dell’ordine e che pretendono di viaggiare gratuitamente, mentre i nostri figli e i pendolari hanno l’obbligo di pagare un biglietto a dir poco salato considerato anche il servizio che ricevono in cambio. (pullman – treno, treno – pullman). C’è un problema di fondo dovuto al sistema per cui gli italiani avendo qualcosa da perdere sono costretti a rispettare le regole,  altrimenti scatta il pignoramento dei beni, mentre agli stranieri è permesso tutto.  Esprimiamo quindi – continua la nota – forte preoccupazione per quanto sta accadendo e chiediamo all’amministrazione comunale un maggior impiego della polizia municipale, la stessa che a nostro avviso doveva essere armata per fronteggiare simili emergenze. Boria, prepotenza e nessun rispetto per le regole verso il paese che li mantiene, questo l’effetto “integrazione” frutto di una politica dissennata a marchio Pd. Una falsa sinistra che si è dimenticata della situazione attuale  di moltissimi tifernati e quindi italiani, i quali hanno difficoltà a sopravvivere e sono diventati, a malincuore, assidui frequentatori  dei palazzi comunali o degli uffici dei Servizi Sociali nella speranza  di ricevere un assegno di supporto che quest'anno è stato tolto per mancanza di fondi, gli stessi fondi rimediati dal Pd per mantenere i richiedenti asilo.  Questo governo a trazione “Euro PD”  non ci rappresenta – conclude la nota -  farebbe meglio ad uscire dai palazzi e toccare con mano la situazione in cui vivono molte famiglie italiane, oltre al degrado e all’isolamento in cui ci hanno costretti a vivere, siamo stanchi si essere governati da chi salva le banche e non gli italiani, da chi è abile fautore di un’immigrazione incontrollata e dannosa in termini sociali, civili e di cronaca”  

27/07/2017 14:42:05 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Cultura » Mostre Umbertide: grande partecipazione per Rockin' Umbria 2017

Tre giorni di musica, cinema, arte e aggregazione. Si è conclusa a Umbertide la venticinquesima edizione di Rockin’ Umbria, festival attento alle sottoculture ed ai movimenti indipendenti. Organizzata dal Comune di Umbertide in collaborazione con l’associazione culturale St.Art, l’etichetta discografica umbertidese To Lose La Track e l’associazione Effetto Cinema, l’edizione 2017 del festival ha visto un coinvolgimento da parte del pubblico oltre le aspettative, mobilitando sia la popolazione cittadina che gli appassionati di musica da tutta Italia. Il chiostro di piazza San Francesco si è affollato sin dalla prima serata, quella di venerdì 21 luglio, dedicata alla musica indipendente umbra, con gli ottimi live di Malatesta ed Espada e alla scena musicale di Seattle, con il dj set tematico e la proiezione del film di culto ‘Singles’. ''Sono contenta che iniziative come questa attirino tanti giovani umbertidesi'' ha dichiarato l’assessore alla cultura di Umbertide Raffaela Violini. Oltre 600 presenze nell’arco della giornata di sabato 22 luglio per l’Italian Party, storica festa dell’etichetta indipendente To Lose La Track, arrivata alla sua diciassettesima edizione. Ventuno band distribuite tra i palchi del chiostro e della piazza e la speciale location per set acustici della chiesa di Santa Croce, oltre dieci ore ininterrotte di musica e un pubblico eterogeneo proveniente da tutta la penisola. Sold out il concerto dei Matmos di domenica 23 luglio nel chiostro di San Francesco. Il duo di elettronica sperimentale ha realizzato un set concepito in modo specifico per Rockin’ Umbria, con impianto quadrifonico e incursioni di artisti ospiti – insieme ai Matmos – di Civitella Ranieri. ''Ci auspichiamo che sia solo la prima collaborazione con la struttura'' ha affermato il sindaco di Umbertide Marco Locchi durante la serata. La performance è stata affiancata dalla suggestiva installazione ‘The Circle’ di Luca Cataldo, per cui l’artista ha realizzato dei contenuti visivi inediti. Il pubblico si è poi riversato in piazza San Francesco per la chiusura del festival, con i live di Mother Island e dei cileni Chicos de Nazca, due band particolarmente rappresentative della nuova scena psichedelica internazionale. Accanto agli ottimi riscontri numerici, l’edizione 2017 di Rockin’ Umbria ha potuto contare su un’evidente coerenza nella programmazione, attenta alle avanguardie espressive e ai movimenti giovanili: dalla sperimentazione sonora alle produzioni indipendenti, dalla commistione tra musica e immagini alla dimensione live più pura, Rockin’ Umbria si conferma un festival tutt’altro che generalista, rivolto all’Italia e al mondo ma sempre a partire dalle realtà culturali attive sul territorio regionale.

26/07/2017 12:26:29 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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