Attualità » Primo piano Una lettera al Governo dalla categorie delle estetiste

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che la categorie delle estetiste, anche del nostro territorio, hanno inviato a Governo, Sindaci, Prefetti e Presidenti di Regione. Una richiesta scritta per sottolineare come questa categoria di proffessioniste utilizzi da sempre dispositivi di sicurezza e rispetti le norme igienico sanitarie per svolgere il proprio lavoro   Spett.le Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte   Sono un'ESTETISTA Sono un'ARTIGIANA sono una PROFESSIONISTA, che con disciplina e rigore, mette la sicurezza sopra ogni cosa.   Comprendo che mettere d'accordo un Italia intera, con esigenze, richieste e pretese, sia gravoso  estremamente impegnativo.   Avere a cuore la salute del paese e di chi ci vive, è lodevole ed encomiabile, le dà onore. Ha il mio pieno sostegno, perché ci vuole la sicurezza e la salute, merita la mia stima, Entrambi volgiamo offrire sicurezza e garantire a chi si affida a noi, le migliori condizioni possibili.   Nel mio mestiere avere cura dei particolari, usare attenzione, ed evitare qualsiasi rischio, é fondamentale, questo e molto altro, mi accomuna alle tante colleghe che le stanno scrivendo.   proprio per questo, vista la peculiarità del lavoro che svolgo, desidero portare a sua conoscenza che nella mia attività sono estremamente responsabile, attenta e ligia nel seguire tutte le normative igienico sanitarie, utilizzando la massima diligenza con i migliori ausili a disposizione.   nel mio centro, l'igiene e la sicurezza sono ai massimi livelli, perché utilizziamo gli standard più evoluti, suggeriti da esperti qualificati, per esempio: Appuntamenti con 1 sola pax per volta Utilizzo di dispositivi di protezione usa e getta, guanti, mascherine, gel igienizzanti ecc. Sterilizzazione degli strumenti, con il protocollo di sterilizzazione dell'autoclave medicale. Igienizzazione delle persone e Sanificazione degli ambienti. Raccolta differenziata materiali utilizzati. Questo e altro ancora, mettendo sempre dinnanzi ad ogni cosa che faccio :"scienza e coscienza"   Gent.le Giuseppe, mi consenta di usare il suo nome, Il suo decreto implica mettere in grave pericolo oltre 263mila addetti e 130mila imprese (nello specifico 35.000 centri di estetica e 95.000 acconciatori), induce il lavoro nero e l'abusivismo a cui le persone ricorreranno con implicazioni gravissime e rischiose per la salute pubblica. Io voglio evitare di di diventare un 'ABUSIVA, non voglio lavorare in nero, non voglio evadere il fisco perché sono un'imprenditrice che dà lavoro. Sono una donna che ha avviato un'attività artigianale nonostante mille difficoltà. Sono un'ESTETISTA professionista, attenta e scrupolosa, che vuole lavorare per garantire il mio contributo al paese, per cui sono a farle una richiesta: venga nel mio centro!   Venga a toccare con mano la qualità di quanto le ho spiegato. Venga a vedere con i suoi occhi il livello di sicurezza che attuiamo. Sono certa che comprenderà che le ESTETISTE sono, tra le categorie, quella più rispettosa delle normative igienico-sanitarie, la categoria che vuole aiutare il paese ad iniziare la "fase due" da lei indicata, per fa ripartire subito, adesso, la nostra amata Italia.   L'aspetto oggi stesso, perché tengo in estrema considerazione il suo giudizio e la sua valutazione in merito a quanto ho scritto e dichiarato.    

30/04/2020 13:21:04 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Pietralunga: turismo, il Comune pensa a nuove strategie di promozione del territorio

Il Comune di Pietralunga sta lavorando a nuove strategie di promozione del territorio per rilanciare il turismo, a seguito dell’emergenza coronavirus. Per aiutare un settore duramente colpito e limitare i danni in termini economici, sempre salvaguardando la salute dei propri cittadini, le idee in campo dell’Amministrazione sono interessanti. Tra queste rientra la volontà di far ripartire le attività all’aria aperta in vista dell’arrivo della bella stagione. E’, infatti, in programma la pulizia dei sentieri per agevolare la ripresa degli sport, come trekking, cycling, ginnastica dolce, yoga, pilates e quanto altro si svolge a stretto contatto con la natura. Sono ancora in fase di sviluppo, invece, le proposte alternative per lo svolgimento di alcune manifestazioni caratterizzanti Pietralunga. “Ci stiamo muovendo al fine di delineare una progettualità turistica facilmente attuabile in vista dell’imminente stagione estiva – spiega l’assessore al turismo Federica Radicchi -. Siamo un paese geograficamente svantaggiato per molti punti di vista, ma forse viste le norme di distanziamento e le prescrizioni anti contagio potremmo trarre dei benefici a livello turistico. La situazione di piena emergenza, ancora, non ci permette di indicare con precisione le modalità con le quali potremmo mettere in atto le nostre iniziative. In ogni caso, l’intenzione è di attingere dalle nostre risorse territoriali, culinarie e folkloristiche quante più idee possibili. Stiamo cercando di promuovere Pietralunga attraverso la pagina social del Comune con l’inaugurazione di un progetto-video ideato dall’amministrazione e realizzato dalla dott.ssa Elena Cantarini, nostra concittadina, dal titolo ‘Pietralunga da scoprire: storia tradizioni e natura’. L’intento è quello di esaltare le nostre tipicità, la semplicità delle tradizioni e dei valori che abbiamo protratto nel tempo, il tutto sullo sfondo della cornice naturale che ci circonda. Abbiamo zone perfette per delle passeggiate rilassanti immersi nel verde o, per i più sportivi, trekking e mountain bike. Nel bel mezzo della Pineta di Candeleto è possibile allenarsi con il percorso ginnico interamente in legno e strutturato a più livelli di difficoltà. In questi anni, molto apprezzata dai visitatori è stata anche la possibilità di vivere un ‘turismo esperienziale’, grazie ai numerosi tesori che la natura offre: tartufo, patata bianca, visciole e nocciole, solo per citarne alcuni. Per gli amanti dei prodotti tipici è possibile vivere la raccolta del tartufo e vederne la lavorazione. Stessa opportunità viene offerta per quanto riguarda la visciola e la nocciola con delle passeggiate appositamente organizzate e studiate, fino alla possibilità di assaggiare i prodotti finali come il liquore alle visciole, la crostata con marmellata alle visciole e la cioccolata spalmabile. E’ possibile vedere nei ristoranti e nelle trattorie la lavorazione della patata bianca e assaggiarla nei piatti tipici della tradizione, come gli gnocchi. Inoltre molte delle strutture ricettive pietralunghesi permettono al turista di vivere l’esperienza culinaria attraverso dei laboratori creati ad hoc in cui è possibile realizzare pane, pasta fatta a mano, torta al testo e molto altro. Ovviamente, appena sarà possibile le attività del posto torneranno ad offrire queste esperienze uniche per i visitatori. Pietralunga è un piccolo gioiello immerso nel verde che vale la pena di essere visitato e vissuto!”.  

30/04/2020 13:13:57 Scritto da: Eva Giacchè

Attualità » Primo piano Città di Castello: furto in chiesa i Carabinieri risolvono il caso

Si è chiuso in pochi giorni il mistero del furto perpetrato lo scorso 20 aprile, presso la chiesa della Madonna delle Grazie di Città di Castello.  Una donna con il volto coperto da una mascherina, era entrata nel luogo di culto dirigendosi verso una teca contenente ex voto donati dai fedeli, asportando con estrema facilità e spregiudicatezza tre collane in oro con pendagli ed una fede.  Il fatto, tra l'altro ripreso da una telecamera interna alla chiesa, aveva subito scosso la comunità tifernate e il video del furto, finito rapidamente sui social, è diventato subito virale, fomentando la rabbia e l’incredulità delle persone.  Sul posto erano immediatamente intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Città di Castello che, dopo i rilievi tecnici di rito, avevano acquisito il video cominciando ad analizzarlo fotogramma per fotogramma, alla ricerca di qualunque indizio utile all’identificazione della donna. Attività assolutamente necessaria poiché, sebbene tutta la scena fosse stata ripresa dalla telecamera, la distanza dal punto in cui si trovava la teca unita al fatto che il volto della donna fosse quasi completamente coperto dalla mascherina indossata, non fornivano agli investigatori molti elementi utili. Ne è scaturita quindi una indagine intensa, quasi vecchio stile, passata dall’esaminare le altre telecamere presenti in zona ed utili a comprendere il percorso seguito dalla donna, ad una meticolosa attività informativa, tra le strade del centro storico e tra quei personaggi noti alle forze dell’ordine per la loro particolare indole a commettere furti. Proprio nel corso di tali attività, i Militari dell’Aliquota Operativa del NORM della Compagnia di Città di Castello, hanno concentrato le loro attenzione su una 33enne del posto, con un curriculum giudiziario contraddistinto da stupefacenti e furti. La donna, peraltro, nel corso del pedinamento, sin da subito era parsa indossare un abbigliamento molto simile a quello indossato dall’autrice del furto, un giubbotto nero e pantaloni stile militare multicolore a sfondo verde. I Militari hanno quindi deciso di intervenire bloccando la donna che dopo qualche titubanza, ed alla prospettiva di una perquisizione domiciliare, ma soprattutto all’esame del telefono cellullare, ha cominciato a fare le prime ammissioni in ordine alle sue responsabilità nel furto. Responsabilità sulle quali, il colpo decisivo è stato appunto fornito dall’esame della cronologia del cellulare, dal quale i Carabinieri dell’Aliquota Operativa, collaborati nella fase esecutiva da quelli della Stazione di Città di Castello, sono risaliti ad una telefonata fatta dalla donna ad un compro oro, solo poche decine di minuti dopo il furto. Da quel punto in avanti, il lavoro degli investigatori è proseguito senza sosta, al fine di tentare di recuperare i gioielli trafugati, prima che finissero in altre mani inconsapevoli. Rintracciato quindi il titolare del compro oro, fuori città in quei giorni, i Carabinieri di sono accertati che quanto venduto dalla donna per poco più di 250 euro, si trovasse ancora nella disponibilità del commerciante.  Dopo qualche giorno, quindi, il lieto epilogo della vicenda, con la restituzione del maltolto al Parroco don Andrea, il quale ha ringraziato di cuore i Carabinieri per l’impegno e la professionalità dimostrata, ma soprattutto per aver preso a cuore un furto molto simbolico che aveva scosso profondamente la comunità. Sul conto delle 33enne intanto, deferita per l’ipotesi di furto aggravato, reato che prevede fino ad un massimo di 7 anni di reclusione, sono in corso ulteriori accertamenti in relazione ad altri furti consumati nelle scorse settimane.  

28/04/2020 14:35:11 Scritto da: Eva Giacchè

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