Attualità » Primo piano Caso Calzolaro: Audizione in Regione dei rappresentanti il comitato Calzolaro-Trestina-Alto Tevere

Riceviamo e pubblichiamo Un impianto di smaltimento rifiuti situato nel centro abitato di Calzolaro a 50 metri dall'asilo che produce forti emissioni odorigene e potrebbe ulteriormente aumentare la già elevata quantità di materiali conferiti: i residenti chiedono un intervento della Regione e ieri sono stati ascoltati dalla Terza commissione consiliare, che presenterà un documento in Aula per tutelare la popolazione. Perugia, 8 settembre 2017 - La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha ascoltato i rappresentanti del Comitato Salute Ambiente di Calzolaro-Trestina-Altotevere sulle implicazioni sanitarie e ambientali legate all'attività degli impianti di smaltimento dei rifiuti della società Splendorini Molini Ecopartner nell'area dell'Altotevere e di Calzolaro, frazione di Umbertide, un impianto che smaltiva residui alimentari fino a 20mila tonnellate e oggi arriva a 50mila di altri materiali, provocando emissioni odorigene che stanno disturbando la popolazione. L'audizione è stata richiesta dal consigliere della Lega Nord Valerio Mancini e, sullo stesso argomento, il consigliere del Partito democratico Marco Vinicio Guasticchi ha presentato un'interrogazione che potrebbe diventare una mozione unitaria riguardante le problematiche esposte dai cittadini durante l'audizione, svoltasi ieri pomeriggio. I cittadini hanno rappresentato il problema delle forti emissioni odorigene che “stanno modificando la qualità della vita delle persone e allontanando sia i più giovani che i turisti”. Inoltre, c'è “forte preoccupazione – ha sottolineato il portavoce Luciano Neri - per l'avanzamento dell'iter autorizzativo che si evince dal verbale della recente conferenza dei servizi, che prefigura la richiesta di un aumento ulteriore della quantità di rifiuti da smaltire da 50mila a 60mila tonnellate, in un impianto situato dentro un paese e distante solo 50 metri dall'asilo. Abbiamo un documento firmato dal direttore dell'Auri (l'Agenzia regionale su rifiuti e idrico) che certifica una situazione emergenziale e c'è anche il parere dell'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) che parla di 'criticità relativa alle emissioni odorigene'. Nonostante questo, alla conferenza dei servizi Auri era assente, così come altri soggetti che dovrebbero svolgere un ruolo importante, Umbracque e il Servizio qualità dell'ambiente e rifiuti. La gente è esasperata per la situazione ambientale e preoccupata per il ventilato aumento delle quantità di rifiuti da autorizzare e per la tipologia degli stessi, che non è a noi nota, oltre che per la presenza continua di camion anche provenienti dalla Campania, alcuni dei quali – è stato riferito – appartenenti a una ditta di Casal di Principe che risulta coinvolta in indagini giudiziarie. Ci sembra abbastanza per chiedere una attenzione particolare sugli sviluppi della vicenda”. Raccogliendo la richiesta di audizione del comitato, il presidente della commissione, ATTILIO SOLINAS, ha ribadito che “è prioritario tutelare la qualità della vita dei cittadini ed è urgente approfondire la vicenda dato il rischio reale che le cose vadano avanti nella direzione non auspicata. La commissione pertanto redigerà velocemente un documento da sottoporre all'Aula per prendere in mano la questione e tutelare gli interessi della collettività altotiberina”. Il consigliere MARCO VINICIO GUASTICCHI si è detto disponibile a trasformare l'interrogazione che ha presentato sull'argomento in una “mozione unitaria che risolva le problematiche evidenziate e di cui ho ben contezza, essendo io stesso residente in Altotevere e avendo rilevato di persona una situazione insopportabile. Necessario rivedere tutti i pareri, a cominciare da quello dell'Arpa, che certifica il problema dei cattivi odori, e approfondire nei dettagli quali saranno gli sviluppi della vicenda, ascoltando tutte le parti in causa”. Per il consigliere della Lega Nord Umbria, VALERIO MANCINI, “o sono matti i cittadini oppure qualcuno ha sbagliato. Di certo sono imbarazzanti le assenze alla Conferenza di servizi dei soggetti fondamentali per la definizione delle autorizzazioni. In particolare l'Auri dovrà spiegare perché non c'era oppure a cosa serve se non si occupa di questo”. Per CLAUDIO RICCI (Rp) “è risaputo che gli errori più grandi si compiono quando non c'è chi decide. Un grave problema è non poter ancora disporre del Sistri (Sistema di tracciamento dei rifiuti). In ogni caso un documento autorizzativo che modifichi le cose deve essere prima ratificato dal Comune di Umbertide attraverso un pronunciamento del Consiglio comunale. Quello che preoccupa – ha sottolineato Ricci – è che nel verbale della Conferenza di servizi c'è scritto che 'il sistema di trattamento dovrà soddisfare il fabbisogno regionale nel medio-lungo periodo”. Per il consigliere SILVANO ROMETTI (Ser) “al di là di quanto emerge dal verbale della Conferenza di servizi ciò che finirà per prevalere sarà la volontà del popolo e quanto è scritto sul nuovo Piano rifiuti regionale a proposito di trattamento con impianti cofinanziati dal pubblico”. Il consigliere SERGIO DE VINCENZI (Rp) ha detto che “l'Umbria è stata trasformata in una grande discarica a cielo aperto, che va dalla Valnestore alle Crete di Orvieto, da Pietramelina a Belladanza e a Borgo Giglione, senza dimenticare la perla della trasformazione da zona commerciale a discarica recentemente autorizzata a Villa Pitignano. Emergono anche i limiti dell'operato della maggioranza di centrosinistra che governa la Regione, che si è dotata anche di una commissione specifica sui rifiuti ma, purtroppo, la montagna non ha partorito nemmeno un topolino”.  

08/09/2017 12:56:08 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Notizie » Politica Lega Nord:‘’Ingiustificabile il silenzio degli amministratori Pd in Altotevere di fronte alla vergognosa sospensione dell’esercizio commerciale di FCU’’

Riceviamo e pubblichiamo “Ingiustificabile il silenzio degli amministratori Pd in Altotevere di fronte alla vergognosa sospensione dell’esercizio commerciale di FCU. Ci dispiace, anche se non ci meravigliamo, ravvisare questa limitata visione politica da parte di chi amministrala nostra splendida valle”. Non le manda a dire il consigliere Regionale Lega Nord, Valerio Mancini che si sarebbe aspettato una dura presa di posizione da parte dei sindaci altotiberini dopo la chiusura dell’Ex FCU, decisione comunicata da Palazzo Donini e che ha fortemente penalizzato l’intero comprensorio. “ Ritengo che tutti i primi cittadini dell’ Alto Tevere siano complici di questa disfatta regionale, perché pur di non criticare il proprio partito hanno preferito sottacere e nascondere la polvere sotto al tappeto, con un silenzio assordante. Il Partito Democratico e tutti i suoi annessi si dimostrano ancora una volta per quello che sono: molto vicino alle poltrone e tanto lontano dalle esigenze dei cittadini. Nessuna nota di critica o esternazione pubblica è pervenuta verso la Giunta Marini che per un’evidente assenza di programmazione ed incapacità amministrativa, ha contribuito alla chiusura dell’intera tratta ferroviaria. Purtroppo l’Altotevere – continua Mancini – è un territorio altamente compromesso in materia di trasporti e infrastrutture, sono decenni che aspettiamo la E 78, la galleria della Guinza o una E 45 dignitosa, tutte promesse millantate da anni di amministrazioni di Sinistra e poi mai giunte al termine, nonostante ciò nessun sindaco, per pura e cieca obbedienza al partito, ha espresso una nota di demerito nei confronti del Governo di questa Regione e di quello Nazionale. In realtà, qualche sentore lo avevamo già avuto quando nessuno dei sindaci o loro delegati partecipò alla II Commissione Consiliare del 29 Ottobre 2016 relativa proprio al tema delle infrastrutture regionali e attinenti al Piano dei Trasporti. Da queste persone – chiosa Mancini unitamente a Riccardo Augusto Marchetti, collega in consiglio comunale – non prenderemo mai lezioni perché come la storia della sinistra insegna, all’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali si annunciano immani investimenti e grandi opere, vedi il sindaco Bacchetta che ci parla di Guinza, peccato però che nell’Alta Valle del Tevere restino solo buche e niente treni”    

06/09/2017 20:30:05 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Umbertide: tutte le iniziative di venerdì 8 settembre

Umbertide si appresta a festeggiare il Santo Patrono, la Madonna della Reggia. A lei è dedicata la Chiesa Collegiata, costruita per volere della comunità umbertidese dopo che nel 1556, una bambina di sette anni, nata con una grave malformazione ad una gamba, mentre stava pregando davanti all’immagine della Madonna della Reggia, improvvisamente guarì. Così ogni 8 settembre Umbertide torna a commemorare la sua Santa Patrona con un ricco calendario di iniziative religiose e civili. La mattina alle 11:15 presso la Chiesa di Santa Maria della Reggia, si terrà la celebrazione della santa messa officiata dal Vescovo. Il pontificale sarà preceduto giovedì 7 settembre dalla processione per le vie della città accompagnata dalla Banda musicale cittadina a partire dalle 20:45. Sempre venerdì prenderanno il via le tradizionali Fiere di Settembre, giunte quest’anno alla 32esima edizione, che si svolgeranno per le vie della città fino a domenica 10 settembre, mentre in piazza Caduti del lavoro sarà possibile acquistare i biglietti della pesca di beneficenza dell’Avis, altro appuntamento storico del settembre umbertidese. Nel pomeriggio alle ore 16 al Museo Santa Croce avrà luogo la cerimonia conclusiva del Premio nazionale inviato speciale Florido Borzicchi, organizzato dal Gruppo Giornalisti Umbertidesi in collaborazione con l'Ordine regionale dell'Umbria. La sera alle 21 in piazza Matteotti torna il tradizionale concerto della Banda cittadina diretta dal maestro Galliano Cerrini, in omaggio alla città e alla sua Santa Patrona. A seguire, dalle 23, si terrà la tombola di beneficenza promossa dall'Aucc il cui ricavato andrà a sostegno delle attività di assistenza domiciliare ai malati oncologici. 

06/09/2017 20:18:06 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Splendorini, Comune di Umbertide ribadisce : ‘’No all'autorizzazione per 50mila ton/anno di rifiuti’’

Riceviamo e pubblichiamo L’Amministrazione comunale di Umbertide torna a ribadire la propria posizione in merito alla vicenda Splendorini che in questi giorni trova ampio spazio sulla stampa locale. In data 30 agosto 2017 il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza una delibera con la quale si esprime la contrarietà del Comune di Umbertide al mantenimento della autorizzazione unica di recupero rifiuti non pericolosi a favore della impresa Splendorini Ecopartner srl per il quantitativo di 50.000 ton/anno. Come riportato nel documento, il quantitativo di 50.000 ton/anno di rifiuti risulta assolutamente eccessivo, tenuto conto anche del degrado ambientale causato in località Calzolaro dalle emissioni odorigene dell’impianto per il trattamento dei rifiuti che nel tempo si è ulteriormente aggravato. Il Comune di Umbertide, come espresso nella delibera di Giunta prima e della delibera di Consiglio comunale dopo, ritiene che il quantitativo massimo trattabile non possa assolutamente superare quello del 2013, pari a 21.000 ton/anno eliminando totalmente le categorie di rifiuti maleodoranti (FOU). Tale delibera prevede inoltre che l’esercizio del trattamento dei rifiuti sino a 21.000 tonn/anno debba essere condizionato all’assenza di emissioni odorigene a danno della popolazione e, nel caso in cui vengano confermate le 50.000 tonn./anno di rifiuti, invita la Regione a delocalizzare tempestivamente l’impianto in zona distante dai centri abitati. A tutto ciò, si aggiunge il parere non favorevole all’eventuale acquisizione da parte di SOGEPU delle quote societarie della Splendorini Molini Ecopartner srl. Questa è l'unica posizione assunta dal Comune di Umbertide sulla questione, posizione che è stata espressa anche nel corso della Conferenza dei servizi tenutasi lo scorso 1 settembre in Regione, primo momento di confronto al quale ne seguiranno altri finalizzati ad approfondire i vari aspetti della vicenda. 

06/09/2017 20:13:39 Scritto da: Francesco Cucchiarini

Attualità » Primo piano Perugia: spaccio di eroina e cocaina, arrestati due tunisini

Gli agenti della sezione antidroga della squadra mobile hanno concluso un’attività d’indagine svolta nell’ambito del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti a Perugia. L’attività investigativa avviata nell’ottobre 2016 e conclusa nell’agosto 2017, aveva quali obiettivi due magrebini, già noti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi criminali nell’ambito dello spaccio di droga. Lo schema dell’attività di spaccio era il seguente: il principale indagato, tunisino, contattato telefonicamente dai vari assuntori, per effettuare gli scambi non si allontanava neanche dal proprio domicilio, situato nella zona di Settevalli, ma li attendeva sotto casa o all’interno, eseguendo la cessione, i cui dettagli erano stati già concordati telefonicamente, in maniera estremamente rapida. Talvolta lo spacciatore era coadiuvato o sostituito dal suo “socio” in affari, connazionale, il quale operava nella stessa maniera. Le risultanze investigative acquisite nel corso dell’indagine, non solo hanno consentito di accertare come i due pusher fossero operativi già da anni, essendo state documentate cessioni che risalgono al 2015, ma anche che il volume di affari fosse particolarmente importante, atteso che, dei vari assuntori, molti di essi erano abituali, acquistando stupefacente dai due tunisini con cadenza plurisettimanale o addirittura giornaliera. Il rapporto “commerciale” che si era instaurato, di conseguenza, era caratterizzato da una certa “continuità professionale”, in alcuni casi esclusiva. Il linguaggio utilizzato nelle comunicazioni di contrattazione, ovviamente, era dissimulato ma abbastanza chiaro: il principale indagato, noto come “Rocco”, ed i suoi clienti, parlavano di “roba bianca”, oppure di un numero variabile di “pallette”, oppure indicavano l’eroina chiamandola semplicemente “E” o la cocaina “C”. Le risultanze probatorie acquisite sono state compendiate in un’articolata informativa di reato che, inoltrata all’autorità giudiziaria, le hanno consentito in tempi rapidissimi di emettere un provvedimento che dispone l’applicazione, a carico dei due indagati, della misura cautelare carceraria, eseguita dagli uomini dell’antidroga previa notificazione del provvedimento ed accompagnamento a Capanne.

06/09/2017 14:21:41 Scritto da: Francesco Cucchiarini

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