Attualità » Primo piano Corciano: i Carabinieri arrestano un rapinatore

L’acume investigativo dei Carabinieri di Corciano ha permesso di assicurare alla giustizia un rapinatore, autore di tre episodi delittuosi commessi in quel territorio nel corso delle scorse settimane. È stato così che nelle ultime ore, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità Giudiziaria di Perugia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 48enne tunisino, da tempo residente in Italia, il quale privo di attività lavorativa, si dedicava ad “affari” più remunerativi. Le indagini hanno consentito di far emergere a carico del cittadino straniero gravi indizi di colpevolezza in ordine a: una rapina perpetrata agli inizi dello scorso ottobre, in danno di una farmacia, durante la quale l’interessato, con volto parzialmente coperto e armato di una pistola, mediante intimazione di minacce, ha indotto la dipendente dell’attività ad aprire il registratore di cassa, per poi asportare una somma di denaro, prima di dileguarsi per le vie limitrofe. Una rapina perpetrata agli inizi del mese di novembre, in danno di un esercizio commerciale, nel corso della quale l’interessato, questa volta munito di un passamontagna e armato della stessa pistola, si è impossessato di altra somma di denaro presente nella cassa, prima di scomparire nel nulla. Un tentativo di furto commesso in danno di un’attività commerciale, non andato a buon fine a seguito dell’entrata in funzione del sistema d’allarme di cui era dotato l’esercizio. Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato ristretto presso la casa circondare di Perugia Capanne dove si trova recluso, da qualche giorno, per altra causa, a disposizione della magistratura.

01/12/2017 17:21:30

Notizie » Politica Mancini e Galmacci (Lega Nord):''Ora che le passerelle sono finite a quando l’incontro con i cittadini?''

Riceviamo e pubblichiamo “Un patto di cittadinanza senza la cittadinanza. L’arroganza del PD” “Un patto di cittadinanza senza la cittadinanza, ancora una volta gli umbertidesi sono stati esclusi dalle scelte amministrative. Forse, sindaco Locchi, c’è paura di un confronto con la popolazione locale?” A sollevare perplessità ed evidenziare l’incoerenza dell’iniziativa svoltasi Giovedì pomeriggio ad Umbertide e riguardante la presentazione del “Protocollo di Intesa per favorire la convivenza tra diverse comunità  religiose” è il Consigliere Regionale, Lega Nord Valerio Mancini, assieme al referente territoriale Vittorio Galmacci. “ Non comprendiamo la scelta, a nostro avviso illogica, da parte dell’amministrazione comunale di escludere la cittadinanza dalla presentazione di un protocollo che cambierà la vita degli umbertidesi – spiegano i due esponenti del Carroccio – ma siamo altresì consapevoli che questi meccanismi di “palazzo” appartengono ad una classe politica in crisi da tempo, che  per sopperire ad un bacino di voti in evidente calo, mette a repentaglio la sicurezza cittadina, abdicando alla costruzione di una delle più grandi moschee italiane. Ora che le passerelle sono terminate e il sindaco Locchi, il Prefetto Cannizzaro, l’imam umbertidese, le autorità ecclesiastiche e pure l’ambasciatore del Marocco si sono potuti scambiare le sterili cortesie del caso, sarebbe opportuno stabilire una data ed ufficializzare il protocollo anche davanti alla cittadinanza. Siamo sicuri(o per lo meno, ci piacerebbe esserlo) che il sindaco Locchi entro la fine dell’anno, non avrà niente in contrario ad organizzare un incontro pubblico, chiamando a raccolta l’intera cittadinanza. L’arroganza e la presunzione del Pd locale, Regionale e Nazionale è sotto gli occhi di tutti, decidono della vita dei cittadini senza considerare la loro opinione, lo hanno fatto decidendo di costruire una mega moschea senza passare dal consiglio comunale, lo hanno fatto decidendo di non indire un referendum consultivo benché lo statuto comunale lo prevedesse, lo fanno di nuovo escludendo la popolazione da certe scelte”. Il consigliere Lega Nord, Mancini prosegue, “Non stupisce la presenza all’incontro del  Prefetto Cannizzaro, sorprende, invece, che autorità ecclesiastiche e  l’ambasciatore del Marocco siedano allo stesso tavolo con una persona che al momento risulta indagata(non colpevole), stupisce altresì, la partecipazione della Presidente Porzi, del consigliere Chiacchieroni il cui partito già a Marsciano, sullo stesso argomento, ha subìto una battuta d’arresto. Ci auguriamo che la stessa cosa accade anche ad Umbertide, considerando anche il recente blitz della Guardia di Finanza e dei Carabinieri”.

01/12/2017 17:10:36

Attualità » Primo piano Presentato il Protocollo di intesa tra Prefettura di Perugia, Comune di Umbertide e Associazione Centro culturale islamico

Riceviamo e pubblichiamo Si è tenuta ieri pomeriggio presso la Biblioteca comunale davanti ad un numeroso pubblico la presentazione del “Protocollo di intesa per favorire la convivenza tra le diverse comunità religiose, per consolidare la coesione sociale e promuovere processi di integrazione" stipulato tra Prefettura di Perugia, Comune di Umbertide e Associazione Centro culturale islamico di Umbertide. All'incontro hanno preso parte rappresentanti delle Istituzioni (Comune di Umbertide, Prefettura di Perugia, Questura di Perugia, Consiglio regionale dell'Umbria, Ministero dell'Interno, Ambasciata del Marocco in Italia), esponenti della comunità islamica e del mondo cattolico e forze dell'ordine. Ad aprire i lavori il sindaco Marco Locchi che ha definito il protocollo “un primo passo, al quale ne seguiranno altri, verso l’obiettivo di definire in maniera concreta il percorso di convivenza tra le varie comunità ed etnie presenti ad Umbertide, nel segno del dialogo, della conoscenza e del rispetto reciproco, un percorso condiviso e partecipato che ha visto l'Amministrazione Comunale impegnarsi in prima linea con lo scopo di garantire la massima sicurezza a tutti i cittadini”. Al Prefetto d Perugia Raffaele Cannizzaro il compito di illustrare le specifiche del protocollo che riprende i contenuti del Patto italiano di cittadinanza siglato all’inizio del 2017 fra le varie comunità islamiche italiane e recepito dal Ministero degli Interni, e con il quale le parti si impegnano a facilitare i contatti e le relazioni delle Istituzioni e della società civile con le associazioni islamiche anche attraverso l'organizzazione di iniziative e momenti di incontro. Un protocollo che era diventato urgente sottoscrivere, ha affermato, considerando il clima attuale, e che vede tra i punti salienti la trasmissione alla Prefettura dei sermoni del venerdì tradotti in lingua italiana e gli atti relativi ai finanziamenti ottenuti dall'Italia e dall'estero per la costruzione del centro culturale islamico, garantendo così la massima trasparenza e di conseguenza la sicurezza come diritto di tutti. Dal canto suo il presidente dell’Associazione Centro Culturale Islamico di Umbertide Chafiq El Oqayly ha ribadito “l'impegno della comunità islamica a costruire una bella pagina della storia della nostra città in cui tutti noi viviamo e a favorire un percorso di convivenza civile, rispetto e conoscenza reciproca. La sicurezza è un bene fondamentale di tutti i cittadini e il centro islamico sarà innanzitutto un luogo di cultura e una scuola dei valori di fede e di rispetto”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche gli interventi dell’Ambasciatore del Marocco in Italia Hassan Abouyoub, del segretario generale della Confederazione Islamica Italiana Abdallah Massimo Cozzolino, del Vescovo della Diocesi di Gubbio mons. Mario Ceccobelli e del responsabile dell’Ufficio Ecumenico e dialogo Interreligioso della Diocesi di Perugia don Mauro Pesce che hanno sottolineato l'importanza del rispetto reciproco delle differenze in un Paese generoso come l'Italia e la necessità di ritornare alle radici dell'umanità. La presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria Donatella Porzi e Gianfranco Chiacchieroni, membro della Prima commissione consiliare della Regione, hanno ricordato la discussione sul protocollo avvenuta anche in Regione, dove si è cercato di evitare lo scontro per non alimentare le paure, sottolineando l'importanza del dialogo e la disponibilità all'ascolto. Dopo alcuni interventi del pubblico, le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario al Ministero degli Interni Gianpiero Bocci: “Tale incontro è importante non tanto perché sono presenti le comunità cattolica e musulmana – ha affermato l'on. Bocci - ma perché vi sono lo Stato laico e le sue Istituzioni che, con la loro presenza, assumono il compito di portare avanti questo percorso che è unica strada possibile, perché l'unica alternativa alla civiltà e all'integrazione è l'inciviltà”.  

01/12/2017 08:54:14

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