Notizie » Società Civile La Cooperativa F.lli Cervi svela segreti della semina agli studenti umbertidesi

Riceviamo e pubblichiamo   Conoscere la coltivazione del grano e con essa la storia dell'agricoltura, alla scoperta di Umbertide e del suo ricco patrimonio. E' lo scopo dell'iniziativa che la Cooperativa agricola F.lli Cervi, che dal 1975 è il punto di riferimento di numerosi agricoltori della zona, ha proposto alle scuole umbertidesi con il fine di far scoprire anche alle giovani generazioni le tradizioni agricole del territorio e forme di colture più attente alla salute dell’uomo e al rispetto dell’ambiente. Così gli studenti si sono recati in località Petrelle, sede della Cooperativa agricola, per assistere ad una dimostrazione pratica della semina, mettendo a confronto tecniche di ieri e di oggi. In un contesto storicamente rurale come quello umbertidese, che ha subito e che continua a subire influssi esterni, è fondamentale mantenere intatte radici e tradizioni, per questo la Cooperativa F.lli Cervi ha pensato di organizzare iniziative per sensibilizzare  gli studenti delle scuole locali. Il programma prevede anche convegni ed incontri sul tema, partendo dalle varie coltivazioni di grano, della storia dell’agricoltura nel territorio umbertidese con riferimento alle esperienze di coltivatori e aziende locali. La Cooperativa agricola F.lli Cervi ringrazia per il contributo il Comune di Umbertide, i Molini Popolari Riuniti, Gabry Garden e tutti coloro che hanno collaborato all’iniziativa.

22/12/2017 10:01:07

Sport Il Volley Umbertide si aggiudica al tie break il derby altotiberino di serie D contro il Trestina

Nella breve trasferta domenicale le umbertidesi dominano i primi due set, poi decidono di “regalare” tutto il possibile, ma ritrovano gioco e convinzione al tie break, aggiudicandosi l’incontro (3 – 2) di Raffaello Agea Trestina – Venerdì scorso era stato giorno di auguri e di strenne per il Volley Umbertide, con una bella e partecipata conviviale (150 persone tra atlete, allenatori, dirigenti, genitori, simpatizzanti e tifosi) nel corso della quale le ragazze di tutte le squadre della società avevano ricevuto un dono. E forse è stata proprio l’atmosfera natalizia a caratterizzare la prestazione della squadra di coach Gabriele Violini, che ha fatto di tutto per regalare alle avversarie il possibile e l’impossibile. Il punteggio finale potrebbe indurre a pensare ad una partita molto combattuta, ma in realtà sono stati proprio i regali delle ospiti a caratterizzare il match. All’inizio funziona tutto bene per le biancorosse, che soprattutto in attacco sfoderano una prestazione degna di nota. Poi, però, quando conducono con largo margine (8 punti), cominciano le regalìe. C’è un incredibile break di 9 punti delle padrone di casa, che non possono far altro che ringraziare e continuare a fare il loro gioco. Il parziale finisce con un risicato 25 – 23 per Umbertide, che nel finale riesce a rimettere in sesto i propri meccanismi. Il secondo game è la fotocopia del primo e non c’è molto da dire rispetto a quello iniziale. Stesso discorso per il terzo set, con la differenza che la rimonta di Trestina, sostenuta soprattutto dal servizio, ma ancora una volta con la complicità di singolari errori delle ospiti (soprattutto in attacco), si concretizza con un 25 a 23 in favore delle prime. Il copione si ripete nel corso della quarta frazione, ma sul 24 a 20 per Umbertide, la squadra di Violini potrebbe chiudere agevolmente la partita. Non è così perché il ripetersi di errori sicuramente evitabili da tutte le parti del campo e una specie di “blocco” in prima linea, sono gli ingredienti della rimonta di Trestina, che grazie ad un parziale di 6 a 0, porta la sfida al tie break. Alla fine vince il Volley Umbertide, che come sempre all’inizio dei parziali è in grado di controllare agevolmente il punteggio, aggiudicandosi il gioco decisivo con il punteggio di 15 a 10. Certo, a volte il servizio delle padrone di casa, che comunque hanno difeso molto bene, ha messo in difficoltà le avversarie. Ma nell’economia complessiva del match, hanno pesato soprattutto i più volte ricordati (evitabili) errori ed una prima linea di Umbertide ingessata. Si potrebbe dire un punto perso, perché visto l’andamento dei parziali le ospiti avrebbero potuto far proprio l’intero bottino. Ma in queste situazioni è meglio guardare il bicchiere mezzo pieno, piuttosto che mezzo vuoto; e soprattutto guardare alla classifica, che in virtù dei 2 punti conquistati, consente ad Umbertide di stazionare al sesto posto, ma a soli 5 punti dalla vetta ed in piena zona play off. Il tabellino Trestina Volley – Umbertide Volley 2 – 3 Parziali: 23 - 25, 22 - 25, 25 - 23, 26 - 24, 10 - 15 Volley Umbertide: Ubaldi M. (C), Ottaviani, Palazzetti, Ercolani, Biccheri, Tellini, Bianchini, Governatori, Rometti, Giuletti A. (L1), Giulietti M. (L2). N.e: Governatori, Moretti. Allenatore: Gabriele Violini Trestina Volley: Ciapetti, Polenzani, Guerri, Borsi, Pazzi, Cannizzaro, Gambino, Paradisi, Carletti.  Allenatore: Giampaolo Rossi (dati relativi agli scores individuali ed altro non disponibili) Arbitro: Daniele Persichini

21/12/2017 21:03:22

Notizie » Politica Umbertide Cambia:''Una scelta di responsabilità istituzionale''

Riceviamo e pubblichiamo UMBERTIDE CAMBIA: UNA SCELTA DI RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE Si può avere opinioni diverse, ma la nostra decisione è fondata su precise ragioni politiche e non su accordi siglati sottobanco. Il Sindaco Locchi chiede almeno una motivazione che giustifichi le nostre dimissioni. Ne indichiamo almeno tre: per combattere un uso improprio delle Istituzioni, per evitare un anno e mezzo di agonia amministrativa, per dimostrare come questo PD non sia più in grado di governare la città. Non si possono scaricare i problemi interni ad un partito, qualsiasi esso sia, sull’Amministrazione Comunale e sul suo efficace funzionamento. Un Sindaco senza maggioranza e senza un programma alternativo non può governare. Bisogna prenderne atto, staccare la spina e andare il più preso possibile a nuove elezioni, nell’interesse della città. Questa è chiarezza. Questa è responsabilità istituzionale. La premessa. Umbertide cambia non è il PD, ma un movimento civico di opposizione che deve rendere conto ai cittadini. Non deve entrare nelle questioni interne ad un partito politico e nemmeno sostenere una parte. Deve responsabilmente valutare la situazione nel momento in cui conflitti interni ad un partito si scaricano sulle Istituzioni e sul governo della città. A fronte della profonda crisi aperta nel Comune di Umbertide abbiamo ponderato con estrema attenzione tutte le possibili conseguenze per la Comunità di ogni nostra possibile scelta, ed abbiamo deciso pensando all’interesse generale, quindi non al nostro tornaconto o a quello di una parte del partito di maggioranza, qualunque essa sia. Ed a fronte di una improvvisazione politica abbiamo deciso di far prevalere la responsabilità istituzionale.   L’improvvisazione politica. Dopo le dimissioni dei 7 consiglieri del PD, annunciate anche dalla stampa in data 13 dicembre, quindi il giorno precedente l’effettiva presentazione, la composizione del Consiglio Comunale sarebbe stata la seguente: massimo 5 Consiglieri del PD (i 3 restanti più le 2 surroghe possibili, dato che gli altri non eletti erano già stati portati in Consiglio) e 6 Consiglieri delle opposizioni (3 Umbertide cambia, 2 M5S, 1 Destra). Il Sindaco non avrebbe potuto contare su una maggioranza, nemmeno aggiungendo il suo voto (in caso di parità non c’è approvazione). Per quanti mesi avrebbe potuto governare la città? Al massimo fino a Marzo 2018, cioè fino alla necessaria votazione del Bilancio di previsione. La mancata approvazione del documento contabile fondamentale avrebbe decretato lo scioglimento del Consiglio Comunale e la conseguente nomina di un Commissario che avrebbe però retto il Comune fino al Giugno 2019, data naturale di scadenza della consiliatura. Eventuali elezioni anticipate possono infatti essere indette soltanto se tutte le necessarie procedure conseguenti allo scioglimento vengono effettuate entro il 24 febbraio 2018. Avremmo avuto quindi tre mesi di “governo farsa” e più di un anno di commissariamento. I tempi in politica sono fondamentali.   La responsabilità istituzionale. A fronte delle pesanti ricadute sul funzionamento dell’amministrazione ed il governo della città che avrebbe certamente comportato la nuova configurazione del Consiglio Comunale, la norma di legge che prevede lo scioglimento del consiglio a fronte delle consensuali dimissioni della maggioranza dei consiglieri ci è sembrato lo strumento utile a concretizzare la soluzione che avrebbe prodotto il minor danno e la piena trasparenza. Il minimo danno: un commissariamento di qualche mese a fronte di una agonia di un anno e mezzo. La chiarezza: appunto elezioni. Ai cittadini la decisione, ma subito, appunto a maggio / giugno 2018, non nel lontano 2019.   La mozione di sfiducia. M5S e Umbertide Viva sostengono che la strada più corretta sarebbe stata quella della presentazione di una mozione di sfiducia. Per presentarla occorre la firma di 7 Consiglieri ed il voto di 9 Consiglieri. Nel Consiglio post dimissioni non ci sarebbero stati i numeri per considerare questa soluzione. D’altra parte più di una volta il PD locale ha affermato di “non poter certo sfiduciare il sindaco” scegliendo appunto la via delle dimissioni. L’eventuale rientro delle annunciate dimissioni dei Consiglieri PD avrebbe a maggior ragione impedito questa soluzione, significando il raggiungimento di un nuovo accordo interno al PD. Dunque una soluzione impraticabile.   Il cambio di maggioranza. Avremmo potuto sostenere, insieme ad una parte del PD, quella di Locchi e Guasticchi, l’iniziativa del Sindaco, formando di fatto una nuova maggioranza. Per fare cosa? In cambio dei nostri voti avremmo potuto anche ambire ad un assessorato. Sarebbe stata una soluzione corretta e dignitosa? Per la verità una proposta al Sindaco l’abbiamo fatta, visto che ci siamo sempre parlati e sapeva delle nostre intenzioni (tanto per rispondere a chi parla di tradimento o di fucilazione alle spalle). Per evitare la fine anticipata della consiliatura e dare alla città un governo serio di fine mandato con un programma specifico, esci dal Pd e formiamo un governo civico. Risposta negativa, a dimostrazione del fatto che le questioni riguardano equilibri interni al PD, non la volontà di mettere in atto una cambio radicale del sistema politico incentrato sul “partito”, da noi sempre auspicato.   L’accordo con l’altra parte del PD. Come si risolve allora dignitosamente e responsabilmente una situazione prodotta esclusivamente da lotte interne al PD e dalla sprovveduta azione politica del Sindaco e dei suoi ispiratori? Tornando al voto. Qual è lo strumento che avrebbe consentito di tornarci nei tempi più brevi? Preso atto della volontà di dimettersi espressa dai 7 consiglieri PD (di parte “Giuliettiana”, la stessa che a suo tempo ha nominato Locchi Sindaco facente funzioni per poi candidarlo ed eleggerlo nel 2014, riconoscendogli un lungo percorso politico ed amministrativo di provata fedeltà), ritenendo al contempo da parte nostra inopportuna la farsa del “governicchio” e molto pericolosa la prospettiva di un commissariamento fino al 2019 era necessario fare in modo che le dimissioni di almeno 9 Consiglieri fossero contestuali. Perché questa contemporaneità fosse testimoniata dai numeri del protocollo, necessariamente in sequenza tra loro per dare efficacia all’azione, dovevamo presentaci insieme in ufficio. Ecco il “diabolico” accordo tra i 9 consiglieri (noto a tutti all’interno del PD perché da noi stessi comunicato con anticipo): il momento di presentazione delle dimissioni. Che per ogni parte (Pd, partito di maggioranza, e Umbertide cambia, movimento civico di opposizione) hanno però un significato ben diverso. Punto.   Perché solo 2 dei 3 consiglieri di Umbertide cambia si sono dimessi? Il gruppo esecutivo che coordina il movimento, dopo un puntuale approfondimento politico e tecnico della situazione, ha deciso una linea sulla base di un principio fondamentale: non fare “inciuci”, pensare all’interesse generale della comunità. Quindi andare al voto. Ma la scelta di dimettersi, unico strumento che avrebbe consentito questa soluzione, è un fatto che attiene la coscienza di ognuno. Quindi è legittima e rispettabile tanto la scelta dei Consiglieri Claudio Faloci e Stefano Conti, che hanno deciso di dimettersi, quanto quella del Consigliere Luigino Orazi, che non lo ha fatto.   Resta il risultato: la chiarezza del voto anticipato, affinché nessuno pensi più di gestire le Istituzioni a proprio uso e consumo. Quello si un vero “atto di ingerenza e prepotenza senza uguali” verso i cittadini, chiunque lo commetta. Una “lezione” che ci auguriamo serva finalmente a riflettere.   Umbertide cambia “La nostra posizione è trasparente e, soprattutto, coraggiosa - sostiene Gianni Codovini, presidente di Umbertide cambia - perché in un colpo solo abbiamo azzerato 70 anni di sistema politico, facendo fuori moltissime posizioni cristallizzate: molte “nocette”, diremmo ad Umbertide. Il nostro voto contrario è stato sulla Giunta e sul governo del Pd, non su una componente del Pd. Le letture retrospettive di eventuali accordi o intese col Pd sono frutto di una visione complottista e personalistica della politica, lontana mille miglia da noi. Ed è anche diffamatoria. Noi siamo nati come movimento civico per far cadere questa Giunta e questo Pd, a cui siamo alternativi. Gli elettori ci hanno dato un mandato per opporci ad una pessima amministrazione che abbiamo combattuto con forza e determinazione senza fare sconti a nessuno. Se è stato lo stesso Pd a sfiduciare la Giunta e il Sindaco per quale strana ragione avremmo dovuto sostenerli? Semmai, quello che ci chiediamo, è il perché le altre opposizioni, M5S e Umbertide Viva, non abbiano fatto le opposizioni. Scelta politicamente incomprensibile che dovranno spiegare ai loro elettori.”. I consiglieri di Umbertide cambia, Claudio Faloci e Stefano Conti, argomentano la loro scelta: “ in politica contano l’interesse generale, la responsabilità ed i tempi di decisione, non il favore ad una o l’altra componente del Pd. Noi siamo stati coerenti con il mandato dei nostri elettori e della metà dei cittadini di Umbertide, perché questa città è divisa al 50% tra Pd e contro il Pd. Abbiamo interpretato le volontà del Paese, non i destini politici di Giulietti e Locchi. La verità è che costoro si fanno una guerra fratricida usando le istituzioni. Cosa gravissima. Con il nostro voto abbiamo innanzitutto difeso e poi liberato le istituzioni da questo groviglio, con spirito repubblicano, come è scritto nel nostro mandato di consiglieri. Ora ci candidiamo a governare. Fatto normale in un Paese normale. La nostra scelta non ha guardato alle beghe interne del Pd, ma alla questione istituzionale di governo. Del resto, la stessa proposta di Umbertide Viva e M5S di una mozione di sfiducia a Locchi era tecnicamente impraticabile e impossibile, poiché per realizzarla occorreva la firma di 7 consiglieri ed il voto di 9 consiglieri. Nel Consiglio post dimissioni non ci sarebbero stati i numeri (6 contro 6) per considerare questa soluzione. Insomma ci troviamo di fronte ad una proposta taroccata. I cittadini umbertidesi non meritavano un’altra bufala politica. Noi l’abbiamo responsabilmente scongiurata.” Codovini, Faloci, Conti ed Orazi concludono poi con una particolare annotazione, che fa riflettere: “Il commissario prefettizio, un servitore dello Stato, che sostituisce il Sindaco è una garanzia, molto meglio e più affidabile di una Giunta rattoppata e inutile.” Umbertide cambia  

21/12/2017 20:20:51

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