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L'ultimo saluto a Giorgio Filippi, le parole della poesia non muoiono mai

Autore: Redazione Informazione Locale Ultima modifica: 14/01/2026 11:50:14

La comunità che lo ha conosciuto, apprezzato e anche amato ha dato l’ultimo saluto a Giorgio Filippi in un tiepido pomeriggio invernale, ispirata dalla certezza che “Le parole della poesia non muoiono mai”.
Del resto Giorgio, il maestro che si fece poeta, ha ispirato buona parte della sua vita a “scalpellinare” parole per dare voce al magma di sentimenti è sempre ribollito  nella sua esistenza mossa dal desiderio di cambiare qualcosa in questo malandato mondo.
Lo hanno raccontato, nel pomeriggio di sabato 10 gennaio, le persone che hanno preso parola negli spazi della Piattaforma, a Umbertide, rispondendo all’appello per il commiato lanciato da familiari e amici.
E’ accaduto nello stesso giorno che Giorgio (insieme a Giuseppina Gianfranceschi)   aveva scelto per un’ iniziativa sulla pace, con particolare attenzione alla Palestina e a Gaza: e a quell’idea si è voluto dare esplicitamente seguito confermando data, luogo e persino tema… “Nel luogo dove si trova adesso Giorgio sarà sicuramente contento di vedere realizzata la sua proposta: ringrazierebbe ad una ad una tutte le persone che sono qui presenti”.
E alcune delle circa cento presenti hanno condiviso frammenti di esperienza con lui, poesie, note musicali del figlio Lorenzo e Paolo “Pablos” Parigi : un impasto di emozioni e riflessioni che per quasi due ore ha trasformato un insieme di persone in “comunità consapevole di esserlo”.
Questo hanno fatto le poesie lette da Aldo Manuali insieme ad una riflessione sulla presenza – assenza che quel sabato pomeriggio conteneva, le riflessioni di Giuseppina Gianfranceschi sulla necessità della pace gridata dalle poesie di Giorgio e di Fadwa Tuqan. E’ seguita la lettura di Erika Alunni di “Giorgio garibaldino” in forma poetica dedicatagli da Antonio Guerrini. La sua tenacia mite citata da Renzo Zuccherini, la profondità e la forza calma della sua voce evocata da Gianermete Romani, l’emozione della sorella Elena nel trovarsi circondata da così tante persone con la stessa sensazione di presenza-assenza citata poc’anzi.
E ancora: don Achille Rossi, Francesco Bottaccioli testimone e protagonista di trascorsi adolescenziali comuni resi permanenti dall’identico sentire l’urgenza di cambiamento al fianco dei più deboli. Giampaolo Bottaccioli ha invitato le persone presenti a non lasciar disperdere il grande patrimonio di umanità che Giorgio ci ha consegnato.
Testimoni di questo lascito i suoi “antichi compagni” che lo affiancarono nella mai eguagliata esperienza politica di Democrazia Proletaria: Luigino Ciotti,  Piero Sunzini, Vincenzo Vizioli. Con loro anche Jean Claude Saroufim.
Toccanti le parole della cugina Patrizia appassionata di lettura e letteratura, travolgente il saluto finale del figlio Francesco: un uomo valoroso, nella vita, nelle relazioni, nelle responsabilità, nell’insegnamento, nella scrittura, nella poesia.

Andrea Chioini

Il Gruppo

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