Notizie » Società Civile Preggio: al via la Sagra della Castagna

Torna dal 17 al 19 ottobre a Preggio la Sagra della Castagna, giunta oramai alla 47esima edizione. Quella di Preggio è tra le sagre più attese del territorio, in grado di attirare numerosi visitatori, grazie sia alla bellezza del luogo che alla gastronomia che in quei tre giorni viene offerta dalle botteghe aperte esclusivamente per l'occasione, che ripropongono piatti particolari il cui ingrediente principale è ovviamente la castagna. Tutti i giorni sarà infatti possibile gustare, oltre a brige e vino, i piatti tipici della tradizione nelle taverne, aperte venerdì dalle ore 19, sabato dalle ore 16 e domenica dalle ore 11. Inoltre per i tre giorni della festa sono in programma numerose iniziative collaterali, a partire da “C’era una volta la carbonaia”: venerdì pomeriggio verrà infatti accesa la carbonaia realizzata da maestri carbonari di Preggio nella zona del parcheggio da cui partono le navette per il centro del paese e resterà accesa fino a domenica. Domenica pomeriggio invece è in programma “Pittura a più mani: interpretiamo a Preggio la favola di Matteo Bruno ‘Il regno delle castagne’”; bambini e ragazzi avranno a disposizione fogli bianchi per disegnare con le tempere la piazza di Preggio e i disegni verranno pubblicati, insieme alla favola, sul notiziario “Preggio News” di dicembre. Sempre domenica sono inoltre previste una dimostrazione della tecnica ceramica raku da parte di Mirko di Deruta e il gioco della carta filata, con Marina che insegnerà con il suo fuso magico a filare la carta a partire da un foglio di giornale. 

17/10/2014 11:57:36

Notizie » Società Civile Paolo Franceschini: musicista internazionale

… 07559… Seduta alla scrivania, un po’ Virginia Woolf, un po’aspirante freelance, attendo, con l’ardore confusionario degli incontri unici, che dall’altra parte della cornetta arrivi calda e decisa- quella tipica di tutti i grandi- la voce di Paolo Franceschini, Maestro diplomato in violino, concertista di fama internazionale, fondatore de “I Solisti di Perugia”, insegnante al conservatorio Morlacchi della stessa città, ma più di ogni altra cosa, musicista, vero, dall’immensa e semplice umanità di chi è in armonia con se stesso. Parlare, soprattutto ascoltare però, con quest’uomo è stata un’opportunità più che gradita; come dire al classico ragazzino con il pallone sempre fra i piedi di scambiare due tiri con Andrea Pirlo, per intenderci. La distanza però è solo geografica: sento nelle sue parole rimbombare quella prospettiva equilibrata filtrata dagli spazi e le righe di ogni spartito, quel modo di ragionare e relazionarsi comune a tutti i musicisti, che riesce fin da subito ad avvicinarci, annullando per certi versi la differente esperienza di vita, rendendoci simili, perché cittadini dello stesso paese dal nome Musica. Portare avanti il nome di suo padre, del Maestro Franceschini, personaggio lungimirante nel campo musicale di Umbertide, le fa onore; ma quanto è stato difficile? Ha mai provato una sorta di “complesso di Edipo”? «Certamente il fatto di aver scelto per me uno strumento diverso (il M° Pietro Franceschini suonava la tromba, ndr) ha contribuito ad evitare gli eventuali attriti che dubito comunque, sarebbero nati. Onestamente lo ringrazio tutti i giorni per avermi avviato a questa carriera e averlo fatto nei migliori dei modi: restando sempre mio padre». A quale età è stato inserito nell’universo musicale? «Con precisione, non saprei stabilirlo. Pono stato educato alla musica come ad un secondo linguaggio, com’è logico che sia. Il primo atto ufficiale coincide con l’esame di solfeggio all’età di sette anni, da lì poi l’ingresso al Conservatorio, sotto la guida del leggendario M° A. Apostoli, membro del complesso dei Musici. A vent’anni, diplomato, appartenevo già al corpo docenti di un Conservatorio mentre completavo, per così dire, la mia formazione con il perfezionamento presso l’Accademia di S. Cecilia a Roma con Pina Carmirelli; non credo che in questo mestiere si possa raggiungere la fine, un punto d’arrivo: c’è sempre da imparare. La mia carriera poi vanta un’infinità di concerti in tutto il mondo, da solista e come elemento di un’orchestra, quale “Symphonia Perusina”, “Orchestra Rossini di Pesaro”, Orchestra “Sinfonica dell’Umbria” e altre, e infine l’attività d’insegnamento al Conservatorio Morlacchi di Perugia». Se nella sua professione non si smette di apprendere, significa quindi che le ore di studio non diminuiscono mai … «No, e ti dirò che la cosa non mi pesa per niente, anzi, se non mi dedico al violino quel tot di tempo al giorno, sento che mi manca qualcosa, sto male. I progressi maggiori poi si ottengono sul campo, dove conosci musicisti che hanno raggiunto livelli così alti che parlarci sembra avvicinare dei miti viventi. Amo questo lavoro; non metto in dubbio che non sia dei più redditizi, e nemmeno dei più sicuri visti la crisi e i tagli che costringe a fare, ma senz’altro, per me, è il più appagante. Mi ritengo un uomo fortunato». Ne L’Idiota di Dostoevskij, il principe Myskin afferma che “la bellezza salverà il mondo”, Donatella Bisutti intitola un suo libro La poesia salva la vita. E la musica? In che relazione è con la vita? «La musica è vita, basta pensare al suo inizio: il primo vagito di un bambino, non è un meraviglioso suono? Ogni attimo del nostro vivere è accompagnato da una melodia, che sia fuori o dentro la nostra testa. La musica è qualcosa di naturale, una modalità d'espressione intrinseca alla nostra natura che bisognerebbe sviluppare e incentivare; in questo il nostro Paese è stato lungimirante, ma oggi non si può dire la stessa cosa. Abbiamo perso quella cultura musicale che ci ha regalato tanti primati e reso il magnifico esempio che tuttora gli altri paesi seguono, ma possiamo sempre ripartire promuovendo l’importante educazione all’ascolto sin dalle prime scuole come una disciplina che ordina la mente e rende ampio il patrimonio culturale di ognuno di noi». «La ringrazio infinitamente, non si rende conto …» « Grazie a te, a presto Virginia». Virginia Spantini

13/10/2014 21:29:57

Notizie » Società Civile Fratta '800: ai Tintori il premio Piatto dell'anno 2014

E’ stata la Taverna dei Tintori con la sua “fantasia di dolci del tintore con liquori casalinghi ad aggiudicarsi il “Piatto dell’anno 2014”. L’’esperta giuria composta dai rappresentanti di ogni taverna e supervisionata da Adriano Bottaccioli, ha infatti scelto di premiare i dolci caserecci accompagnati da liquori dal gusto squisitamente casalingo che erano solite preparare le signore ottocentesche. Ma la sfida è stata tutt’altro che semplice; alla prima votazione erano infatti ben tre gli ex aequo tanto che si è resa necessaria una seconda e più approfondita valutazione da parte della giuria. A contendersi il palio 2014 sono state l’Osteria del Mattatoio, che ha proposto l’“imbrecciata”, la tipica zuppa a base di fagioli, fave, ceci e granoturco con la quale si rimediavano in maniera sostanziosa pranzi e cene delle famiglie contadine; la Taverna degli Antichi sapori con il loro “odor de saracca” con il gusto deciso dell’aringa moderato dal dolceamaro dell’erba di campo ripassata in un soffritto di lardo e aglio; l’Osteria dei Briganti con il loro “piatto per stomachi forti” a base di salsiccia, mazza fegato, cianco di maiale ed altre delizie porcine per appagare il palato e saziare lo stomaco; l’Osteria del Musicante che ha cucinato i “fegatelli cu’ l’erba cotta e torta sul panaro”, piatto caratterizzato dal profumo intrigante dell’alloro;  la Taverna dei Tintori che ha proposto la vincente “fantasia di dolci del Tintore con liquori casalinghi”. Ieri sera quindi sul palco di piazza Matteotti il sindaco Marco Locchi, insieme ad Adriano Bottaccioli, ha consegnato ai vincitori il palio realizzato anche quest’anno dall’artista Alvaro Bei. Inoltre la cerimonia di chiusura, allietata dalla Fanfara dei bersaglieri e dal gran ballo in costume dei fucilieri e delle dame del Battaglione estense di Modena, ha visto anche la premiazione dei giochi che nel pomeriggio di sabato hanno visto sfidarsi le taverne. Per il tiro alla fune femminile sono state premiate le brigantesse, il campionato di calcio a 5 è stato vinto dalla squadra dell’Osteria del Mattatoio mentre i garibaldini dell’Osteria dei Mille si sono aggiudicati la prima edizione della maratonina a staffetta. 

15/09/2014 14:15:52

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