Attualità » Primo piano Non rispettano le misure restrittive. Denunciate quattro persone fra Umbertide e C. di Castello

Durante l’ultimo fine settimana, gli uomini del Commissariato di Polizia di Città di Castello hanno svolto un’intensa attività di controllo nei confronti di soggetti sottoposti a misure restrittive quali arresti domiciliari e sorveglianza speciale. Le verifiche riguardanti il rispetto della vigente normativa e degli obblighi imposti dalla legge, hanno interessato una ventina di soggetti e tutto il territorio di competenza del Commissariato. Due nordafricani rispettivamente di 28 e 37 anni posti agli arresti domiciliari, residenti a Città di Castello, sono stati trovati in compagnia di altri connazionali, violando le prescrizioni imposte. Per tale ingiustificato motivo, sono stati deferiti alla competente A.G., chiedendo la revoca del beneficio ottenuto. Un cittadino italiano, di origine campana, dimorante in Umbertide, sottoposto agli obblighi della sorveglianza speciale, in conseguenza della quale avrebbe dovuto rincasare entro le ore 22.00, è stato trovato all’interno di un locale pubblico. Riaccompagnato presso il proprio domicilio, è stato anch’egli denunciato alla A.G. per la menzionata violazione. Gli agenti della Squadra Volante – Ufficio Prevenzione Generale, hanno denunciato a piede libero alla competente A.G., un cittadino tunisino T.H. di anni 54, per non aver ottemperato all’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro 30 giorni.

05/05/2014 20:50:08

Attualità » Primo piano C. di Castello. Proprietario concessionaria d'auto denunciato per truffa

Un commerciante d’autovetture di Città di Castello è stato denunciato dai Carabinieri per truffa. L’uomo, di 38 anni, titolare di una concessionaria nella zona nord della città, in pochi mesi è riuscito a racimolare una somma molto consistente (si stima tra i 100 ed i 200 mila euro) prima di chiudere l’attività e scomparire. Circa una ventina le persone che fino a questo momento risultano truffate; alcune sono residenti in Alto Tevere ed altre in diverse province italiane. Il modus operandi della truffa è stato sempre il medesimo. I clienti venivano attirati da annunci su siti internet specializzati ove venivano pubblicizzate autovetture d’importazione a prezzi concorrenziali (quasi sempre Audi, BMW e Mercedes). Gli acquirenti contattavano il concessionario il quale chiedeva loro un anticipo di alcune migliaia di euro, variabile a seconda del valore del veicolo. Dopo aver corrisposto la somma e formalizzato il contratto d’acquisto, alle vittime veniva prospettato che occorrevano alcune settimane per la consegna del mezzo. Trascorso tale periodo, agli acquirenti che protestavano per la mancata consegna venivano raccontate scuse più o meno credibili. La truffa, che in realtà si è concretizzata in non più di due o tre mesi, come detto ha permesso al presunto autore di intascare una consistente somma di denaro. Quando sono state presentate le prime querele, i Carabinieri della Stazione Città di Castello si sono messi sulle tracce del 38enne il quale però, nel frattempo, aveva già chiuso l’attività facendo perdere le proprie tracce. L’uomo tra l’altro non è nuovo ad episodi simili. Circa due anni fa fu denunciato, sempre per truffa, dagli stessi militari. In quell’occasione fu accertato che l’uomo manometteva i contachilometri dei veicoli che vendeva al fine di aumentarne il valore commerciale. Le indagini dei Carabinieri finalizzate ad identificare sia altre vittime che eventuali complici del 38enne sono ancora in corso.

02/05/2014 14:49:14

Attualità » Primo piano Riqualificazione centro storico. Cambiamenti in piazza XXV Aprile e largo Vibi

Piazza XXV Aprile e largo Vibi sono stati oggetto di un intervento di sistemazione voluto dall’Amministrazione Comunale di importo pari a 16.000 euro, nell’ambito della riqualificazione del centro storico. In particolare per piazza XXV Aprile si è intervenuto sugli elementi di arredo, con il fine di valorizzare uno dei luoghi della memoria di Umbertide, la piazza nata sulle macerie del bombardamento che il 25 aprile del 1944 distrusse borgo San Giovanni causando la morte di 70 persone. Nello specifico si è provveduto alla sostituzione dei dissuasori e al posizionamento di fioriere.  Per quanto riguarda largo Vibi si è intervenuti con la pavimentazione della piccola area verde, in quanto la presenza di grandi alberi di leccio impediva la crescita dell’erba ma anche perché l’area veniva spesso inopportunamente utilizzata per le necessità dei cani. Per la pavimentazione è stato utilizzato il porfido, al fine di dare continuità alla tipologia dei materiali utilizzati per piazza XXV Aprile e l’area è stata poi dotata di panchine e fioriere, sfruttando al meglio l’ampia zona di ombra generata dalla presenza dei lecci. In ambedue le piazze sono stati poi posizionati totem illustrativi che forniscono informazioni turistiche e, in quello di piazza XXV Aprile, anche una ricostruzione di borgo San Giovanni. Densamente popolato, il borgo San Giovanni era attraversato longitudinalmente da due strade, i cui tracciati oggi delimitano i lati più lunghi della piazza, via Mariotti, già vicolo del Pomo, e via Petrogalli, già via di San Giovanni. Le case della zona centrale, distrutte dalle bombe sganciate da dodici aerei alleati nel tentativo, fallito, di colpire il vicino ponte sul Tevere, non vennero più ricostruite; al loro posto è sorta piazza XXV Aprile dove i mattoni rossi tracciano nella pietra il limite delle abitazioni e le soglie di travertino indicano i portoni segnalati anche dal numero civico.

02/05/2014 14:31:03

Attualità » Primo piano Umbertide torna ad ammirare tre tele restaurate della Collegiata

Da venerdì 2 maggio torneranno finalmente ad essere visibili i tre dipinti ad olio conservati presso la Chiesa Collegiata oggetto di un importante intervento di restauro ed attualmente conservati presso il Museo di Santa Croce. Venerdì 2 maggio infatti, a partire dalle ore 17 sarà possibile accedere gratuitamente al Museo per ammirare da vicino i tre dipinti “La Trasfigurazione di Cristo e Santi” del Pomarancio, datata 1578, “San Gaetano e Cristo Stauroforo” di Giovanni Alabornà, e “Beata Vergine di Loreto con S. Andrea Avellino e S. Ubaldo” sempre di Alabornà, ambedue risalenti al 1749. Le opere appartengono alla Collegiata ma, in occasione dei lavori di ristrutturazione della stessa, sono state rimosse dalle pareti della chiesa per essere sottoposte ad un intervento di restauro. Il restauro è stato effettuato da Giorgia Feligioni del laboratorio “Tabula Picta” sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria; in particolare l’intervento, durato circa sei mesi, è consistito nel consolidamento e nella ripulitura della tela, nella chiusura delle mancanze della stessa e nel ripristino pittorico. Da venerdì quindi, e fino a quando la Chiesa Collegiata non riaprirà i battenti, le tre opere saranno esposte al Museo di Santa Croce e qui, nei giorni di apertura dello stesso, potranno essere ammirate da vicino, sin nei minimi dettagli, a differenza di quanto avviene in Collegiata dove la fruizione risulta invece ostacolata dalla collocazione delle tele.

30/04/2014 15:17:33

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