Notizie » Società Civile La scuola di Niccone al Mercato della terra

Anche per quest'anno la scuola a tempo pieno di Niccone riconferma la propria presenza al “Mercato della Terra” di sabato 7 maggio con i prodotti del proprio orto biologico. Il progetto "Serra Orto - biologico", infatti, è stato avviato l’anno scorso con il ripristino di quest’attività che, insieme all’osservazione del cielo, ha caratterizzato la storia della scuola. Si tratta di un laboratorio di interclasse trasversale che vede coinvolti a rotazione gli alunni di tutte le classi dando vita ad un gruppo eterogeneo per età e competenza, allo scopo di promuovere un apprendimento tra pari. Dopo un periodo di abbandono, nel 2015 l'attività dell'orto è stata ripresa con successo sebbene le difficoltà incontrate non siano state poche, basti pensare al terreno completamente da dissodare perché incolto da anni o al telo della serra completamente distrutto. La volontà di alunni e insegnanti ha avuto però il sopravvento e la ripresa è riuscita splendidamente con la produzione di ortaggi in vasi: aglio, cipolle, fave, piselli, insalate, pomodori, il ricettario realizzato grazie alla collaborazione delle famiglie e, novità di questo 2016, le piante aromatiche. Ora più che mai, con i tempi che corrono, c’è bisogno di tornare ad esperienze concrete e la creazione di un orto permette ai bambini di fare esperienze di manipolazione, in sostanza "imparano a fare". L’apprendimento, soprattutto per i bambini con difficoltà e non solo, deve necessariamente avere inizio con una fase concreta, di sperimentazione reale, per poi accedere a una dimensione di astrazione e rielaborazione. Il concetto di tempo spesso di difficile comprensione per alcuni bambini viene affrontato da diversi punti di vista. La natura offre un modello in cui non è possibile vedere subito gli effetti delle azioni che si compiono, infatti, per osservare cambiamenti occorrono tempo e pazienza. Inoltre la realizzazione di un orto aiuta a comprendere i cicli stagionali. Anche i temi legati all’educazione alimentare e ambientale sono implicati in maniera profonda nel progetto "Serra Orto - biologico" e l'iniziativa potrà fornire stimoli per ulteriori approfondimenti. L’idea è quella di ampliarlo in modo che diventi un microprogetto di classe in cui il gruppo dei bambini che partecipa all’attività di serra quest’anno possa avere il compito di tutor, cioè possa mettere a disposizione degli altri le conoscenze e le competenze acquisite. L'acquisto con un piccolo contributo dei prodotti dell'orto biologico permetterà alla scuola di finanziare il progetto ed altre iniziative simili. L'appuntamento dunque é per sabato 7 maggio dalle ore 9 in poi presso piazza Matteotti. 

05/05/2016 12:27:44

Notizie » Società Civile Lions Club e Polizia Municipale insieme per la sicurezza stradale

Il Lions Club di Umbertide, in collaborazione con la Polizia municipale di Umbertide, ha incontrato gli studenti delle quarti classi dell'Istituto d'istruzione superiore “Leonardo da Vinci” per sensibilizzarli al tema sempre attuale della sicurezza stradale, in vista del prossimo conseguimento della patente di guida. “I Giovani e la sicurezza stradale” è il titolo dell’iniziativa che ha visto la presenza del presidente del Lions club Anna Paola Giacché, che ha sottolineato il forte impegno del sodalizio al fianco dei giovani, il maresciallo della Polizia Municipale di Umbertide Giuliano Sabbiniani, che ha illustrato i comportamenti da tenere sulla strada, e il giovane umbertidese Francesco Caracchini che ha portato la sua testimonianza. Ogni anno sono 13.500 i giovani tra i 15 e i 24 anni che perdono la vita o restano gravemente invalidi a causa di incidenti stradali; di fronte a questi numeri, che evidenziano un vero e proprio problema sociale, il Lions Club International ha sentito l’esigenza di attivarsi in prima persona, con l’obiettivo di cercare di contenere questa tragedia e di fornire strumenti semplici e allo stesso tempo incisivi per combatterla. Il progetto è quindi diventato un service e lo scopo della campagna è quello di promuovere la cultura della sicurezza stradale e di ridurre, di conseguenza, il numero di morti e feriti da incidente stradale. E' per questo che con gli studenti dell'Istituto “Leonardo Da Vinci” si è parlato di corretto uso dei sistemi di protezione individuale (cinture e seggiolini per bambini), moderazione della velocità, informazione sul consumo di alcool e droghe e sulle loro conseguenze, rispetto dei pedoni. Il tutto sostanziato da numeri e statistiche che danno la dimensione di quanto è concretamente possibile fare. Soddisfatte la dirigente scolastica dell'Istituto Franca Burzigotti e le professoresse Sonia Venturi e Giuliana Contadini che hanno coordinato lo svolgimento dell’iniziativa.

22/04/2016 21:29:16

Notizie » Società Civile Ad Assisi con Giulio Regeni

Riceviamo e pubblichiamo La dedicheremo a Giulio Regeni, giovane ricercatore seviziato e assassinato in Egitto da mani impunite che continuano a spargere terrore e morte. Non solo per alimentare l'’inestinguibile domanda di “verità e giustizia” ma per illuminare la storia di una persona impegnata a conoscere e migliorare questo nostro mondo. Giulio non era un eroe. Era semplicemente “speciale”. Come lo sono tutte le ragazze e i ragazzi che hanno voglia di conoscere, di capire, di pensare in grande, di andare sino in fondo nelle cose, di essere parte attiva della società, una società ormai senza confini. I suoi amici ce lo hanno raccontato così. Un ragazzo cresciuto in un piccolo paese dal nome dolce (Fiumicello), amato dalla famiglia ma anche dalla scuola, una piccola scuola di paese, che si prende cura di ciascuno dei propri figli. La storia di Giulio è cominciata lì a scuola, a 10, 11 anni, nel “Governo dei giovani” un progetto realizzato assieme al Comune che in ogni altra parte d’Italia si chiama “consiglio comunale dei ragazzi”, e con la “splendida scoperta” dell’impegno, del servizio, dell’ascolto, del “dare voce” e di un mondo più grande di cui si è parte. Mentre si continua a parlare della sua fine atroce, noi vogliamo accendere i riflettori su tutto il resto della sua storia. Una storia bella, positiva, carica di passione, partecipazione, responsabilità e tenacia. Tutti ingredienti indispensabili per resistere alla piena di odio, violenza, cinismo, indifferenza e ipocrisia che rischia di travolgerci. Il 15 e 16 aprile ci incontreremo ad Assisi per vivere una nuova straordinaria, intensissima, esperienza di pace. Assieme a Giulio ci saranno cinquemila bambini e bambine, ragazze e ragazzi, giovani studenti di ogni parte d’Italia. Ciascuno di loro porterà i risultati di un anno di scuola in cui l’educazione alla cittadinanza glo-cale ha voluto fare i conti con alcune delle sfide cruciali del nostro tempo come le guerre e le migrazioni e con i grandi temi dell’informazione, dell’ambiente, dell’economia, dei diritti umani, dei giovani, dell’Europa e del Mediterraneo. Alcuni ci diranno dell’'impegno che hanno profuso per pensare e progettare la “pace a km 0”, nella propria scuola, quartiere, città. E sarà una grande lezione per tutti quelli che non sanno mai cosa fare per la pace. Molti altri, che sono andati alla ricerca del significato autentico delle parole, ci aiuteranno a riscoprire il valore di termini svalutati come fraternità, dialogo, diritti umani, solidarietà, uguaglianza, nonviolenza, legalità, democrazia, partecipazione, dignità, giustizia, libertà, fiducia, rispetto, umiltà, equità, inclusione, accoglienza. Assisi sarà l'’approdo di centinaia di percorsi didattici, ricerche, dibattiti e attività. Dalla loro condivisione scaturirà un dialogo fecondo di idee, progetti e proposte capaci di cambiare le cose. E sarà un gigantesco laboratorio di civiltà, di cultura e di umanità. Chissà se la stampa e le televisioni, così attente a enfatizzare gli episodi negativi della scuola, vorranno dedicargli un po’ d'’attenzione!? La storia di Giulio Regeni è anche la storia di tanti ragazzi e ragazze a cui non diamo mai la giusta attenzione, il giusto rispetto e rilievo, il meritato ascolto e riconoscimento. Studenti che rimbalzano alle cronache solo dopo un fatto spiacevole. Il Meeting di Assisi del prossimo 15 e 16 aprile è una grande opportunità per tutti quelli che, al contrario, credono nei giovani, in questi giovani e, per questo, investono sul loro ascolto e sul loro protagonismo. Gli insegnanti, i dirigenti scolastici ma anche i sindaci, gli assessori, i funzionari e i volontari della società civile che li accompagnano ad Assisi e nel resto dell’anno non vanno lasciati soli. Ad Assisi gli diremo: Grazie! Sulla vostra passione educativa cresce un mondo e una speranza nuova. Flavio Lotti Coordinatore della Tavola della pace

06/04/2016 10:04:06 Scritto da: Eva Giacchè

Notizie » Società Civile Gatti di Canoscio: è polemica sullo spostamento del rifugio

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo amaro di una volontaria del Rifugio Enpa di Canoscio « La storia dei gatti di Canoscio è la seguente: Credo che la colonia sia nata circa 25anni fa, quando, nella casa più’ vicina al santuario abitava un’anziana donna, ormai sola, che aveva cani e gatti. Quando in relazione alla sua perdita di autonomia dovette andare al Muzi Betti, nota istituzione cittadina, chiese aiuto per i suoi animali.  I cani furono adottati, i gatti ovviamente rimasero li e si moltiplicarono. I parroci che si sono susseguiti nel tempo furono sempre molto tolleranti: la zona e’ vasta e verde, c’è posto per tutti. Uno  dei parroci diede il permesso ai volontari Enpa di costruire un rifugio per i mici, molto razionale, situato nella scarpata a destra, venendo dal parcheggio, ben nascosto dalle siepi, esposto al sole, sicuro e pulito. Furono costruite scalette per accedervi. Io ho visto questa bella struttura 5 anni fa circa, passando per caso durante una passeggiata, ho capito che i frati che gestivano allora il santuario, molto poveri, non si occupavano dei gatti e ho iniziato a portare cibo con regolarità, avendo così modo di conoscere un’ altra volontaria che da tempo si occupava dei mici. Negli anni ci siamo organizzate in modo che ai mici non mancasse mai il necessario e siamo riuscite a fare sterilizzare 2 gatte, a curare un micino malato e darlo in adozione. Altri volontari hanno dato il loro importante contributo. Tre anni fa circa il rettore del santuario ha ipotizzato uno spostamento del rifugio, in previsione della costruzione di un orto. Ci siamo incontrati, abbiamo prospettato  insieme uno spostamento di circa 100 metri in direzione della cosidetta casa del tesoro, sempre nella stessa scarpata, area attigua al rifugio, ben esposta al sole, vicina alla zona che per i mici era familiare e dove si sarebbero potuti adattare . Non se ne fece nulla, i frati si resero conto che gatti e orto non erano incompatibili. Arrivando al presente, giunge il nuovo prete e da subito, la prima cosa che si viene a sapere è che non vuole i gatti, con tutti i problemi della diocesi, appare subito evidente che questa ossessione per lui è prioritaria. Ci poniamo in un atteggiamento non aggressivo, ma di attesa e disponibilità, vigilando comunque. Negli ultimi due giorni veniamo a sapere con orrore che la colonia è stata spostata, senza chiedere niente a nessuno, senza rispetto per i gatti e per le persone che per anni li hanno seguiti e curati. I gatti si sono trovati privi dei loro rifugi, di quella che era stata la loro casetta da sempre, disperati e piangenti. Mani estranee hanno preso le loro-nostre cose, le cucce , i contenitori per il cibo e li hanno trasferiti dalla parte opposta della collina di Canoscio, verso nord, un luogo esposto a venti e brina, umido, lontano e sconosciuto, un luogo dove non andranno mai. Intanto i gatti si sono dispersi, lo scopo del buon parroco è stato raggiunto, non dovrà più sostenere l’orrore di incontrare una decina di poveri gatti all’uscita della sua vuota canonica di 500 metri quadri, dove vivono in due. Questa è la storia, fino ad ora, vedremo cosa si può fare per rimediare a questo scempio. Intanto il prete cerca di cavalcare i media locali affermando che non ha distrutto il rifugio dei gatti ma lo ha solo spostato. Per quello che mi riguarda continuerò a portare i crocchi come facevo prima e se necessario li metterò nella riproduzione della grotta di Lourdes, così gatti e cibo saranno al riparo. La Madonna capirà, non è una donna di potere.»   Marcella Chialli  

02/04/2016 10:28:22 Scritto da: Eva Giacchè

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