Attualità » Primo piano Omicidio Dell'Omarino: confessa il presunto killer

"Sono stato io" è l'affermazione detta davanti al pm Julia Maggiore della Procura della Repubblica di Arezzo, da Piter Polverini, 24 anni, di San Giustino Umbro. Il giovane ha raccontato di aver colpito Katia con un martello al culmine di una lite sul prezzo di una prestazione sessuale. Ha poi detto di aver gettato l'arma del delitto nei pressi della propria abitazione a San Giustino, dove questa mattina il martello è stato recuperato dai carabinieri.  L'arma del delitto si trovava in una cassetta degli attrezzi dentro l'auto del padre del ragazzo. La notte del delitto Polverini passa inizialmente per il bar La Perla Nera di via Aggiunti a Sansepolcro dove Katia si reca, dopo aver chiesto denaro al prete di San Giustino. Nel bar biturgense incontra Polverini e i due si danno appuntamento nella zona delle piscine. Successivamente avviene il delitto. Ma Piter lascia tracce importanti. Il barista lo vede con Katia, poi una telecamera nei pressi del delitto inquadra l'auto su cui viaggia, una Nissan; infine c'è la testimonianza di una donna che vede l'auto. La testimone però non ricorda nè il modello nè la targa. L'auto è ripresa anche da una telecamera a San Giustino. Sono tutti elementi che portano i carabinieri a interrogare quasi subito Piter Polverini che agli inquirenti dà una versione lucida. A tratti però il racconto del sangiustinese non torna. Il suo Dna è tra i primi a essere prelevato e inviato al laboratorio di analisi. In tutto sono diciotto i campioni raccolti , tra i quali c'è il DNA di Polverini e il riscontro è positivo. Il ventiquattrenne di San Giustino è stato preso all'alba dai carabinieri, eseguendo l'ordinanza di custodia cautelare del Gip Anna Maria Lo Prete. 

16/09/2016 13:14:16

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